Parco “Monte Siserno”: la nostra disobbedienza civile!


Di: Giovanni Proietta

30 luglio 2011 – Cambio (Di)Verso pulisce un Parco.

Se fossi un autore di cronaca basterebbero queste parole per dirvi quello che insieme ad altri ragazzi, sono stato capace di fare ieri. Le foto arriveranno in mio aiuto. Ma sono solo un’opinionista, per cui…

“Pulire un parco pubblico abbandonato insieme ad altri ragazzi come te, per il solo scopo civile di rendersi responsabili della cosa pubblica, è una sensazione che vale più di ogni adunata, di ogni elezione.”

Così ho iniziato su Facebook a ragionare sulla giornata di ieri. Ai politici di professione, attendisti e calcolatori noi rispondiamo con la politica vera, quella dei cittadini il cui impegno, seppure sembri paradossale, nessuno vuole valutare come semplicemente derivato da senso civico.
Senso civico: è questo quello che ci anima; nella dimensione massima del suo raggio di significato. Sanare le ferite di questa terra non può voler dire solo parlare, solo calcolare candidati e cifre parlando della gente al voto come fossero bestie da macello, da contare e smistare. Rossi e Neri, tutti uguali, parafrasando un giovane Moretti in Ecce Bombo.

All’impegno si risponde in modi diversi. Primi, in numero, sono quelli che non rispondono, mettendo quotidianamente la loro croce su quel partito dell’Indifferenza che ci porterà al totalitarismo del nuovo millennio. Poi vengono quelli che criticano perché non sanno cosa dire senza l’aiuto della loro categorie a compartimenti stagni dove tra buoni e cattivi non c’è posto per noi.
Infine quelli che escono dalle sale del dibattito e trasformano le parole ed i discorsi in fatti ed azioni, tangibili; senza aspettarsi di essere compresi ma con il solo scopo di smuovere questo terreno arido di volontà, nella perenne attesa del prossimo Super Man che risolva tutti i problemi della quotidianità. Mentre nei loro covi i politici ceccanesi trattano la nostra città come una torta da spartirsi ed i suoi cittadini come un gregge di pecore belanti, utili solo per dire “Sì” e ricevere in cambio buonipasto, noi per cui questa città è un cadavere stuprato ed i suoi cittadini vittime e carnefici da risanare anch’essi, prendiamo in mano il nostro rastrello e puliamo a fondo un parco, per pulire la nostra cittadina da tutto ciò che di vecchio resiste e riesce ad avvelenarla.

30 luglio 2011 – Cambio (Di)Verso pulisce un Parco.

Informiamo l’informazione


di Gianluca Popolla

Non Gandhi ma Salvatore Parolisi, non Aung San Suu Kyi ma Michele Misseri, non Nelson Mandela bensì Fabrizio Corona.
Probabilmente se chiedessi quali sono le gesta che hanno reso “celebri” questi personaggi molti sarebbero in grado di elencarmi tutte le ragazze di Corona (magari in ordine crescente di seno), oppure l’albero genealogico della famiglia Misseri (capi d’imputazione ed avvocati compresi) o, meglio, il nome delle amanti presunte e non del marito di Melania Rea.

Con la stessa probabilità in pochi saprebbero collocare nel tempo e nello spazio la figura del Mahatma Gandhi, elencare le vicissitudini della San Suu Kyi o spiegare l’importanza di Mandela nella storia sudafricana.

Se la popolarità e la considerazione dei media è a netto vantaggio di Parolisi & Co. si può affermare con certezza che l’unica cosa in comune tra i suddetti personaggi è lo status di detenuto per motivi, però, evidentemente differenti.

 

Nella società del giallo formato mare, come direbbe l’amico Alessandro, è più importante che una tv, soprattutto se di servizio pubblico, trasmetta in diretta minuto per minuto le eroiche gesta del Corona crocifisso, quando non sia possibile incentrare una prima serata sull’analisi dei muscoli facciali di “Zi Michele” nell’atto di piangere innanzi le telecamere o, ancora meglio, chiedere al Parolisi se fosse stato proprio lui ad uccidere la moglie; magari confessasse in diretta non si sa mai..

