Pasqua 2013.


Carissimi!

Surrexit Dominus spes nostra. Alleluia Alleuiuia!”

Il giro che ieri sera si è proclamato al canto del Gloria oggi trova la sua più viva collocazione: sì è Risorto, Gesù di Nazaret. è risorto ex morte. La luce oggi ha vinto sulle tenebre che vengono dissipate: sì, sono finiti i giorni della Passione in cui abbiamo meditato sui brani della liturgia che, sempre, offrono un significato struggente anche per coloro che non credono. Oggi è risorto! E’risorto e noi credimus verba Vangelii. E’risorto l’uomo che era stato messo sub cruce. Una linfa vitale ci percuote, ci libera dal male e fa trionfare il bene. Sì, Cristo è risorto! Doveva veramente morire per far sì che noi potessimo credere, credere che Lui è il Salvatore delle genti! Il Signore ha vinto, la sua vittoria è viva! Ecco che la Resurezione di Gesù Cristo non è solo un fatto per noi che ci dichiariamo essere credenti alla sua parola, ma è un evento che vale per ognuno. Nessuno si senta escluso da questo grido di giubilo che viene da ogni petto, che le campane hanno annunziato ier notte durante il canto del Gloria. E’Risorto Gesù Cristo! La pietra del sepolcro è stata rovesciata: non solo quella del suo ma anche quella del nostro sepolcro! Oggi il messaggio è chiaro: Ridestarsi dalla mestizia, affinchè la nostra gioia sia piena.

Surrexit Dominus spes nostra. Alleluia Alleluia!Il Signore  oggi ci dice: Riconoscete che Io sono la via, la verità, la vita. Siamo pronti ad affidarci a Lui? A Lui che ha vinto le tenebre, che ha sconfitto la morte? Lui che ha patito il peso di portare la croce fino al Calvario ed è morto,oggi è risorto! “Exultet iam turba angelorum!” “Già esulta la moltitudine degli angeli”, che annunzia che è risorto! Oggi tutto è compiuto: la Pasqua è sinonimo di vita, di gioia, di speranza! Ecco le parole che vorrei trasmettere per questo lietissimo giorno: Vita, gioia, speranza e pace! Serenità ad ognuno, gioia e speranza per l’intero mondo! Oggi Cristo ci dice: Non temete! Sono risorto. Affidiamoci a Lui senza riserve, Egli ci ha fatto il dono più grande: morire per noi! Ritroniamo a Cristo, Lui vuole solo il bene nostro, non il suo. La Pasqua, miei carissimi, è questo: Credere e riconoscere! Sia questo il nostro invito, il nostro sì, e il mio personalissimo augurio “quoniam Christus ex morte passus est et ad vitam venit”. Fiat fiat.

Auguriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! M.T.C

 

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I Croods: non solo un film d’animazione…


di Gizzi Pierfrancesco

i croodsPuò un film d’animazione essere istruttivo? Può anche parlare di tematiche importanti, come la famiglia, la speranza nei sogni e nelle proprie idee? Decisamente si, I Croods possono.

Parliamo un pò del film. La storia parla di una famiglia cavernicola che vive al sicuro in una caverna oscura, al riparo dai pericoli dell’esterno. La loro organizzazione è semplice, si rimane al sicuro dentro la caverna perché questo  ha permesso loro di sopravvivere e questo faranno per sempre, e solo quando proprio la fame chiama escono per cacciare insieme; innovare/cambiare il loro piano di sopravvivenza? E’ sbagliato! Il capo famiglia Crug, ha fissato delle regole che tutti devono seguire giacché quelle li fanno rimanere in vita, nessuno osa cambiarle! Forse non proprio tutti, infatti la giovane Eep, si oppone al padre e a tutte le sue regole, poiché odia il buio della caverna al quale preferisce la luce del sole, ammettendo anche che quel loro “vivere” era solo un non morire! Ma in una notte tutto cambia, Eep incontra Guy, che le preannuncia che tutto quello che vede presto sparirà. Dopo esser stata costretta a tornare in caverna da Crug, accadrà la profezia di Guy, e  la famiglia Croods comincerà un lungo viaggio verso la salvezza della loro vite (e non solo), anche grazie all’aiuto di Guy, che diventerà membro fondamentale per questa spedizione.

