“Miracolo a Milano”, al Nestor


http://www.facebook.com/events/262974490416573/

E’ sempre meno raro, e questo ci lascia ben sperare, che la provincia di Frosinone offra ai suoi cittadini qualche occasione di svago culturale di livello. Sulla scia di una serie di proiezioni gratuite di film del regista nostro conterraneo Vittorio de Sica, si colloca, a seguito dell’apertura di un’ottima rassegna monografica aperta con un convegno svoltosi qualche settimana fa, uno dei capolavori del Neorealismo italiano, “Miracolo a Milano”, film del 1951.  Non lasceremo certo sfuggire occasioni come questa di poter vedere sul grande schermo come solo i nostri cugini di qualche decennio fa potevano film che hanno contribuito a fare del nostro Paese uno dei passaggi inevitabili della letteratura cinematografica mondiale. “Miracolo a Milano”, per essere brevi e lasciare al film il suo compito, è la storia dell’Italia sempre povera ma felice, che ha saputo trovare nei suoi sogni la ragione del proprio cammino. Siete tutti invitati a partecipare all’evento, caldamente consigliato dal sottoscritto.

Giovanni Proietta

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Metti in mostra le tue idee!! Non solo politica su Cs..


Che le porte siano aperte a tutti!!

E’ nostro desiderio raccogliere su questo blog ogni pensiero di qualsiasi genere che un ragazzo di Ceccano e dintorni voglia condividere con il vasto uditorio dei naviganti sul web.

Cogitanscribens con il passare degli anni è diventato uno strumento di diffusione e confronto, un centro di idee e di persone che hanno composto, compongono e comporranno l‘agorà telematica della nostra comunità.

Abbiamo parlato spesso di politica, l’attivismo ci ha guidato lungo un percorso non sempre facile ma di sicuro formativo delle nostre coscienze; da qui l’idea: perchè non allargare le tematiche trattate, non limitandoci a parlare solamente di politica ma indagando nei molteplici aspetti della nostra società?

Musica, Sport, Arte, Scienza e chi più ne ha più ne metta, con la consapevolezza che ciò che si frappone tra le nostre idee e la loro condivisione è un semplice click..

Metti in mostra le tue idee!!

Chiunque sia interessato a partecipare può contattarci (anzi deve farlo) anche sul sito o sui nostri contatti Fb..

Lo staff di CogitanScribens

Si sedes non is, si non sedes is..


Ho un’idea originale della politica ed è quello che rende spiazzante ed a volte incomprensibile ai più i miei pensieri, le mie azioni.

Soprattutto a livello comunale, non capisco (o forse si) come si possa affermare un sistema partitico simile a quello nazionale.

Cosa vuol dire essere di destra o di sinistra in una città che conta venticinquemila elettori come Ceccano?

Forse questo è l’unico modo, disperato aggiungerei, per assicurarsi buona parte dell’elettorato.

Basta essere, anzi dichiararsi, fascisti(ahime!), comunisti (?), destrorsi o sinistrorsi che migliaia di voti vengono accaparrati in men che non si dica.

Tutto senza dare uno sguardo ai programmi (e alla loro realizzazione direi)…

Non capiamo quanto sia inappropriato questo “modus eligendi”, che rende statici gli equilibri, e ne paghiamo le conseguenze, è incredibile come le divisioni ideologiche abbiano intorpidito la nostra politica creando nette barriere tra i cittadini: rossi e neri, socialisti e liberali, a prescindere.

Così troviamo ragazzi (300 o più) che protestano per la riforma Gelmini, che non conoscono nei dettagli e ragazzi (una dozzina circa) che protestano per un Fiume che da anni inquina la propria città, provocando morti e malattie; 300 sta a 12 come 25 sta a 1, nelle aspettative dei giovani ceccanesi la riforma è 25 volte più importante del Fiume Sacco: prodigio della cieca appartenenza politico-ideologica.

Non una mancanza di intelligenza, ripeto, ma la conseguenza dell’appartenza politica categorica.

Molti affermano, forse per alcuni giustamente, che il mio impegno sia spinto da un interesse come può esserlo quello della danza, del calcio: come un hobby qualsiasi, a loro però rispondono che la partecipazione democratica per la pretesa dei diritti alla vita e alla libertà è la base di ogni nostra singola azione all’interno della società.

Parole forse pesanti, che non suonano dolci e rassicuranti come il dolce e rassicurante “stai tranquillo, prendila facile, ci pensiamo noi”, che non richiamano al dovere civico ma all’assenteismo partecipativo: emblema di una partitocrazia che pensa molto ai voti e poco alla risoluzione dei nostri problemi.

Penso, dunque, che non bisogna diffidare di un politico per il suo colore ma occorre analizzarne il programma, soprattutto in ambito comunale.