Ore di palinsesto che potrebbero anzi, dovrebbero, essere utilizzate in maniera differente se non opposta.

Ad esempio per raccontare la storia della San Suu Kyi, premio Nobel per la pace.

Fare la spesa, incontrare degli amici, abbracciare un figlio, esprimere la propria opinione, concorrere liberamente allo sviluppo materiale e spirituale del proprio paese: azioni per noi scontate, appaiono come chimere per l’attivista birmana che, degli ultimi 21 anni ne ha passati più di 15 segregata tra prigione ed arresti domiciliari.

Una storia di democrazia, massimo dei valori, al di là della vita;
la lotta ad un regime autocratico dovrebbe interessarci visto il nostro passato, dovremmo appoggiarla con tutte le nostre forze, invece rispondiamo con l’indifferenza: la democrazia non fa audience, la morte sì.

Dobbiamo ribellarci a questa “tv della morte”, così come definita in una recente intervista da Gerry Scotti; imponiamo un nuovo regime d’informazione alla tv ed ai media, che si basi sulle nostre esigenze di Stato Democratico, pluralistico in corrispondenza ai fini generali ed eterogenei ad esso consoni.

Per fortuna che possiamo utilizzare il telecomando e , in casi eccezionali, la nostra mente.

Metti in mostra le tue idee!! Non solo politica su Cs..


Che le porte siano aperte a tutti!!

E’ nostro desiderio raccogliere su questo blog ogni pensiero di qualsiasi genere che un ragazzo di Ceccano e dintorni voglia condividere con il vasto uditorio dei naviganti sul web.

Cogitanscribens con il passare degli anni è diventato uno strumento di diffusione e confronto, un centro di idee e di persone che hanno composto, compongono e comporranno l‘agorà telematica della nostra comunità.

Abbiamo parlato spesso di politica, l’attivismo ci ha guidato lungo un percorso non sempre facile ma di sicuro formativo delle nostre coscienze; da qui l’idea: perchè non allargare le tematiche trattate, non limitandoci a parlare solamente di politica ma indagando nei molteplici aspetti della nostra società?

Musica, Sport, Arte, Scienza e chi più ne ha più ne metta, con la consapevolezza che ciò che si frappone tra le nostre idee e la loro condivisione è un semplice click..

Metti in mostra le tue idee!!

Chiunque sia interessato a partecipare può contattarci (anzi deve farlo) anche sul sito o sui nostri contatti Fb..

Lo staff di CogitanScribens

Il giallo formato mare in cui siamo inciampati: di nuovo…


Metti una domenica di marzo, una macchina parcheggiata vicino a un boschetto e a un’area attrezzata per picnic; metti che poi una coppietta di coniugi si apparta, e qualche ora dopo viene ritrovato il cadavere della donna sfigurato; metti che dell’omicidio viene accusato il marito, l’insospettabile fedele caporalmaggiore dell’esercito.

Fate la somma, shakerate per bene, e avrete ottenuto il romanzo perfetto della vostra estate, il giallo formato mare sempre buono per le vostre chiacchierate sotto l’ombrellone. Ormai non dovrete nemmeno fare lo sforzo di andare in libreria ad acquistare l’ultimo Larsson o l’autore scandinavo all’ultimo grido; ormai con 1 euro e poco più ognuno avrà a disposizione il suo delitto da ricostruire. Tutti, ahimè, siamo diventati piccoli Sherlock in infradito, o nei bar di paese discutiamo della vicenda come tanti Poirot provinciali con addosso i Rayban e l’abbronzatura estiva. E ognuno di noi, informatissimo su tutti i dettagli e i pettegolezzi, ha la sua versione dei fatti, e la rivendica sull’altro, impugnando gli ultimi sms privati tra Parolisi e l’amante, e riportandone fedelmente ogni parola, ogni emozione, ogni illazione oscena… Davanti a tutto questo, nessuno si è fermato a interrogarsi e a chiedere: “Ma si può sapere cosa stiamo dicendo?”; nessuno si è reso conto del delirio megainformativo in cui questa terribile vicenda ci ha fatto scadere.

