“Gli sdraiati” di Michele Serra (Feltrinelli)


di: Giovanni Proietta

ImmagineCos’è “Gli sdraiati” di Michele Serra? Un racconto spurio colpevole di bellezza. Se le recensioni dovessero arrestarsi sulla soglia delle sei parole, saremmo a cavallo. La tentazione forte è di proseguire prendendo subito le distanze dal ritratto della nostra generazione (a parlare è un ventitreenne) presentatoci da Michele Serra. Delle amebe sdraiate, senza un futuro che non sia la ripetizione eterna di un presente di precarietà, appeso ad oggetti e luoghi inutili e labili. Finiremmo così per essere noi i colpevoli, di snobismo stavolta, quando l’analisi di Serra fotografa bene molti dei nostri reali difetti, senza generalizzare mai. La narrazione mescola sapientemente riflessioni saggistiche con il racconto di un padre alla ricerca del tempo perduto da lui e da suo figlio per dare un senso a quella catena di cui si sente l’ultimo anello. Una distinzione ontologica tra ciò che è stato e le generazioni protagoniste del futuro, per la prima volta perdenti, offuscate da una schiera di anziani che vive del proprio ricatto anagrafico.

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Il Grande Bluff


Esiste un concetto utile per spiegare l’acqua che passa sotto i ponti della politica italiana: il cosiddetto combinato disposto. Sarà utile rispolverare questa pietra miliare del dibattito all’italiana per comprendere in futuro quanto i giorni che stiamo vivendo ora siano significativi per la nostra democrazia in futuro.

Il dato di fondo è la ghettizzazione messa in atto dai partiti verso il m5s, un fenomeno assolutamente giustificato ma operato senza una doverosa presa di coscienza di quello che questo enorme “no” potrebbe diventare dopodomani.

Inventare un istituto giuridico inesistente, mai applicato in oltre sessant’anni di storia repubblicana dovrà pure avere qualche significato per non parlare del capitolo interessante delle reazioni. Nonostante il frame dell’invasione grillina dei banchi del governo sia stato nel 90% dei casi la sovrastruttura ideologica del concetto per il quale il movimento cinque stelle rappresenta
l’eversione e i partiti la pace sociale, la gran parte dei cittadini non è stata al gioco mediatico.

Sarà l’effetto della sdoganata partecipazione nei talk di pubblico più largo (Di Battista nel salotto della Bignardi e la Lupo in quello domenicale di Massimo Giletti) ma fatto sta che l’inganno mediatico inizia a scricchiolare. Molti hanno visto una donna
presa a pugni da un uomo senza che si levasse una sola voce anche solo per scusare il gesto ed è per questo che non hanno potuto accettare l’ennesima fatwa femminista (gridare troppo spesso “al lupo” è la strada che conduce verso lindifferenza collettiva)
dal Presidente della Camera.

Arrivano, poi, le accuse di fascismo inconsapevole da parte di Corrado Augias, ricambiate peraltro dal rogo di un suo libro, ma abbandonarsi nelle braccia di una metafora avvincente senza andare a fondo nell’analisi assume il significato di una guerra senza esclusione di colpi tra membri del medesimo gruppo di interessi e un movimento politico che ne minaccia la stabilità quando la necessità prima è quella di comprendere, senza il bisogno di prendere parte nella rissa. In questo senso la mente va invece alla Repubblica di Weimar, un regime debole e inefficente che regalò a una minoranza riottosa le chiavi di un Paese distrutto e non in quanto i grillini ricordino il nazionalsocialismo, sia chiaro.

Insomma in una settimana politica che non ricorderemo certo per il passaggio di Casini nella casa delle libertà vigilate di Berlusconi fatto passare come insulsamente ideologico (vedi i sondaggi), magari sarebbe bene prestare un orecchio a un’opposizione che minaccia di essere davvero eversiva e quindi pericolosa se verrà costretta a questo ruolo da comportamenti sia istituzionali che partitici, questi sì, davvero colpevoli.
C’è negli occhi di questi attori la colpevole inconsapevolezza dell’entità di un fenomeno con il quale bisognerà prima o poi rapportarsi seriamente. Guardare dall’altra parte, fare melina, compiere la mossa molto furba dell’accorpamento del decreto su Bankitalia con quello relativo al pagamente dell’IMU col tentativo davvero stupido di porre i grillini davanti al voto per la vita, fanno parte del corredo di una strategia fallimentare, capace soltanto di peggiorare le cose.

 Jimmy Guinea

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Biblioteca di strada, libri per viandanti nei luoghi di Macchiavelli


di Daniela Grondona (ANSA)

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FIRENZE- “Un libro sotto braccio camminando per i boschi, e i pensieri che vagano liberi. Così, pare facesse Niccolò Machiavelli, esule nel suo podere dell’Albergaccio, in Sant’Andrea in Percussina, a San Casciano Val di Pesa, poco fuori Firenze. Così, sono invitati a fare i visitatori che passano di qui.

E’ l’idea realizzata da un gruppo di abitanti della zona, desiderosi di valorizzare questi luoghi ricchi di storia e cultura: ecco, dunque, la prima ‘biblioteca di strada’ del Chianti, ovviamente dedicata all’autore del Principe che qui completò la sua opera di cui si sono tenute le celebrazioni per i 500 anni. I libri sono a disposizione di tutti, a titolo gratuito, presso una teca realizzata da due con il legno di vecchi pancali. Ci si può sedere a leggere vicino alla casa di Machiavelli oppure camminare per boschetti e colline con il libro nello zaino alla ricerca del luogo giusto per immergersi nella lettura. A disposizione di lettori, escursionisti e visitatori anche un libretto su cui lasciare i propri pensieri.”

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