Un esempio: i socialisti ed i comunisti della nostra amministrazione comunale applicano il principio de “il lavoro secondo le tue possibilità” (meritocratico) cardine dell’ideologia comunista ?

A giudicare dalla politica clientelare no, eppure la maggior parte dei loro voti deriva dall’appartenenza dell’elettorato a quell’ideologia.

Ai tempi del Code Napoleon, 1805, si parlava della venerazione della legge in quanto tale, a prescindere dal contenuto: oggi parlerei, e non a sproposito, di venerazione dei partiti a prescindere dai programmi.

“SI SEDES NON IS, SI NON SEDES IS”

Uno dei pochi aforismi, forse l’unico, che si adatta alla nostra politica fatta al contrario.

Gianluca Popolla

L’Italia vista dall’estero


Il confronto con le soluzioni e le idee che vengono dall’estero, nel senso più assoluto del termine (internet, vari outsider, paesi e giornalisti stranieri), è uno dei cardini costitutivi del passaggio dalla Società Chiusa e la Società Aperta. Dalla Sparta di Licurgo, alla “Germania” di Lutero, dalla Spagna di Filippo II, all’Italia del “bavaglio” che l’avvolge sempre più strettamente, prosegue la marcia retrograda verso il passato, dove il Mondo era la famiglia, la propria casa, la propria città, dove, quindi, non esistevano termini di paragone.
Per fortuna oggi c’è la rete, che sconfigge i giornalisti servi e i politici corrotti, ai quali faceva tanto comodo, una volta, risolvere il problema istituendo la censura o facendo la voce grossa. Ora, mi dispiace, ma non è più così e questo comporta sia una grande opportunità per il cittadino consapevole, che una grande responsabilità, quella di cercare finalmente, da soli, la verità, cercando le fonti dei pareri, orientandosi, scegliendo quello che si vuole leggere, quello che si vuole guardare. Siamo da anni nell’era del democraticissimo telecomando, da ancor meno tempo, nell’era del click, nell’era della pluralità senza limiti di informazioni, una mare, certo, nel quale ci si può perdere, ma nel quale c’è anche la possibilità di cercare la verità nascosta ma presente e comunque mai celata da una volontà provenente dall’alto ( ancora per poco tempo, abbiamo la fortuna di stare dalla parte dove il sole sorge, piuttosto che nell’Estremo Oriente, nella Cina del No a Google).
Cercare non è facile, ma talvolta il caso diventa amico e, quasi per caso ci imbattiamo nella verità cercando altro, in una fortunosa serendipity. Così è successo a me e non mi dilungo oltre dove avrei voluto evitare di scrivere un articolo che ormai sembra essersi fatto da sé.
Dicevamo?
Ebbene, cercando per caso in rete, ho trovato questo sito che presenta alcuni degli articoli più importanti di stampa estera ,che hanno come argomento il nostro Paese, tradotti in italiano. Curiosando, oggi ho trovato questo articolo, e vi consiglio di leggerlo alla luce delle osservazioni che ho appena fatto.
Buona visione e soprattutto
Buona riflessione
http://italiadallestero.info/archives/9232

Giovanni Proietta

Indignato


Volevo scrivere un articolo, anzi sentivo, più esattamente, di dover scrivere, qualcosa sul vergognoso decreto cosiddetto “Salvaliste” del PDL, e probabilmene lo farò quando l’indignazione sarà passata e i fatti verranno più facilmente a galla sotto gli occhi di tutti, per adesso, ho trovato nella rubrica “Passaparola” tenuta, sul blog di Beppe Grillo, dal giornalista Marco Travaglio, un’esposizione chiara, indignata e aderente alla mia opinione che vi consiglio di guardare se non avete avuto ancora l’occasione ( per motivi non dipendenti dalla vostra volontà) di approfondire come si dovrebbe. Mi sarà risposto che è un video “lungo”, “noioso”, accuse convenientemente indirizzate anche a Marco Travaglio dagli amanti della verità veloce, ma credo valga davvero la pena di strappare al proprio tempo un brandello che andrebbe magari dedicato a qualche insulso e ridicolo programma televisivo di quest’Italia leggera e per bene, di questa televisione esautorata anche del suo ruolo intrattenitore ( vedi il proliferare di programmi fondati sul Nulla, così di moda), di una tv che non è il megafono della voce del padrone quanto piuttosto l’amplificatore di un suono rumoroso, perfetto per coprire tutto il resto. Ma si, d’altronde la politica è una cosa noiosa no? Da bar..

Lo avrete capito, sono arrabbiato, indignato perché questo mio Paese, senza una cultura delle regole crollerà, affogato nella corruzione, silenziosamente e anzi doverosamente, così come merita.

