Giornata di digiuno per la Siria indetta da Papa Francesco

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Giornata di digiuno per la Siria indetta da Papa Francesco

Nel giorno di sabato durante tutta la giornata, nelle comunità di Ceccano ci saranno diversi momenti di preghiera.
Nella foto i vari appuntamenti.
Se vuoi la pace…vieni a pregare anche Tu!!!!

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Habemus Papam…Franciscum…


ImmagineUna grande gioia per la Chiesa di tutto il mondo, abbiamo il nuovo papa!
La gioia di questo momento, esprimiamola con la nostra preghiera per il papa e per tutta la Chiesa. Iniziamo il nostro cammino, il pastore è tornato dal suo gregge…
Qui il testo della benedizione Urbi et Orbi, presa integralmente da: http://www.vatican.va/holy_father/francesco/elezione/index_it.htm

Fratelli e sorelle, buonasera!

Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo … ma siamo qui … Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca.

[Recita del Padre Nostro, dell’Ave Maria e del Gloria al Padre]

E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio Cardinale Vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella!

E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me.

[…]

Adesso darò la Benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà.

[Benedizione]

Fratelli e sorelle, vi lascio. Grazie tante dell’accoglienza. Pregate per me e a presto! Ci vediamo presto: domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo!
 

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Vangelo del giorno…

Domenica: 
3 marzo 2013

Es 3,1-8a.13-15; Sal 102; 1Cor 10,1-6.10-12; Lc 13,1-9

In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime.
Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».
Lc 13,1-9

La verità nascosta nel testo va scoperta attraverso una costante meditazione. Filo conduttore è l’urgenza della conversione.
Mentre Gesù invita le folle a cogliere i segni e a interpretare la storia, emergono due episodi causati dalla cattiveria dell’uomo e dalla violenza della natura. Il mistero della morte e del male fa vacillare la fede: perché Dio permette ingiustizie, violenze e disastri? Gesù dà una lettura sapienziale, pone due volte la stessa domanda e invita alla conversione. Il male non risiede nella sofferenza né nella morte ma nella persona che abusa della propria libertà.
Non sta in chi è affamato, sfruttato, violentato, ucciso, ma in ciò che spinge ad affamare, all’egoismo, alla prepotenza, alla ricerca del proprio profitto. Il peccato è presente in ogni uomo e ciascuno ha urgenza di conversione e redenzione.
La parabola serve a chiarire: il padrone (Dio) della vigna (Israele/la Chiesa) trova il fico (il popolo di Dio/ogni credente) sterile dopo tre anni e decide di tagliarlo, ma il vignaiolo (Gesù) chiede di curarlo ancora, nella speranza che porti frutto. Dio è paziente, la sua misericordia è dono per tutti.
C’è però chi la accetta e chi no. Egli concede un anno di grazia, perché cuore e azione si conformino a Cristo nostra Salvezza.
Il tempo concesso, però, non dura all’infinito. Per di più, il fico sterile non può sfruttare il terreno: ingombra e toglie il sole ad altre piante. Allo stesso modo, il cristiano che vive mediocremente sfrutta la grazia ricevuta, rendendola inefficace per sé e per gli altri.
La conversione nasce dalla consapevolezza della distanza da Dio e dalla decisione di invertire la rotta; è un ripensamento globale che parte dal cuore e trasforma la mente, perché la nostra presenza nel mondo sia segno dei suoi doni. Sono anch’io come il fico che sfrutta la terra senza portare frutti?

Parola della settimana: 
Pazienza

«L’economia della Rivelazione comprende eventi e parole intimamente connessi, in modo che le opere, compiute da Dio nella storia della salvezza, manifestano e rafforzano la dottrina e le realtà significate dalle parole, mentre le parole proclamano le opere e illustrano il mistero in esse contenuto.» (Dei Verbum, 2)

Articolo tratto interamente da: http://www2.azionecattolica.it/

Si alzò e andò in fretta….


di Gizzi Pierfrancesco

301-Domenico_ghirlandaio_visitazione_louvre_01In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Lc 1,39-45

