Il foglio bianco


Il foglio non tradisce mai.
Non parla mai alle tue spalle, non critica, è muto se non hai voglia di ascoltare, il più convinto ascoltatore se hai voglia di parlare.

Puoi trascurarlo, calpestarlo e dirgli cose illogiche, inaspettate, sconvolgenti e senza senso ma resta lì fermo immobile, pendente dalle tue labbra come il più fervente dei seguaci.
Si ciba dell’euforia adolescenziale, rassicura le tue più intime paure, condivide la gioia e addolcisce i difetti, il rifugio più sicuro dagli errori.

 

Il foglio non delude mai.
Non una parola fuori posto, sempre la cosa giusta al momento giusto.
In un pomeriggio assolato, durante un temporale, è sempre lì ad aspettarti.
E non si lamenta per il ritardo, né rivendica l’esclusiva delle emozioni, delle risate, degli sbadigli, dei sorrisi e dei pianti spavaldo e consapevole che non c’è dogana che lo precluda all’anima.
Si fa bianco per riflettere i tuoi colori, nero per assorbirli fino all’ultima stilla.

 

Il foglio non cambia mai.
Eppure può essere una montagna da scalare o un cioccolatino da scartare avidamente.
E lo affronti con felicità come il migliore degli amici, e lo temi come il più profondo dei salti nel vuoto.
Può premiarti nelle sere più tempestose, e lasciarti a bocca asciutta nei giorni più lieti.
E senza essere scortese ti invita a riprovare se non riesci, e con fierezza ti invita a replicare se raggiungi l’obiettivo.

 

E sei contento se lo riempi di te, se riesci ad intingere il pennello di ogni singolo colore della tua anima, e non ti abbatti se resta bianco perché non ti nega mai una chance di colorarlo.

 

Un foglio bianco può colorare i tuoi giorni.

 

 

Gianluca Popolla

 

 

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Ceccano: mancate sorprese post-elettorali


ImmagineLa fase post-elettorale ha lasciato la nostra città con più dubbi che soluzioni, interrogativi che intatti permangono da anni sembrano destinati ad un lungo e deleterio soggiorno nelle nostre vite.
Il primo anno della ‘nuova’ giunta non hanno sortito quelle risposte che, con la candidatura di un soggetto nuovo proveniente dalla società civile quale Manuela Maliziola, in molti si aspettavano.
Nulla di nuovo sotto il sole, o meglio, qualcosa di nuovo c’è, ma niente è cambiato o sta cambiando.

Se si approfondisce l’analisi, e ci si lascia alle spalle la superficialità degli avvenimenti si capisce come si stia verificando niente di più prevedibile: una figura credibile e di buona volontà, così il sottoscritto ritiene il Sindaco, è poco per smuovere un sistema incancrenito dotato di profonde radici.

Perchè il male atavico del nostro paese è l’assenza di partecipazione, della condivisione di idee e di un dibattito sano sul bene e per il bene di Ceccano.

Nonostante l’intento del primo cittadino nel senso di una politica partecipata, i risultati stentano ad arrivare; ancora in bilico la situazione sulla diretta web del consiglio comunale, la prospettiva di avere un bilancio partecipato (in cui i cittadini decidano verso quali servizi impegnare una parte del capitale comunale fabraterno) è ancora remota.
Neanche la consuetudine elettorale degli incontri con le associazioni di rappresentanza è stata mantenuta in vita.

Ma era prevedibile.

Ricordiamoci che lo stesso Sindaco che ha prospettato il cambiamento connotandolo nel senso della condivisione con i cittadini di scelte politiche cruciali per il nostro futuro, ha in più occasioni riconosciuto l’ottimo lavoro compiuto dalla decennale amministrazione Ciotoli.
Qui le radici, qui le basi dell’attuale fallimento.

La contraddizione era ovvia, non si può essere e non essere allo stesso tempo; e quando sotto elezioni si produce un’evidente antinomia nelle dichiarazioni è logico che ad essere sacrificati saranno i buoni propositi.

