Precisazioni su ‘La Banda degli 11’


di: Giovanni Proietta
Molto clamore ha destato sia il titolo che il contenuto del mio ultimo articolo. Su quest’ultimo punto, brevemente, rivendico il diritto concesso a tutti noi di esprimere la propria opinione come scritto nella prima parte della nostra Costituzione all’articolo 21. Mi permetto di aggiungere dall’alto della mia scarsa esperienza che spesso la politica e i partiti dovrebbero tentare di capire le ragioni delle critiche piuttosto che montare su inutili impalcature di giustificazioni, come sta avvenendo in questi giorni per arginare la larga protesta contro il gesto dei famigerati undici. Spesso vedere dietrologie inutili ci protegge dalla verità o comunque dal dubbio che potrebbe strapparci dalla nostra di verità. Indipendentemente da quanto ne pensi io, che sono un osservatore e un cittadino, bisognerà pure guardare a cosa ne pensa tutto il resto delle elettorato. Sul titolo ho forse rincorso una metafora alta risultando poco chiaro. Chi contesta il grillismo deteriore del mio ‘banda degli 11’ semplicemente non mi conosce o molto più probabilmente sconta una mancata chiarezza che é la ragione di questo commento. La banda dei 4 era il gruppo di gestori del potere fino alla morte di Mao in Cina. Persone che all’indomani della fine del leader della Repubblica popolare vennero fortemente condannate. Un morto e dei condannati, politicamente per carità. Ho peccato di altezza e ho perso la chiarezza facendo una pessima allitterazione, infine. Ma di altro non voglio essere accusato.

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Cronaca di un sabato mattina a spasso per Ceccano


[da: Ceccano2012 – Idee in Movimento]

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Ceccano 2012 pubblica oggi la sua ultima inchiesta sulla gestione del verde pubblico a Ceccano. Un articolo interessante e pieno di spunti cui i nostri amministratori e i nostri concittadini potrebbero prendere spunto, rinunciando al proprio orgoglio e alle proprie abitudini. L’inchiesta, niente più che una comune passeggiata nei parchi ceccanesi, è quanto di più intelligente e documentato sia mai stato prodotto sulla questione. Si può leggere qui: bit.ly/PThDkA

un progetto Comune


Quanto costa condividere un progetto ?

Sicuramente molto, soprattutto se a condividerlo sono persone di vedute politiche ben differenti se non opposte, almeno a livello nazionale.

Molte persone, tra cui anche nostri amici, credono davvero nella nostra strumentalizzazione ed altri pur non credendo a questa teoria, più che surreale direi, creano delle barriere invalicabili davanti all’effettiva volontà di agire per migliorare la nostra Ceccano, per farci sentire.

Molti, troppi rimangono chiusi nelle barriere partitiche limitando di fatto il loro intervento sulla gestione della cosa pubblica, cosa normalissima e fondamentale in una democrazia partecipativa come quelle “occidentali”.

Pertanto se “bianco” agisce in una determinata direzione, il “nero” rifiuta di partecipare, pur condividendo, per motivi di orientamento politico.

Possono persone di indirizzi politici diversi a livello nazionale agire nello stesso senso per uno scopo comune?

Possono temi come il degrado e l’inquinamento, che da anni provocano malattie e morti nella nostra città, non trovare la giusta considerazione per motivi politici con la “p” minuscola?

Io e gli amici del Comitato Ceccano Viva pensiamo che la città non sia divisa in due squadre per cui tifare, pensiamo che non si debba rinunciare ad usare la ragione per fedeltà ad uno schieramento politico, pensiamo che certi problemi non abbiano alcuna bandiera, anzi forse solo una,quella che dimentichiamo più spesso: quella della nostra città.

Vi chiediamo solo una cosa, condividiamo un progetto, in nome della Città di Ceccano e mettiamo da parte personalismi e ideologie deleterie al futuro della nostra comunità.

Gianluca Popolla

Comitato Ceccano Viva

La quiete prima della tempesta


Il 5 settembre 2009 o giù di lì se la memoria non mi inganna,un gruppo di ragazzi volenterosi di spendere la loro “Estate Ceccanese” in modo nobile e civile, si diresse ai cancelli inespugnabili del famoso “Monumento allo spreco” visibile nell’altrettanto famigerato Parco Safari visibile dai Giardinetti: Castel Sindici. La loro avventura non si interrompe qui, saranno pure dei ragazzi ma sono proprio dei gran rompi… e continuano a insistere. Facile dirottarli verso un ufficio, impossibile inserire il silenziatore alle loro parole, tappare qualche orecchio e sperare nell’acclamato “effetto Dimenticatoio”. La scuola ricomincia, per tutti, il lavoro (o forse sarebbe meglio dire: i lavori?) evidentemente no, ma forse per qualcuno non è mai cominciato. Nihil sub sole novi.

Quei gran rompi insomma, per farla breve, furono dirottati e zittiti per un tempo ragionevolmente lungo, il Comune vinse la battaglia credendo di vincere la guerra, dimenticandosi, però, di avere contro un’ armata (Brancaleone?) davvero temprata, che non ha ancora manifestato l’intenzione di sventolare bandiera bianca, mi sembra.

E ora che tutti gli esami sono finiti ( e gli impegni scolastici non riempiono quasi completamente le nostre giornate) è ora che questo gruppo torni alla sua missione, preparatissimo questa volta, a garantire una battaglia senza esclusione di colpi.

“Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra.”

Preparatevi a vederne delle belle

Lord Windermere