Il blocco mentale


Il blocco mentale è quella convinzione che plasma il nostro io ed innesta in noi un rigido meccanismo di divisione tra ciò che è giusto e ciò che non lo è partendo dal presupposto che chi la pensa diversamente da noi è sempre nel torto, qualsiasi cosa esso dica.

Questa patologia molto diffusa nel ventesimo secolo rende affini i cittadini, e nello specifico l’elettorato, ad una massa di tifosi né dormienti, né benpensanti, bensì chiusi dalle (e nelle) proprie idee senza possibilità di alcuna integrazione: non sbagliava Anders a definirci una società di eremiti evidenziando come la nostra mente e le sue idee siano un rifugio inaccessibile all’altro.

Ma senza l’altro si muore, nella mente, nel cuore e nel corpo: le leggi della natura lo insegnano, il grande beneficio che si ha dopo aver aiutato una persona in difficoltà lo conferma, il dramma della solitudine ne delinea la mancanza.

Nella società di oggi, dell’individualismo imperante, della spersonalizzazione dell’uomo, del relativismo a tutti costi stiamo perdendo di vista il relazionarsi e il dialogo che hanno consentito all’uomo di evolversi nei secoli e di portare dei benefici all’intera società: essa sarà mal ridotta, di sicuro non all’altezza dei nostri sogni, magari anche insensibile ai nostri bisogni ma abbiamo fatto dei passi in avanti non indifferenti.

All’inizio del secolo scorso varcare il suolo lunare così come raggiungere la democrazia erano sogni proibiti che grazie al sacrificio dei nostri avi abbiamo conquistato; nonostante le grandi guerre, l’uccisione della libertà nei regimi autoritari, il terrorismo diffuso, ora possiamo fissare nuovi limiti nell’Universo e contemporaneamente partecipare in prima persona alla risoluzione dei problemi della comunità in cui ci troviamo, tutto questo non è possibile senza ciò che è diverso da noi.

Diffidate di chi auspica l’eliminazione fisica dell’avversario, di chi spera che un giorno tutti assumeranno il suo stesso comportamento, di chi non cambia mai idea e trova nella fine del dialogo, e non nell’inizio, una grande vittoria.

Preoccupatevi di non trovare nessuno che la pensi diversamente da voi, perchè non avete possibilità di sondare nuovi orizzonti, di guardare la realtà da altre prospettive, di contribuire alla società e di averne un contributo.

Riflettete su cosa saremmo ora se non avessimo avuto modo di confrontare le nostre idee, di raccontarci le nostre esperienze di vita, le nostre gioie e i nostri dolori, le ansie ed i timori, chi non ha mai avuto modo di farlo, chi non ne ha mai avuto un beneficio?

Il vero nemico è invisibile ai più e si insinua nelle nostre teste, ci divide, distanze incolmabili quelle dell’autodeterminazione che rendono inaccessibile il confronto; dietro ogni uomo c’è una storia nascosta, se solo potessimo viverla impareremmo ad apprezzare la diversità: l’empatia è il superamento del blocco mentale.

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