Ecco il titolo: ‘L’altra terra’


Salve, ragazzi! un paio di mesi fa ho iniziato su questo blog una mia rubrica di interviste, che però avevo lasciato acefala, senza un titolo adeguato che la definisse come un marchio incancellabile. Mi accingo perciò solo ora a darvi il nome di questa rubrica, che ho deciso di intitolare L’altra terra

Un progetto basato su vere e proprie ‘meditazioni globali’. Appunto ‘meditazioni’ perché sono nient’altro che questo, riflessioni e pensieri, concezioni intellettuali di una potenza e di un fascino straordinari che sono in grado di suscitare – me lo auguro profondamente… – la curiosità dei lettori; e insieme ‘globali’, perché sono testimonianze delle parole vive di vari personaggi che vivono nella nostra provincia, ma che pensano Oltre la nostra asfittica e degradata provincia: persone che vivono e pensano e agiscono nei campi più disparati del sapere convinti che c’è qualcosa nella vita umana che va ben al di là del semplice istinto di sopravvivenza, al di là dell’affannoso correre nostro dietro a impegni che non rispetteremo mai, al di là di ogni trivialità e ignoranza che il mercato e il sistema capital-consumistico ci sottopongono per stare al passo con i tempi. Al di là, insomma, di un certo modo di pensare squallidamente provincialistico e abbarbicato ancora intorno a certi furori e rigurgiti di campanilismo, e incapace di guardare Oltre

Tutto questo, con l’intenzione – credo ripetitiva ma certamente anche ostinata… – di dimostrare che per quanto soffocante e deprimente la provincia italiana, e quella frusinate in cui viviamo, può essere e sa essere ancora un ottimo serbatoio di talenti, più o meno giovani, e di geni, già affermati nel loro campo. Talenti e geni che si trovano a operare forse in uno stato più o meno grande di solitudine e di indifferenza circostante, ma che proseguono ostinati per la propria strada ottenendo altrove – ahimé, sempre altrove! – l’attenzione e i riconoscimenti che giustamente meritano…

Perciò, tra poco riprenderò il discorso interrotto e pubblicherò una nuova intervista, stavolta inscrivendola in un discorso dal senso più compiuto: un discorso che si chiamerà appunto, con maggiore compiutezza e consapevolezza, L’altra terra!

Alessandro Liburdi

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