Esperienze di carità a Roma…


di  Pierfrancesco Gizzi

L’avvento, tempo di attesa, per la nascita di nostro Signore Gesù Cristo, è quel tempo in cui bisogna prepararsi, stare pronti, per qualcosa di meravigliosamente speciale: l’avvento del Verbo nella Storia.

Bisogna essere (sempre) pronti, in modo particolare in questi giorni. Ma come ci si prepara alla venuta di Gesù? Cosa dobbiamo fare per essere pronti? Queste sono le domande che nelle domeniche d’avvento le letture ci pongono: in questa domenica Giovanni prepara la strada a Gesù annunciando la Parola di Dio ad alta voce e battezzando i peccatori. Noi che cosa possiamo fare?

Consiglio: vivere la parola di Dio è la mia miglior palestra che ci sia. Bisogna pensare all’avvento come ad un ritorno in palestra dopo un anno (o forse anche più) di mancato allenamento: allora si comincia piano con qualche breve ma intenso esercizio per poi passare a serie di prolungate attivate fisiche a cui mettere a dura prova il fisico. Allora ecco facciamo anche noi così, ma invece degli esercizi alla panca o alle macchine della palestra, facciamo degli esercizi spirituali e caritatevoli per allenare la nostra anima. Volete un esempio pratico: lavorare alla mensa Caritas.

Grazie al mio collegio (il Collegio Nuovo Joanneum) ho avuto la grazia e la fortuna di far parte, per una sola domenica di una mensa Caritas a Roma, precisamente la mensa “Giovanni Paolo II” vicino alla fermata della metro di Vittorio Emanuele. Siamo stati accolti in modo gentile e disponibile dagli operatori della mensa che da molti anni lavorano ogni giorno lì, per i quali l’unica ricompensa è la gioia di aiutare e per questo che il Signore li benedica. Arrivati lì ci hanno assegnato i compiti da svolgere e ci è stato dato qualche buon consiglio, tra cui questo, che è il modus operandi della mensa: sorridere e avere tanta pazienza sempre.

Il lavoro svolto in questa mensa è stato molto bello poiché le tantissime persone che sono passate (più di trecento) ogni volta ti sorridevano, scherzavano e qualche volte non ti consideravano, ma sentivi dentro te qualcosa di grande che cresceva ad ogni sguardo: la gratitudine negli occhi di chi chiedeva un pasto, oppure un aiuto a portare il vassoio al tavolo. Chiusa la mensa, bisognava pulire e grazie all’aiuto spontaneo di tutti si è riuscito a farlo nel giro di un ora, sentendoci tutti un’unica cosa. Non vi nego la stanchezza a fine giornata ma non vi nego neppure la voglia di farlo di nuovo o fare qualcosa di diverso, sempre per aiutare chi ne ha più bisogno.

Voglio precisare una piccola cosa prima di concludere: le persone che frequentano la mensa appartengono al gruppo di quella povera parte della popolazione italiana invisibile agli occhi indifferenti della politica e dei giornali; appartengono ad un insieme di popolazione terrestre che ogni anno aumenta sempre di più e che ha bisogno di Carità (la “caritas” che leggiamo nelle lettere di San Paolo).

Termino. Vivete quest’avvento consapevoli che bisogna annunciare il Vangelo di Dio a voce alta anche se siamo circondati da un deserto di indifferenza; viviete quest’avvento consapevoli che “il padrone di casa” (Gesù) non nasce solo a Natale ma ogni volta che incontriamo un povero a chiedere l’elemosina oppure ad un amico che vuole passare un po’ di tempo con voi perché ha molti dubbi. Buon Santo Avvento.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...