È il primo viaggio di Gesù di cui abbiamo documentazione: nel grembo di Maria viene portato fino alla casa della cugina Elisabetta. È un viaggio senza motivi apparenti: «Maria si alzò e andò in fretta». Perché? Aveva forse saputo che Elisabetta attendeva un figlio? Voleva confidarsi e raccontarle che un angelo le era apparso e le aveva predetto cose meravigliose?
Le due cugine erano certamente intime amiche, anche se non potevano incontrarsi e parlarsi con la frequenza dei giovani di oggi. Possiamo allora pensare che il linguaggio del cuore e degli affetti può comunicare senza strumenti umani: le persone che si vogliono bene, sensibili ai bisogni degli altri, sanno sempre cosa bisogna fare e trovano il modo opportuno per realizzarlo.
Nei gesti di Maria sorprendono i due verbi «si alzò e andò in fretta». Alzarsi è un gesto che indica prendere coscienza di un bisogno; sapere che il tempo delle scelte è arrivato e a noi è chiesto di intervenire. Ma alzarsi significa anche acquisire dignità, raggiungere uno stato superiore di vita. Maria si alza dunque con la consapevolezza che qualcosa di grande sta avvenendo e lei vuole essere protagonista, compartecipe.
Maria «andò in fretta». La fretta, talvolta cattiva consigliera, in questo caso è sinonimo di trepidazione, di amore che non può attendere, di desiderio di vita e condivisione.
È questo il messaggio per il Natale ormai imminente. A noi è chiesto di accogliere Gesù che viene con il decoro di chi si alza per dare dignità al nascituro e con l’urgenza di chi non può attendere nulla di più grande e più importante che Gesù bambino.
Nel bambino Giovanni che sussulta nel grembo di Elisabetta, abbiamo la conferma che Maria ha scelto la via migliore.
Una via oggi richiesta anche alla nostra vita: vogliamo alzarci e accogliere in fretta Gesù nel nostro cuore?

Parola della settimana: 

Umiltà

«Maria Vergine, la quale all’annunzio dell’angelo accolse nel cuore e nel corpo il Verbo di Dio e portò la vita al mondo, è riconosciuta e onorata come vera madre di Dio e Redentore.» (Lumen Gentium, 53)

Parte sopra tratto da “Date voi stessi da mangiare, testo per la meditazione personale Azione Cattolica Italiana, 2012-2013”

Alzarsi e andare in fretta. Lo facciamo quasi sempre tutte le mattine, chi corre in reparto, chi a prendere il treno, chi perché ha lezione e non è mai in orario. Poi alzarsi non è molto più presente tra le nostre azioni quotidiane, abbiamo le connessione a fibra ottica o in LTE, basta un click e possiamo fare qualsiasi cosa: parlare, massaggiare, vedersi.

Allora quale è la differenza tra il nostro alzarci e quello di Maria? L’amore, la trepidazione, il voler essere parte di questa storia e non solo comparsa. Banale?

Ogni giorno ci alziamo e andiamo a lavorare, studiare, seguire lezione , in questi giorni intorno a noi vediamo persone, sentiamo venti, viviamo esperienze, che molto spesso ci scivolano sopra come pioggia, nulla ci tocca, ormai siamo automi indipendenti con l’istinto della sopravvivenza. Siamo diventati machine da formula 1, siamo tecnicamente capaci di compiere grandi cose, di andare alla velocità massima, ma siamo utili solo su un percorso costruito adatto a noi. La nostra vita è una corsa solitaria, un testa a testa con l’altro per sopraffarlo in tutti modi; dobbiamo cominciare a rallentare, a scendere di marcia, goderci il panorama (quel poco che ci è rimasto almeno).

