La giornata della memoria 2012.


Carissimi!

La data del 27 gennaio segna per tutta l’umanità un ricordo il quale, pur a distanza di numerosi anni, risulta alquanto importante e sopratutto degno di essere ricordato. Il XX secolo è stato come notano in molti un secolo breve e la seconda guerra mondiale è uno dei suoi simboli: alla tradizionale guerra combattuta per ragioni territoriali si è aggiunta una nuova guerra atta a distruggere, a sterminare un popolo (già nella prima guerra mondiale troviamo, tuttavia, fenomeni simili come il massacro degli Armeni) reo di essere diverso da precisi ma estremamente precari schemi nati dall’illusione malata di un uomo che ha saputo, grazie a un formidabile carisma, attuare questo processo le cui azioni infamanti si contano ancora oggi.

Le numerose parole e i numerosi films non possono bastare ed ecco che subentra il ricordo che si concretizza in questa giornata.  Tuttavia è essenziale affermare che il ricordo dell’eccidio non si esaurisce con questa data ma deve essere sempre presente nella mente dei posteri. La data odierna segna come un’agape in cui tutti gli uomini vogliono ricordare, con forme esteriori, questa gravissima strage.  27 gennaio 1945-27 gennaio 2012: sono esattamente 67 anni, cifra leggermente significativa ma che viene spesso dimenticata. La vita moderna, le numerose sollecitudini che provengono dal mondo impediscono, sempre più, di ricordare: si preferisce scansare l’argomento ostico, si preferisce parlare di cose frivole, dimenticando.

La giornata della memoria per le vittime della II mondiale sia un dies universalis. Quante volte, con orrore e sgomento si ode dire che l’olocausto non c’è stato! Trema l’animo all’udire codesta parola! Il conflitto mondiale ne ha visti molteplici: dalla guerra di Spagna (1936-1939), ai lager, alle foibe sul Carso, al massacro in Africa: nessuno può arrogarsi la superbia di dire che non c’è stato.  Le recenti formazioni nazionalistiche e naziste compiono l’errore di quanti dinnanzi al fatto compiuto preferiscono non vederlo tanto sono presi dalla superbia propria dell’uomo che lo ha portato, fin dalle epoche più remote, a uccidere, a compiere eccidi in nome di leggi non volute da Dio ma loro stessi!

Allora preghiamo, affinché ognuno di noi, di qualunque estrazione sociale, di qualunque popolo, di qualunque condizione politica, possa dire in cuor suo per poi comunicarla ad vocem unicam: “Mai più  la guerra! Mai più l’antisemitismo”

M.T.C

PS: perdonerete il tono leggermente forte in alcune parti del brano. Spero che, tolti i periodi dotati di più acre contenuto a causa di taluni vocaboli, il testo si mantenga equidistante rivolto ad pacem inter homines.

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