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Una “Chiara” testimonianza di fede…


Salve a tutti, oggi vorrei riaprire dopo tanto la nostra rubrica “Il richiamo della fede”, creata da Giovanni e Gianluca per dare rilievo anche a quelle testimonianze-realtà di verità cristiane che ci circondano: per questo li ringrazio di cuore.

Grazie al mio parroco qualche giorno fa ho avuto la fortuna (o grazia) di conoscere una persona molto speciale, che ha dato la sua vita per Gesù. Durante l’omelia domenicale (che non è il momento giusto per parlare con il compagno ma per meglio ascoltare) il parroco ha parlato di una certa ragazza di 18 anni, di nome Chiara Luce Badano, da pochi giorni beata e in via di santificazione.

Chiara fin da giovane ha fatto parte del gruppo dei “focolarini” del suo paese (Sassuolo) e lì è cresciuta nel corpo e nella fede. Chiara era una ragazza a cui piaceva vivere e giocare. Un giorno, infatti, mentre giocava a tennis, sente un dolore fortissimo alla spalla e gli cade la racchetta dalle mani, non riuscendo più a prenderla. Va in ospedale e lì le diagnosticano un osteosarcoma, il tumore peggiore, quello più doloroso e difficilmente curabile.

Da lì per Chiara inizia il suo calvario, fatto come per ogni malato di tumore, di chemio e continui interventi; ma lei affronta tutto con un sorriso che ha qualcosa di diverso dagli altri: è il sorriso di chi è in pace con Dio, un sorriso del paradiso. Infatti, dirà: <<Se lo vuole Gesù, lo voglio anch’io>>.

Durante la malattia non vorrà mai degli anestetici, perché vuole rimanere lucida, sempre, per amare. Ama e Ama in ogni momento anche quando il dolore si fa più forte:Non ho più niente, ma ho ancora il cuore e con quello posso sempre amare”.

Non un lamento, ripeteva sempre: <<Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io».

Ai giovani, ripeteva: «…I giovani sono il futuro. Io non posso più correre, però vorrei passare loro la fiaccola come alle Olimpiadi. I giovani hanno una vita sola e vale la pena di spenderla bene!».

Prima di morire Chiara prepara per bene il suo funerale, dove chiederà di essere vestita con un abito da sposa, perché da lei sarebbe venuto lo Sposo (Cristo), e chiede anche che il suo funerale sia una festa perché lei è felice e tutti quanti con lei lo devono essere.

Le ultime parole saranno per la mamma “Mamma, sii felice, perché io lo sono. Ciao”.

Una testimonianza di fede senza confini…

La luce di Chiara non si è mai spenta de quel giorno in poi, perché la sua fede e il suo amore sono rimasti nel suo sorriso e nella sua testimonianza di vita.

Pierfrancesco Gizzi