Nuova rubrica: Il Suggeritore! Tra poco sui vostri schermi


Ho realizzato che i libri possono salvare la vita o, almeno cambiarla, che mettere nelle mani di un bambino “La Peste” di Albert Camus può servirgli più di centinaia di messe obbligatorie la domenica mattina. Ho imparato, tanto per stravolgere la diade marxista struttura-sovrastruttura, che le vere leve dei destini umani sono quelle sospinte da moventi culturali. Per questo, memore della lezione socratica secondo cui la maggiore saggezza sta nella propria cosciente ignoranza, proverò a dare un contributo, minimo certamente, alla lotta quotidiana  contro la bellezza accattivante e orgogliosa dell’ignoranza che avvicina molte intelligenze promettendo “magnifiche sorti e progressive”. Sapere è potere! Conoscere se stessi e il mondo che ci circonda, non per forza nella totalità delle sue pieghe (attenzione ai tuttologi di professione), dev’essere uno degli imperativi di una nuova umanità, finalmente consapevole delle proprie potenzialità, della propria posizione storica, del proprio potere appunto. In un momento in cui tutti sembrano voler abbandonarsi e dimenticare le asperità circostanti il mio vuole essere un richiamo demodé e, forse per questo, estremamente moderno, a riprendere coscienza di cosa siamo, ad esplorare la parola cultura senza che questa evochi  immagini di tomi polverosi e abbandonati. Coltivare il giardino dei nostri colori, delle nostre immagini , delle nostre parole vuol dire dotarci di nuovi strumenti per esprimerci al meglio e soprattutto per migliorarci. Essere prima che cittadini degli uomini. David Maria Turoldo, un intellettuale, in un’intervista ricorda: “[..] Kierkegaard dice che quando nasce un uomo nasce una infinita possibilità, ecco io credo che questo dovrebbe essere l’impegno: l’uomo deve dire che uomo vuole essere. […] Se tu chiedi a chiunque: <<Tu cosa vuoi diventare?>>[…] <<Voglio diventare un campione, un ingegnere, un astronauta>> Ma nessuno dice: <<Voglio diventare Uomo>>” . Lontano da una risposta definitiva sul tema, come molti altri che con me condividono l’esperienza burrascosa della vita, provo intanto a dare qualche ipotesi, sperando che qualche viaggiatore preferisca fermare gli occhi su qualcosa che possa elevarlo invece di preferire questa modernità soporifera che invita a sedersi, aspettare, evitando di riflettere. Per questa mia piccola battaglia metterò da parte qualche lettura, nel senso più ampio del termine, anche solo qualche semplice suggestione, non per forza letteraria (anche se ci sono molte letterature), per spingervi, quasi obbligarvi a riflettere, sperando di instillare in qualcuno di voi quel desiderio di conoscenza che spinse Ulisse, visceralmente, al proprio “folle volo”. Un desiderio che spesso una scuola obbligatoria non riesce facilmente a far nascere.

Abbiate il coraggio di sapere, “Sapere Aude!” , come scriveva Kant!

 Il Suggeritore

P.S.: Tra poco avrete mie notizie in questa nuova veste, da Suggeritore.

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Ceccano 2012: il nuovo movimento civico..


Cari lettori,
vorrei condividere con voi un’esperienza che si sta rivelando molto interessante quanto inaspettata.

Da poco, sono entrato a far parte di un nuovo movimento civico ceccanese che forse avrete già sentito nominare: “Ceccano2012”.
Nonostante non ci siano nomi altisonanti ed inflazionati, di quelli che ultimamente riempiono le prime pagine dei giornali locali, ho visto qualcosa di più di un semplice comitato elettorale pronto a raccogliere voti a destra e a manca.

Ho visto onestà, trasparenza, partecipazione, sacrificio disinteressato e voglia di cambiare davvero il nostro paese, tramite proposte e non proclami.

Vi racconto solo il metodo con il quale si giunge alle proposte: 
-si stabilisce il tema all’ordine del giorno;
-ci si dispone a mo di tavola rotonda;
-si intraprende una discussione generale di vari durata;
-ad ognuno vengono concessi 2 minuti per esporre la propria idea sul fatto;
-si compie un’eventuale secondo giro di pareri;
-si suddividono su una tabella i problemi e le soluzioni proposte;
-discussione finale;
-a maggioranza si scelgono le proposte ritenute più importanti che andranno a far parte del programma.

Una cosa del genere non esisteva a Ceccano, chiunque creda nelle possibilità di riuscita di tale progetto, che passerà per le elezioni 2012 ma non sarà finalizzato ad esse, è il benvenuto: abbiamo bisogno di cittadini e non di polticanti per costruire il nostro paese.

