11 uomini sulla cassa del torto


di Giovanni Proietta (Forum Democratico)
Un anno ci divide dalla fine del mandato del commissario. Un anno di campagna elettorale che dovrà avere il compito di spazzare via la maggior parte dei protagonisti di un ventennio fallimentare sul piano culturale, economico e sociale. Ceccano ha bisogno di novità. Non ha bisogno di nuovismo, volto ammiccante dietro cui si celano i volti dei soliti noti. Cognomi familiari spolverati di belle speranze e specchietti per le allodole. Ceccano ha bisogno di guardare a tre fari: la competenza, l’onestà e la capacità politica, caratteristica senza la quale si finisce inevitabilmente impigliati nelle fauci dei navigati amministratori di questa città, di destra e di sinistra. Il treno della modernità, del progresso, anzi meglio, dello sviluppo sostenibile, farà fermate solo per chi sarà capace di capirne l’arrivo. I tempi sono maturi perché una città abitata da persone con esigenze impegnative e aspettative interessanti sia governata finalmente da amministratori all’altezza delle sfide del futuro. Negli ultimi vent’anni la qualità della vita ceccanese è andata peggiorando, laddove altrove la capacità di qualche raro buon amministratore è riuscita a donare alla comunità una visione di futuro. Una classe dirigente ha fallito e ora si è chiaramente identificata. Nei prossimi giorni avremo modo di vedere come si disporranno i vari interessi. Indipendentemente da questo, cerchiamo tutti, per quanto ci è possibile, di non essere rappresentati ancora una volta da politici non all’altezza dei nostri sogni, delle nostre necessità. Evitiamo di prolungare la lunga nenia della lamentela. Ovunque impegniamoci, ognuno a modo suo, per evitare altri anni di decadenza e degrado per la nostra comunità. Persone preparate, pronte a questa sfida, non mancano. Nei prossimi giorni occorrerà capire come si distribuiranno o se, ancora peggio, a ridosso dalle elezioni, preferiranno ancora una volta le solite fazioni, dietro a simulacri di rappresentazione che dietro al personalismo non celano ormai neanche uno sparuto seguito. Le vecchie formule hanno fallito, occorre trovarne di nuove.
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Il rimpasto di giunta e le ataviche promesse del centrosinistra ceccanese


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Le dichiarazioni

Cerroni è entrato a testa alta nella giunta.”

Grande risultato la riunificazione del centrosinistra a Ceccano.”
“C’è da essere felici.”

Il fatto
Questa la sequenza horror delle dichiarazioni degli esponenti locali del Pd dopo il rimpasto della giunta Maliziola che riscopre come alleato fondamentale chi un anno fa le ha fatto una dura campagna elettorale contro, e come elemento innovativo di una giunta senza politici di professioni il “novello” Maurizio Cerroni già due volte Sindaco (dal 1994 al 2002) e dal 1980 in consiglio comunale.

 

L’analisi

-Il fine del politico

Partiamo dall’inizio: un politico raggiunge il suo obiettivo non quando prende un incarico ma dopo che lo assolve in maniera positiva, quindi niente testa alta senza risultati.

Poi qualcuno ci spieghi tutto questo giubilo davanti la riunificazione del centrosinistra; c’è da essere contenti quando il proprio paese prospera, apre le strade per un futuro migliore, garantisce ai cittadini un migliore tenore di vita, ma non perchè i capi dei due partiti di sinistra fanno pace: non è cosa nostra, i cittadini vogliono fatti.

 

-Il distacco dalla realtà e il ritorno al passato

Molti diretti interessati ci tengono a far sapere che l’improvvisa pace tra PSI e PD si basa su un accordo programmatico teso al miglioramento del paese: gli stessi partiti che hanno governato male Ceccano per 20 anni (10 di Cerroni e 10 di Ciotoli) ora si riuniscono dopo 1 anno di latitanza per fare in 3 anni e mezzo ciò che non hanno fatto in 20 anni: una tesi credibile no?

-Il partito non democratico
Da molti esponenti del PD si esprime incredulità per l’avvenuto accordo dato che né il segretario dei GD né altri big del partito sapevano di questa scelta e dimostrando come la stessa fosse minoritaria nel partito: gli stessi che fanno le primarie a livello nazionale definendola come dimostrazione di democrazia ora neanche convocano una riunione per decidere del futuro del partito.

