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di Gizzi Pierfrancesco

Siamo solo noi, che speravamo che fosse una tua solita caduta come quelle che quest’anno ti vedevamo sempre fare, classiche: lungo sul fondo!

Siamo solo noi, che speravamo in un miracolo che purtroppo non c’è stato.

Siamo solo noi che ci siamo ritrovati tutti quanti nella tua cittadina (chi fisicamente e chi in via digitale). Perché tu alla fine eri un ragazzo normale che non aveva grilli per la testa: stavi costruendo una casa vicino ai tuoi, tu che potevi comprarti una casa a Montecarlo solo se lo volevi.

Siamo solo noi che pensavo che saresti diventato un grande appena ti abbiamo visto in battaglia sulla tua moto la prima volta, contenti di vedere un futuro campione muovere i primi passi, che ci faceva divertire nelle corse e fuori.

Siamo solo noi che abbiamo capito qual è stato il vero miracolo che hai fatto: si Super Sic sei proprio un Super eroe, hai commosso tutti nel mondo delle corse.

Siamo solo noi che abbiamo capito che non saresti cambiato mai, saresti stato sempre quel bravo ragazzo di Coriano, che dormiva ancora con i suoi e con la sua moto.

Avevi scelto questa canzone di Vasco come tua preferita e guarda caso in un verso fa così: Siamo solo noi, quelli che poi muoiono presto. Si troppo presto! Noi tifosi delle corse siamo abituati a vedere piloti che corrono con un ginocchio(o una mano) fratturata pensando che non sia nulla, anzi incitiamo i corridori ad andare più veloce, ha “sgasare” di più. La verità è che questi sono sport pericolosi e il Sic lo sapeva (come tutti i corridori)!

I genitori del Sic avevano paura della carriera del proprio figlio, quando gareggiava con le mini moto: avevano paura che si facesse male, che morisse. Perché non l’hanno fermato all’ora? Perché il mondo del Sic era quello, solo quello lo divertiva, solo quello lo rendeva fiero di sé, felice. Perché privarlo di ciò? Era il suo sogno, ci era riuscito! Aveva 24 anni quando ci ha lasciato così senza parole, davanti alle tv, lasciandoci, però, le emozioni delle sue gare e l’immagine della sua vita semplice e pulita (cosa difficile ai giorni nostri, era un esempio per tutti) da bravo ragazzo con il suo immancabile sorriso.

Grazie Super-Sic campione di simpatia, di vita e (sicuramente) delle moto.

 

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It’s so Sic..


Il rimpianto che ci travolge nella scomparsa di una persona è figlio della sua unicità.

Potremmo cercare il suo sguardo negli occhi di milioni di persone, il suo sorriso sulle labbra di altrettante senza la possibilità di trovarlo;
ora i suoi occhi hanno lo sguardo dell’infinito, l’universo è parte del suo sorriso..

Ti vedo lì dentro, non è una visione ma un’effimera ed indelebile realtà;
non ci credo ancora, non pensavo fosse così perderti, conoscerti dopo averti perso:
ognuno di noi ha un ruolo in questo mondo, ogni tentativo di sostituirsi è inutile, il suo vuoto incolmabile..

Il ringraziamento è d’obbligo quanto l’amarezza per un sogno finito così presto..

It’s so Sic..