Quelli che vogliono assumere un laureato a zero euro


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[Fonte: Giornalettismo]

L’Arpa della Val d’Aosta finisce nella bufera per un bando pubblicato dal suo sito nel quale asserisce di cercare un laureato per un posto ma senza avere intenzione di pagare un compenso. Racconta La Stampa:

L’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente, ha pubblicato un avviso di selezione per «il conferimento di incarichi di collaborazione a titolo gratuito per l’espletamento di attività di “fundraising”», ossia di ricerca di finanziamenti per l’ente stesso. Il termine per presentare le domande scade oggi a mezzogiorno e chissà se ci sarà la corsa a portare i curriculum perchè l’agenzia regionale, oltre a sottolineare il fatto che non vuole sborsare neppure un euro per ricompensare il lavoro svolto, specifica che «nessun compenso sarà erogato neppure sotto forma di rimborso spese». E non è che si accontenti di candidati qualunque: i requisiti per l’ammissione prevedono la laurea magistrale in discipline tecnico-scientifiche o politiche ed economico-gestionali.

Continua qui: bit.ly/1j50rRy

Il foglio bianco


Il foglio non tradisce mai.
Non parla mai alle tue spalle, non critica, è muto se non hai voglia di ascoltare, il più convinto ascoltatore se hai voglia di parlare.

Puoi trascurarlo, calpestarlo e dirgli cose illogiche, inaspettate, sconvolgenti e senza senso ma resta lì fermo immobile, pendente dalle tue labbra come il più fervente dei seguaci.
Si ciba dell’euforia adolescenziale, rassicura le tue più intime paure, condivide la gioia e addolcisce i difetti, il rifugio più sicuro dagli errori.

 

Il foglio non delude mai.
Non una parola fuori posto, sempre la cosa giusta al momento giusto.
In un pomeriggio assolato, durante un temporale, è sempre lì ad aspettarti.
E non si lamenta per il ritardo, né rivendica l’esclusiva delle emozioni, delle risate, degli sbadigli, dei sorrisi e dei pianti spavaldo e consapevole che non c’è dogana che lo precluda all’anima.
Si fa bianco per riflettere i tuoi colori, nero per assorbirli fino all’ultima stilla.

 

Il foglio non cambia mai.
Eppure può essere una montagna da scalare o un cioccolatino da scartare avidamente.
E lo affronti con felicità come il migliore degli amici, e lo temi come il più profondo dei salti nel vuoto.
Può premiarti nelle sere più tempestose, e lasciarti a bocca asciutta nei giorni più lieti.
E senza essere scortese ti invita a riprovare se non riesci, e con fierezza ti invita a replicare se raggiungi l’obiettivo.

 

E sei contento se lo riempi di te, se riesci ad intingere il pennello di ogni singolo colore della tua anima, e non ti abbatti se resta bianco perché non ti nega mai una chance di colorarlo.

 

Un foglio bianco può colorare i tuoi giorni.

 

 

Gianluca Popolla

 

 

Credeteci: potete decidere del vostro destino..


Se tre anni fa ci avessero raccontato che avremmo raggiunto questi risultati, avremmo riso per giorni, ma la realtà sta superando i sogni.
Quattordicimila visite totalizzate per centoquarantotto articoli scritti, alla luce del rapporto annuale 2011.

Tutto questo nasce da un piccolo gesto: aprire un blog per mettere “nero su bianco” le nostre idee prima sul Liceo e poi su Ceccano, sull’Italia sino ad arrivare ai massimi sistemi, seguendo l’esortazione del professor Alviti primo motore immobile di Cogitanscribens.

Ringrazio, e non smetterò mai di farlo, Giovanni per aver creato quest’opportunità di espressione ormai parte integrante delle nostre vite: un piccolo sogno quotidiano che invito a sostenere con la stessa volontà d’inizio percorso.

Un sogno, una sfida continua, una missione: manifestare e diffondere un’idea al giorno d’oggi equivale a voler incidere più che mai sulle vite nostre nonchè dei nostri figli.

Non siamo politici di “professione”, nè tuttologi, ma ragazzi che vivono in cerca di significato e di significare: vogliamo dimostrare che ciascuno può conquistare spazio nella società in base al merito ed alle idee.