Sia chiaro: qui non si tratta di strumentalizzare su una contorta terribile vicenda, che riguarda la morte di una persona. Questo qui è solamente lo sfogo di chi è stanco di sentire i giornali invasi da questo ciarpame investigativo, nemmeno fossimo sul set di CSI o ai RIS di Parma…

Pare che a ogni estate i media riescano a costruire la tela inestricabile del giallo, il delitto di una stagione intera con cui abbindolarci e riempirci le tasche, solo per accrescere i dati sul consenso a se stessi arrivando a scavalcare qualsiasi steccato della vergogna e dell’intimità coniugale e familiare. Ma attenzione: quella che giornali e tv sono lì a spacciarci per verità, è solo un’orrenda manipolazione della realtà, fatta per l’oscuro e scintillante interesse del lucro e ordita in nome di uno scientifico disegno di annebbiamento delle nostre coscienze: tenendoci aggiornati su questo delitto – o su altri fatti di nera – i media tengono lontani da noi i rumours della politica, di una politica allo sfacelo a livello nazionale e locale che continua a abbarbicarsi nei suoi palazzi di cartapecora, difesa come strenui baluardi dalle cataste di burocrati piccoli e grandi. Tutto, mentre i privilegi i cumuli e le rendite vitalizie per i politici, continuano a giacere immutati nelle loro mani, e addirittura PD e PDL siglano accordi sottobanco in notturna per auto salvaguardarsi le spalle, e le chiappe dove tengono nascosti i portafogli. E noi? Noi siamo lì, a gingillarci col delitto Rea o a baloccarci con le trattative del calcio mercato…

E allora, ci dico, a noi: Ragazzi, sveglia! Teniamoci desti…

Alessandro Liburdi

Diffidenze Primarie…Un punto di partenza


L’impegno non va in vacanza. Magari può intorpidirsi un po’, ma ha ragione Gianluca: in una specie di ordinamento delle azioni, lo studiare costituisce la prima, imprescindibile base per costruire la propria Weltanschauung. Ed è da questa parola che dovremmo ripartire, ognuno di noi, per (ri)cominciare a “guardare il mondo” con gli occhi diversi, occhi non più rassegnati all’antico credo del “tutto si ripete”, e occhi pieni dell’idealistico fuoco della gioventù…

Per questo, dopo la parentesi degli esami estivi, torniamo più tristi, e anche più determinati e incazzati a ricordarci la strada per il futuro, una strada che vogliamo e dobbiamo percorrere insieme. Ormai la premessa ci è chiara, e non è più una cosa retorica: abbiamo tutti la consapevolezza che il futuro è davvero nelle nostre mani, e deve partire dai nostri cuori. Da quel che ho percepito in giro, abbiamo delle potenzialità non indifferenti, e sarebbe uno spreco il solo non provarci. I rischi, lo ripeterò sempre, ci sono, ed è bene saperlo da prima. Ma i rischi probabilmente sono come i tabù: come quelli esistono per essere sfatati, i rischi esistono per essere almeno affrontati. Basta averne la forza di volontà, e la condivisione degli ideali e delle volontà aiuta a fare il resto…

M’inserisco dunque nel merito delle tanto chiacchierate primarie PD a Ceccano, di quello che tendo a definire “la scoperta dell’acqua calda”: tanti soggetti politici hanno compreso – e finalmente… – la necessità di un atto di democrazia dal basso, dopo che per anni si sono trastullati con i loro finti scettri, in sottili o evidenti giochi di potere e palleggiandosi le responsabilità delle magagne che hanno ammorbato e avvelenato la nostra città. Alcuni tra questi neo millantatori del domani sono roba vecchia, e dietro la maschera dell’aria nuova e del vento che cambia nascondono l’aria passata di un costume politico che si è evoluto solo per auto conservarsi.