Ok, si bella storia, la famiglia che prima non era unita ora si unisce grazie al viaggio, il ragazzo salva la ragazza, e vissero tutti felici e contenti…hey frena, non è questo il film! La storia racchiude in sè molto più. Andiamo per gradi.

1. La caverna e la luce. Per Crug ogni novità era vista come male, chiunque avesse cambiato stile di vita o avesse provato qualcosa di nuovo era morto, infatti il finale di ogni sua storia serale era questo: se non si seguono le regole, si muore. Ma quali regole? Regole fissate da un autorità da tutti riconosciuta ma che non guardava al futuro, infatti i tempi stavano cambiando e non andava più bene rinchiudersi in una caverna  (Il mondo stava crollando e con esso tutte le montagne!), bisognava cambiare! Ma Crug si oppone a questo, perché quelle regole e quel modo di vivere li aveva tenuti in vita e non serviva altro, loro erano cavernicoli avevano la loro sovrumana forza. Crug è un uomo che vive e impara dal passato, ma in modo ossessivo. Non pensa al futuro, ha paura di questa parola! Qui entra Guy, giovane ragazzo pieno di idee e proiettato al domani, e il suo stretto amico laccio. Lui non è un uomo delle caverne, conosce la realtà e sa che solo non avendo paura ma coraggio e speranza(voglia di vivere, conoscere, esplorare) potrà rimanere in vita. Proprio quest’ultimo elemento distingue Guy da Crug: infatti il primo (Guy) non ha paura dell’ignoto, sa adattarsi al presente e vive con lasperanza di un mondo nuovo nel futuro, tutto intorno crolla ma lui ha un sogno (verdere il domani) e farà di tutto (grande determinazione, quella che molti vogliono toglierci) per realizzarllo; poi c’è Crug che imposta la sua vita sulla paura, se hai paura vivi, se sei  coraggioso muori, meglio non cambiare, facciamo quello che abbiamo sempre fatto (abbarbicato al passato). Solo nel finale (che non vi svelerò, andate a vedere il film così capirete), Crug si accorge che non è più il tempo delle regole della paura (quel tempo è passato), ma è il momento di sfondare quel “velo” ed andare oltre, verso il domani. Lui non può farlo, ma la sua famiglia si, è pronta per quel coraggioso salto nell’ignoto. Qui Crug, burbero genitore che imponeva regole su regole ai propri figli, impedendogli di fare qualsiasi cosa per paura di perderli, apprende che quelle regole gli avevano impedito di voler veramente bene alla sua famiglia. Così fà quello che ogni genitore dovrebbe fare: dà l’unica cosa che aveva (la sua forza) per aiutarli ad oltrepassare quel “velo”, per permettergli di vivere appieno la loro vita, di volare verso il domani.

2. Le idee, la novità, il cambiamento, o più semplicemente il pensare. Crug dirà: <<Cosa farebbe Guy? Cosa farebbe Guy? No! Cosa farei IO?!>>. In questa società fatta di maschere e di falsi idoli, cerchiamo sempre la persona da seguire, quella a cui assomigliare, copiare lo stile di vita,  perché pensiamo che se diventiamo “come lui” saremo “lui”(avremo il suo successo). Oppure, bombardati da falsa informazione, dalle fiction e serie tv, che ci propongono i loro modi di pensare e vivere, crediamo che quella sia realtà o una realtà almeno auspicabile. Cari lettori, noi siamo la nostra realtà, noi siamo la nostra vita, pensare è una delle più potenti armi che abbiamo, ma dobbiamo istruirla per poterla ben usare. Allora ecco perché ci informiamo, studiamo, impariamo, lo facciamo per essere liberi e per poter oltrepassare il “velo della paura”, guardando al domani speranzosi.

PS Vi sconsiglio di vederlo, è un film veramente per tutti! 😉

Perché la settimana santa?