Inoltre candidati a sindaco e consiglieri verranno eletti con il metodo delle primarie sia interne che aperte; non esistono dunque gerarchie preordinate, solo idee, proposte e soluzioni ai problemi.

Io ho deciso di partecipare e chiedo: c’è altrettanta libertà di partecipazione nello scenario politico ceccanese?

Sta a noi decidere con quali mezzi creare il nostro futuro..

Per approfondire il tema: http://www.ceccano2012.net

      Gianluca Popolla 

Qual è la nostra influenza sulle sorti del Mondo?


di Gianluca Popolla

La democrazia non si vende nè si compra, si conquista senza sosta e mai sarà nella piena disponibilità umana: ogni giorno si lotta per difenderla e difenderci.

Essa non è mai contingente, territoriale, nè settoriale ma omnicomprensiva, sicchè la ricerca di un’isola felice dove i diritti siano già garantiti e cristallizzati è un’illusoria consolazione, un palliativo utile nei giorni di profondo sconforto o disinteresse.

La democrazia è modellata su un equilibrio dinamico che si modifica al variare della società, delle nostre esigenze, dei nostri problemi, dei nostri sogni: lo stato dell’uomo è l’eterno e continuo cambiamento foriero di nuove prospettive, soluzioni e regole; nulla sarà mai come il giorno prima nè come quello dopo, pensate a com’è cambiato il nostro pianeta in pochissimi anni: tutto è partito, parte e partirà da noi.

Voglio semplicemente dire: ovunque voi andrete, qualsiasi cosa voi diventerete, qualunque patrimonio avrete, per migliorare davvero la vita vostra e dei vostri cari dovrete lottare, ogni giorno: non c’è alternativa plausibile.

Il nucleo forte della discussione a mio parere è comprendere che non esisterà mai una città, una nazione, un pianeta nel quale basti il 20, il 50 o il 70 per cento di noi stessi per conquistare la democrazia, non c’è alternativa: o si dà il massimo per rendere migliori noi stessi e la società in cui viviamo o si è diretti verso l’incomunicabilità e la rovina, non c’è scampo.

Ognuno di noi è essenziale e nessuno può esimersi da un’attività di progresso materiale e spirituale della società che i nostri Padri Costituenti enunciano nell‘art.4 della Costituzione della nostra Repubblica (in latino non casualmente significa cosa pubblica, di tutti).

Lo sviluppo del pianeta dipende dal gigante americano.

La solidità dell’economia e dello stato americano è legata a doppio filo con quella europea.

Se l’Italia non si salva, crolla l’Ue.

Il contributo del singolo commerciante di Cortina è fondamentale per la salvezza del nostro stato.

Qual è la nostra influenza sulle sorti del Mondo?

Te la racconto io l’università…


di Pierfrancesco Gizzi

Oggi al Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano si è tenuto un incontro in cui  degli ex alunni hanno raccontato la loro esperienza universitaria ai prossimi diplomanti. L’incontro svoltosi nell’aula magna “Francesco Alviti” ha vista la mia partecipazione  dato il grado di ex alunno del Liceo e di odierno universitario.

Al discorso, molto breve, che ho fatto questa mattina, vorrei aggiungere solo poche cose.
La prima è quella di non aver paura del futuro. Il mondo universitario sarà un altro piccolo passo per la vostra formazione e crescita, sarà inevitabile farlo poiché vi proietterà verso il futuro mondo lavorativo (faticoso ed oscuro ancora per molti). Sarà pauroso il primo esame (orale o scritto) ma lo passerete sicuramente con un po’ di impegno e tanta buona volontà; non permettete, però, alla paura (che sia quella di cambiare casa, o perdere le amicizie – quelle vere non le perderete mai –  o cambiare abitudini) di oscurare i vostri sogni più belli e reconditi , perché saranno quelli che “vi faranno volare”: poi se proprio non potete ora non vi preoccupate avete tutta una vita davanti per poterli realizzare non perdetevi d’animo.
Questo mi porta al prossimo punto: non siate i più bravi, ma siate voi stessi. Che vuol dire? Mi spiego il meglio possibile. Molti di voi proveranno molti test per l’accesso ai corsi di laurea a numero chiuso e solo pochi entreranno, ma non fatevi fermare, se voi volete affrontare quel tipo di studi perché secondo voi è il <<vostro corso di studi>>, provate a cercare quello stesso profilo di corso che sia possibilmente aperto.
Altra cosa importante: non siete soli. I primi tempi che viaggerete, quando sia pullman che treni, vi impediranno di arrivare in orario a lezione (o a casa vostra) non stressatevi troppo perché a qualche posto più avanti ci sarà un altro studente (o un vostro ex compagno di Liceo che non avevate visto salendo sul treno) con cui passare quelle lunghe attese e perché no avere anche un confronto interpersonale. Per quelli di voi che prenderanno casa o un alloggio universitario o un appartamento, siate tranquilli perché lì ci saranno persone che appena vi vedranno, vi aiuteranno e vi istruiranno sulla vita lontano da casa, proprio perché anche loro prima di voi è stato fatto.