Per stemperare i toni che qualcuno reputerà accesi ( e lo sono) citerò le parole, puntualissime, di un filosofo italiano:

“Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza”

Meditate

John Lilburne

La battaglia di Marco e la nostra


Marco Massa è un cittadino ceccanese come tanti, che vive, come tutti noi, Ceccano, nelle sue peculiarità, nelle sue contraddizione. Come tanti non direi, sarebbe più giusto dire che si tratta davvero di una bella persona, non per piaggeria, che sicuramente rimanderebbe al mittente con qualcuna delle sue battute caustiche ma perché al suo interno nasconde o meglio resta nascosta una storia che, secondo noi, merita di essere raccontata.
Facciamo un passo indietro.
Il 21 novembre 2003 nasce suo figlio: “…era un bambino come tanti, sano, anzi sanissimo, uscito dall’ospedale con il massimo nella valutazione delle capacità psico-motorie […] le prime parole, i primi sorrisi” un figlio che, insomma, stava cominciando a dare le prime piccole grandi soddisfazioni ai propri genitori, una storia come tante.
Quel “maledetto” 3 settembre 2005 la vita di Marco cambia, insieme a quella del figlio. Da quel giorno, infatti, ci sono dei comportamenti insoliti da parte del piccolo: “ non parla più, non fa più niente”; non è più come prima, aggiungiamo; a causa degli effetti del vaccino tetravalente quel bambino diventa autistico.
Qui inizia la battaglia di un padre che in nome della vita di suo figlio si ritrova a combattere con le istituzioni, come un cavaliere contro i mulini a vento dell’immobilismo della politica, si arma di una fervente volontà, combatte e non si arrende . Dapprima con la “forza della disperazione”, come egli stesso ci ha confessato, poi con la precisione e gli strumenti del cittadino informato, attento, che non si fa irretire nella burocrazia, l’arma ceca e sadica con cui le istituzioni impietosamente si comportano anche di fronte a casi come questo.

Per ottenere il rispetto della legge 104 che tutela tutte le persone nella condizione di suo figlio, non basta rivolgersi agli amministratori, inutile tentare di creare una fattiva alleanza, Marco deve lottare e lo deve fare senza l’aiuto di nessuno, o meglio, con l’aiuto di “ quel 10% di persone che, accettando di aiutarmi, hanno valso, con il loro lavoro, più del restante 90% disinteressato alla mia storia ”.

Contro tutti, e non ci stancheremo mai di ripeterlo, solo per fare valere i diritti suoi e di suo figlio.
Tenere una maestra al suo posto, comprare medicine specifiche da farmacie internazionali, assistenza continua,farsi avvocato di se stesso, libri, tanti libri, dal Codice Civile alla Letteratura sull’Autismo, tentare sempre l’impossibile come contattare i più illustri studiosi, come provare terapie innovative e differenti, essere costretti a comprare acqua potabile per garantire al proprio bambino la vita. Costretti da cosa? Perché?
Perché suo figlio quell’acqua non la può bere, non ci si può lavare e non può neanche mangiare cibi cucinati con quell’acqua, e non stiamo parlando di un qualsiasi villaggio del Terzo Mondo, dove la gente è costretta dalla sete, a bere nelle pozze inquinate e morire, ma di quell’acqua che esce tutti i giorni dai nostri rubinetti, che spesso inconsciamente usiamo: l’acqua di Ceccano.
Non lanciamo nessun allarmismo, parliamo di dati oggettivi, di verità perché anche a noi, come a Marco, piace “incontrare persone che vanno avanti con la verità”, non rimaniamo muti di fronte a tale scempio.
Dobbiamo tenerci alla nostra vita e a quella dei nostri figli,perché non c’è niente di più prezioso (molto più di quei metalli purtroppo poco rari nel nostro Fiume e nelle acque dei nostri rubinetti) che la nostra vita, e noi continueremo a gridarlo.
Così sentenzia il medico, sulla situazione del bambino: “l’aggravamento delle condizioni infiammatorie e neurologiche se esposte a fattori ambientali scatenanti processi ossidativi, tossicologici ed infiammatori quali metalli pesanti (asbesto? Eternit?) e agenti allergeni di qualsiasi natura.
E se è vero, come è stato detto, che una società si giudica dal grado di attenzione nei confronti dei diversamente abili, dobbiamo fare un applauso per ogni singola goccia di arsenico, di piombo, di metallo pesante, che rende speciali le nostre pietanze, e l’aroma che ci avvolge, usciti dalle nostre docce

Marco dice che suo figlio ha portato un cambiamento in positivo nella sua vita, facciamo che lo porti anche nella nostra.

Da un’intervista ad opera di

Gianluca Popolla e Giovanni Proietta

http://www.cogitanscribens.wordpress.com