La natura non fa i salti, la politica ancora meno, chi è benedetto dai ferventi sostenitori della chiusura oltranzista alla città, non può il giorno dopo costruire pareti di vetro a Palazzo Antonelli.

La maggior parte della colpa, però, va a noi, che crediamo di più a un loro cambiamento che alla nostra possibilità di essere decisivi nel cambiamento del paese.

Gianluca Popolla

Imagine


di Gianluca Popolla

Alcune volte basterebbe ascoltare. Ascoltare per davvero.
Ogni cosa che ci circonda ci cambia e lascia dei segnali che sta a noi, soltanto a noi, recepire e trasformare in realtà, trasformandoci.
Lezioni di vita, consigli fraterni di chi sa percepire un’altra realtà dietro etichette stantie, schemi rassicuranti creati per noi e da noi per convincerci che spegnere il cervello, smettere di pensare, lasciare che siano ad altri a realizzare i nostri sogni sia il modo migliore per ottenere risultati perché il meno faticoso.

Così: nero giusto, bianco sbagliato; carta vince, carta perde; un concetto di sinistra è stupendo, uno di destra è ignobile e viceversa.

Scegliamo di non fare scelte, ma non ci accorgiamo di farne altrettante senza l’aiuto del pensiero.

Ripensavo proprio ieri, tornando a casa, che se oggi John Lennon fosse interrogato sui problemi politici del nostro paese risponderebbe: “Imagine there’s no parties..Imagine all the people living for today”.

Forse non dobbiamo fare lo sforzo di immaginare per sottolineare l’evidente mancanza dei partiti: nei contenuti, nel contatto con le persone e con la realtà, nel risolvere i problemi del paese; ma il messaggio è un altro.

Troppo spesso abbiamo cantato quella canzone, l’abbiamo venerata ed eletta come una tra le migliori del ventesimo secolo, ma le stesse volte ne abbiamo perso il significato, quel tocco vitale che trasforma un semplice insieme di parole in qualcosa di più della loro somma.

Pensate soltanto a cosa l’uomo avrebbe potuto fare se avesse lasciato ad altri i vessilli di una guerra politica fatta di simboli, frasi fatte e cene elettorali e avesse condotto una sfida comune all’inefficienza, all’ignoranza che imperversano il nostro paese, il nostro mondo.

Mi chiedo quanto ci è costato il non ascoltare le altrui opinioni perché provenienti da esponenti di un altro partito, e quanto non dissentire da opinioni ascoltate nel nostro gruppo politico e per noi improponibili e inefficaci; quanto ci è costato avere fede in simboli creati da noi per dividerci più di quanto le nostre divergenze ideali facessero prima; quanto ci è costato non ascoltare davvero il nostro vicino di casa, l’amico di una vita, il compagno di banco, il collega di lavoro non perché non credessimo in lui ma perché coscienti della sua appartenenza ad un partito?

Creiamo degli schemi per “semplificarci” la vita, dei partiti politici per unire persone con le stesse idee eppure non ci chiediamo quali siano i risvolti dell’avere una vita “semplice” e di un gruppo di persone che non conoscano altro che una sola idea.

Il programma di Matteo Renzi: Riforma dei partiti e delle istituzioni (punto1.2)


 

 

di Gianluca Popolla

ImmagineOggi, descriverò una parte importante del programma di Matteo Renzi: la riforma dei partiti e delle istituzioni, da tempo al centro di un grande dibattito senza che ad esso sia seguito un completo e radicale progetto di riforma, nonostante gli scandali che imperversano ormai quotidianamente il mondo politico-istituzionale.

Emerge la proposta di abolizione del finanziamento pubblico ai partiti o, in alternativa una drastica riduzione dello stesso “condizionandolo al fatto che i partiti abbiano statuti democratici, riconoscano effettivi diritti di partecipazione ai propri iscritti e selezionino i candidati alle cariche istituzionali più importanti con le primarie.”, nonché favorendo il finanziamento privato tramite il 5 per mille o donazioni private che siano effettuate “in maniera trasparente, tracciabile e pubblica.”

