-Segnali dal futuro-Competenza della giunta comunale..


La politica non è affare esclusivo dei grandi politici affermati, ma necessariamente e per (C)costituzione un impegno dal quale non possiamo sottrarci.
A partire dalle realtà locali.

In tal senso è orientata la proposta di oggi di “Segnali dal futuro”.

In questi giorni a livello nazionale si accende il dibattito che riguarda i tecnici al potere dal quale scaturisce una chiara e complessa domanda: “In che modo i tecnici possono e devono rapportarsi con la politica?”.

In merito, ho una risposta in ambito nazionale ed una proposta a livello comunale.

La politica è l’arte di discutere e ,soprattutto, risolvere i problemi che ostacolano la vita di ciascun cittadino a prescindere da qualsiasi connotazione questi assuma.

Non esiste altra maniera di risoluzione che non sia la competenza, ovvero la capacità da parte di un soggetto di svolgere la funzione assegnatagli secondo dei precisi criteri di azione fondati su studio, conoscenza nonché onestà e rispetto delle regole: chi ambisce ad una carica pubblica deve avere tali requisiti.

Ecco la proposta:
-chiedo (perché ognuno di noi può farlo) che ogni partito o coalizione che si candiderà alle prossime elezioni comunali si impegni a presentare la squadra di governo (eventuale giunta comunale) prima dello svolgimento delle consultazioni elettorali;

-inoltre chiedo (perché ognuno di noi ha il diritto di farlo) che i suddetti partiti o coalizioni indichino i requisiti in merito al ruolo assegnato ad ogni singolo assessore e che lo facciano in seguito ad ogni loro sostituzione.

Si vuole così evitare che:
-i partiti dopo le elezioni debbano esaudire i desideri di persone non idonee a svolgere tale ruolo solo per motivi politici;

vi sia un’insanabile incompatibilità tra competenza e ruolo assegnato;

-in caso di cambio di assessorati durante la legislatura ci sia una spiegazione basata su dati oggettivi e tecnici: la storia politica recente ci dimostra come la ripartizione degli incarichi dipenda dai diktat dei partiti e non dall’analisi delle reali capacità degli amministratori.

Gianluca Popolla

Jacques da Saint Simon

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-Segnali dal futuro- Candidati non condannati..


Nell’articolo di oggi della rubrica “Segnali dal futuro” tratterò un argomento fondamentale per garantire alla città di Ceccano una rinnovata democrazia basata sulla parità di chances dei consociati di partecipare alla vita pubblica nonché il rispetto delle regole e presupposti che ne sono a fondamento:la legalità.

Non c’è legalità quando è permessa la candidatura o l’investitura a carica pubblica di soggetti su cui vige una condanna per reati penali che essa sia di primo grado o definitiva;
si parla di primo grado quando vi è una prima sentenza del giudice di colpevolezza, ma esiste comunque la possibilità del soggetto di ricorrere ad un nuovo giudizio: quello di appello.

Se in seguito all’ulteriore giudizio verrà sancita di nuovo la colpevolezza, il soggetto sarà condannato definitivamente: il ricorso al secondo grado di giudizio è possibile ma non obbligatorio.

Definite le differenze tra i vari tipi di condanna passo alla proposta:

-non candidiamo persone condannate in primo grado per reati penali;

-solleviamo dall’incarico qualsiasi amministratore o carica pubblica che incorra in quella definitiva, lasciando la possibilità di farlo anche ai condannati in primo grado;

-rendiamo non più candidabili e/o nominabili come amministratori quei soggetti che abbiano ottenuto due o più condanne definitive.

Queste proposte hanno come fine quello di identificare e selezionare persone idonee ad un compito fondamentale, vitale della democrazia e dell’uguaglianza quale quello di rappresentanza e rappresentatività dei cittadini, si considera opportuno sacrificare l’interesse personale ad ambire a cariche pubbliche in ragione dei suddetti interessi che appartengono all’intera comunità:

può una persona condannata continuare a rappresentare la città e lavorare nel suo apparato amministrativo?

Diamo ai nostri cittadini delle garanzie: che la legalità sia rispettata da chi ci governa!

Si sedes non is, si non sedes is..


Ho un’idea originale della politica ed è quello che rende spiazzante ed a volte incomprensibile ai più i miei pensieri, le mie azioni.

Soprattutto a livello comunale, non capisco (o forse si) come si possa affermare un sistema partitico simile a quello nazionale.

Cosa vuol dire essere di destra o di sinistra in una città che conta venticinquemila elettori come Ceccano?

Forse questo è l’unico modo, disperato aggiungerei, per assicurarsi buona parte dell’elettorato.

Basta essere, anzi dichiararsi, fascisti(ahime!), comunisti (?), destrorsi o sinistrorsi che migliaia di voti vengono accaparrati in men che non si dica.

