Il Grande Bluff


Esiste un concetto utile per spiegare l’acqua che passa sotto i ponti della politica italiana: il cosiddetto combinato disposto. Sarà utile rispolverare questa pietra miliare del dibattito all’italiana per comprendere in futuro quanto i giorni che stiamo vivendo ora siano significativi per la nostra democrazia in futuro.

Il dato di fondo è la ghettizzazione messa in atto dai partiti verso il m5s, un fenomeno assolutamente giustificato ma operato senza una doverosa presa di coscienza di quello che questo enorme “no” potrebbe diventare dopodomani.

Inventare un istituto giuridico inesistente, mai applicato in oltre sessant’anni di storia repubblicana dovrà pure avere qualche significato per non parlare del capitolo interessante delle reazioni. Nonostante il frame dell’invasione grillina dei banchi del governo sia stato nel 90% dei casi la sovrastruttura ideologica del concetto per il quale il movimento cinque stelle rappresenta
l’eversione e i partiti la pace sociale, la gran parte dei cittadini non è stata al gioco mediatico.

Sarà l’effetto della sdoganata partecipazione nei talk di pubblico più largo (Di Battista nel salotto della Bignardi e la Lupo in quello domenicale di Massimo Giletti) ma fatto sta che l’inganno mediatico inizia a scricchiolare. Molti hanno visto una donna
presa a pugni da un uomo senza che si levasse una sola voce anche solo per scusare il gesto ed è per questo che non hanno potuto accettare l’ennesima fatwa femminista (gridare troppo spesso “al lupo” è la strada che conduce verso lindifferenza collettiva)
dal Presidente della Camera.

Arrivano, poi, le accuse di fascismo inconsapevole da parte di Corrado Augias, ricambiate peraltro dal rogo di un suo libro, ma abbandonarsi nelle braccia di una metafora avvincente senza andare a fondo nell’analisi assume il significato di una guerra senza esclusione di colpi tra membri del medesimo gruppo di interessi e un movimento politico che ne minaccia la stabilità quando la necessità prima è quella di comprendere, senza il bisogno di prendere parte nella rissa. In questo senso la mente va invece alla Repubblica di Weimar, un regime debole e inefficente che regalò a una minoranza riottosa le chiavi di un Paese distrutto e non in quanto i grillini ricordino il nazionalsocialismo, sia chiaro.

Insomma in una settimana politica che non ricorderemo certo per il passaggio di Casini nella casa delle libertà vigilate di Berlusconi fatto passare come insulsamente ideologico (vedi i sondaggi), magari sarebbe bene prestare un orecchio a un’opposizione che minaccia di essere davvero eversiva e quindi pericolosa se verrà costretta a questo ruolo da comportamenti sia istituzionali che partitici, questi sì, davvero colpevoli.
C’è negli occhi di questi attori la colpevole inconsapevolezza dell’entità di un fenomeno con il quale bisognerà prima o poi rapportarsi seriamente. Guardare dall’altra parte, fare melina, compiere la mossa molto furba dell’accorpamento del decreto su Bankitalia con quello relativo al pagamente dell’IMU col tentativo davvero stupido di porre i grillini davanti al voto per la vita, fanno parte del corredo di una strategia fallimentare, capace soltanto di peggiorare le cose.

 Jimmy Guinea

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Brutta aria


Riceviamo e pubblichiamo:
I diritti delle donne, la democrazia, il rispetto delle minoranze, sono solo la forma da far assumere ai propri discorsi per strappare qualche applauso in qualche conferenza luccicante. Che senso hanno le fiere di politicanti che sfilano in nome di questi concetti di fronte a quanto sta avvenendo oggi in Italia? Si può essere d’accordo o meno con le teorie cosmogoniche pittoresche della Casaleggio Associati, supportando magari il teorema della mano invisibile del leader, passando per la ridicola lista della spesa del qualunquismo nella quale convivono stipati a caso Bilderberg, la massoneria, i servizi segreti deviati, la criminalità organizzata, Topolin, Zorro e chi più ne ha più ne metta. Si può ed è bene marcare le proprie distanze qualora questo si renda ulteriormente necessario. Bisogna tuttavia riconoscere per onestà intellettuale, che trascende lo sciovinismo politico e le questioni di tifoseria, la grande violenza messa in atto verso uno dei movimenti politici democraticamente eletti alle scorse elezioni da tanti italiani, le cui posizioni possono essere legittimamente criticate ma che non vanno assolutamente annientate a colpi di mano e sotterfugi per sfuggire al messaggio globale di quella discesa in campo. Non sarà infatti grazie a queste scorciatoie che il sentimento di odio represso del Paese verso la propria classe politica verrà calmierato, anzi probabilmente la messa in atto di una dinamica escludente avrà forse il risultato di avverare una profezia temuta, cui neanche i membri del movimento vorrebbero mai prestare orecchio: una dittatura, sebbene sui generis. Molti dei lettori orientati piuttosto sulle posizioni del Partito Democratico, potrebbero obiettare che è proprio quello stesso atteggiamento di chiusura invalicabile ad appartenere alle dinamiche e ai comportamenti del parlamentari pentastellati. Ed è a questo punto della discussione che propongo la visione di tre video, e la lettura dell’articolo che accompagna l’ultimo in ordine di presentazione. Perché questi video mi hanno mostrato una violenza inaudita e qualunque sia la mia posizione politica –per la cronaca, lontana anni luce da quel grillismo integralista che anima la quasi totalità dei commentatori sempre in linea con il m5s- mi sono sentito in dovere di condannare, anche solo anonimamente una reazione che non lascia ben sperare a un tentativo talvolta ostruzionista ma il più delle volte onesto e genuino, un gesto nel quale molti di noi avrebbero facilità a immedesimarsi.

Buona visione e grazie ai ragazzi di CS per lo spazio

1) bit.ly/MzKCIA
2) bit.ly/1exI2sU
3)bit.ly/1dQCR6f

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Boldrini, M5S e la ghigliottina


Per “ghigliottina”, nel linguaggio parlamentare, s’intende il passaggio diretto al voto finale di un decreto legge a prescindere dalla fase dell’esame dell’Aula in cui si è arrivati. Ma di quale norma si parla e perché non è mai stata applicata, sebbene, in passato, si sia minacciato più volte di farlo? La ricerca nell’indice analitico del regolamento può trarre in inganno, la voce “ghigliottina” ovviamente non c’è. Questo istituto, al contrario del Senato, discende da un’interpretazione della Presidenza della Camera della XIII legislatura, riconfermata nelle legislature successive. Le riforme regolamentari del 1997 hanno stabilito che l’organizzazione delle discussioni dei progetti di legge, esaminati dall’Assemblea, avviene, di norma, attraverso il contingentamento dei tempi, in modo da dare attuazione al principio per cui “i lavori della Camera sono organizzati secondo il metodo della programmazione”.La deroga più importante a questa regola generale è quella dettata dall’ultimo articolo del Regolamento della Camera…

continua su http://www.lastampa.it/2014/01/28/italia/i-tuoi-diritti/cittadino-e-istituzioni/approfondimenti/la-ghigliottina-nel-diritto-parlamentare-1VhXbYFKYymuj79f5ANGfI/pagina.html

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