Riguardo l’assetto istituzionale l’attuale sindaco di Firenze afferma: “ Diamo responsabilità effettive dove servono, a chi le può esercitare sotto l’impulso e il controllo dei cittadini: al governo centrale, alle regioni e ai sindaci.”, valorizzando i principi della “sussidiarietà e chiarezza delle responsabilità” senza trattare in modo fumoso ed ideologico il tema del decentramento istituzionale.

Bisogna continuare nel percorso di aggregazione degli enti intermedi, con l’obiettivo di una drastica riduzione delle province e di eliminare le strutture inutili gravanti sulla spesa dello stato; si ritiene inoltre, “necessaria”, la riforma del Patto di Stabilità premiando quei “Comuni virtuosi che hanno i conti a posto e vogliono investire sul loro futuro.”

In questo e nel precedente articolo sono presenti i contenuti del punto 1 del programma di Matteo Renzi, scaricabile in Pdf sul sito www.matteorenzi.it, dal nome “Ritrovare la democrazia”.

Su FACEBOOK è in corso un sondaggio sul vostro candidato preferito per le primarie del centrosinistra al link: https://www.facebook.com/?sk=question&id=4145717733367&post_id=4218224225984&qa_ref=qd per adesso in vantaggio Bersani con più di 900 votanti.

Frase del giorno: “Non sono d’accordo con te ma farò del tutto affinchè tu possa dirlo”.

 

PD: Wi-fi e l’ambiente dimenticato


Da qualche giorno a Ceccano impazza il toto Wi-Fi: è nocivo?
Può causare danni alla salute? Sono solo ipotesi o abbiamo dati certi?
Sollevata in maniera fortuita dal Pd si è aperta una discussione che trascende il singolo tema posandosi su quella della coerenza politica di determinati soggetti.

Ceccano, infatti, da anni è avversata da problemi legati all’inquinamento: dell’aria (polveri sottili; Pm 10, Pm 2.5) ; dell’ acqua e del suolo (generati dal fiume Sacco come il tristemente noto beta hch) con molteplici e tragiche ripercussioni sulla salute dei cittadini.

Problemi ampi, complessi, che non hanno come unici responsabili vecchi e nuovi amministratori fabraterni, però pur sempre affrontati da questi con negligente e non trascurabile disinteresse, ai limiti dell’incompetenza direi.

Polveri sottili
Per combattere le polveri sottili si è ritenuto sufficiente fermare le auto per qualche week-end (misura obbligatoria per legge) e niente più; mentre per il fiume solo slogan, rimpiattini, scarica barile e totale immobilismo.

Fiume Sacco
Nel 2005 il nostro paese sarebbe potuto entrare bell’area emergenziale della Valle del Sacco (in cui siamo entrati nel 2009), ma non ci fu un funzionario, dirigente, amministratore comunale che si preoccupò di soddisfare la misura necessaria richiesta dal governo: la perimetrazione dell’area maggiormente sottoposta a rischio ambientale.

Palazzetto 
Sul Palazzetto dello Sport ancora tutto tace, ma sarebbe necessario che gli amministratori di allora ci spiegassero le modalità di assegnazione dell’appalto, nonchè della costruzione dell’edificio.

Il Pd (ex Margherita, ex Ds, ex Pds,etc..) che fa luce su un aspetto marginale perché non totalmente verificabile, dovrebbe chiedere chiarezza per le su esposte tematiche ed in particolare verificare se al proprio interno non ci siano soggetti responsabili in prima persona del peggioramento o perseveranza dei problemi tuttora esistenti, visto che alcuni dei suoi attuali componenti ricoprirono ruoli cruciali all’epoca dei fatti (vedasi giunte dal 1994 al 2012).

Questione di coerenze e di rispetto nei confronti dei cittadini, delle nuove leve e della sempre consacrata storia del partito.

Gianluca Popolla

Credeteci: potete decidere del vostro destino..