Molti verranno a raccontarvi quello che per loro è stata l’università nei primi o negli ultimi anni, ma la più bell’esperienza che ci sia sarà il vostro primo giorno da universitari: questo non coinciderà con il primo esame o il primo ingresso in aula, ma quando, uscendo con i vostri amici di sempre, vi ritroverete a parlare di cose che state studiando e di cose che progettate per il futuro. Seguiteli con attenzioni quest’incontri poiché avrete il primo contatto con chi, sta vivendo o ha già vissuto, quella realtà che vi aspetterà a breve.

La miglior esperienza di università è l’autorealizzazione di se stessi.

Siate voi stessi e, con l’aiuto fondamentale dei vostri genitori e professori, riuscirete a trovare la “prima strada” su cui procedere. Giusta o sbagliata lo scoprirete solo percorrendola, la potrete sempre cambiare o correggere volendo. Non temete di chiedere aiuto o consiglio a nessuno, perché il portafoglio di offerte di corsi universitari interessanti sono molti ma il tempo è poco; quest’incontro che la scuola ha organizzato per voi si prefigge proprio quest’obiettivo: cioè (per dirlo con una metafora) quello di darvi un idea, di cosa dovete portare in borsa e di cosa potreste trovare durante il cammino universitario.

Grazie agli organizzatori di quest’evento (prof. Alviti e alla prof.ssa Messina) e a tutti voi ragazzi che avete partecipato. In due parole: grazie Liceo!

La musica immagine del talento umano!


Carissimi amici!

La recente pubblicazione di un album da parte dei “Torch” di cui conosciamo i membri, spinge a scrivere e a riflettere de musica.  Quante volte abbiamo sentito di parlare di questo vocabolo? Tantissime volte giacché esso fa parte della vita quotidiana stando prope nos rendendo la nostra vita, precaria per numerose ragioni, un po’meno faticosa. Proprio questo gruppo  ceccanese D.O.C, ci auguriamo, possa avere un ottimo successo viste le loro vive e schiette capacità che li hanno portati a regalare al pubblico questo CD

La musica, dicevamo, è sicuramente, parte viva dell’uomo fin dagli albori: le pagine di letteratura abbondano di richiami musicali: la Grecia Classica è la madre della musica! Nella cornice della corte di Pericle e in quella quasi surreale di Saffo, la musica aveva una valenza non solo di accompagnare le numerose attività ma anche quella del semplice ascolto capace, tuttavia, di dare grandi emozioni. Nella fantasmagorica letteratura dei miti raccontati dai popoli greci, la figura che meglio incarna questa importanza è sicuramente Orfeo il quale riusciva ad placare persino le fiere utilizzando la musica.  Essa la si ritrova come degna e mistica cornice delle corti rinascimentali arrivando al dramma pastorale fino ai capolavori del Metastasio per arrivare alla famosa Cavalleria Rusticana del Verga, in cui l’amore tra Turiddu e Lola viene magistralmente musicato dal Mascagni.

Non solo la letteratura, carissimi: ogni campo artistico ha dedicato tempo e spazio alla musica. La filosofia, in particolare con Plotino, crede in essa tanto da ritenerla uno strumento per quel processo di  conquista del divino. La stessa letteratura cristiana delle origini dedica alla musica grande valenza: S. Ambrogio realizza gli “Hynni”  che furono musicati dallo stesso santo milanese.  Nella Chiesa Cattolica essa realizza capolavori eccelsi , dal mistico e sublime gregoriano, alla “Missa Papa Marcelli”. alle adunanze del Pergolesi in epoca barocca. Vediamo bene, allora, come essa, pur nelle diverse sfaccettature, sia permeata ovunque “ad accordum”

Questo nostro viaggio vuole terminare non senza dare, etiam,  un saluto e un ringraziamento a loro, ispiratori del nostro lavoro. La loro attività sia vivamente da incoraggiare e da valorizzare: troppo spesso la cultura del nostro tempo non riesce a comprendere, velata come è da veli pesanti, l’ascosa bellezza del genio, del talento che molti riescono a sviluppare.  Questo gruppo capace di conciliare le istanze rock e quelle dei cantautori, sia omaggiato e ringraziato!  Siano volutamente e vivamente ringraziati ognuno di essi, capaci, in ultima analisi, di dare alla folla, al pubblico, momenti di relax e di pace affinché possa continuarsi a dire che la Musica è arte!