Esse hanno lo straordinario effetto di migliorarci e di migliorare chi ci circonda, in un solidale e reciproco progresso spirituale e materiale.

Se saremo capaci di fondare la nostra comunità sulle idee, sul confronto costruttivo e mai manicheo avremo ottimi risultati: premieremo il merito ed escluderemo la raccomandazione, favoriremo l’obiettività nel giudizio di valore ed escluderemo le ideologie.

Non vi chiederemo mai di credere che basti una persona per cambiare il mondo, vi chiediamo (e ci chiediamo) di credere in voi, nella vostra capacità di decidere del destino vostro e della vostra comunità.

Siamo qui, sempre qui, per tutti noi.

Grazie di aver dedicato parte del vostro tempo nell’accogliere le idee ivi proposte.
Gianluca Popolla

Metti in mostra le tue idee!! Non solo politica su Cs..


Che le porte siano aperte a tutti!!

E’ nostro desiderio raccogliere su questo blog ogni pensiero di qualsiasi genere che un ragazzo di Ceccano e dintorni voglia condividere con il vasto uditorio dei naviganti sul web.

Cogitanscribens con il passare degli anni è diventato uno strumento di diffusione e confronto, un centro di idee e di persone che hanno composto, compongono e comporranno l‘agorà telematica della nostra comunità.

Abbiamo parlato spesso di politica, l’attivismo ci ha guidato lungo un percorso non sempre facile ma di sicuro formativo delle nostre coscienze; da qui l’idea: perchè non allargare le tematiche trattate, non limitandoci a parlare solamente di politica ma indagando nei molteplici aspetti della nostra società?

Musica, Sport, Arte, Scienza e chi più ne ha più ne metta, con la consapevolezza che ciò che si frappone tra le nostre idee e la loro condivisione è un semplice click..

Metti in mostra le tue idee!!

Chiunque sia interessato a partecipare può contattarci (anzi deve farlo) anche sul sito o sui nostri contatti Fb..

Lo staff di CogitanScribens

Fly from here, Yes (2011)


di Corrado Capobianco

Dopo 10 anni di assenza dal panorama musicale tornano alla carica gli Yes storico gruppo di Progressive Rock nato nella fine degli anni 60 con un nuovo album dal titolo : “Fly From Here”.Non ritroveremo però la storica e inconfondibile voce degli Yes ossia di Jon Anderson di cui è stato anche il fondatore, al suo posto Benoît David che fino ad ora era il cantante dei Close to the Edge, una delle più note tribute band degli Yes.
Seguito con attenzione da Chris Squire bassista del gruppo, unico componente che è presente dalla fondazione, viene scelto come cantante grazie agli ottimi lavori con i Close to the Edge.
La musica rimarca abbastanza fedelmente il marchio di fabbrica YES, quelli meno prog ma anche meno pop, voce compresa, data la discreta somiglianza della voce di Benoît a quella di Anderson, e i nuovi brani risultano freschi e guardano al futuro con l’occhio rivolto al passato. Il risultato di Fly From Here è un album, che seppure perde enormemente il confronto con gli album storici del gruppo, evidenzia una forma smagliante per dei vecchietti capaci sempre di scrivere brani di alta classe. Fly From Here riesce a catturare grazie alle melodie sognanti, agli ottimi accompagnamenti di Howe, ma soprattutto per merito della voce a tratti ipnotica di Benoît, che dimostra di essere a suo agio, integrato perfettamente nella sua partecipazione anche alla scrittura di Into The Storm, brano posto in chiusura ma che è forse il più brillante e variegato.

Democrazia diretta: istruzioni per l’uso – Guida al Referendum



di GiPi:

Premetto che, per dovere civico, ho avvertito la necessità di spiegare in parole povere e comprensibili perlomeno i termini base di discussione riguardo al Referendum, oggetto mistico fatto di Quorum, Corte Costituzionale, Comitato Promotore, Uffici per il Referendum, un mucchio dal quale il cittadino comune e talvolta il ragazzo, fa fatica a trarre qualcosa di significativo.

Spero di essere il più chiaro possibile e risulterò generalista agli esperti, so di errare, ma sbaglio a fin di bene. Facciamo un po’ d’ordine.

Nel nostro Paese, il 12 giugno dalle 8 alle 22  ed il 13 giugno dalle 7 alle 15 (è domenica) ci sarà un referendum. Cos’è un referendum?