Video


http://www.radiovaticana.va/player/index_fb.asp?language=it&tic=VA_8NDLGMDK

Prima udienza generale di papa Francesco, dove spiega il significato della settimana santa. Essa infatti è il culmine del nostro cammino, è entrare nella logica di Dio.
Testo dell’udienza: http://www.vatican.va/holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130327_udienza-generale_it.html

“La società che prepara il collasso” di Alessandro D’Avenia


Ho 35 anni, sono fortunato ed orgoglioso di essere nato e cresciuto in questo Paese, per il quale nutro ancora qualche speranza, che ricevo e alimento facendo l’insegnante.
Ma mi preparo al voto rileggendo il bel saggio di J. Diamond «Collasso: come le società scelgono di vivere e di morire», relativo alla singolare sparizione di società fiorenti che più o meno consapevolmente si «suicidano», dagli abitanti dell’Isola di Pasqua, che tagliarono tutti gli alberi dai quali traevano il loro sostentamento, ai coloni dell’Australia che importarono, con calcolo e sforzo, animali che distrussero la ricchezza del nuovo ecosistema. Rischiamo il «collasso» anche noi? Abbiamo già tagliato l’ultimo albero che poteva tenerci in vita? Abbiamo apportato correttivi più nocivi dei benefici?

L’antropologo spiega che sono quattro i motivi per cui una società determina il suo declino: non riesce a prevedere il sopraggiungere del problema, non si accorge che il problema è già in atto, se ne accorge ma non prova a risolverlo, cerca di risolverlo ma non ci riesce. Nel primo caso il gruppo prende decisioni disastrose perché il problema è talmente nuovo e imprevisto che non si sa come affrontarlo (spesso l’evento si era già verificato, ma è stato dimenticato per carenza di memoria storica…). Il secondo caso colpisce i popoli che scivolano gradualmente nel problema, che però ad un tratto supera la soglia di non ritorno e si fa evidente quando è ormai troppo tardi. Il quarto caso è quello che si verifica quando la soluzione è chiara, ma i costi e i modi di realizzazione sono troppo alti per le capacità del gruppo.

Lascio per ultimo il terzo caso perché penso sia quello che ci riguarda più da vicino. É il più frequente e sorprendente, per la paradossale non volontà di risolvere un problema evidente.

Continua su: http://www.profduepuntozero.it/2013/02/16/la-societa-che-prepara-il-collasso/

L’Italia nel web…


di Gizzi Pierfrancesco

Salve a tutti!

Molto tempo fa, sempre su questo sito, vi presentai il progetto Volunia, idea innovativa e 100% Made in Italy. Ecco qui il link del vecchio articolo per chi ancora non conoscesse questo motore di ricerca: https://cogitanscribens.wordpress.com/2012/02/16/volunia/

Ma si sa che nel campo dell’high-technology la velocità di innovazione è molto elevata e questo fa si che nel giro di pochi anni, o addirittura pochi mesi, si abbiamo delle innovazioni migliori di quelle  esistenti. Allora qui vi presento (come hanno già fatto fonti più autorevoli di me) Istella e Quag.

Istella è un motore di ricerca che permette che si propone tre obiettivi: Cercare, Condividere e Contribuire. Cos’ha di nuovo? Sembra un normale motore di ricerca. Beh, a parte che è Made in Italy, poichè prodotto da Tiscali, bisogna aggiungere due cose. La prima è quel Cercare: infatti non ci si limita alla semplice ricerca sul Web ma si esplorano anche vari Archivi (storici, di programmi, ecc) e il sapere comune (quello che gli altri utilizzatori mettono on line contribuendo alla sua costruzione, sulla falsa riga di Wikipedia). Piccolo appunto: i partner di Istella sono il MIBAC, TRECCANI, LaPresse, Guida Monaci, Blom CGR, per non parlare dei partner tecnici dove c’è l’università di Pisa, insomma diciamolo, questa si che è una vera e propria  valorizzazione delle migliori risorse dell’Italia. L’altro punto è Condivisione: chiunque con il suo “bagaglio culturale” può facilmente mettere sul web le sue conoscenze; basta una registrazione e si carica tutto sulla propria pagina, cosicché chiunque possa favorire della nostra conoscenza.
Per maggiori info: http://www.istella.it/presentazione