Tutto senza dare uno sguardo ai programmi (e alla loro realizzazione direi)…

Non capiamo quanto sia inappropriato questo “modus eligendi”, che rende statici gli equilibri, e ne paghiamo le conseguenze, è incredibile come le divisioni ideologiche abbiano intorpidito la nostra politica creando nette barriere tra i cittadini: rossi e neri, socialisti e liberali, a prescindere.

Così troviamo ragazzi (300 o più) che protestano per la riforma Gelmini, che non conoscono nei dettagli e ragazzi (una dozzina circa) che protestano per un Fiume che da anni inquina la propria città, provocando morti e malattie; 300 sta a 12 come 25 sta a 1, nelle aspettative dei giovani ceccanesi la riforma è 25 volte più importante del Fiume Sacco: prodigio della cieca appartenenza politico-ideologica.

Non una mancanza di intelligenza, ripeto, ma la conseguenza dell’appartenza politica categorica.

Molti affermano, forse per alcuni giustamente, che il mio impegno sia spinto da un interesse come può esserlo quello della danza, del calcio: come un hobby qualsiasi, a loro però rispondono che la partecipazione democratica per la pretesa dei diritti alla vita e alla libertà è la base di ogni nostra singola azione all’interno della società.

Parole forse pesanti, che non suonano dolci e rassicuranti come il dolce e rassicurante “stai tranquillo, prendila facile, ci pensiamo noi”, che non richiamano al dovere civico ma all’assenteismo partecipativo: emblema di una partitocrazia che pensa molto ai voti e poco alla risoluzione dei nostri problemi.

Penso, dunque, che non bisogna diffidare di un politico per il suo colore ma occorre analizzarne il programma, soprattutto in ambito comunale.

Un esempio: i socialisti ed i comunisti della nostra amministrazione comunale applicano il principio de “il lavoro secondo le tue possibilità” (meritocratico) cardine dell’ideologia comunista ?

A giudicare dalla politica clientelare no, eppure la maggior parte dei loro voti deriva dall’appartenenza dell’elettorato a quell’ideologia.

Ai tempi del Code Napoleon, 1805, si parlava della venerazione della legge in quanto tale, a prescindere dal contenuto: oggi parlerei, e non a sproposito, di venerazione dei partiti a prescindere dai programmi.

“SI SEDES NON IS, SI NON SEDES IS”

Uno dei pochi aforismi, forse l’unico, che si adatta alla nostra politica fatta al contrario.

Gianluca Popolla

Elezioni regionali 28-29 Marzo: un commento


Da qualsiasi parte le si guardi le Elezioni Regionali del 28e29 Marzo non possono essere considerateuna vittoria, almeno a Ceccano.
Esse sono infatti la dimostrazione di una consapevolezza insita in molti Ceccanesi: non abbiamo avuto rappresentanti in grado di portare in alto il nome della nostra Città, almeno con i fatti.

Sì i fatti, grandi assenti della nostra politica, che sostenta vecchia e stanca di parole irrigiditee stufe di uscire dalle bocche di tutti per poi mai trasformarsi in realtà.

Nessun rappresentante del nostro paese è stato eletto, e questo può anche capitare, ma la cosa piùimportante da sottolineare è che nessuno lo meritava o almeno ha dimostrato di meritarlo in questi anni, con i fatti intendo…perchè a parole c’è chi dice (erroneamente nel suo comizio di chiusura alla Madonna della Pace) di essere stato Presidente del Consiglio…bah…

Stiamo parlando di una politica che non si sforza di risolvere i problemi che aggrediscono il nostro territorio ma si vanta delle poche cose che è riuscita a fare, segno di mancanza di fiducia nelle proprie capacità e di lungimiranza, perchè come già detto dal mio amico Giovanni in questo blog:”lo statista pensa alle prossime generazioni, il politico alle prossime elezionie qui a Ceccano siamo tutti politici

Anche se servirebbero statisti

Perchè?
Beh..forse è più facile fare il politico che lo statista..

politico è chi dice che è un successo personale la vittoria d’altri d’indubbia popolarità;

politico è chi dice che è un successo personale aver preso 2.200 voti a Ceccano dopo averne presi alle Comunali 8.457;

politico è chi dice che l’astensione è frutto del caso Marrazzo.

Statista è chi prende atto della decisione del popolo e si rimbocca le maniche perchè sa che può e deve migliorare la propria città, il futuro della propria gente, dei propri figli;

Statista è chi non perde tempo in inutili e sofiste dispute sul risultato delle elezioni;

Statista è chi non gioca sulle disgrazie personali di un politico e che consideri l’astensionismoun insuccesso di tutta la politica e non come successo proprio e sconfitta d’altri.