Epilogo
Il Pd ha tradito la parola data agli elettori alle scorse comunali accontentandosi di un posto in cambio di una tregua col psi: ma forse la guerra non era mai iniziata ed il più scontato dei finali della politica ceccanese si ripropone: se nel Gattopardo il Tomasi di Lampedusa affermava “facciamo che tutto cambi affinchè tutto rimanga com’è” a Ceccano i professionisti della politica praticano il “facciamo che nulla cambi affinchè tutto rimanga com’è”.

 

 

Gianluca Popolla

Se questa è partecipazione

DIstrazione


ImmagineCari lettori,
seguendo molto da vicino la querelle sul regolamento delle primarie del centrosinistra ho ravvisato alcune incongruenze rispetto ai proclami di apertura alla “massima partecipazione” che hanno preceduto la definizione delle regole per il voto del 25 Novembre riguardante la scelta del leader della coalizione.

Premetto che l’elettore, di qualsiasi matrice politica, non può mai essere considerato un nemico o visto con sospetto e che, nel momento in cui si rivestano cariche pubbliche, queste vengono sempre esercitate nell’interesse generale, non solo dei propri elettori: elemento ordinario del berlusconismo.

Le regole pongono condizioni condivisibili tra cui la dichiarazione di sostenere il progetto politico del centrosinistra, altre invece tendono ad una restrizione dell’elettorato passivo molto forte.
La legittimazione popolare è direttamente proporzionale al numero di votanti, restringerne il numero significa rivolgersi ad una nicchia di affezionati, tutt’altro che vocazione maggioritaria.

1) Per votare bisogna firmar la cosiddetta Carta d’intenti: il programma di Bersani modificato in parte dall’incontro con Vendola. 
Se non si condivide il programma di Bersani non si vota.
Personalmente non condivido, si sarebbe potuta trovare una soluzione migliore.
Negli Usa Obama non ha firmato la carta d’intenti della Clinton.

2)Occorre una pre-registrazione presso un luogo diverso dalla sede del voto.
Perchè non unirla alla votazione? Un’inutile complicazione burocratica.
Il ragazzo fuori sede dovrà rientrare due volte nel proprio comune per poter votare, tre col ballottaggio: una scelta che svantaggia i giovani universitari o i lavoratori fuori sede.
Nonchè la generalità degli elettori che avranno un’ulteriore step burocratico da superare (in un luogo diverso dal seggio!) rispetto le ordinarie elezioni politiche: una perdita di tempo che scoraggerà in molti: una mamma con due bambini nella maggior parte dei casi rinuncerà a votare.

3) I diciassettenni non potranno votare.
Peccato che nel 2013 la maggior parte di essi avrà 18 anni e potrà votare per la Camera dei Deputati: votare alle Primarie sarebbe stata un’ottima occasione per coinvolgerli in un progetto, e invece si è preferito chiudere il cerchio con il rischio di perdere il loro consenso nel 2013.
Le Primarie devono essere un luogo di sviluppo per la coalizione, di coinvolgimento, non di separazione, di nicchia.

4)Non è possibile la registrazione on-line.
Nell’era della spending review, dell’agenda digitale, del web come principale mezzo di comunicazione soprattutto politico si decide di ignorarlo: tipico di una coalizione progressista.
Nessuno si spaventi quando il movimento 5 Stelle assorbirà parte dell’elettorato puntando, intelligentemente, sull’agorà del terzo millennio.

5) Stravolgimento totale delle regole.
Doppio turno, pre-registrazione ed altri cavilli che rendono queste Primarie totalmente differenti dalle precedenti del 2005 e del 2009 basate sul turno unico, registrazione e votazione contemporanea.
Forse perchè il rischio che non vinca il designato (Bersani) c’è e come.
Magari non è così, ma così sembra.

