Nona edizione: quarta serata e grande finale


Penultima serata svolta in grande stile: presentazione dei corti prodotti da Indiegesta realizzati nell’ambito della Dieciminuti Academy, anteprima dell’episodio pilota di Prometeo.La serie di Alessandro Ciotoli.

 

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Il foglio bianco


Il foglio non tradisce mai.
Non parla mai alle tue spalle, non critica, è muto se non hai voglia di ascoltare, il più convinto ascoltatore se hai voglia di parlare.

Puoi trascurarlo, calpestarlo e dirgli cose illogiche, inaspettate, sconvolgenti e senza senso ma resta lì fermo immobile, pendente dalle tue labbra come il più fervente dei seguaci.
Si ciba dell’euforia adolescenziale, rassicura le tue più intime paure, condivide la gioia e addolcisce i difetti, il rifugio più sicuro dagli errori.

 

Il foglio non delude mai.
Non una parola fuori posto, sempre la cosa giusta al momento giusto.
In un pomeriggio assolato, durante un temporale, è sempre lì ad aspettarti.
E non si lamenta per il ritardo, né rivendica l’esclusiva delle emozioni, delle risate, degli sbadigli, dei sorrisi e dei pianti spavaldo e consapevole che non c’è dogana che lo precluda all’anima.
Si fa bianco per riflettere i tuoi colori, nero per assorbirli fino all’ultima stilla.

 

Il foglio non cambia mai.
Eppure può essere una montagna da scalare o un cioccolatino da scartare avidamente.
E lo affronti con felicità come il migliore degli amici, e lo temi come il più profondo dei salti nel vuoto.
Può premiarti nelle sere più tempestose, e lasciarti a bocca asciutta nei giorni più lieti.
E senza essere scortese ti invita a riprovare se non riesci, e con fierezza ti invita a replicare se raggiungi l’obiettivo.

 

E sei contento se lo riempi di te, se riesci ad intingere il pennello di ogni singolo colore della tua anima, e non ti abbatti se resta bianco perché non ti nega mai una chance di colorarlo.

 

Un foglio bianco può colorare i tuoi giorni.

 

 

Gianluca Popolla

 

 

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Linux Day

La tredicesima edizione della principale manifestazione di promozione a GNU/Linux ed al software libero in Italia passa a Ceccano, il 26 e 27 ottobre 2013 in contemporanea con quasi altre 100 città italiane. 
Il Linux Day si svolgerà presso il “Castello dei Conti de Ceccano” 

Orari della manifestazione:
– 18:00 Apertura manifestazione
– 18:30 Guida all’installazione di Linux 
– 20:30 Open Hardware: Arduino
– 23:30 Chiusura manifestazione

Per tutta la durata dell’evento verranno svolte le seguenti attività:
– Workshop “Graficare gratis”, un laboratorio base per software GIMP;
– “Porta il tuo PC a Linux”, supporto tecnico nell’installazione del software Linux sul tuo PC;
– “Distro-Party”, prova le varie distribuzioni Linux sui computer a disposizione per trovare la più adatta alle tue esigenze

All’interno della manifestazione sarà presente una mostra di arte grafica applicata al fumetto, le opere esposte sono di Valentino Ciotoli e Mirko Baldassarri

Domenica 27 Ottobre presenteremo il sistema Google Apps for Education lanciato quest’anno in collaborazione con il Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano (FR) nell’ambito della sperimentazione “Classe 2.0”

INGRESSO GRATUITO

Per info:
assoc.sirio@gmail.com
www.linuxday.it
home | assocsirio
https://www.facebook.com/Assoc.Sirio2012

Ceccano: mancate sorprese post-elettorali


ImmagineLa fase post-elettorale ha lasciato la nostra città con più dubbi che soluzioni, interrogativi che intatti permangono da anni sembrano destinati ad un lungo e deleterio soggiorno nelle nostre vite.
Il primo anno della ‘nuova’ giunta non hanno sortito quelle risposte che, con la candidatura di un soggetto nuovo proveniente dalla società civile quale Manuela Maliziola, in molti si aspettavano.
Nulla di nuovo sotto il sole, o meglio, qualcosa di nuovo c’è, ma niente è cambiato o sta cambiando.

