-Segnali dal futuro- Candidati non condannati..


Nell’articolo di oggi della rubrica “Segnali dal futuro” tratterò un argomento fondamentale per garantire alla città di Ceccano una rinnovata democrazia basata sulla parità di chances dei consociati di partecipare alla vita pubblica nonché il rispetto delle regole e presupposti che ne sono a fondamento:la legalità.

Non c’è legalità quando è permessa la candidatura o l’investitura a carica pubblica di soggetti su cui vige una condanna per reati penali che essa sia di primo grado o definitiva;
si parla di primo grado quando vi è una prima sentenza del giudice di colpevolezza, ma esiste comunque la possibilità del soggetto di ricorrere ad un nuovo giudizio: quello di appello.

Se in seguito all’ulteriore giudizio verrà sancita di nuovo la colpevolezza, il soggetto sarà condannato definitivamente: il ricorso al secondo grado di giudizio è possibile ma non obbligatorio.

Definite le differenze tra i vari tipi di condanna passo alla proposta:

-non candidiamo persone condannate in primo grado per reati penali;

-solleviamo dall’incarico qualsiasi amministratore o carica pubblica che incorra in quella definitiva, lasciando la possibilità di farlo anche ai condannati in primo grado;

-rendiamo non più candidabili e/o nominabili come amministratori quei soggetti che abbiano ottenuto due o più condanne definitive.

Queste proposte hanno come fine quello di identificare e selezionare persone idonee ad un compito fondamentale, vitale della democrazia e dell’uguaglianza quale quello di rappresentanza e rappresentatività dei cittadini, si considera opportuno sacrificare l’interesse personale ad ambire a cariche pubbliche in ragione dei suddetti interessi che appartengono all’intera comunità:

può una persona condannata continuare a rappresentare la città e lavorare nel suo apparato amministrativo?

Diamo ai nostri cittadini delle garanzie: che la legalità sia rispettata da chi ci governa!

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8 maggio 2011 – Solo per Giustizia


 Domenica 8 Maggio 2011 alle ore 21, presso Piazza Municipio, a Ceccano

Cosa succede di così importante?
Partiamo pleonasticamente dall’inizio. Il Prefetto della Provincia di Frosinone Paolino Maddaloni emana il 14 aprile 2011 una circolare nella quale invita tutti i Sindaci della Provincia di Frosinone a sottoscrivere un protocollo anti-camorra. Firmare questo protocollo significherebbe semplificare i procedimenti amministrativi che portano a controlli e ad accertamenti. La bozza di questo protocollo è consultabile sul sito della Prefettura, in lui troverete in allegato il file word contenente il testo vero e proprio ( http://www.prefettura.it/frosinone/news/52106.htm#News_17639 ). Nella stessa circolare il Prefetto precisa che

“[…]si reputa opportuno informare le SS.LL. che questa Prefettura ha predisposto una bozza di protocollo di legalità, rinvenibile sul sito internet http://www.prefettura.it/frosinone, la cui eventuale sottoscrizione consentirà di estendere la richiesta delle verifiche antimafia a tutti i contratti esclusi per limiti di valore (cosiddetti sottosoglia) ovvero a tutte le attività che, nell’ambito dei contratti sottosoglia, finiscono per essere di fatto esenti di ogni forma di controllo in quanto assegnate in forma diversa da quelle del subappalto ed assimilati, per le quali non è prevista alcuna forma di controllo in tema di antimafia.
Ove, pertanto, le SS.LL. fossero interessate alla sottoscrizione del cennato protocollo di legalità – la cui bozza potrà subire modifiche ed adeguamenti alle specifiche problematiche connesse a ciascuna delle realtà locali – si potrà manifestare la propria adesione prendendo contatti direttamente con lo scrivente.
Nel sottolineare che non sfuggirà certamente alle SS.LL. l’importanza che rivestono tali strumenti convenzionali, ai fini di una più estesa attività di prevenzione e di contrasto del crimine organizzato, si confida nel consueto senso di responsabilità delle SS.LL., manifestando sin d’ora la più ampia disponibilità a fornire qualsiasi, ulteriore chiarimento in merito.”