Ad esempio avete presente le stazioni ferroviare? Bene quelli sono luoghi pieni di velocisti durante il giorno, ma la notte si trasformano in luoghi pieni di solitudine e di richiesta di aiuto. Provate ad andare specialmente ora, vi stupirete. Quei luoghi diventano il punto di raccolta di chi ha perso la casa, oppure di chi una casa non l’ha e non è l’unica cosa che gli manca. Con la “Comunità Primavalle di Sant’Egidio” (la quale ringrazio), abbiamo vistato una stazione di Roma, dove molte persone (dico persone e non barboni o clochard come spesso la stampa usa dire), si ritrovavano per (e fate attenzione) il ristoro e l’ascolto. Il ristoro a volte non basta mai, perché chi ha bisogno aumenta sempre di più ogni settimana, per non parlare di chi vive sotto i ponti che per colpa di una società cieca e dedita ai soldi e al potere, lascia queste povere persone senza una coperta per la notte e un luogo dove dormire al caldo. Si, avete letto bene senza una coperta con tutto il freddo che fa in questi giorni! Il punto è che queste persone sono state sfortunate nella vita, non hanno avuto nessuno vicino per aiutarli veramente ed ascoltare le loro storie ci fa capire che chiunque può ritrovarsi da solo, senza più una speranza in cui credere, abbandonato a se stesso. Alzarsi e andare in fretta? Si, e aggiungerei anche “più veloce di Speedy Gonzales”, sono un esempio le persone che sono nella cmunità Primavalle che si impegnano per cercare coperte o sacchi a pelo, chiedendo anche alle famiglie di fare un regalo di Natale solidare, poiché di aiuto ce ne è sempre bisogno, oppure quelle aiutano l’ormai famoso “angelo di Milano” per assistere chi è nel bisogno ma ha paura ha chiedere aiuto.

Ora un ultimo punto sui giovani, molto breve sennò nessuno vedendo quest’articolo lo leggerà! Cosa ci sta offrendo ogni la nostra società? Oppure le nostre città, i nostri politici? Fa tutto schifo? La nostra Italia è un orrore rispetto ai nostri altri alleati europei? Non ci sono politici veri? Nella nostra città non c’è niente di accogliente e adatto a noi giovani per divertirsi in compagnia?

<<…si alzò e andò in fretta>>. Non essere solo una comparsa nella storia del tuo paese, sii tu il protagonista, cambia insieme agli altri le cose che non vanno. C’è un problema? Confrontati, risolvilo collaborando. Ti sei laureato ma il lavoro non c’è, crealo, credi nei tuoi sogni, mettici la passione, sollevati, alzati! Ama il prossimo tuo come te stesso cosicché creerai una società giusta, costruita intorno all’uomo e per l’uomo, e non intorno al denaro e al profitto.

Basta così, sennò vi annoio troppo! Buon Santo Natale a tutti e felice anno nuovo. Che il Signore benedica voi e le vostre famiglie. Pace a voi!

Abuso sui minori: la risposta della Chiesa


di Gizzi Pierfrancesco

Navigando su Internet alla ricerca di nuove e svariate informazioni mi sono imbattuto in questa diciamo casualità! Sul sito ufficiale della Santa Sede ho trovato questo topic: -Abuso sui minori.

La risposta della Chiesa. La cosa mi ha lasciato, vi dico la verità (come sempre faccio negli articoli) un po’ sorpreso.

Sapevo già, e penso anche voi, che la Chiesa aveva fatto un mea culpa di questi atti, ma pubblicare proprio una sezione sugli abusi, non me lo sarei aspettato. Ma questo possa farci capire (specialmente ai più scettici e ai più critici) che la Chiesa non è solo quelle quattro mura che stanno a Roma, è molto di più: è una sacra istituzione fondata da Gesù nella sua roccia Pietro.

Nella sezione ci sono tutti i documenti rilevanti per capire la situazione: norme di diritto canonico; documenti; discorsi del Papa; lettere pastorali; altri documenti di supporto. Tutto questo perché anche la Chiesa “possa dire la sua” (lasciatemi passare l’espressione). Ma vi prego che non si dica che la Chiesa si sta nascondendo!

Una parte della Chiesa in queste vicende ha una responsabilità che non deve essere dimenticata, ma non bisogna prendersela con tutta la Chiesa: cerchiamo di essere coscienti di questo.

Ecco a voi il link: http://www.vatican.va/resources/index_it.htm#

Ricordo che quest’articolo è stato fatto perché come l’informazione su queste vicende è stata un po’ di parte (contro la Chiesa, in modo particolare martirizzando la figura del Papa), ho voluto cercare di riequilibrare un po’ le cose