La piazza per la legalità, i possibili effetti del Dividi et Impera alla Ceccanese..


Cari amici,

voglio condividere con voi una riflessione alla quale sto pensando negli ultimi giorni in seguito all’incontro del primo Aprile in piazza Municipio nominato “Accendi una luce per la trasparenza e la legalità” che ha dato vita a non pochi di battiti su Facebook, social network che sempre più si sta rivelando la nuova agorà dell’opinione pubblica ceccanese.

 

Favorevoli, contrari, indecisi, impauriti da strumentalizzazioni politiche, scettici sulla possibilità di mutare la statica situazione socio-politica della nostra cittadina: tutti hanno idee e speranze condivisibili e comprensibili.

Ai favorevoli consiglio prudenza, tenacia e fermezza: è difficile, ma non impossibile creare un circolo virtuoso, formare un’opinione pubblica che si riappropri di problemi quali la legalità, l’ambiente, l’inefficienza amministrativa, ma un primo passo è stato fatto e per di più nella giusta direzione.
E’ opportuno non sottovalutare, da una parte, l’effettivo rischio di appropriazione indebita della manifestazione e dall’altra l’esistenza di barriere ideologiche e partitiche, contornate da finti appoggi e cruenti personalismi che da tempo affliggono la scena politica ceccanese: patologia diffusa tra i banchi dell’opposizione.

Solamente prescindendo dall’appartenenza partitica si potrà continuare nella giusta direzione, e parlo più al cittadino che al politico: molto spesso si è tifosi dell’uno e dell’altro, ma poi qual è il beneficio che ne abbiamo? Può l’opposizione ad un’amministrazione clientelare e parcellizzante essere allo stesso modo informata ad interessi e tornaconti personali?

Perciò ai contrari consiglio di analizzare il principio, le modalità d’azione dell’incontro e non di giudicare in base ai loro organizzatori e partecipanti; se si pensa che sminuire l’operato di un concittadino piuttosto che aiutarlo sia la soluzione dei nostri problemi si faccia pure, ma non sarà così che cambieranno le cose e forse neanche l’amministrazione (cambiamento che preoccupa, e in modo erroneo, più di quello reale della città)

Eravamo quindici, venti, trenta? Cosa importa?

 

Il segnale c’è stato: alcuni cittadini hanno deciso di “insorgere” nei confronti di gravi lacune amministrative, cosa importa il numero di partecipanti quando si condividono le loro idee?

 

Ancora c’è una coscienza cittadina su questi temi.

Ai politici consiglio di unirsi invece che dividersi, di rinunciare ai simboli e alle barriere ideologiche per migliorare questa città, di non guardare sempre al più insignificante difetto altrui per poi dimenticare le proprie incolmabili lacune;

 

il messaggio dei cittadini è stato chiaro, si ha bisogno di un movimento che faccia sua la rinuncia al partito-centrismo;

 

i problemi sono molteplici e forse sarebbe tempo di guardare alle cose che si condividono invece di evidenziare ciò che ci differenzia.

Il mio messaggio è forte e chiaro, se non si crea una piattaforma che rappresenti tutti quei cittadini che hanno voglia di futuro, la possibilità di rimediare all’ennesima divisione forse non ci sarà..

Dividi et impera è il motto con il quale i Romani hanno vinto le battaglie più difficili; questi cercavano con astuzia di mettere l’uno contro l’altro i propri avversari che uscivano indeboliti dalla lotta intestina, consegnando così su un piatto d’argento la vittoria al popolo romano…


Anche se la Villa romana in località Cardegna rimane sepolta, forse qualche insegnamento della civiltà romana ancora lo mettiamo in pratica: “Corsi e ricorsi storici” direbbe Giambattista Vico..

Un pungente più del solito

Gianluca Popolla

 

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