Qual è la nostra influenza sulle sorti del Mondo?


di Gianluca Popolla

La democrazia non si vende nè si compra, si conquista senza sosta e mai sarà nella piena disponibilità umana: ogni giorno si lotta per difenderla e difenderci.

Essa non è mai contingente, territoriale, nè settoriale ma omnicomprensiva, sicchè la ricerca di un’isola felice dove i diritti siano già garantiti e cristallizzati è un’illusoria consolazione, un palliativo utile nei giorni di profondo sconforto o disinteresse.

La democrazia è modellata su un equilibrio dinamico che si modifica al variare della società, delle nostre esigenze, dei nostri problemi, dei nostri sogni: lo stato dell’uomo è l’eterno e continuo cambiamento foriero di nuove prospettive, soluzioni e regole; nulla sarà mai come il giorno prima nè come quello dopo, pensate a com’è cambiato il nostro pianeta in pochissimi anni: tutto è partito, parte e partirà da noi.

Voglio semplicemente dire: ovunque voi andrete, qualsiasi cosa voi diventerete, qualunque patrimonio avrete, per migliorare davvero la vita vostra e dei vostri cari dovrete lottare, ogni giorno: non c’è alternativa plausibile.

Il nucleo forte della discussione a mio parere è comprendere che non esisterà mai una città, una nazione, un pianeta nel quale basti il 20, il 50 o il 70 per cento di noi stessi per conquistare la democrazia, non c’è alternativa: o si dà il massimo per rendere migliori noi stessi e la società in cui viviamo o si è diretti verso l’incomunicabilità e la rovina, non c’è scampo.

Ognuno di noi è essenziale e nessuno può esimersi da un’attività di progresso materiale e spirituale della società che i nostri Padri Costituenti enunciano nell‘art.4 della Costituzione della nostra Repubblica (in latino non casualmente significa cosa pubblica, di tutti).

Lo sviluppo del pianeta dipende dal gigante americano.

La solidità dell’economia e dello stato americano è legata a doppio filo con quella europea.

Se l’Italia non si salva, crolla l’Ue.

Il contributo del singolo commerciante di Cortina è fondamentale per la salvezza del nostro stato.

Qual è la nostra influenza sulle sorti del Mondo?

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-Segnali dal futuro-17 Maggio 1844: ricordiamo le origini della città di Ceccano!!


Per migliorarsi occorre volgere gli occhi al futuro senza dimenticare il passato, recente o remoto che sia.

Quest’ultimo infatti ha una duplice funzione: impedire che vengano commessi gli errori precedentemente compiuti nonché rinsaldare legami passati dandone nuovo lustro e contenuto.

In una sola espressione crea e rinnova modelli di comportamento.

Da molto, troppo tempo, la classe politica del nostro paese sembra dimenticare le proprie origini: le lotte compiute per conquistare la democrazia, le umili condizioni nelle quali eravamo costretti a sopravvivere, l’importanza del merito e delle capacità individuali e collettive nell’uscita dall’oscuro tunnel della fame e dell’incessante povertà.

La proposta di oggi è indirizzata in tal senso e nasce dopo un’attenta lettura dell’impolverato ma sempre lucente Statuto Comunale della Città di Ceccano al quale consiglio vivamente di dare un’occhiata: sarà gioco facile accorgervi delle sue repentine violazioni da parte degli attuali soggetti politici, quasi nessuno escluso.

La mia proposta, in questa quinta puntata di “Segnali dal futuro” è di istituire una festa cittadina per il 17 maggio giorno in cui, nel lontano 1844 il nostro paese venne ufficialmente denominato “Città di Ceccano”.

 

Per garantire la partecipazione del maggior numero di persone la festa potrebbe essere spostata nella terza domenica del mese di Maggio…

Potrebbe essere un’occasione per mettere in mostra i talenti, le eccellenze del nostro paese e allo stesso tempo un momento ludico per gli ultimi arrivati, nonché un momento di riscoperta delle nostre tradizioni: una festa di tutti cittadini di Ceccano rimasti nella casa Natale e per quelli che, sparsi per il mondo, non hanno mai smesso di dimenticarla.

Per migliorarsi occorre volgere gli occhi al futuro senza dimenticare il passato, recente o remoto che sia.

Gianluca Popolla

-Segnali dal futuro-Competenza della giunta comunale..


La politica non è affare esclusivo dei grandi politici affermati, ma necessariamente e per (C)costituzione un impegno dal quale non possiamo sottrarci.
A partire dalle realtà locali.

In tal senso è orientata la proposta di oggi di “Segnali dal futuro”.

In questi giorni a livello nazionale si accende il dibattito che riguarda i tecnici al potere dal quale scaturisce una chiara e complessa domanda: “In che modo i tecnici possono e devono rapportarsi con la politica?”.

In merito, ho una risposta in ambito nazionale ed una proposta a livello comunale.

La politica è l’arte di discutere e ,soprattutto, risolvere i problemi che ostacolano la vita di ciascun cittadino a prescindere da qualsiasi connotazione questi assuma.

