Ceccano 2012: una risposta per il confronto…


Caro Graziano,
rispondo alle domande che mi poni nella replica al fine di specificare le mie argomentazioni.

Ribadisco innanzitutto di aver letto il vostro blog in cui sviluppate ricerche approfondite che invito tutti a leggere in quanto di ottima fattura e dotate di basi tecniche comuni a pochi.Penso inoltre che il vostro progetto abbia le potenzialità per incarnare il cambiamento, di qui la mia voglia di collaborare con il gruppo Ceccano 2012 che ti ho esposto nelle molteplici conversazioni sinora intraprese.

Non comprendo però questa inclusione che esclude l’eterogeneità dei gruppi a partecipare dal momento che ponete come unico requisito di collaborazione l’appartenenza a Ceccano 2012: chiunque abbia un movimento deve scioglierlo e confluire nel vostro, altrimenti le comunicazioni si interrompono irrevocabilmente; l’unica alternativa è non fare politica ma dare un appoggio “esterno”.

Spero che ci sia la possibilità di condividere questo progetto mantenendo un’identità differente ma compatibile con Ceccano 2012.

Il principio è quella benda che ci permette di vedere la realtà delle cose: il criterio di valutazione si sposta dal soggetto (Stella-Liburdi-Gizzi) all’oggetto (il referendum per chiedere l’istituzione della commissione d’inchiesta).
Se si è favorevoli alla tutela della salute, vista la gravità delle situazioni in cui versa il nostro paese, si aderisce ad una manifestazione del genere, al di là di chi la proponga: ti assicuro che se l’avessi fatta te o altri, aprendola a tutti i cittadini, ci sarei andato ugualmente e che sebbene si corra il rischio di venire strumentalizzati, per l’importanza della questione è un rischio che sopporterei senza grande fatica.

Mi dispiace contraddirti quando dici che un’iniziativa ed una motivazione non sono un principio: sebbene l’analisi non possa essere sviluppata in astratto, nel concreto ciò che ha spinto cittadini e movimenti politici a partecipare sono stati il principio di solidarietà sociale e politica, il diritto alla salute, la partecipazione al dibattito sulla gestione della cosa pubblica.

Per cambiare questa città abbiamo bisogno di unirla e non di dividerla; è tempo di unire le idee che condividiamo al di là del passato e dei soggetti portatori di esse, dobbiamo essere disposti ad accettare l’eterogeneità dei movimenti che perseguono lo stesso obiettivo: la corsa solitaria non darà la spinta democratica di cui il nostro paese necessita.

Ceccano da troppo tempo è un paese diviso in cui è desuetudine parlare di idee e di principi, ed è culla di raffronti politici sterili, polemiche e ripicche personali;
a dirla tutta da un gruppo nuovo, di politica nuova io vorrei avere una soluzione innovativa, un segnale: si può costruire qualcosa unendoci nei principi, si può mettere da parte l’astio personale per l’interesse pubblico.

Evitiamo di fare di tutta l’erba un fascio:dire che tutti i politici sono uguali, vecchi, da cambiare è un’espressione mai vera ed è opportuno fare delle differenziazioni concrete, altrimenti il rischio è quello della demagogia, della banalizzazione.

C’è chi è rimasto in silenzio quando sono state fatte proposte sul fiume Sacco, sulle polveri sottili, sugli incarichi amministrativi, sulla legalità, e chi invece ha agito, è stato parte attiva del confronto, ha provato a realizzare diritti sempre taciuti nella nostra comunità: dire che il proponente sia uguale al ricettore passivo ed omissivo della proposta è un’eresia politica.

Non ritieni che punti del vostro manifesto come trasparenza vs opacità; competenza vs incompetenza; efficienza vs inefficienza; organizzazione vs disorganizzazione; collaborazione vs antagonismo (per vedere il manifesto clicca qui http://www.ceccano2012.net/idee-in-movimento.html )siano perfettamente riconducibili ai principi informatori delle proposte suddette?

