Ceccano e il Quirinale, tutto il mondo è Paese


di: Vittorio Gapi

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Da giorni si fa un gran parlare dell’ingresso, dalla porta sul retro, del PD o di qualche altro relitto socialista nei meandri della giunta Maliziola. Obiettivo conclamato: utilizzare l’unità delle sinistre come comodo grimaldello per scardinarla volontà degli elettori e ancor prima dei politici. Le due forze, sostanzialmente i democratici e i socialisti, sono andate separatamente alle urne e dal giorno dopo le elezioni, vista l’impossibilità di un improbabile consolato, la giunta ha dovuto fare i conti con gli appelli dei cugini remoti. La vittoria, si sa, unisce.  Aggiungiamo che un sindaco osannato fino al giorno prima come testa d’ariete dei soliti noti, rivelata la propria volontà di escludere dalla giunta i cattivi ricordi del passato, sia diventato il nemico pubblico numero uno per tanti ex amici che non avevano intuito prima le sue intenzioni. Finora l’architettura ha tenuto nonostante gli scossoni made in PD e le lotte per riemergere degli esclusi dal teorema Maliziola (“esecutivo composto da persone che dello stesso non abbiano mai fatto parte”) ma siccome sono emersi ad oggi alcuni nomi e, fortunatamente, c ‘è stata l’ennesima smentita (seppure sibillina come vedremo) da parte del sindaco occorre, per onestà, un punto della situazione nel segno del rispetto dovuto ad alcuni dei personaggi in campo. Al netto dei giochetti che non ci interessano e su cui ci siamo già dilungati fin troppo sarebbe opportuno ricordare che il membro della giunta da spodestare per fare spazio ai politici pilotati è il vicesindaco Pasquale Casalese. Si tratta non solo (come ricorda Antonio Nalli nell’articolo citato), di una personalità che ottenne il placet della sezione socialista ceccanese nel dopo voto  ma di un esempio di alta moralità, riconosciuto da tutti come faro di onestà e punto di riferimento all’interno della giunta. Fare fuori lui per far posto a chiunque altro del suo partito o meno, oltre che costituire un tradimento clamoroso del mandato elettorale, significherebbe mandare un messaggio di rifiuto all’indirizzo della buona politica. Vorrebbe dire che essere una brava persona non paga mai, nemmeno in politica e non sarebbe difficile tentare la metafora con il Quirinale dove le alchimie del potere vigono sconfessate dalla volontà degli elettori. Nulla di cui meravigliarsi?

Qui il comunicato “sibillino” del sindaco nella narrazione di Antonio Nalli : http://urly.it/21wn

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