Se tre anni fa ci avessero raccontato che avremmo raggiunto questi risultati, avremmo riso per giorni, ma la realtà sta superando i sogni.
Quattordicimila visite totalizzate per centoquarantotto articoli scritti, alla luce del rapporto annuale 2011.

Tutto questo nasce da un piccolo gesto: aprire un blog per mettere “nero su bianco” le nostre idee prima sul Liceo e poi su Ceccano, sull’Italia sino ad arrivare ai massimi sistemi, seguendo l’esortazione del professor Alviti primo motore immobile di Cogitanscribens.

Ringrazio, e non smetterò mai di farlo, Giovanni per aver creato quest’opportunità di espressione ormai parte integrante delle nostre vite: un piccolo sogno quotidiano che invito a sostenere con la stessa volontà d’inizio percorso.

Un sogno, una sfida continua, una missione: manifestare e diffondere un’idea al giorno d’oggi equivale a voler incidere più che mai sulle vite nostre nonchè dei nostri figli.

Non siamo politici di “professione”, nè tuttologi, ma ragazzi che vivono in cerca di significato e di significare: vogliamo dimostrare che ciascuno può conquistare spazio nella società in base al merito ed alle idee.

Esse hanno lo straordinario effetto di migliorarci e di migliorare chi ci circonda, in un solidale e reciproco progresso spirituale e materiale.

Se saremo capaci di fondare la nostra comunità sulle idee, sul confronto costruttivo e mai manicheo avremo ottimi risultati: premieremo il merito ed escluderemo la raccomandazione, favoriremo l’obiettività nel giudizio di valore ed escluderemo le ideologie.

Non vi chiederemo mai di credere che basti una persona per cambiare il mondo, vi chiediamo (e ci chiediamo) di credere in voi, nella vostra capacità di decidere del destino vostro e della vostra comunità.

Siamo qui, sempre qui, per tutti noi.

Grazie di aver dedicato parte del vostro tempo nell’accogliere le idee ivi proposte.
Gianluca Popolla

-Segnali dal futuro-17 Maggio 1844: ricordiamo le origini della città di Ceccano!!


Per migliorarsi occorre volgere gli occhi al futuro senza dimenticare il passato, recente o remoto che sia.

Quest’ultimo infatti ha una duplice funzione: impedire che vengano commessi gli errori precedentemente compiuti nonché rinsaldare legami passati dandone nuovo lustro e contenuto.

In una sola espressione crea e rinnova modelli di comportamento.

Da molto, troppo tempo, la classe politica del nostro paese sembra dimenticare le proprie origini: le lotte compiute per conquistare la democrazia, le umili condizioni nelle quali eravamo costretti a sopravvivere, l’importanza del merito e delle capacità individuali e collettive nell’uscita dall’oscuro tunnel della fame e dell’incessante povertà.

La proposta di oggi è indirizzata in tal senso e nasce dopo un’attenta lettura dell’impolverato ma sempre lucente Statuto Comunale della Città di Ceccano al quale consiglio vivamente di dare un’occhiata: sarà gioco facile accorgervi delle sue repentine violazioni da parte degli attuali soggetti politici, quasi nessuno escluso.

La mia proposta, in questa quinta puntata di “Segnali dal futuro” è di istituire una festa cittadina per il 17 maggio giorno in cui, nel lontano 1844 il nostro paese venne ufficialmente denominato “Città di Ceccano”.

 

Per garantire la partecipazione del maggior numero di persone la festa potrebbe essere spostata nella terza domenica del mese di Maggio…

Potrebbe essere un’occasione per mettere in mostra i talenti, le eccellenze del nostro paese e allo stesso tempo un momento ludico per gli ultimi arrivati, nonché un momento di riscoperta delle nostre tradizioni: una festa di tutti cittadini di Ceccano rimasti nella casa Natale e per quelli che, sparsi per il mondo, non hanno mai smesso di dimenticarla.

Per migliorarsi occorre volgere gli occhi al futuro senza dimenticare il passato, recente o remoto che sia.

Gianluca Popolla