Natale 2012.


Carissimi!

Puer natus est nobis, et fílius datus est nobis”.

Le belle parole della liturgia del giorno di Natale vogliono essere l’inizio di questa riflessione nel momento in cui ci si appresta a celebrare il S. Natale. Dopo un periodo di attesa in cui le pagine evangeliche ci hanno offerto un crescendo di emozioni, tutto si concretizza  nella nascita del Signore. Poche, pochissime ore ci separano dal rinnovare, ancora una volta,  il Natale. Quest’anno, nell’anno 2012, una nuova linfa vitale sia per quanti lo festeggiano e che riconoscano nel Signore che nasce una guida, una salvezza. Il messaggio è per tutti: omnes populi qui veniunt adorare Eum.  Nessuno sia escluso da questa gioia, da questa lieta novella. Vengono alle labbra le parole di S. Leone I Magno: “Agnosce, Christiane, dignitatem tuam”.  Sì,  se siamo cristiani, riconosciamo la nostra dignità nel momento in cui “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”., nel momento in cui ancora una volta ci troviamo a ricordare, a poter vivere,intima cum cura, quanto è carissimo per noi tutti.  Ma ciò non vale solo per coloro che si dicono “cristiani”: è un invito universale, un invito alla fratellanza, a riunirsi sub pacis spiritu, a vivere di nuovo secondo l’ideale dell’uomo come essere buono e non come essere belligerante. E’la Chiesa che chiama a questa raccolta: uniamoci tutti! Ve lo ripeto: non vale solo per coloro che sono intra  ma vale pure per quelli che si dicono fuori: è Natale, la festa più bella!

Nel momento in cui, alla mezzanotte del 25 dicembre, le campane unite alla voce del sacerdote intoneranno l’inno del Gloria, Gesù nascerà di nuovo. Egli viene per riportare la luce a quanti sono nel buio, viene a donarci una possibilità di fiducia. Egli nasce tra i poveri perché il suo messaggio e il messaggio dell’intero edificio ecclesiale nasce dai più deboli e si allarga fino alle sfere più alte in cui tutti sono uniti ut fratri sint.  Rivolgiamo dunque il nostro sguardo a questo Natale, rinnoviamo sempre l’attesa: eccolo il Signore, viene, nasce per noi, nasce affinché l’umanità veda in Lui, un fratello, un amico, il Salvatore. Cristo viene per tutti, lo ripetiamo.  Nessuno sia esente e rimanga prigioniero tra le sue mura: venite tutti. E’la grande festa dell’amore che, sebbene sembra perdere i suoi connotati originari e primari, ancora sussiste. E’la gioia che deve invaderci, è la gioia di chi, si sente fratello e amico. Così sia, dunque, per questo Natale che viene.

Auguri! MTC.

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