La Storia invece è lì a insegnarci che gli imperi e i regni e ogni tipo di potere politico, dopo aver raggiunto l’apogeo, finiscono sempre per imboccare il viale del tramonto; e sta ai nuovi elementi stabilire se quel viale sarà lungo o corto. La Memoria ci ricorda che il CAMBIAMENTO non è mai venuto dai vecchi; i vecchi sopravvivono per cristallizzarsi e cristallizzare gli spunti nuovi; il cambiamento non viene né da loro, né da chi ha sacrificato la sua gioventù mettendosi nelle loro mani; ma viene da noi giovani. È una questione metastorica, e puramente generazionale: dai vecchi possiamo anche accettare dei consigli, ma non possiamo tollerare di porci sotto la loro ala protettiva, perché ci condanneremmo a non più volare…

E allora, l’invito che sento di rivolgerci a tutti quanti, è di diffidare di certi personaggi politici e/o pubblici che hanno già ricoperto la poltrona sprofondandoci dentro per compiacenza, e che ora sono lì che ci riprovano, che vogliono rientrare nel giro, che parlano di “rinnovamento”, di “partecipazione” e di tutte le altre belle parole che hanno riempito i grotteschi vocabolari della politica nazionale e locale specie negli ultimi mesi. DIFFIDIAMONE, perché le minestre riscaldate a un certo punto cominciano a sapere di rancido, e magari dentro vi galleggia qualche insolente mosca o qualche amo infido che rischia di farci abboccare e di tenerci sulla graticola; DIFFIDIAMONE, perché spruzzare un po’ di vernice fresca può servire a togliere le chiazze d’umidità e di muffa da un muro, ma non riesce a cancellarle; DIFFIDIAMONE, perché la parola “rinnovamento” non è mai stato sinonimo di “rimpasto” – dentro o fuori la giunta – di “rimescolamento”, di”ri-amalgama” ecc.

Rispolverare certe vecchie lampade, convinti che possa magicamente uscirne fuori un Genio del progresso e della democrazia (salvo poi puntualmente essere smentiti…), è una teoria da Walt Disney; restaurare un vecchio edificio pieno di fascino e di importanza storica, smaltando di nuovo le crepe e spargendo un po’ di dorate speranze, è competenza dei Della Valle di turno; chiamare Eolo e pescare dall’otre dei suoi vènti il turbine d’aria che spazzi via le nebbie di oggi e riporti l’aria pulita, è missione per i poeti del Mito – e, senza ironia, dovrebbe esserlo di qualche buon assessore all’Ambiente, capace di prendere provvedimenti seri e non di auspicare “n’ buch’ n’ pett alla muntagna pu’ fa’ passa l’aria”…

Immaginare un territorio, e impegnarsi per questo, è un nostro sacrosanto incancellabile diritto-dovere. E al dilemma “primarie sì-primarie no”, rispondiamo parafrasando una canzone: PRIMARIE UN… Ai buontemponi e ai salottieri della politica lasciamo la parolina magica da scoprire…

Alessandro Liburdi

Mario Monti sul Financial Times: perchè l’Italia colerà a picco se continua così


di Giovanni Proietta

Apparso qualche giorno fa sul sito del Financial Times, il paper di Mario Monti, che ho scovato nella sua traduzione in italiano sul sito del Corriere, ci mostra un punto di vista interessante volto a spiegarci perchè i mercati, legati a doppio filo ai vaticini delle agenzie di rating, hanno deciso, a parità di condizioni finanziarie, di avere meno fiducia proprio adesso nel debito sovrano italiano. Come sempre la chiave di volta è la politica inabile a riformare il paese, amministratrice più che governante. Nei ritagli di tempo tra eterne emergenze, la classe politica del nostro paese, non trova il tempo per mettere in atto un “programma di riforme strutturali radicali, volte a incrementare il tasso di crescita a lungo termine del Paese”, come lo stesso Ft ci ricorda oggi dalle sue colonne. Il primo passo, quello della stabilità finanziaria, dei salvifici “conti in ordine” non può diventare l’unica banderuola di una politica progressista di lungo periodo, dove i più elementari principi macroeconomici ci insegnano che il gettito fiscale cresce naturalmente con la crescita del Pil, locomotiva di un aumentato tasso di occupazione e, genericamente, di un crescente benessere collettivo. Arrivati davanti le porte della crisi, ancora una volta disarmati e ingenui, siamo costretti alla solita manovra epocale (in Italia molto, se non tutto sembra essere “epocale”). Monti, da esperto economista, ci dà la sua soluzione (segue il suo articolo prima citato)
http://www.corriere.it/editoriali/11_luglio_14/monti_quello-che-serve-al-paese_f3079586-addb-11e0-9787-0699da0a075e.shtml?fr=box_primopiano