Partendo da questo interessante spunto è parso naturale creare un movimento di opinione, un gruppo di volenterosi senza alcuna voglia di mettere in ridicolo o screditare la figura del nostro Sindaco, avente come unico obiettivo quello di invitare il primo cittadino ceccanese a dimostrare l’onestà della nostra cittadina sottoscrivendo il protocollo. Si tratta di un impegno civile richiesto, la sera del 8 maggio, in Piazza Municipio, senza avere pretese di alcun titolo, cercando di dimostrare che Ceccano non è un Paese di morti viventi, ma di persone che vivono il tessuto cittadino nel nome dei valori di onestà e legalità. Recentemente un Consigliere comunale di opposizione, Roberto Caligiore, ha fatto sua questa prerogativa e colgo qui l’occasione di invitare anche lui e tutti coloro che avessero a cuore la levatura morale del nostro paese a PARTECIPARE all’iniziativa che non ha “padri” ma spera di avere se non molti pochi, ma buoni figli.

                                                                                                           CogitansAgens

Protesto per la legalità e non per le accuse del corvo…


Ieri alle ore17 circa presso il teatro comunale “Antares” si è svolta una conferenza sulla legalità a cui ha partecipato tra gli altri  Don Ciotti, presidente dell’associazione “Libera”, ed a cui erano presenti il Sindaco Ciotoli e l’Assessore alla cultura Pietro D’Annibale.

Insieme ad altri amici ho protestato per il rispetto della legalità che, come ha detto lo stesso Don Ciotti, non è un principio ma è, deve essere, un pre-requisito degli atti che compiamo quotidianamente..

Corvo o non corvo, non è questo il problema, almeno per ora: sulle accuse nei confronti dei nostri amminsitratori, sui presunti reati descritti nella lettera di cinque pagine sentenzierà la magistratura e non sarò pertanto io ad ergermi come giudice e non sarò io a condannare i presunti colpevoli, anzi presunti innocenti secondo il principio “in dubio pro reo” (nel dubbio a favore dell’accusato) sancito dalla nostra Costituzione.

La mia protesta è più generale e se permettete di più ampia portata: riconduce al suddetto pre-requisito di legalità e al principio di trasparenza, principi che lettera o non lettera, veridicità o meno delle accuse sono sempre da difendere e dai quali non si può prescindere in una società democratica.

Per questo protesto, e lo faccio per chi è assetato di verità, e non per gli accusatori a prescindere, e lo faccio per chi vuole dimostrare la propria innocenza in tutti i modi, anche e soprattutto istituendo una commissione d’inchiestan”tecnica” per raggiungere tale fine.

Protesto per difendere un principio e non per attaccare i partiti o l’amministrazione, protesto perchè voglio che la giustizia faccia il suo corso e accerti i presunti reati permettendomi o di togliere il “presunti” davanti ai reati o di etichettare le accuse del fantomatico Corvo come “insulse”, protesto inoltre perchè un Comune nel quale si organizzano convegni e conferenze per la legalità e nei quali si intitolano una piazza ed una Mediateca a “Peppino Impastato” non può rigettare la proposta di istituzione di una Commissione di tecnici esterni per accertare eventuali responsabilità politiche.

Protesto perchè non si può essere visti ogni volta come guastafeste o complici dell’opposizione  nel momento in cui esprimo il mio dissenso o divergenza; protesto perchè il Sindaco nel rispondere su tali questioni ha solamente etichettato come infami i diffusori della lettera senza però spiegare il no compatto della maggioranza alla Commissione.

Non credo sia una questione politica, non lo è, e lo sarà solo nel caso in cui i presunti reati siano accertati dagli organi competenti, evidenziando così tali responsabilità.

Perciò ora nè giudice nè proibizionista, ma solo un cittadino che vuole difendere la legalità.

Gianluca Popolla