L’art. 75 della nostra Costituzione (che non sto qui a riportare) ci dice che il potere, per così dire, di fare o comunque promuovere una legge, non spetta solo al Parlamento; o meglio che i cittadini possono decidere di abrogare (cioè cancellare) una legge o parte di essa. Un gruppo di persone (500000 cittadini italiani) oppure 5 regioni, possono decidere di voler cancellare una particolare legge.

Dopo numerose valutazioni (sulle quali sorvoleremo), si arriva a porre  in forma di domanda (i famosi “quesiti”) questa “cancellazione”, una domanda a cui rispondere SI o NO. Ora gli Italiani devono rispondere e l’art.75 ci dice che c’è bisogno che vada a votare la metà+1 di quelli che hanno il diritto di voto.

Facendo un breve calcolo, poiché in Italia siamo più di 45 milioni di abitanti (che possono votare), ne servono più di 25 milioni nelle urne perché il Referendum abbia effetto, altrimenti le cose rimangono come sono (ecco perché qualcuno dice di stare a casa). Detto questo, andando a votare, si decide per il SI o per il No e chi ha la maggioranza dei voti, vince: in parole povere, “si fa così”.

Ora torniamo a noi. Quest’estate, vi dicevo, in Italia ci sarà proprio un Referendum che raccoglierà tre referendum su tre materie differenti: 1) la gestione dell’acqua; 2) l’energia nucleare; 3) il legittimo impedimento.

Se siete così informatizzati da poter leggere questa pagina non sarà un problema tenervi informati sul resto. Ognuno di questi quesiti porta con sé due scuole di pensiero contrarie, opposte, tra le quale sta a voi scegliere. L’importante è: ANDIAMO TUTTI A VOTARE!

Per dire la nostra e dare spazio alle nostre idee, qualsiasi esse siano.

Per maggiori informazioni:

http://www.senato.it/istituzione/29375/131336/131337/131354/131360/articolo.htm

http://www.sireferendum2011.it/

Il mistero volge al termine: “Fabrateria is ‘borning'”


Che cos’è Fabrateria?!?!?!

Dopo aver spammato il web con messaggi che infastidiranno molti, spero di aver colpito nel segno gli animi più sensibili al loro destino ed a quello della loro cittadina, del posto dove comunque, volenti o nolenti, vivono. Siamo vicini alla nascita di Fabrateria, la cui gestazione è iniziata qualche settimana fa. Si tratterà di un contenuto (e qui svelo anche se parzialmente il mistero) che sarà in rete questa sera alle 21:30 sul sito www.fabrateria.it (per chi non fosse ancora vittima dei miei messaggi pubblicitari).

Cercherò di sbottonarmi e darvi qualche anticipazione, almeno per quanto riguarda il pubblico di CogitanScribens, sarò più bonario. Chiunuque abbia a cuore Ceccano o più genericamente l’impegno dei giovani nella realizzazione di un obiettivo sano e giusto, è invitato quasi naturalmente a partecipare a questo evento.

Insomma, amici, colleghi, lettori, followers di CogitanScribens…siete ufficialmente invitati a seguire anche questa imminente avventura che coinvolge parte dello Staff di questo blog. Coinvolgete quante più persone possibile e siate clementi.

                                                                                                                                                                               – Parte dello Staff di CogitanScribens

Ventimila “leghe” sotto i mari…


«Dopo il federalismo si farà il decentramento dei ministeri» che non possono stare tutti a Roma, dove trovi le scritte `S.P.Q.R., cioé Senatus Popoluusque Romanus’, che qui al nord si dice `Sono Porci Questi Romani´’’. Lo ha detto Umberto Bossi intervenendo nella notte ad una selezione di Miss Padania a Lazzate (Monza-Brianza).

da http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2010/09/27/AMVp5V5D-romani_porci_questi.shtml

Bossi ha detto una fesseria. Me lo dicevano anche a me ai tempi della scuola i laziali perché ero romanista…”. Così, con una battuta, il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, commenta le ultime dichiarazioni di Umberto Bossi su Roma. Secondo Gasparri, Bossi avrebbe pronunciato queste parole dopo che al nord i leghisti hanno visto in tv le celebrazioni per Roma Capitale: “Pensava così di placare la plebe, ma io non condivido”.