6) Albo pubblico dei votanti.
Da verificare è il rispetto delle norme sulla privacy, d’altronde non esiste albo pubblico nelle elezioni politiche.
L’elettore che non vuole mettere al corrente l’altrui persona delle proprie convinzioni politiche è costretto a desistere dal votare.
Senza parlare del lavoratore che, cosciente della pubblicità del suo voto, rinuncia ad esprimerlo per timore di ripercussioni da parte del suo datore di lavoro.
Esiste l’annullamento del licenziamento discriminatorio certo, ma sapete in quanti casi il lavoratore riesce a dimostrarne l’esistenza: pochissimi, tant’è vero che la norma processuale mai è stata oggetto di discussione nella riforma del mercato del lavoro.
E inoltre, si dimostra un’incomprensibile paura del nemico: l’ex elettore di centro destra, in tal modo considerato un nemico, una persona da cui diffidare.
Nel diritto civile la pubblicità delle sentenze serve a rendere più grave il pregiudizio nei confronti dell’autore dell’illecito, sottoponendolo al giudizio negativo della società, qui è generato un concetto simile.

Paura di perdere le primarie, paura di vincere le elezioni politiche.

Il programma di Matteo Renzi: 1-Ritrovare la democrazia (parte 1)


di Gianluca Popolla

“Ritrovare la democrazia”
, questo è il primo dei 10 punti dell’agenda politica del sindaco di Firenze Matteo Renzi.

La democrazia, spiega, “e’, prima di tutto, l’idea che una comunità possa determinare il proprio destino, che non sia in balia degli eventi o di una qualche forza superiore” e necessità di una politica degna del suo nome: “la politica non è credibile se continua a chiedere sacrifici senza mai farne.”

Il concetto generale di rinnovamento dello Stato viene specificato con una serie di proposte tese a snellire gli organi politico-amministrativi rendendoli più efficienti, legati all’elettorato e meno costosi.

L’eliminazione di una camera, sostituita da un organismo non elettivo legato alle regioni e agli enti locali (“composto da delegati delle Regioni e da sindaci”), porterebbe ad un sistema monocamerale composto da un numero di persone “non superiore alle 500”.

La possibilità, inoltre, dell’organismo non elettivo di “proporre emendamenti alla legislazione statale su cui la Camera elettiva decide in ultima istanza, eventualmente a maggioranza qualificata.” è ritenuta da Renzi una soluzione per sviluppare una sana collaborazione tra i differenti livelli di Governo mettendo fine al sistema attuale definito di “bicameralismo dei doppioni inutili”.

Un filo diretto tra elettori e cittadini si potrà avere con l’elezione diretta del primo ministro sulla base dei successi già ottenuti a livello cittadino: l’investitura popolare servirà a garantire maggiore governabilità e stabilità dell’esecutivo; anche i singoli deputati “devono essere scelti tutti direttamente, nessuno escluso, dai cittadini”.

Le proposte anti-casta sono incentrate sull’abolizione di tutti i vitalizi, l’adeguamento alla media europea delle risorse per i parlamentari, nonché la definizione di un costo standard “per il complessivo funzionamento delle assemblee legislative regionali fissandolo ad un valore compreso tra gli 8 e i 10 euro annui per abitante” relativamente al compenso e, sottolineando la necessità di “un budget per le attività di servizio uguale in tutte le regioni”.

N.b.
Per motivi di spazio il rimanente del primo punto verrà discusso nell’articolo successivo.

Primarie Pd: Il programma di Matteo Renzi-Introduzione


di Gianluca Popolla

Rottamazione si, rottamazione no.
Berluschino o progressista?
Nuovo che avanza o solo di facciata?

Vista la diversità di opinioni in merito, ho deciso di condividere sul blog delle parti del programma del Sindaco di Firenze Matteo Renzi che da poco ha ufficializzato la sua candidatura alle primarie del Centrosinistra per la selezione del candidato alle elezioni politiche che si svolgeranno nella primavera del 2013.

Questo nella speranza che una sana discussione sui programmi possa riportare il confronto politico a livelli di contenuti sostanziali e non di slogan, notizie contingenti o dei falsi miti della becera anti-politica, del qualunquismo di facile applicazione ma scevro di soluzioni per i problemi del paese.

Se nel passato personaggi privi di contenuti hanno stretto lo scettro del potere politico, il motivo consta proprio nella mancanza di una discussione politica trascendente i compartimenti stagni e le poco impegnative frasi da bar: far parte dell’elettorato attivo non significa essere ultras, non significa conservare vita natural durante una tessera di partito senza possibilità di cambiare opinione.

Alle prossime puntate allora, con l’augurio che sia una sana discussione..

Qui il sondaggio sulle primarie: Immagine

https://www.facebook.com/questions/4145717733367/

Per adesso dopo 830 voti, lieve vantaggio di Bersani..