Dies irae, dies illa


Dies irae , dies illa”

Le parole dell’antico detto latino si adattano perfettamente all’articolo di quest’oggi: la situazione del cimitero vecchio di Ceccano.  Scrivo quest’articolo perchè ciò che si può vedere nel nostro cimitero è davvero penoso e senza giustificazione.  A quanti si sono recati in questi giorni si è presentata davanti  una scena quasi da inferno: girando per le stradine sotto l’ombra dei cipressi, anche lo spettatore più distratto può notare come alcune tombe siano in condizioni veramente pessime, alcune addiritura profanate.  C’è un punto che colpisce  e offre l’immagine più drammatica di questo abominio: tombe ricoperte da erbacce, riconoscibili solo per una croce, solo per un simbolo, dimenticate da tutti e da tutto. Ecco solo un simbolo, il simbolo della morte e della vita che qui, putroppo, è solo morte.  Come possiamo non elevare un grido, una supplica dinnanzi a questi fatti? La nostra voce non può non parlare nel guardare queste bare , noi non possiamo pemettere che questo accada. Anche il non credente, nel ammirare questo tristissimo spettacolo, si unirebbe a questa causa: la rinascita del cimitero come luogo VERAMENTE DI PACE. Ecco perchè dobbiamo fare forza, non dobbiamo far sì che  esse finiscano per sempre nel dimenticatoio giacchè ne vale il rispetto per l’anima defunta, di qualunque epoca, di qualunque ceto sociale. Povere anime defunte troveranno, almeno su questa terra, un dolce e placido gaciglio ? A voi la risposta.

Giancarlo Ruggiero

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“Mala tempora currunt”


Le parole dell’antico detto latino si adattano perfettamente alla situazione in cui versa l’antico Tolerus, oggi conosciuto come fiume Sacco. Una situazione di crisi, un disastro ambientale che ancora viene celato agli occhi dell’opinione pubblica da parte di alcuni che, forse, per bisogno proprio, negano la verità. Il problema del Fiume non è da ricercare a Ceccano, in quanto i vari scarichi che rendevano l’aria irrespirabile sono stati chiusi, ma è da ricercare a monte, esattamente nella città di Colleferro che ha l’appellativo di città morta per la quantità di inquinamento riscontrabile nelle acque del fiume allorchè bagna la città. Il problema fondamentale è da ricercare nei fossi che, ingrossandosi, formano quello che viene chiamato Fiume Sacco. Domenica 28 febbraio 2010, mi sono recato, per passione e per dedizione, a vedere, con i miei occhi, la situazione: UN VERO DISASTRO!!!!. Ancora una volta la parola degli amministratori risulta fallace: sulle rive non c’è un segno di vita, nulla vi è tranne che tracce di buste di immondizia, di scatoloni, tutto ciò che rientra nella definizione di inquinamento, ma quello che colpisce di qui, è il silenzio, un silenzio che sa di morte, di delusione. Pensavo che, solo a Colleferro, la situazione fosse penosa, ma mi sono dovuto ricredere in quanto, nel tratto compreso tra Colleferro e Paliano, si può osservare un vero disastro di una natura, violentata dalla mano assassina dell’uomo. E infine il colpo di grazia: a Sgurgola è ben visibile, vi consiglio di andarci, uno scarico a cielo aperto. Vi esce un rivolo verde, simbolo tangibile dell”inquinamento e man mano inquina questo fiume già segnato dagli scarichi a Colleferro. Vedete, ancora una volta, il Fiume è minacciato: dov’è la rigogliosa fauna e flora che veniva decantata dai sommi poeti dell’urbe? Dove sono i piccoli antri in cui era possibile osservare il movimento dei numerosi pesci e ammirare nel cielo il volo degli uccelli migratori? Quasi nulla è rimasto: viene da chiedersi perchè tutto ciò? Una domanda giusta che tuttavia non risuona nella mente di coloro che promettono tanto e non compiono nulla, ma solo nella mente della gente che spera, che crede e che ama il suo fiume. Non gettiamo la spugna!! Dobbiamo reagire a questo disastro che viene compiuto sotto le nostre case: Il volo dell’airone, avvistato recentemente, nel tratto urbano di Ceccano, è il segno che il Fiume vive ancora!! A voi, vorrei affidare un messaggio: unitevi in questa crociata, senza armi, senza lotte, per la rinascita di questo fiume che da amico oggi è un nemico. La situazione è grave ma non senza speranza! Unitevi!

Giancarlo  Ruggiero