da http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/9_settembre/27/bossi_gasparri_spqr_fesserialo_dicevano_a_me_perche_romanista,26245133.html

Milano, 27 set. – (Adnkronos) – “Onestamente abbiamo cose piu’ importanti che discutere di una vecchia battuta da scuola elementare su un acronimo SPQR. A me sembra ridicolo che oggi si sia parlato addirittura di una mozione di sfiducia nei confronti di Bossi”. Cosi’ il ministro del Welfare Maurizio Sacconi in occasione della Festa nazionale del Pdl commenta la battuta del leader della Lega Umberto Bossi sui Romani e su Roma.

da http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=497853

Roma, 27 set. (Apcom) – “Il direttorissimo ha censurato pure i ‘porci’ di Bossi. Pensavamo che, dopo aver dato spazio nel suo Tg all’estinzione della foca monaca, all’elefante ferito da una mina, all’ippopotamo pigmeo e al buldog sullo skate, Minzolini non avrebbe avuto il coraggio di censurare i suini del senatur”. Lo ha affermato in una nota il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando.

“Invece, i gravi insulti del leader del Carroccio ai cittadini romani e alla Capitale – prosegue l’esponente dipietrista – che campeggiano su tutti i siti e che hanno meritato l’apertura dei maggiori Tg nazionali, sono spariti dai titoli del Tg1 a pranzo e a cena. Ormai il Tg1 con Minzolini è diventato il cimitero delle vere notizie che non vengono date, sono storpiate o vengono abilmente nascoste”.

da http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/9_settembre/27/bossi_idv_tg1_censura__i_suoi_porci_e_cimitero_notizie,26248371.html

Questi sono le dichiarazioni di alcuni dei nostri maggiori esponenti di governo…facciamo delle riflessioni…

Questo è l’articolo 114.3 dell Costituzione: “Roma è la capitale della Repubblica”, non ladrona ma emblema dell’unità della nazione.

Questo l’articolo 54: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi”, non un’esortazione, ma dovere.

Finiamola di scherzare sulla Costituzione..e pensiamo prima di votare a queste affermazioni intollerabili..e soprattutto lasciamo i simboli dei partiti politici sulle schede o nelle sezioni e non mettiamole sui banchi di scuola.

Gianluca Popolla

Si sedes non is, si non sedes is..


Ho un’idea originale della politica ed è quello che rende spiazzante ed a volte incomprensibile ai più i miei pensieri, le mie azioni.

Soprattutto a livello comunale, non capisco (o forse si) come si possa affermare un sistema partitico simile a quello nazionale.

Cosa vuol dire essere di destra o di sinistra in una città che conta venticinquemila elettori come Ceccano?

Forse questo è l’unico modo, disperato aggiungerei, per assicurarsi buona parte dell’elettorato.

Basta essere, anzi dichiararsi, fascisti(ahime!), comunisti (?), destrorsi o sinistrorsi che migliaia di voti vengono accaparrati in men che non si dica.

Tutto senza dare uno sguardo ai programmi (e alla loro realizzazione direi)…

Non capiamo quanto sia inappropriato questo “modus eligendi”, che rende statici gli equilibri, e ne paghiamo le conseguenze, è incredibile come le divisioni ideologiche abbiano intorpidito la nostra politica creando nette barriere tra i cittadini: rossi e neri, socialisti e liberali, a prescindere.

Così troviamo ragazzi (300 o più) che protestano per la riforma Gelmini, che non conoscono nei dettagli e ragazzi (una dozzina circa) che protestano per un Fiume che da anni inquina la propria città, provocando morti e malattie; 300 sta a 12 come 25 sta a 1, nelle aspettative dei giovani ceccanesi la riforma è 25 volte più importante del Fiume Sacco: prodigio della cieca appartenenza politico-ideologica.

Non una mancanza di intelligenza, ripeto, ma la conseguenza dell’appartenza politica categorica.

Molti affermano, forse per alcuni giustamente, che il mio impegno sia spinto da un interesse come può esserlo quello della danza, del calcio: come un hobby qualsiasi, a loro però rispondono che la partecipazione democratica per la pretesa dei diritti alla vita e alla libertà è la base di ogni nostra singola azione all’interno della società.

