Il programma di Matteo Renzi: Riforma dei partiti e delle istituzioni (punto1.2)


 

 

di Gianluca Popolla

ImmagineOggi, descriverò una parte importante del programma di Matteo Renzi: la riforma dei partiti e delle istituzioni, da tempo al centro di un grande dibattito senza che ad esso sia seguito un completo e radicale progetto di riforma, nonostante gli scandali che imperversano ormai quotidianamente il mondo politico-istituzionale.

Emerge la proposta di abolizione del finanziamento pubblico ai partiti o, in alternativa una drastica riduzione dello stesso “condizionandolo al fatto che i partiti abbiano statuti democratici, riconoscano effettivi diritti di partecipazione ai propri iscritti e selezionino i candidati alle cariche istituzionali più importanti con le primarie.”, nonché favorendo il finanziamento privato tramite il 5 per mille o donazioni private che siano effettuate “in maniera trasparente, tracciabile e pubblica.”

Riguardo l’assetto istituzionale l’attuale sindaco di Firenze afferma: “ Diamo responsabilità effettive dove servono, a chi le può esercitare sotto l’impulso e il controllo dei cittadini: al governo centrale, alle regioni e ai sindaci.”, valorizzando i principi della “sussidiarietà e chiarezza delle responsabilità” senza trattare in modo fumoso ed ideologico il tema del decentramento istituzionale.

Bisogna continuare nel percorso di aggregazione degli enti intermedi, con l’obiettivo di una drastica riduzione delle province e di eliminare le strutture inutili gravanti sulla spesa dello stato; si ritiene inoltre, “necessaria”, la riforma del Patto di Stabilità premiando quei “Comuni virtuosi che hanno i conti a posto e vogliono investire sul loro futuro.”

In questo e nel precedente articolo sono presenti i contenuti del punto 1 del programma di Matteo Renzi, scaricabile in Pdf sul sito www.matteorenzi.it, dal nome “Ritrovare la democrazia”.

Su FACEBOOK è in corso un sondaggio sul vostro candidato preferito per le primarie del centrosinistra al link: https://www.facebook.com/?sk=question&id=4145717733367&post_id=4218224225984&qa_ref=qd per adesso in vantaggio Bersani con più di 900 votanti.

Frase del giorno: “Non sono d’accordo con te ma farò del tutto affinchè tu possa dirlo”.

 

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Il programma di Matteo Renzi: 1-Ritrovare la democrazia (parte 1)


di Gianluca Popolla

“Ritrovare la democrazia”
, questo è il primo dei 10 punti dell’agenda politica del sindaco di Firenze Matteo Renzi.

La democrazia, spiega, “e’, prima di tutto, l’idea che una comunità possa determinare il proprio destino, che non sia in balia degli eventi o di una qualche forza superiore” e necessità di una politica degna del suo nome: “la politica non è credibile se continua a chiedere sacrifici senza mai farne.”

Il concetto generale di rinnovamento dello Stato viene specificato con una serie di proposte tese a snellire gli organi politico-amministrativi rendendoli più efficienti, legati all’elettorato e meno costosi.

L’eliminazione di una camera, sostituita da un organismo non elettivo legato alle regioni e agli enti locali (“composto da delegati delle Regioni e da sindaci”), porterebbe ad un sistema monocamerale composto da un numero di persone “non superiore alle 500”.

La possibilità, inoltre, dell’organismo non elettivo di “proporre emendamenti alla legislazione statale su cui la Camera elettiva decide in ultima istanza, eventualmente a maggioranza qualificata.” è ritenuta da Renzi una soluzione per sviluppare una sana collaborazione tra i differenti livelli di Governo mettendo fine al sistema attuale definito di “bicameralismo dei doppioni inutili”.

Un filo diretto tra elettori e cittadini si potrà avere con l’elezione diretta del primo ministro sulla base dei successi già ottenuti a livello cittadino: l’investitura popolare servirà a garantire maggiore governabilità e stabilità dell’esecutivo; anche i singoli deputati “devono essere scelti tutti direttamente, nessuno escluso, dai cittadini”.