Le elezioni sono passate è ora di iniziare a costruire il nostro futuro, io voglio essere con voi fabbro del mio, del nostro destino e non voglio vederlo oscurato dagli interessi di pochi, bensì voglio che risplenda del lavoro di tanti.

Ad Maiora

Gianluca  Popolla

Parole, parole, parole – Buschini e Ciotoli, come Mina e Alberto Lupo


Quest’anno, alle incombenti elezioni regionali, avevo deciso di cedere alla tentazione di non votare più, finalmente, per protesta. Faccio qualche giro su internet, non basta, do un occhiata ai giornali,non ci siamo ancora, seguo da outsider, insomma, questa campagna elettorale, spenta l’indignazione per il “pasticciaccio” con le liste, per provare a capirci qualcosa e magari, come dicevo, iniziare a votare qualcuno, per qualche motivo.
Spiegare le mie idee politiche comporterebbe un dispiego inutile e fin troppo vasto di energie, anche perchè temo che il mio pensiero emerga, in modo abbastanza chiaro, in quello che, di solito, scrivo. Avrete capito che, in poche parole, sono un liberalsocialsta, riformista,  “un liberalismo,se così è lecito esprimersi,di sinistra”, quello di Popper, di La Pira, passando per Enrico Berlinguer, la tradizione democratica statunitense (Roosvelt), Walter Veltroni, Matteo Renzi, con una forte attenzione puntata verso i movimenti del Popolo Viola, un’attenzione che va da Marco Travaglio (che di sinistra non è) agli stimati Antonio Di Pietro e Luigi De Magistris, il terribile visionario Giorgio Bocca, Eugenio Scalfari, Curzio Maltese e tanti altri.
Siccome ho,come dicevo, “tentazioni democratiche”, ho apprezzato l’idea del candidato Mauro Buschini, di mettere in rete, non solo i suoi movimenti sul territorio, ma anche una Videolettera alla quale inviare commenti ai quali Mauro Buschini risponderà, insomma un passo da gigante rispetto all’esempio traballante del tardivo antoniociotoli.com ed il suo comunque strabiliante successo (vedi i commenti super entusiastici). Mi siedo davanti al PC e mi gusto le videolettere, l’ultima, la terza, mi stupisce davvero. Molte parole, tutte eccellenti, idee e principi ottimi, nei quali mi riconosco, ottimi preamboli. E i progetti? Il concreto insomma, i contenuti, quando Buschini pensa a rivalutare il turismo nella Provincia di Frosinone, cosa ha in mente?

La mia va alla 5a città, per abitanti, della Provincia, più grande in territorio del Capoluogo, la città in cui vivo, Ceccano; che, nonstante uno dei  cavalli di battaglia di Ciotoli&Co (altro gruppo fecondo di proposte)  sia quello di  portarla in alto, mi sembra che, nei discorsi dei candidati alla Regione, manchi all’appello. Non voglio dire che il suo nome sia assente, anzi, spruzzarlo qua e là nei discorsi, è sempre un’ottimo modo di far pensare alla gente che qualcuno se ne stia occupando, ma ora siamo stufi; vogliamo progetti concreti, contenuti ,basta con le parole.

Buschini è un parolaio, ma evidentemente, nelle scuole di Partito della Provincia di Frosinone, insegnano solo a fare discorsi e slogan, dato che ormai, occorre avere un cognome “telegenico” per candidarsi ( per una sanità più FORTE, oppure con tanto di Margheritone gigante che ricorda una marca d’abbigliamento dell’imprenditore Matteo Cambi, la frase emblematica: il Futuro è FIORITO) oppure cercare uno slogan degno: per Foglietta il Centro sei tu- che, per adesso, è ancora vero ( io sto a sinistra), ma visti i precedenti movimenti tellurici di questo personaggio politico, mi vedranno costretto a farmi sempre più in là per continuare a dargli ragione (anzi probabilmente mi sorpasserà).

Sarebbe una critica blanda e satirica la mia, se rimanesse su temi marginali quali  i cartelloni pubblicitari (encomiabili strategie di marketing), ho fatto questo discorso per giungere ad una conclusione, Mauro Buschini è in parte giustificato, non è di Ceccano ( anche se qui c’è un comitato che promuove la sua candidatura), ma io mi chiedo con che faccia venga a chiedere il mio voto per il Turismo e per l’Ambiente, uno che ha fatto di Turismo e Ambiente i momenti peggiori del suo governo.

Insomma niente progetti per la mia città, “parole, soltanto parole” da chi ormai, può solo parlare. Mi rassegnerò a votare per protesta,

Buschini e Ciotoli non somiglieranno a De Gasperi e La Pira quanto piuttosto  a Mina e Alberto Lupo… “parole, soltanto parole, parole d’…..

Giovanni Proietta