Napoli tra vizi e virtù.


Carissimi amici e lettori!

E’da tanto tempo che non ci sentiamo sia per la deficenza di tempo sia per la mancanza di argomenti che meritano di essere letti ma oggi, in questo clima così di festa, vi consegno questo articolo dedicato a Napoli città, lo dico già nel titolo, di vizi e virtù.  Direte : a che pro ci consegni questo lavoro?  La mia risposta è semplice e lapidaria: affinchè  venga sfatato il mito di città monnezza e affinchè si conoscano le bellezze di un posto che, nel XVII, Goethe definì magico: “Vedi Napoli e puoi muori!”. 

Domenica scorsa eccomi su, lontano dai classici itinerari turistici: non a Piazza del Plebiscito, nè al Duomo, nè lungo via Acton, nè a Posilippo ma su, al Vòmero, alla certosa di S. Martino: essa sta su a dominio del golfo, decantato fin dall’epoca classica: sembra una piccola fortezza, un piccolo luogo ma con sè porta le bellezze del barroco napoletano di inizio settecento: la Chiesa maggiore, dedicata al Santo francese, appare risplendente di marmi policromi e di intarsi: le volte barocche paiono quasi effimere, pronte a cadere sulle teste di chi va a visitarle, il silenzio regna e impera!  Nel Chiostro, poi, si respira l’aria di incensi dal sapore d’annunziano, si respira l’aria vetusta che sa di tradizione, vi si sente in quel “locus amoenus” che cantò Viriglio nelle sue Gerorighe e qui trovò la sua sepoltura al parco virigiliano sotto la certosa.  Penserete o direte che tale articolo appare come una guida turistica, ma nessuna guida turistica può trasmettere le emozioni e i sentimenti di chi va in un posto:  la sezione presepiale, vi è un presepe con 300 figure, è il vanto di questa certosa!  Non vi ero mai stato, lo ammetto, ma vi ritornerei subito e anzi invito voi, lettori, ad andarci per immergersi nella bellezza e nella meditazione contornati dallo sterminator Vesevo, da Capri, pallida isola, dalle straducce che scendono a Posilippo da cui, dietro, appare Ischia, superba con il suo Monte Epomeo!

Sembrebbre un paesaggio dal sapore del “Grand Tour” illuministico ma Napoli non è solo virtù: veniamo ai vizi allora!!  Parlerò ora, in breve, della sua gente, dei Napoletani che noi, ciociari, riteniamo subordinati manco fossimo noi i meglio di Italia!  La gens napoletana è un agglomerato di individui diversi i quali sono come i figuranti di un’opera teatrale, in cui,però, manca il soggetto principale:  il napoletano non è inscrittibile dietro un unico stereotipo perchè esso varia da rione, a rione: il caso più eclatante?  Andate al rione Montesanto e salite al Vòmero con la funicolare,vedrete la differenza, quasi eclatante, dell’ homo napoletano: colpisce , sopratutto, il modo di presentarsi dei napoletani i quali sono un variopinto arcobaleno di colori, di modi, di suoni, di gesti ma, tra di loro non stonano, anzi sembrerebbe che ognuno dia all’altro quello che manca, creando così il vero napoletano.  Volete un esempio? Bene, ve lo darò: andate nella metropolitana e aspettate il treno, vedrete l’intraprendenza dei giovani i quali saltano come cavallette da un binario all’altro, sine metu, ma nel contempo vedrete signori o signore dell’alta società, un po’ scorbutici (diciamola tutta!): ecco a me questo maggiormente piace di Napoli, città amata e vissuta: mi piace il sentirmi quasi in una eterna festa, mi piace sentire il suono di quel dialetto così fresco, così vero: mi piace il passeggiare, per quelle stradine in cui s’affacciano case antiche, in cui s’ode il profumo del ragù, o da dove si scorgono figure di donne che stendono i panni dal balcone: mi piace quel chiasso dei motorini che, basta allontanarsi un poco, cessa di colpo.

Oh! Sì, Napoli è la città di chi vuole meraviglarsi, è la città di chi odia una vita gessata e monotona: è una città in cui si scorgono tesori d’arte girando lo sguardo: è la città ove si sente l’Italia!

E la “monnezza”? E’un problema troppo ingigantito: badate bene che io non ne ho mai visto quantità industriali, ed io a Napoli vado 3 o 4 volte l’anno!: Napoli non è un problema, Napoli non è l’anticamera dell’inferno o della puzza: Napoli è una città che vuole RINASCERE E NON VUOLE ESSERE DEFINITA CITTA’DELLA MONEZZA! 

Ebbene, concludo qui: l’articolo mi sta infervorando troppo ed è  meglio    concludere! Ve lo consegno così, senza troppa retorica, con le parole fresche di chi ha origini napoletane! Vi lascio con una frase, spero che vi illumini!

“Da quanto si dica, si narri, o si dipinga, Napoli supera tutto: la riva, la baia, il golfo, il Vesuvio, la città, le vicine campagne, i castelli, le passeggiate… Io scuso tutti coloro ai quali la vista di Napoli fa perdere i sensi! (Goethe)”

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