Auspice Eutrope!                                                 M.T.C

Credeteci: potete decidere del vostro destino..


Se tre anni fa ci avessero raccontato che avremmo raggiunto questi risultati, avremmo riso per giorni, ma la realtà sta superando i sogni.
Quattordicimila visite totalizzate per centoquarantotto articoli scritti, alla luce del rapporto annuale 2011.

Tutto questo nasce da un piccolo gesto: aprire un blog per mettere “nero su bianco” le nostre idee prima sul Liceo e poi su Ceccano, sull’Italia sino ad arrivare ai massimi sistemi, seguendo l’esortazione del professor Alviti primo motore immobile di Cogitanscribens.

Ringrazio, e non smetterò mai di farlo, Giovanni per aver creato quest’opportunità di espressione ormai parte integrante delle nostre vite: un piccolo sogno quotidiano che invito a sostenere con la stessa volontà d’inizio percorso.

Un sogno, una sfida continua, una missione: manifestare e diffondere un’idea al giorno d’oggi equivale a voler incidere più che mai sulle vite nostre nonchè dei nostri figli.

Non siamo politici di “professione”, nè tuttologi, ma ragazzi che vivono in cerca di significato e di significare: vogliamo dimostrare che ciascuno può conquistare spazio nella società in base al merito ed alle idee.

Esse hanno lo straordinario effetto di migliorarci e di migliorare chi ci circonda, in un solidale e reciproco progresso spirituale e materiale.

Se saremo capaci di fondare la nostra comunità sulle idee, sul confronto costruttivo e mai manicheo avremo ottimi risultati: premieremo il merito ed escluderemo la raccomandazione, favoriremo l’obiettività nel giudizio di valore ed escluderemo le ideologie.

Non vi chiederemo mai di credere che basti una persona per cambiare il mondo, vi chiediamo (e ci chiediamo) di credere in voi, nella vostra capacità di decidere del destino vostro e della vostra comunità.

Siamo qui, sempre qui, per tutti noi.

Grazie di aver dedicato parte del vostro tempo nell’accogliere le idee ivi proposte.
Gianluca Popolla

Quando la mancanza di senso uccide


di: GiPì

E’ tardi e dovresti uscire, passare ad altro ma hai appena sentito una notizia che ti ha colpito e la tua umanità ridesta la vena giornalistica che dormiva da un po’ per rendere partecipe qualcun’altro della tua rabbia, del tuo sdegno.
Nel quartiere multietnico di Torpignattara vive la famiglia di Zhou Zeng, cinese, 31 anni. Hanno un bar, il “New Cedrick”, sulla Casilina e anche questa sera l’hanno chiuso, a fine giornata, per tornare a casa. Sono in tre, oltre a sua moglie c’è sua figlia, nove mesi di vita in questo mondo cinico e disumano, lui la tiene in braccio. Vicini al portone di casa, vedono farsi avanti una coppia su uno scooter. Li hanno pedinati, quei due cercano l’incasso della giornata, circa tremila euro, nella borsa di lei. La feriscono con un taglierino, gridano qualcosa come “Vi ammazzo come cani!”, ma i due non mollano, i soldi restano nelle tasche del giubbino di Zhou Zeng.
Parte un colpo, un solo maledettissimo colpo, attraversa la fronte della bambina e si ferma nel cuore di suo padre. Lui muore sul colpo, la piccola in ambulanza. Poi iniziano i commenti la tragedia, le promesse della politica e i giudizi personali, poi inizia il dibattito, i discorsi da bar, le opinioni, ma quella storia resta. Una famiglia spezzata dalla follia omicida, insensata di due sconosciuti. E la vita perde di senso, ci ritroviamo di nuovo a chiederci perchè questo debba accadere, perché ciò debba essere così privo di senso e non ci resta che batterci nell’oceano della Peste collettiva, come il Dottor Rieux nato dalla penna di Albert Camus cercando di abbattere la mancanza di senso con la ferocia delle nostre battaglie, quella per un mondo più giusto, più equo, migliore. Per evitare di vivere in un mondo come questo non possiamo che sperare di costruire un altro mondo dove i valori che riteniamo degni delle nostre vite, siano rispettati come i capisaldi di una nuova umanità.