Un pensiero per Natale…


di Pierfrancesco Gizzi

Questo è solo un mio piccolo pensiero scritto di fretta ma molto personale. Sicuramente in giro ce ne saranno di migliori, ma io vi invito a leggere in modo particolare (o sentire) il discorso di Natale che farà il papa Benedetto XVI, uomo di grande cultura e fede poiché dai suoi discorsi c’è sempre molto da imparare. Fatta questa piccola ma doverosa introduzione cominciamo!

Alla fine anche Natale è giunto, i negozi nonostante la crisi (ma quale crisi!!) sono stati derubati, le case sono piene zeppe di luci di vari colori e forme (il cui consumo di energia è letteralmente esorbitante) e ogni famiglia è pronta a ricevere i parenti con quantità esorbitanti di cibo di tutte le salse.

La realtà del Natale è questa; ma è per tutti così? Spero proprio di no! Natale per molti è una festa di compleanno dove imbucarsi o ritrovarsi per festeggiare, ma cosa non si sa! Si fanno gli auguri di “Buon Natale”, ma perché? Perché è il compleanno di Gesù e noi tutti siamo contenti. Però lo sai chi è Gesù e dove è nato? Chi furono i primi ad andare a trovarlo? Qual è il senso profondo del Natale? La risposta sicuramente sarà questa: il senso profondo del Natale è che siamo tutti più buoni. Solo oggi, perché se sei più buono sempre fa male alla salute?

Il 25 dicembre non è solo una festa per stare insieme in famiglia, non è solo un momento per farsi regali, non è un momento per rendere le case più accoglienti e poi non invitare nessuno, non è solo essere più buoni per un giorno: in questo Santo Giorno, il Signore viene tra di noi poveri peccatori e si fa come noi per salvarci, noi giustamente dobbiamo festeggiare questo grande evento, ma in che modo? Rendendo il nostro cuore puro ed il nostro animo disponibile verso il prossimo.

Ecco che il Natale da puro consumo diventa “Speciale”. Le luci, il cibo, gli addobbi, le corse frenetiche per i regali, il nervosismo per preparare tutto alla perfezione, non servono più! Accogliamo chi è più nel bisogno, preghiamo per chi è in difficoltà, aiutiamo chi è indisposto e non ha il coraggio di tendere la mano: siamo noi cristiani che in questo periodo dovremo essere “euforici di amore e gioia” verso il prossimo!

Ricordiamo: Gesù nacque in una mangiatoia, in una stalla, i primi che lo vennero a trovare erano dei pastori che non portavano nessun dono se non il loro umile cuore ed il loro impegno (infatti poi se ne andarono lodando Dio). Oggi nella tradizionale Messa di mezzanotte accostiamoci a Cristo Eucarestia, affinché anche noi come i pastori possiamo mettere il nostro impegno a servizio di Dio e uscire dalla Chiesa lodando il Figlio che viene per noi.

Per saperne di più sul vero significato del Natale cristiano vedi qui: http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2011/documents/hf_ben-xvi_aud_20111221_it.html

 

Buon Santo e Felice Natale a tutti!

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