Tra Gufi e Treni: passeggiata nei corti della settima edizione del DMFF


Di: Giovanni Proietta

 

La settima edizione del DMFF porta con sé i prodotti di un anno di lavoro made in Indiegesta, quest’anno appunto quattro cortometraggi. Prima di sedermi in sala e gustarli il Presidente dell’associazione, Alessandro Ciotoli, mi segnala, opportunamente, che un fil rouge mi porterà attraverso i vari racconti ed è in questa sede che sarebbe opportuno tirare le somme di questa piacevole passeggiata in un giardino sempre meno provinciale e, anzi, professionale e invidiabile per qualità del montaggio e della fotografia.

I Gufi non sono quello che sembrano – di Alessandro Ciotoli

Titolo enigmatico di un corto enigmatico. Ricorda tanto quelli che usava Lina Wertmuller (“Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” N.d.R.). Il centro della storia è proprio un banale gufetto di legno, apparentemente innocuo. In realtà è il tramite, per la protagonista del Corto, per aprire le porte di un aldilà alieno, di una realtà parallela; un errore pensare che si parli di un dramma fantascientifico, la realtà è che il paradiso perduto, a volte, è molto più vicino di quello che sembra. Non è casuale, infatti, l’incontro che, per uno strano gioco del destino, la protagonista ha con un’elettrica manager in carriera che gli regala un avvenire migliore con un paio di battute in meno di una decina di secondi. Forse quel gufo porta solo semplicemente fortuna…

Maneggiare con cura – Collettivo Desaparecidos

Non sono solo i creatori del corto ad essere scomparsi (desaparecidos, appunto) ma anche una qualsiasi forma di fortuna dalle vite dei protagonisti. Solo una giocatrice seriale (dal lotto alle corse dei cavalli) dà il minimo e ottiene il massimo. Occhi fissi sui suoi numeri magici riesce ad ottenere un 30 e lode e un ragazzo che i suoi coinquilini le invidiano. Tutto merito di un portafortuna comprato durante un concerto, un piccolo gufo che divide le sorti degli attori, ingiustamente, aggiungerei, come solo la vita sa scorrere, certe volte. Bella l’idea di girare una scena durante l’”Imboscata”, appuntamento estivo con la musica organizzato dalla stessa associazione, un modo simpatico, intelligente, di fare pubblicità non proprio occulta.

Ci scusiamo per il disagio – Collettivo Mesa Verde

Dimenticavo il treno appunto, altro motivo ricorrente, che dà il titolo al corti in questo caso. Qui a scomparire è l’idea di futuro (c’è l’odore di una passata sceneggiatura del Ciotoli) dei protagonisti che, con sforzi alterni, si ritrovano a fronteggiare un domani vuoto e pauroso, armati allo stesso modo. Che studi fisica, che tu lavori in un bar, il domani sarà peggio di ieri ed è quasi scontato dire che tutti, per un po’ ci sentiamo così, specie se a scandire le nostre gloriose galoppate verso il futuro c’è un’odiosa campanella accompagnata da una voce di ferro, quella che, mentre saliamo su treni post-bellici ci sussurra, quasi a volersi caricare di colpe che non ha: “Ci scusiamo per il disagio”.

Hansel&Gretel (trova l’intruso) – Collettivo INDIEmotion *

L’intruso non l’ho ancora trovato ma è più per mancanza di acutezza negli occhi dell’osservatore che di perizia nelle mani dei “costruttori” del corto. Non so perché ma qualcosa mi dice che abbia a che fare con i precedenti, un treno, un gufo, sarebbe, certamente meglio verificare ma con i ragazzi di Indiegesta posso prendermi qualche libertà ormai. Temo di toppare ma mi serve qualcosa per chiudere il pezzo. Questa volta ho preferito evitare le mie caustiche pagelle ma mi riservo di attribuire a questo lavoro la corona d’alloro, le mie, personali, stelle michelin. Tra tutti è il prodotto migliore, il più poetico, inoltre si avverte nella cura maniacale dei particolari la presenza di mani attente. Il risultato è di alta qualità. Siete sulla buona strada!

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