Primarie? Solo se aperte


Apprendiamo dai giornali che per scegliere il prossimo candidato a Sindaco della coalizione di centrosinistra ci saranno delle elezioni primarie. Ottimo. Un refrain già ascoltato che potrebbe poi infrangersi contro gli scogli della solita partitocrazia anche se stavolta sperare nel caos vigente sembrerebbe un cavallo su cui scommettere. Regna l’anarchia a livello provinciale e come antichi feudatari i maggiorenti del Partito Democratico non sapendo come risolvere la faccenda la buttano in Primarie. Tutti d’accordo perché nessuno è d’accordo su nulla ma se le parole sono importanti diventa legittimo avere delle aspettative e quindi battersi perché primarie, a questo punto, ci siano. Prevedere però un futuro prossimo in cui i signori delle tessere tolgano la palla ai cittadini per ributtarla nel campo rassicurante della politica e dei partiti è una prospettiva nauseante da respingere con ogni mezzo possibile: le primarie dovranno essere aperte alla cittadinanza.  Occorre dire da subito che qualsiasi altro tipo di alchimia sarebbe una truffa ai danni dei cittadini, un raggiro operato per ragioni di marketing elettorale.
Se poi potessimo imbastire un discorso un pizzico lungimirante diremmo che alle Primarie sarebbe bello far votare anche ragazzi tra i sedici e i diciotto anni. Farli partecipare, farli sperare nella politica. Cari democratici, cercate di guardare oltre il cortile, c’è una città meravigliosa, che aspetta di essere chiamata a decidere del proprio futuro. Un posto abitato da persone moderne, preparate, geniali, che potrebbe fare della nostra comunità il nostro orgoglio. Smettetela di vedere la politica con gli occhi del feudalesimo. Quell’epoca è finita vent’anni fa, forse i tempi stanno cambiando, magari siete voi ad essere in ritardo.

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