Quag non si allontana molto dall’idea di Volunia, ciò quella di non abbandonare l’utente alla semplice ricerca, ma di assisterlo anche dopo. Infatti una volta che attiviamo la ricerca, ci vengono proposte tutte quelle persone che hanno fatto la nostra stessa ricerca in modo tale da permetterci di chiedere a queste, consigli o aiuti, così da ridurre il tempo di ricerca e allo stesso tempo migliorarlo. Infatti, come si legge nella mission, si cerca di attingere dall’esperienza altrui, cosa che i maggiori motori di non fanno cosicché si perde tutta quella parte di conoscenza potenziale, utile all’utilizzatore. Quag può essere utilizzato appieno anche con un add-on su Google, per chi non è avvezzo al cambiamento.
Per maggiori info: http://www.quag.com/it/page/quag/

Questo è quello che ci propone la nostra Italia, speriamo che idee così innovative, coraggiose e all’avanguardia, nascano anche in altri campi, oggigiorno abbastanza aridi dal punto di vista dell’innovazione.

Habemus Papam…Franciscum…


ImmagineUna grande gioia per la Chiesa di tutto il mondo, abbiamo il nuovo papa!
La gioia di questo momento, esprimiamola con la nostra preghiera per il papa e per tutta la Chiesa. Iniziamo il nostro cammino, il pastore è tornato dal suo gregge…
Qui il testo della benedizione Urbi et Orbi, presa integralmente da: http://www.vatican.va/holy_father/francesco/elezione/index_it.htm

Fratelli e sorelle, buonasera!

Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo … ma siamo qui … Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca.

[Recita del Padre Nostro, dell’Ave Maria e del Gloria al Padre]

E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio Cardinale Vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella!

E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me.

[…]

Adesso darò la Benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà.

[Benedizione]

Fratelli e sorelle, vi lascio. Grazie tante dell’accoglienza. Pregate per me e a presto! Ci vediamo presto: domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo!
 

Link


Vangelo del giorno…

Domenica: 
3 marzo 2013

Es 3,1-8a.13-15; Sal 102; 1Cor 10,1-6.10-12; Lc 13,1-9

In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime.
Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».
Lc 13,1-9

La verità nascosta nel testo va scoperta attraverso una costante meditazione. Filo conduttore è l’urgenza della conversione.
Mentre Gesù invita le folle a cogliere i segni e a interpretare la storia, emergono due episodi causati dalla cattiveria dell’uomo e dalla violenza della natura. Il mistero della morte e del male fa vacillare la fede: perché Dio permette ingiustizie, violenze e disastri? Gesù dà una lettura sapienziale, pone due volte la stessa domanda e invita alla conversione. Il male non risiede nella sofferenza né nella morte ma nella persona che abusa della propria libertà.
Non sta in chi è affamato, sfruttato, violentato, ucciso, ma in ciò che spinge ad affamare, all’egoismo, alla prepotenza, alla ricerca del proprio profitto. Il peccato è presente in ogni uomo e ciascuno ha urgenza di conversione e redenzione.
La parabola serve a chiarire: il padrone (Dio) della vigna (Israele/la Chiesa) trova il fico (il popolo di Dio/ogni credente) sterile dopo tre anni e decide di tagliarlo, ma il vignaiolo (Gesù) chiede di curarlo ancora, nella speranza che porti frutto. Dio è paziente, la sua misericordia è dono per tutti.
C’è però chi la accetta e chi no. Egli concede un anno di grazia, perché cuore e azione si conformino a Cristo nostra Salvezza.
Il tempo concesso, però, non dura all’infinito. Per di più, il fico sterile non può sfruttare il terreno: ingombra e toglie il sole ad altre piante. Allo stesso modo, il cristiano che vive mediocremente sfrutta la grazia ricevuta, rendendola inefficace per sé e per gli altri.
La conversione nasce dalla consapevolezza della distanza da Dio e dalla decisione di invertire la rotta; è un ripensamento globale che parte dal cuore e trasforma la mente, perché la nostra presenza nel mondo sia segno dei suoi doni. Sono anch’io come il fico che sfrutta la terra senza portare frutti?

Parola della settimana: 
Pazienza

«L’economia della Rivelazione comprende eventi e parole intimamente connessi, in modo che le opere, compiute da Dio nella storia della salvezza, manifestano e rafforzano la dottrina e le realtà significate dalle parole, mentre le parole proclamano le opere e illustrano il mistero in esse contenuto.» (Dei Verbum, 2)

Articolo tratto interamente da: http://www2.azionecattolica.it/