Le proposte anti-casta sono incentrate sull’abolizione di tutti i vitalizi, l’adeguamento alla media europea delle risorse per i parlamentari, nonché la definizione di un costo standard “per il complessivo funzionamento delle assemblee legislative regionali fissandolo ad un valore compreso tra gli 8 e i 10 euro annui per abitante” relativamente al compenso e, sottolineando la necessità di “un budget per le attività di servizio uguale in tutte le regioni”.

N.b.
Per motivi di spazio il rimanente del primo punto verrà discusso nell’articolo successivo.

Primarie Pd: Il programma di Matteo Renzi-Introduzione


di Gianluca Popolla

Rottamazione si, rottamazione no.
Berluschino o progressista?
Nuovo che avanza o solo di facciata?

Vista la diversità di opinioni in merito, ho deciso di condividere sul blog delle parti del programma del Sindaco di Firenze Matteo Renzi che da poco ha ufficializzato la sua candidatura alle primarie del Centrosinistra per la selezione del candidato alle elezioni politiche che si svolgeranno nella primavera del 2013.

Questo nella speranza che una sana discussione sui programmi possa riportare il confronto politico a livelli di contenuti sostanziali e non di slogan, notizie contingenti o dei falsi miti della becera anti-politica, del qualunquismo di facile applicazione ma scevro di soluzioni per i problemi del paese.

Se nel passato personaggi privi di contenuti hanno stretto lo scettro del potere politico, il motivo consta proprio nella mancanza di una discussione politica trascendente i compartimenti stagni e le poco impegnative frasi da bar: far parte dell’elettorato attivo non significa essere ultras, non significa conservare vita natural durante una tessera di partito senza possibilità di cambiare opinione.

Alle prossime puntate allora, con l’augurio che sia una sana discussione..

Qui il sondaggio sulle primarie: Immagine

https://www.facebook.com/questions/4145717733367/

Per adesso dopo 830 voti, lieve vantaggio di Bersani..

Photoweek: La settimana della fotografia in mostra al Castello dei Conti


CECCANO – Da ieri in mostra nella splendida cornice del Castello dei Conti di Ceccano i lavori degli aspiranti fotografi che si sono cimentati nella loro lettura personale degli anni 70’. E’ questo il tema delle fotografie che, ancora per una settimana, occuperanno alcuni locali restaurati del complesso che spicca nel centro cittadino per bellezza e potenzialità di attrattiva turistica. Dalle sei del pomeriggio, fino alle undici (orario consigliato) i ragazzi dell’associazione culturale Indiegesta, organizzatrice dell’evento, vi introdurranno in un atmosfera parlante: dal momento interattivo in cui, vestiti ad arte, potrete farvi fotografare “in tinta” con il tema della mostra al banchetto che chiude il giro dove, se vorrete, potrete acquistare le foto che più vi hanno colpito, ogni punto del tour testimonia l’alta qualità che riverbera nelle stesse opere dei ragazzi, che dei principianti hanno mantenuto soltanto l’entusiasmo e la voglia di fare, a giudicare dai risultati. Ognuno di loro, vedere per credere, è stato capace di interpretare il tema secondo la propria sensibilità, l’artista ha prevalso sul tecnico e i ragazzi hanno imparato ad utilizzare la macchina fotografica come l’occhio della loro anima scoprendo un nuovo canale su cui far viaggiare le emozioni. Fare delle belle foto non vuol dire necessariamente essere dei fotografi anche se il discorso esula dalla mostra dove ogni pannello sembra voler raccontarci una storia. “Il successo di questo evento è la testimonianza -dichiara il presidente dell’associazione Alessandro Ciotoli- di come sia possibile in questa città organizzare eventi innovativi, colorati, creativi, senza spendere cifre folli e senza pesare sulle casse comunali. Per questo evento abbiamo utilizzato le sole nostre risorse accumulate grazie alle iscrizioni dei ragazzi ai vari laboratori, e con le operazioni che stiamo mettendo in atto, come la vendita delle foto esposte in formato 12×18 stile cartolina ricordo e il workshop di sabato 29 forse riusciremo anche ad andare pari. Per fare cultura servono i soldi, ma spesso la creatività può fare di più e preferiamo cercare queste strade innovative piuttosto che rinunciare, la strada da seguire per il futuro può essere solo questa, e i risultati ci stanno dando ragione ancora una volta”. Non resta che ringraziare lo staff sempre attento di Indiegesta per aver insegnato a molti (40 Gli iscritti al laboratorio quest’anno) un nuovo modo di esprimersi e aver regalato al pubblico (700 Visitatori solo nel primo fine settimana) la possibilità di visitare uno dei posti più affascinanti della città passando piacevolmente una mezz’ora in compagnia di buona cultura. Missione compiuta, anche per questa volta!