Abbiamo un’opportunità grande: il confronto, reale questa volta.

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One thought on “Ceccano 2012: una risposta per il confronto…

  1. Caro Gianluca,
    leggo solo ora sul tuo blog il commento che invita al confronto e credimi, lo apprezzo molto perchè il confronto è un elemento fondamentale per crescere, non solo individualmente ma come comunità. Per questo voglio risponderti in modo serio.

    Mi fa piacere sentire che apprezzi il progetto Ceccano 2012. Quindi, spero che apprezzi anche la chiarezza delle motivazioni, degli obiettivi e dei principi che ne stanno alla base. In questo contesto, allora, appare chiaro come il progetto Ceccano 2012 ha l’obiettivo di includere in un processo nuovo di progettazione condivisa tante persone che hanno radici, culture e competenze differenti, con l’obiettivo di costruire insieme il futuro della Città in un’ottica di sostenibilità, partecipazione e trasparenza. Il progetto pertanto già nasce eterogeneo, giacchè esso non può essere in alcun modo ricondotto alle divisioni tradizionali (come per esempio destra/sinistra) che separano le persone dal punto sociale e politico. Interpreti bene il nostro messaggio quando dici che quello che ci interessa è trovare ciò che ci unisce e non ciò che ci divide.

    In Ceccano 2012 ciascuna persona è considerata un leader. E non lo è in modo retorico, lo è davvero. Prima di tutto per il fatto che ciascuno si riconosce capace di deliberare in maniera autonoma e non condizionata dai giudizi degli altri su quello che è il bene per sè e per la comunità in cui vive. In secondo luogo perchè ciascuno può emergere nel dialogo e nel confronto aperto come portatore di idee e proposte viabili per la comunità. Lungi da noi quindi chiedere di abbandonare la propria identità. Deve esserci un fraintendimento su questo. Noi non chiediamo di sciogliere alcun gruppo, semplicemente chiediamo di aderire al progetto in modo compiuto, di non tenere lo stesso piede in due scarpe diverse, soprattutto quando queste scarpe procedono in direzioni opposte. Questo si chiama azione coerente e credibilità.

    Rispetto alla questione dell’adesione alla manifestazione, la nostra posizione è chiara e non contraddittoria. Volendo possiamo approfondire….perchè di fatto avremmo tante domande in merito. Ma non è questo il momento per le domande. Chiaramente la mia critica non era riferita al principio della tutela della salute che idealmente potrebbe motivare l’iniziativa, quanto piuttosto ad un’altra cosa. E cioè al fatto che ritengo insufficiente per la soluzione dei problemi della città infilare una somma di iniziative in modo disorganico. Soprattutto quello che a noi preme è la costruzione di un progetto organico e saremmo interessati a sentire le proposte degli altri competitors sia rispetto alla loro comprensione del problema ambientale/sanitario a Ceccano che sulle soluzioni che intendono adottare….noi stiamo lavorando su queste cose, che saranno di importanza cardinale per il futuro governo della città. Ciò non toglie al referendum, con tutti i limiti del caso, un valore intrinseco, al di là delle poche informazioni che circolano in merito.

    Un altro chiarimento merita poi la questione legata alla “vecchia politica”. Non si tratta qui di fare di tutta l’erba un fascio, come tu sostieni. Piuttosto ci sono delle caratteristiche comuni ad un modo di fare politica che ormai ha fatto il suo tempo, dimostrando in molti modi la sua insensatezza ed inefficacia. Il termine “vecchia politica” credo vi sia familiare visto che vi ho sentito utilizzarlo più volte. Purtroppo, molti dei problemi della città dipendono da scelte (o non scelte) scellerate fatte dai “politici” del passato. Vi invito a leggere il mio articolo sulla Roadmap di Ceccano 2012 per chiarirvi le idee rispetto a questo: http://www.ceccano2012.net/politica/85-una-roadmap-per-costruire-insieme-unagenda-per-il-governo-della-citta.html

