Cinema Teatro Antares: un triste epilogo


di: John L

CECCANO – Qual è lo stato di salute della cultura nella provincia di Frosinone? Bella domanda. Tastare il polso di questo spicchio interessante dell’attività intellettuale ciociara vuol dire innanzitutto rivolgersi ad una prospettiva economica scadente in cui si inserisce però una domanda ineducata, passiva e il più delle volte pigra. Si sa, dai diamanti non nasce niente mentre proprio oggi un nuovo capitolo di questa triste storia, nella sezione “Spiragli” rischia di essere scritto. Il Comune di Frosinone si aggiudica all’asta l’ex cinema Vittoria, alle spalle di Corso della Repubblica (leggi: in centro) per 70 mila euro. Ancora numeri: 350 i posti a sedere (210 in platea e 130 in galleria); valore di mercato: 410 mila euro. Missione compiuta. In tempi di magra “globale” meglio un uovo oggi che una gallina domani, così l’amministrazione Ottaviani rinuncia al megaprogetto del Casaleno per un realismo che forse può portare lontano. Il panorama (desertico) è quello di un capoluogo di provincia (per non parlare del circondario) che vive senza una stagione teatrale degna da troppo tempo dove le eccellenze si contano sulle dita di una mano, due su tutte: l’esperienza ceccanese del Dieciminuti Film Festival che anche quest’anno aprirà i battenti ai corti di mezzo mondo e il tentativo del Cinema Arci di Frosinone di educare i cinefili ciociari al cinema d’essai. Questa occasione di dibattito riporta alla mente l’operazione ormai di qualche anno fa portata avanti dal comune di Ceccano: la rinascita del cinema-teatro “Antares”. Dopo l’entusiasmo degli albori (un’ottima stagione teatrale con il contributo dell’ETI, una carrellata discutibile di “grande” cinema) il fuoco di paglia ha esaurito la propria ragion d’essere e i politici si sono dimenticati anche di questo interessante polo d’attrazione culturale rimasto ormai ospite solo di sparute manifestazioni per grazia ricevuta e sempre meno eventi di un certo taglio. A futura memoria una solitaria e generica proposta del PD in campagna elettorale per creare una fondazione, un annuncio che, ad oggi, lascia il tempo che trova. Tralasciando l’ottima parentesi del Festival realizzato dall’Associazione culturale Indiegesta, giunto ormai all’ottava edizione, numerose iniziative si trovano a dover incontrare il cartellino rosso dell’amministrazione davanti alle proprie richieste di usufruire dei locali del teatro. La causa: problemi all’impianto di riscaldamento. Salta così l’anniversario annuale del complesso bandistico ceccanese (in programma per il 1° dicembre) e la manifestazione organizzata dall’AVIS per il 21 dicembre, nel silenzio generale. Sperare che la situazione si evolva velocemente è perlomeno lecito ma la denuncia dei fatti, a questo punto, diventa imperativa. Non possiamo certo chiedere una politica lungimirante di gestione di beni pubblici e delle attività culturali a chi è affetto da comprovata miopia (vedi le possibilità offerte per anni dalla “prateria” del capoluogo, a pochi chilometri di distanza) ma non per questo dobbiamo elemosinare un’amministrazione civile e degna di questo nome. Auspichiamo che il governo della città si muova in tempi utili ripristinando, nei fatti, il diritto che una comunità ha di usufruire dei propri beni pubblici. Natale è alle porte, oltre al freddo speriamo in qualche sorpresa.

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