GìPì

PD: Wi-fi e l’ambiente dimenticato


Da qualche giorno a Ceccano impazza il toto Wi-Fi: è nocivo?
Può causare danni alla salute? Sono solo ipotesi o abbiamo dati certi?
Sollevata in maniera fortuita dal Pd si è aperta una discussione che trascende il singolo tema posandosi su quella della coerenza politica di determinati soggetti.

Ceccano, infatti, da anni è avversata da problemi legati all’inquinamento: dell’aria (polveri sottili; Pm 10, Pm 2.5) ; dell’ acqua e del suolo (generati dal fiume Sacco come il tristemente noto beta hch) con molteplici e tragiche ripercussioni sulla salute dei cittadini.

Problemi ampi, complessi, che non hanno come unici responsabili vecchi e nuovi amministratori fabraterni, però pur sempre affrontati da questi con negligente e non trascurabile disinteresse, ai limiti dell’incompetenza direi.

Polveri sottili
Per combattere le polveri sottili si è ritenuto sufficiente fermare le auto per qualche week-end (misura obbligatoria per legge) e niente più; mentre per il fiume solo slogan, rimpiattini, scarica barile e totale immobilismo.

Fiume Sacco
Nel 2005 il nostro paese sarebbe potuto entrare bell’area emergenziale della Valle del Sacco (in cui siamo entrati nel 2009), ma non ci fu un funzionario, dirigente, amministratore comunale che si preoccupò di soddisfare la misura necessaria richiesta dal governo: la perimetrazione dell’area maggiormente sottoposta a rischio ambientale.

Palazzetto 
Sul Palazzetto dello Sport ancora tutto tace, ma sarebbe necessario che gli amministratori di allora ci spiegassero le modalità di assegnazione dell’appalto, nonchè della costruzione dell’edificio.

Il Pd (ex Margherita, ex Ds, ex Pds,etc..) che fa luce su un aspetto marginale perché non totalmente verificabile, dovrebbe chiedere chiarezza per le su esposte tematiche ed in particolare verificare se al proprio interno non ci siano soggetti responsabili in prima persona del peggioramento o perseveranza dei problemi tuttora esistenti, visto che alcuni dei suoi attuali componenti ricoprirono ruoli cruciali all’epoca dei fatti (vedasi giunte dal 1994 al 2012).

Questione di coerenze e di rispetto nei confronti dei cittadini, delle nuove leve e della sempre consacrata storia del partito.

Gianluca Popolla

Un tempo ci fu il campo da beach…


di Gizzi Pierfrancesco

Quest’estate a Ceccano è stato allestito un campo da beach-volley, presso il Piazzale Impastato (volgarmente detto Pretura), gratuitamente accessibile a qualsiasi ora del giorno e della notte. 

Non ci si poteva per nulla lamentare del campo, la sabbia ce ne era in abbondanza, la rete era nuova, le linee a terra erano ben visibili e fisse, diciamolo era un bel campo regolamentare. Certo c’erano delle piccolezze da migliorare, come ad esempio non c’era una rete che circondasse il campo al fine di non far uscire il pallone dal campo, oppure ad esempio non c’era la possibilità di poter prenotare il campo nell’arco della giornata per poter organizzare una partita. Non solo a volta sul campo si trovavano dei bei ricordini lasciati da qualche animale randagio. Tutto questo però non scoraggiava i tanti ragazzi che ogni giorno andavano a giocare su quel campo anche fino a tarda ora.