    In breve, riprendendo quel discorso, che cosa si intenda con “vecchia politica” è presto detto. Quali sono le caratteristiche che definiscono il vecchio modo di fare politica che critico aspramente? Le caratteristiche sono almeno queste:
    1) nella visione della vecchia politica, la cosa pubblica è amministrata come se fosse un affare privato, in cui persino i diritti più elementari vengono fatti passare per concessioni;
    2) il programma politico/amministrativo è stabilito all’inizio e poi imposto ai cittadini, i quali non possono offrire nessun contributo per migliorarlo, se non in casi limitatissimi e con il solo scopo di da loro un contentino;
    3) il programma è solo un orpello formale necessario per mascherare i veri interessi di chi lo propone (che possono andare in direzione opposta a quella dell’interesse di tutti); questo inoltre viene sistematicamente disatteso senza che i cittadini possano fare nulla per riprendere il controllo della situazione;
    4) la squadra di governo è decisa a tavolino sin dall’inizio, e la gente non ha un ruolo determinante nel decidere chi sarà a rappresentarlo, piuttosto deve limitarsi a scegliere tra una serie di opzioni prestabilite;
    5) il candidato a sindaco è noto ancor prima che lo sia il resto della squadra e viene investito di autorità in modo del tutto arbitrario, e non perché le sue qualità di leadership emergano nel confronto e nella discussione politica;
    6) i cittadini nulla possono fare per revocare il mandato a chi sta svolgendo il ruolo di amministratore od oppositore in maniera inadeguata , e per questo i cittadini non possono in alcun modo correggere gli errori e limitare gli abusi di potere.

    Tutte o quasi queste caratteristiche (tutte -voglio essere buono – eccetto la prima) appartengono a Stella & co. E queste tesi sono suffragate da evidenza. Vi faccio abbastanza intelligenti da capire a cosa mi riferisco esattamente punto per punto e non voglio tediarvi con facili dimostrazioni. Il fatto poi che Stella possa essere considerato un politico attempato perchè è stato seduto in consiglio anche con cariche importanti dal 1985 al 1998 e poi dal 2001 ad oggi, con tutte le metamorfosi e dopo aver disatteso le aspettative di molti elettori (come nel caso del passaggio al PDL) in cui gli elettori di Per la Gente si sono ritrovati automaticamente elettori del PDL, questo dato storico dico è marginale rispetto a quanto sopra esposto. Se questa non è vecchia politica che cosa lo è allora?

    Detto questo, però, vi ribadisco tutto il mio e nostro supporto per le vostre iniziative, anche quelle simboliche, e magari ci fossero più ragazzi che si impegnano come voi per migliorare la propria città. Quindi, a scanso di equivoci, io vi ho sempre sostenuto, però mettendovi in guardia sull’importanza di iniziare a concepire un progetto organico rispetto a concentrarsi su iniziative isolate. Nonostante questo godete del mio appoggio e della mia stima. Come una volta uno di voi si permise di farlo, mi permetto anche io adesso ti consigliarvi di essere più umili e attenti, senza però il bisogno di spersonalizzarvi.

    Mi auguro infine che i principi del manifesto di Ceccano 2012 vengano compresi in profondità e possano ispirare anche la vostra azione politica, che facciate o no un cammino condiviso con il movimento.

    Ricordatevi che sono sempre aperto al confronto e che basta inviarmi una email per avere la mia attenzione. Mettetevi al lavoro adesso! La strada è lunga e le chiacchiere purtroppo allontanano dall’obiettivo!

    Graziano Terenzi

    PS la prossima volta, invece di richiamare la mia attenzione attraverso il gruppo “idee in movimento”, inviatemi un messaggio privato perchè le discussioni sui temi del progetto Ceccano 2012 hanno maggiore importanza delle polemiche.

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