Non esiste altra maniera di risoluzione che non sia la competenza, ovvero la capacità da parte di un soggetto di svolgere la funzione assegnatagli secondo dei precisi criteri di azione fondati su studio, conoscenza nonché onestà e rispetto delle regole: chi ambisce ad una carica pubblica deve avere tali requisiti.

Ecco la proposta:
-chiedo (perché ognuno di noi può farlo) che ogni partito o coalizione che si candiderà alle prossime elezioni comunali si impegni a presentare la squadra di governo (eventuale giunta comunale) prima dello svolgimento delle consultazioni elettorali;

-inoltre chiedo (perché ognuno di noi ha il diritto di farlo) che i suddetti partiti o coalizioni indichino i requisiti in merito al ruolo assegnato ad ogni singolo assessore e che lo facciano in seguito ad ogni loro sostituzione.

Si vuole così evitare che:
-i partiti dopo le elezioni debbano esaudire i desideri di persone non idonee a svolgere tale ruolo solo per motivi politici;

vi sia un’insanabile incompatibilità tra competenza e ruolo assegnato;

-in caso di cambio di assessorati durante la legislatura ci sia una spiegazione basata su dati oggettivi e tecnici: la storia politica recente ci dimostra come la ripartizione degli incarichi dipenda dai diktat dei partiti e non dall’analisi delle reali capacità degli amministratori.

Gianluca Popolla

Jacques da Saint Simon

It’s so Sic..


Il rimpianto che ci travolge nella scomparsa di una persona è figlio della sua unicità.

Potremmo cercare il suo sguardo negli occhi di milioni di persone, il suo sorriso sulle labbra di altrettante senza la possibilità di trovarlo;
ora i suoi occhi hanno lo sguardo dell’infinito, l’universo è parte del suo sorriso..

Ti vedo lì dentro, non è una visione ma un’effimera ed indelebile realtà;
non ci credo ancora, non pensavo fosse così perderti, conoscerti dopo averti perso:
ognuno di noi ha un ruolo in questo mondo, ogni tentativo di sostituirsi è inutile, il suo vuoto incolmabile..

Il ringraziamento è d’obbligo quanto l’amarezza per un sogno finito così presto..

It’s so Sic..

Segnali dal futuro-Musica:sala prove e registrazioni per futuri talenti-


Nel primo articolo della rubrica “Segnali dal futuro” vorrei dimostrare quanto avere un’idea per migliorare la propria città non debba derivare da ragionamenti impensabili, bensì essere il risultato di esigenze basilari e sentite dai più.

Oggi, infatti mi occupo di un’idea su cui ho riflettuto a lungo in seguito ad indirette esperienze personali: perchè non creare una sala per le prove e la registrazione di band musicali?

Alla maggior parte dei miei amici e conoscenti piace esibirsi in performance musicali, alcune volte occasionali altre organizzate, raggiungendo anche ottimi risultati in concorsi organizzati nei paesi limitrofi se non a livello regionale; il movimento musicale ceccanese è in fermento, sempre più ragazzi vivono una nuova dimensione sociale attraverso la musica quale mezzo di espressione della loro persona: se c’è qualcosa che unisce e gratifica i nostri concittadini credo sia giusto dare loro le giuste opportunità.

Tra di noi potrebbero esserci talenti musicali ma privi di mezzi o di piattaforme che gli diano visibilità, tra di noi potrebbero esserci persone che trovano nella musica un’ancora di salvezza dalle dipendenze che mai come oggi colpiscono il nostro paese.

In concreto si potrebbe adibire l’attuale sala comunale in un vero e proprio centro musicale con la completa insonorizzazione, l’acquisto degli strumenti musicali fondamentali, quello di microfoni e di tutto l’occorrente necessario ad una sala nella quale si possano incidere eventuali tracce: così da evitare ingombri o danni nel trasporto degli strumenti personali, dando inoltre l’opportunità a chi coltiva l’hobby della musica da poco di poter esercitarsi con mezzi di qualità.

L’operazione si profila a basso costo e può essere attenuata da un piccolo corrispettivo, pur sempre minore rispetto alle altre sale musicali, per la fruizione oraria dell’immobile; l’affluenza dovrebbe essere garantita dall’economicità del costo orario e dall’alta richiesta in tal senso.

Con un calendario gestito dall’apposito personale comunale e la pubblicazione delle prenotazioni su internet si otterrebbe la massima trasparenza nella gestione dell’impianto, nonché in caso di eventuali danni la possibilità di stabilire con certezza la responsabilità dei fatti; in alternativa o concorrenza l’installazione di telecamere potrebbe dare maggiore sicurezza.

Sul web inoltre potrebbe installarsi un podcast con i pezzi più belli dei gruppi musicali ceccanesi che di giorno in giorno usufruiscono della sala comunale: la ricchezza di una comunità nasce dal saper cogliere le esigenze di chi circonda, rielaborarle e produrne delle opportunità; riserviamoci la possibilità di vedere valorizzate le nostre eccellenze: io credo nel ragazzo di Ceccano che insegue e realizza i suoi sogni a partire dalle corde di una chitarra o dalle vibrazioni della sua voce..

Gianluca Popolla