Appunti per una nuova rubrica…


Sarà, ma forse si sta diffondendo, tra noi animatori di questo appassionato blog, il progetto ‘malsano’ e ardito delle rubriche personali: e dico malsano per sottolineare il desiderio strampalato e innocente che sentiamo di osare un’avventura giornalistica che altrove ci è preclusa, e che invece questo grande giardino delle idee chiamato Cogitanscribens ci consente di coltivare, con i nostri sforzi e la curiosità partecipata di voi lettori che ci seguite. Un’avventura giornalistica seminata con le opinioni intellettuali e/o con i progetti concreti: ma sempre con lo spirito utopico e idealista che da tre anni ormai (uno e mezzo per il sottoscritto) ci contraddistingue, e che riteniamo fondamentale per guardare il mondo con occhi diversi e anticonvenzionali.

E perciò, lasciando da parte i convenevoli, ho deciso anch’io di aprire una mia rubrica, un mio spazio di raccordo, in cui inserire interventi che hanno un loro fil rouge effettivo. Ebbene, questo filo conduttore sarà l’intervista. Un ‘sottoprodotto letterario’ che, all’epoca del corso di Scrittura giornalistica all’università, venne descritto a me e ai miei colleghi come il più difficile, il più ostico, perché richiede l’incontro face to face, o se volete vis à vis, e perciò richiede la creazione di un’alchimia tra intervistatore e intervistato, di un’empatia che smuova le acque della diffidenza – a meno che già non si conosca l’intervistato… – e porti il dialogo nella dimensione di una conversazione cordiale e appassionata, così da trasmetterci anche la psiche e la concezione del mondo di colui che risponde alle nostre domande.

Queste interviste, che immagino di pubblicare a cadenza bimestrale – se poi passeranno tre mesi, provvederò a pubblicare un nuovo calendario…– avranno come obiettivo quello di raccontare un’altra parte della provincia ciociara; di una terra sicuramente violentata e stuprata da una politica ingorda e negletta e da un degrado ambientale e sociale spaventoso, ma che ha nel suo ventre alcune personalità insigni nel campo della Cultura e della Scienza (discipline che io unirò in un unicum totalizzante), esperte nella loro attività giornaliera e piene di dedizione diamantifera verso il loro ‘impegno’.

Questa rubrica sarà, vuole essere, un modo diverso di narrare questa terra, per conferirle ancora la Speranza che anche in provincia, in un ambiente provinciale come il nostro, soprattutto oggi nell’epoca della globalizzazione, possono esistere e coesistere uomini – nell’accezione più ideale del termine – che hanno dato retta al loro talento interiore, alla loro vocazione e che nulla hanno da invidiare ai premi Nobel o ai personaggi chiacchierati della cosiddetta cultura massimalista della tv.

Tra qualche giorno, la rubrica – di cui deciderò a breve il nome – aprirà i battenti con il suo primo atto: non saranno di certo quattro cinque giorni a rovinarvi l’appetito. Al massimo aumenteranno, qualora lo vogliate, la vostra curiosità…

 

Alessandro Liburdi

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