Oggi tutto questo è cambiato, infatti il campo, abbandonato a se stesso, comincia a soffrirne. Nelle foto, che potete vedere in questo album “Campo da Beach-volley“, scattate in data 10/09/2012 si vedono i primi effetti di una lenta distruzione: sigarette, buche, linee rotte, sabbia sparsa.

Non tutto è perduto! Prima interveniamo, prima salveremo il campo per il prossimo anno. Cosa costa mettere una rete metallica che delimiti il campo? Cosa costa mettere un telo impermeabile sulla sabbia per non farla rovinare durante l’inverno? Cosa costava dare in gestione a qualche associazione il campo? Cosa costa un pò di cura da ciascuno di noi?

Mi rivolgo specialmente a quelli che dicono che Ceccano non merita nulla o che qui a Ceccano non c’è nulla: non è vero c’è molto, dobbiamo solo imparare a rispettarlo e a conservarlo, non ci vuole molto, bastano piccoli gesti. Dimostriamo che siamo in grado di meritare e di gestire un ambiente pubblico, affinché quest’ultimi possano affiorare sempre di più nella nostra città per noi giovani ragazzi in cerca di sano divertimento comunitario.

Sciogliere nodi…


Mc 7,31-37

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. 
Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno.Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

Da Tiro verso Nord sino a Sidone, poi verso la Decapoli, a sud-est della Galilea: uno strano itinerario quello percorso da Gesù per raggiungere il lago di Tiberiade.
Marco, nel racconto scarno ed essenziale, non ne dà le ragioni.
Sarà un allontanarsi dall’ipocrisia farisaica (Mc 7,1-13), per annunciare l’universalità della sua missione? Un viaggio in territori pagani dice che la salvezza è per tutti.
La guarigione del sordomuto avviene fuori dai luoghi consueti, in zone ancora oggi scenario di conflitti, ove per incapacità di ascolto domina la totale incomprensione.
Il mondo, anche quello “cristiano”, è in gran parte afflitto da questa grave “patologia”. La molteplicità dei mezzi e la facilità dei collegamenti  paradossalmente condizionano la qualità della comunicazione, banalizzano le relazioni umane, rendono sordi alla Parola. La globalizzazione non va verso la solidarietà.
«Gli portarono un sordomuto…»: si tratta di aiutare un emarginato, di dar voce a chi non ha voce perché non può sentire.
È un anonimo, come gli altri personaggi del racconto, simbolo del non-credente o di chi è sordo per indifferenza ed il suo cuore non ha nulla da dire.
Questo Vangelo parla all’uomo di oggi, ripiegato sui suoi problemi, chiuso nelle sue paure, in solitudine tra la massa.
Gesù lo accoglie, lo sottrae alla folla, instaura un rapporto personale, si lascia percepire con gesti sensibili che intercettano la sua capacità di comprensione, stura le orecchie, scioglie la lingua perché parli correttamente, ha compassione e, in unione col Padre, lo ri-crea: «Effatà», «Apriti!». Apri cuore e mente, apriti alla Vita. Chi spalanca le sue porte a Cristo può narrare con stupore: «Ha fatto bene ogni cosa».

 Dalla Caritas in Veritate: 

Un sostegno fraterno per gli oppressi secondo l’esempio di Cristo: «Si pensi anche alla condizione dei profughi, degli immigrati, degli anziani o dei malati ed a tutte le svariate forme che richiedono assistenza, come nel caso dei tossico-dipendenti: persone tutte che possono essere efficacemente aiutate solo da chi offre loro, oltre alle necessarie cure, un sostegno sinceramente fraterno» (Centesimus annus, 48).

 

Tratto da http://www2.azionecattolica.it/leggi-medita/xxiii-domenica-tempo-ordinario-0