Se si approfondisce l’analisi, e ci si lascia alle spalle la superficialità degli avvenimenti si capisce come si stia verificando niente di più prevedibile: una figura credibile e di buona volontà, così il sottoscritto ritiene il Sindaco, è poco per smuovere un sistema incancrenito dotato di profonde radici.

Perchè il male atavico del nostro paese è l’assenza di partecipazione, della condivisione di idee e di un dibattito sano sul bene e per il bene di Ceccano.

Nonostante l’intento del primo cittadino nel senso di una politica partecipata, i risultati stentano ad arrivare; ancora in bilico la situazione sulla diretta web del consiglio comunale, la prospettiva di avere un bilancio partecipato (in cui i cittadini decidano verso quali servizi impegnare una parte del capitale comunale fabraterno) è ancora remota.
Neanche la consuetudine elettorale degli incontri con le associazioni di rappresentanza è stata mantenuta in vita.

Ma era prevedibile.

Ricordiamoci che lo stesso Sindaco che ha prospettato il cambiamento connotandolo nel senso della condivisione con i cittadini di scelte politiche cruciali per il nostro futuro, ha in più occasioni riconosciuto l’ottimo lavoro compiuto dalla decennale amministrazione Ciotoli.
Qui le radici, qui le basi dell’attuale fallimento.

La contraddizione era ovvia, non si può essere e non essere allo stesso tempo; e quando sotto elezioni si produce un’evidente antinomia nelle dichiarazioni è logico che ad essere sacrificati saranno i buoni propositi.

La natura non fa i salti, la politica ancora meno, chi è benedetto dai ferventi sostenitori della chiusura oltranzista alla città, non può il giorno dopo costruire pareti di vetro a Palazzo Antonelli.

La maggior parte della colpa, però, va a noi, che crediamo di più a un loro cambiamento che alla nostra possibilità di essere decisivi nel cambiamento del paese.

Gianluca Popolla

Cinema Teatro Antares: un triste epilogo


di: John L

CECCANO – Qual è lo stato di salute della cultura nella provincia di Frosinone? Bella domanda. Tastare il polso di questo spicchio interessante dell’attività intellettuale ciociara vuol dire innanzitutto rivolgersi ad una prospettiva economica scadente in cui si inserisce però una domanda ineducata, passiva e il più delle volte pigra. Si sa, dai diamanti non nasce niente mentre proprio oggi un nuovo capitolo di questa triste storia, nella sezione “Spiragli” rischia di essere scritto. Il Comune di Frosinone si aggiudica all’asta l’ex cinema Vittoria, alle spalle di Corso della Repubblica (leggi: in centro) per 70 mila euro. Ancora numeri: 350 i posti a sedere (210 in platea e 130 in galleria); valore di mercato: 410 mila euro. Missione compiuta. In tempi di magra “globale” meglio un uovo oggi che una gallina domani, così l’amministrazione Ottaviani rinuncia al megaprogetto del Casaleno per un realismo che forse può portare lontano. Il panorama (desertico) è quello di un capoluogo di provincia (per non parlare del circondario) che vive senza una stagione teatrale degna da troppo tempo dove le eccellenze si contano sulle dita di una mano, due su tutte: l’esperienza ceccanese del Dieciminuti Film Festival che anche quest’anno aprirà i battenti ai corti di mezzo mondo e il tentativo del Cinema Arci di Frosinone di educare i cinefili ciociari al cinema d’essai. Questa occasione di dibattito riporta alla mente l’operazione ormai di qualche anno fa portata avanti dal comune di Ceccano: la rinascita del cinema-teatro “Antares”. Dopo l’entusiasmo degli albori (un’ottima stagione teatrale con il contributo dell’ETI, una carrellata discutibile di “grande” cinema) il fuoco di paglia ha esaurito la propria ragion d’essere e i politici si sono dimenticati anche di questo interessante polo d’attrazione culturale rimasto ormai ospite solo di sparute manifestazioni per grazia ricevuta e sempre meno eventi di un certo taglio. A futura memoria una solitaria e generica proposta del PD in campagna elettorale per creare una fondazione, un annuncio che, ad oggi, lascia il tempo che trova. Tralasciando l’ottima parentesi del Festival realizzato dall’Associazione culturale Indiegesta, giunto ormai all’ottava edizione, numerose iniziative si trovano a dover incontrare il cartellino rosso dell’amministrazione davanti alle proprie richieste di usufruire dei locali del teatro. La causa: problemi all’impianto di riscaldamento. Salta così l’anniversario annuale del complesso bandistico ceccanese (in programma per il 1° dicembre) e la manifestazione organizzata dall’AVIS per il 21 dicembre, nel silenzio generale. Sperare che la situazione si evolva velocemente è perlomeno lecito ma la denuncia dei fatti, a questo punto, diventa imperativa. Non possiamo certo chiedere una politica lungimirante di gestione di beni pubblici e delle attività culturali a chi è affetto da comprovata miopia (vedi le possibilità offerte per anni dalla “prateria” del capoluogo, a pochi chilometri di distanza) ma non per questo dobbiamo elemosinare un’amministrazione civile e degna di questo nome. Auspichiamo che il governo della città si muova in tempi utili ripristinando, nei fatti, il diritto che una comunità ha di usufruire dei propri beni pubblici. Natale è alle porte, oltre al freddo speriamo in qualche sorpresa.

