Natale 2013.


Carissimi!

Ecce natus est puer et nomen eius est Salvator Mundi. Venite adoremus”

Anche quest’anno vorrei, tramite questo blog, farvi gli auguri di buon Natale. Ancora una volta ricorderemo, tra poche ore, il mistero dell’infante di Betlemme che viene tra di noi, ad salvandum nos, per salvarci. Dopo i periodi di attesa, che hanno contrassegnato il periodo dell’Avvento domani notte Cristo nasce, anzi ricordiamo la sua nascita, ancora una volta. Siamo dunque capaci di comprendere cosa si cela dietro questa nascita? Possiamo solo scorgere ciò che è indescrivibile, ciò che è lontano ma così vicino a noi, uomini di questo tempo che sembra avere smarrito il cammino. Cristo torna per indicare la strada maestra, la via che tanto noi desideriamo ma che sovente non troviamo, il timone di una nave mossa dai marosi, la stella nella notte dell’esistenza umana. Osserviamo come tutte variabili concorrono a celebrare il Natale, festa del ricordo non solo meramente storico ma escatologico in cui un Bambino, come tutti gli altri, in realtà è il Salvatore. Contempliamo dunque una realtà, quella divina, che ci appare così inserita nella quotidianità delle cose che stupisce, che sembra confondere per la sua vastità, per la sua importanza così forte, così viva nelle menti dell’umano consorzio. E’Natale, dunque: dicevo prima che la sua venuta non è solo un semplice ricordo, un semplice compleanno ma è una risposta ai quesiti che ci si pone, è la realtà formidabile che aspettavamo e che i profeti hanno annunziato e che Maria ha tenuto in grembo.  Guardiamo un attimo Maria : Ella è beata perché, per prima ha creduto e sembra dirci oggi: “Venite, credete con me” possiamo noi non condividere la gioia di una madre? Siamo così egoisti da non comprendere la sua felicità? Lo comprendiamo anzi sforziamoci di farlo!

Ecce puer et nomen eius est Salvator Mundi: venite adoremus”

Sì, venite adoriamo, venite adoriamo il Re che nasce. Nasce in una mangiatoia, per scegliere il modo dell’umiltà, della povertà e non un albergo lussuoso, non una reggia ma l’umile capanna di una città sperduta come Betlemme. Nasce povero e la sua regalità non è testimoniata da aspetti esterni ma da una realtà intrinseca ma fortissima a cui già i pastori fecero omaggio come dice il Vangelo nella messa dell’Aurora e come i Magi faranno nella festa dell’Epifania. Cristo è uomo e lo fa per noi, per noi uomini di ogni tempo, per noi viaggiatori senza meta, per noi poveri e soli , per noi nelle periferie nel bene, per noi discriminati, per noi che non crediamo, per noi che non abbiamo lavoro, per noi che siamo nella gioia, per noi che siamo nel dolore, per noi  malati, per noi schiavi del nostro egoismo, per noi uomini del 2013! Il Messaggio di Natale non può essere scritto, non può essere codificato ma come un uragano entra nei cuori di ciascuno e spazza via l’odio, il rancore e sopratutto l’indifferenza che tanto ci avvolge e ci dona sicurezza, verità e pace. Pace sì, carissimi, pace alle famiglie, pace al mondo intero. Pace in nomine Domini, nel nome di Cristo, oggi uomo.  Vieni o Signore, dunque a farci comprendere il tuo invito sempre attutale, sempre vivo.  Vieni, o Salvezza delle anime a donarci la capacità di credere, vieni nella nostra storia a essere baluardo dei sofferenti, dei soli, vieni e rompi le catene del nostro copro e della nostra mente! Sia questo allora il nostro Natale e il mio augurio, di serenità e di pace così dimenticata ma così reale. Sia un giorno lieto dunque e buon Natale!

 

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