Parole forse pesanti, che non suonano dolci e rassicuranti come il dolce e rassicurante “stai tranquillo, prendila facile, ci pensiamo noi”, che non richiamano al dovere civico ma all’assenteismo partecipativo: emblema di una partitocrazia che pensa molto ai voti e poco alla risoluzione dei nostri problemi.

Penso, dunque, che non bisogna diffidare di un politico per il suo colore ma occorre analizzarne il programma, soprattutto in ambito comunale.

Un esempio: i socialisti ed i comunisti della nostra amministrazione comunale applicano il principio de “il lavoro secondo le tue possibilità” (meritocratico) cardine dell’ideologia comunista ?

A giudicare dalla politica clientelare no, eppure la maggior parte dei loro voti deriva dall’appartenenza dell’elettorato a quell’ideologia.

Ai tempi del Code Napoleon, 1805, si parlava della venerazione della legge in quanto tale, a prescindere dal contenuto: oggi parlerei, e non a sproposito, di venerazione dei partiti a prescindere dai programmi.

“SI SEDES NON IS, SI NON SEDES IS”

Uno dei pochi aforismi, forse l’unico, che si adatta alla nostra politica fatta al contrario.

Gianluca Popolla

Notizia shock: Brancher sul Colle più alto


Aldo Brancher nominato al Quirinale

Berlusconi :”Così è intoccabile”

Avvenimento shock a Palazzo Madama, dove un nutrito gruppo di parlamentari quota PDL, con una navetta da record, ha preso dal cassetto un ddl che aveva presentato durante la partita dei Mondiali con la Nuova Zelanda, senza che nessuno se ne accorgesse. Si tratta della cosiddetta “Legge Colle d’oro” e straordinariamente prevede l’immunità totale, anche dalle malattie con particolare riguardo alla peste bubbonica, del Capo dello Stato. Detto fatto.
Nel tempo record di 15 minuti (su Rai 1 telecronaca in diretta di Carlo Paris, Augusto Minzolini e Capezzone) Ghedini, nel camper “PDL all night long”, utilizzato per andare a vedere l’ultima finale di Amici, insieme a Cicchitto, Bonaiuti e, per la Lega, Calderoli, sono riusciti a far approvare una legge costituzionale nel difficile traffico romano delle due. Soddisfatti e sudati hanno salutato una platea di lavoratori interinali sorridenti assoldati per 15 euro al Kilo da Verdini al mercato nero. Giunto al traguardo Bonaiuti è stato chiarissimo, dopo aver difeso comunque il Premier indipendentemente da tutto, si è voltato verso i suoi dicendo: “Non è finita qui”
Sono le 14:30 e se la faccenda non si chiude entro il pomeriggio “Sono fottuti” come dichiara Vittorio Feltri in prima pagina nell’editoriale lampo stampato per l’occasione e distribuito dagli interinali e dai co.co.co.
Bisogna nominare Presidente della Repubblica ad interim Aldo Brancher e cercare una maggioranza sufficiente ad eleggerlo. Capezzone in diretta su RAI 1 propone di nascondere Napolitano (il Tg delle 20 poco dopo mostrerà un doveroso servizio sull’afa da record e passerà alle nozze del signor Luigi, centenario sardo, occupandosi,così, molto accuratamente dell’accaduto). Mentre qualche lavoratore interninale provava a nascondere Napolitano dietro la bandiera dell’Europa alle spalle della sua scrivania, con scarsissimi risultati peraltro, un equipe di esperti costituzionalisti (Barbara D’Urso, Pupo, Ken il Guerriero e Paolo Limiti) si stava occupando della nuova legge da far approvare in serata e rendere esecutiva entro la mattina successiva.
Dopo “aver infranto ben 112 norme costituzionali e aver coniato il 139/bis che si occupa della nomina del Presidente della Repubblica” come ci ricorda Enrico Varriale ancora in diretta da Johannesburg, la notizia appare in esclusiva su Chi, accompagnata dal servizio del Direttore Alfonso Signorini “Brancher, il Presidente più glamour della Repubblica”, ebbene si, dopo i nomi di Cossiga, Scalfaro, Ciampi e Napolitano ( di cui qualche dirigente del PDL dice di aver dimenticato il luogo prescelto come nascondiglio) campeggia in bellavista quello di Aldo Brancher, statista , filosofo e indagato.

Lady Windermere