PD: Wi-fi e l’ambiente dimenticato


Da qualche giorno a Ceccano impazza il toto Wi-Fi: è nocivo?
Può causare danni alla salute? Sono solo ipotesi o abbiamo dati certi?
Sollevata in maniera fortuita dal Pd si è aperta una discussione che trascende il singolo tema posandosi su quella della coerenza politica di determinati soggetti.

Ceccano, infatti, da anni è avversata da problemi legati all’inquinamento: dell’aria (polveri sottili; Pm 10, Pm 2.5) ; dell’ acqua e del suolo (generati dal fiume Sacco come il tristemente noto beta hch) con molteplici e tragiche ripercussioni sulla salute dei cittadini.

Problemi ampi, complessi, che non hanno come unici responsabili vecchi e nuovi amministratori fabraterni, però pur sempre affrontati da questi con negligente e non trascurabile disinteresse, ai limiti dell’incompetenza direi.

Polveri sottili
Per combattere le polveri sottili si è ritenuto sufficiente fermare le auto per qualche week-end (misura obbligatoria per legge) e niente più; mentre per il fiume solo slogan, rimpiattini, scarica barile e totale immobilismo.

Fiume Sacco
Nel 2005 il nostro paese sarebbe potuto entrare bell’area emergenziale della Valle del Sacco (in cui siamo entrati nel 2009), ma non ci fu un funzionario, dirigente, amministratore comunale che si preoccupò di soddisfare la misura necessaria richiesta dal governo: la perimetrazione dell’area maggiormente sottoposta a rischio ambientale.

Palazzetto 
Sul Palazzetto dello Sport ancora tutto tace, ma sarebbe necessario che gli amministratori di allora ci spiegassero le modalità di assegnazione dell’appalto, nonchè della costruzione dell’edificio.

Il Pd (ex Margherita, ex Ds, ex Pds,etc..) che fa luce su un aspetto marginale perché non totalmente verificabile, dovrebbe chiedere chiarezza per le su esposte tematiche ed in particolare verificare se al proprio interno non ci siano soggetti responsabili in prima persona del peggioramento o perseveranza dei problemi tuttora esistenti, visto che alcuni dei suoi attuali componenti ricoprirono ruoli cruciali all’epoca dei fatti (vedasi giunte dal 1994 al 2012).

Questione di coerenze e di rispetto nei confronti dei cittadini, delle nuove leve e della sempre consacrata storia del partito.

Gianluca Popolla