Gettato il fango sullo sport di Ceccano..


tratto da un’idea di capitan Oresti

di Gianluca Popolla

Quando nello sport si utilizza l’espressione “gettare il fango“, di solito ci si riferisce ad accuse infamanti sollevate contro gli atleti, molto spesso riguardanti l’uso di sostanze dopanti o gravi irregolarità eventualmente commesse.

In questo caso però l’amministrazione comunale di Ceccano ha interpretato letteralmente il suddetto gergo spo, lasciando in condizioni deprimenti il Palazzetto dello Sport: il campo da gioco sporco di fango e birra nonostante il giorno stesso avrebbe dovuto svolgersi una partita valevole per il campionato di seconda divisione maschile di pallavolo.

Questa però non è l’unica disfunzione che chi vuole fare sport in questo paese è costretto a subire.

Proprio oggi, inoltre, anche le docce sono state oggetto di malfunzionamento creando disagi non solo ai giocatori nostrani (tra cui il sottoscritto), ma anche alla squadra ospite proveniente da Veroli; i ragazzi dopo una partita durata poco più di due ore (senza considerare la precedente ora di riscaldamento pre-partita) sono stati costretti ad affrontare le gelide acque fuoriuscenti dalla doccia: un esemplare dimostrazione di accoglienza.

Un giorno, quando i nostri figli vorranno impegnarsi in attività sportive, cosa dovremo raccontargli? Saremo sereni quando li accompagneremo ad allenarsi?

Per quanto riguarda il lato amministrativo è opportuno fare le dovute considerazioni.

Innanzi ad un evento nazionale come gli incontri di boxe svoltisi il 18 Febbraio nello stesso PalaTiberia, abbiamo dimostrato di non saper accogliere chi viene a visitare il nostro comune, ci siamo limitati ad allestire, maldestramente, uno stand per bibite e panini senza pensare nè ai parcheggi (le macchine sono arrivate a parcheggiare sino alla “Ciociara”), nè a valorizzare le nostre eccellenze.

Se non incentivare ora il nostro turismo, quando?

Cari amministratori, quando sfruttare occasioni del genere?

Cari amministratori, siamo il paese dei panini e delle bibite o abbiamo altro da mostrare a chi giunge nel nostro comune in tali occasioni?

Occasioni sportive, culturali ed anche economiche non colte al volo…

Possiamo permettercelo, ai giorni d’oggi?

Attendiamo una risposta fattiva di chi di dovere…

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Non oltrepassiamo la linea gialla…


Salve a tutti,

vi vorrei rendere partecipi di quest’evento sociale aperto a tutti, che si terrà nella parrocchia di San Giovanni Battista a Ceccano. E’ un momento importante di formazione personale a cui tutti dovremo partecipare, per essere anche noi dei “buoni samaritani”.

Pierfrancesco Gizzi

Locandina dell’incontro qui sotto:

Nota

Per saperne di più su <<Dianova onlus>> consultate: http://www.dianova.it/default.php

SOS – Non è tutto oro quello che luce – (Lettere dei lettori)


Pubblichiamo un’utile segnalazione legata all’esperienza di una nostra cara lettrice, sperando possa essere funzionale a tutti coloro che vogliono intraprendere una “rivoluzione ambientalista” dei comportamenti all’interno del nostro territorio.

da: Fabi Lucia.

Ceccano 7 Febbraio 2011

Sono una delle tante persone che ha scelto di produrre, in Giuliano di Roma, energia con pannelli fotovoltaico per  una quantità minima di circa 3 chilowat.

Il fatto imprevedibile ed inquietante che intendo sottolineare riguarda il penalizzante rapporto che sto verificando sulla mia pelle con due importanti imprese del settore:

 – Con Energesco l’accordo prevedeva che questa impresa avrebbe pagato attraverso una partita di giro, le rate del mutuo concesso da Fiditalia per la costruzione dell’impianto. In cambio ho delegato Energesco a riscuotere gli incentivi statali concessi per ogni chilowatt prodotto dal mio impianto.

Cosa sta succedendo ?

Le rate di novembre- dicembre- gennaio Energesco non me le ha rimborsate. La cosa più incomprensibile è che del fatto non ne sono stata informata e, cosa ancora più discutibile, negli uffici di Frosinone il telefono squilla, ma non risponde nessuno

 – Oltre a questa situazione ne esiste un’altra legata al rapporto con il Gestore Servizi Energetici.

Attraverso questa impresa dovrei avere una piccolissima parte dell’incentivo statale che tocca al produttore.

Alla data di oggi le cose stanno cosi: dal luglio 2009 l’impianto è in attività ed ha prodotto 5400 chilowat. Solo dopo tredici mesi,  e precisamente alla fine di agosto 2010, ho visto accreditare  sul mio conto bancario la somma di 297 euro. Ma la cosa inaudita è costituita dal fatto che nel bonifico non viene indicato né l’oggetto, né a che titolo  ho ricevuto tale somma. Da allora non ho ricevuto alcun ulteriore accredito mentre sembra che altri produttori nelle mie stesse condizioni abbiano ricevuto  qualcosa.

 La considerazione che faccio è: l’energia prodotta viene immessa in rete da 18 mesi, immediatamente è stata commercializzata, pronta a dare profitti, mentre al produttore non sono arrivati nemmeno le briciole.

Con grande sconforto dopo aver sentito tanto parlare di innovazione, competizione, modernità mi chiedo quale sarà il futuro dell’’Italia, quale sarà il suo destino se sul mercato vivono imprese che si comportano in un modo veramente discutibile ?

Pallido punto blu


di  Michele Pandolfi

 

Da 30 anni la sonda Voyager 1 inviata dall’umanità nello spazio profondo continua a trasmettere immagini alla Terra.
Questa è attualmente l’ oggetto più lontano creato dall’uomo.

La Pale Blue Dot (pallido punto blu o pallido puntino azzurro) è una celebre fotografia del pianeta Terra scattata nel 1990 dalla sonda Voyager 1, quando si trovava a sei miliardi di chilometri di distanza. L’idea di girare la fotocamera della sonda e scattare una foto della Terra dai confini del sistema solare è stata dell’astronomo e divulgatore scientifico Carl Sagan.
Nel suo libro Sagan espone i suoi pensieri sul significato profondo della fotografia:

« Da questo distante e vantaggioso punto di vista, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti quelli che amate, tutti quelli di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e suddito, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì su un minuscolo granello di polvere sospeso dentro ad un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica.
Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine impartite dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti i loro malintesi, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto ferventi i loro odi. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è nessuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è nessun altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Abitare, non ancora.
Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto. »

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DB1RyxDklt8Q&h=d9d32


L’immagine dell’Italia in Italia


di Giovanni Proietta


Dopo aver scoperto che nel mio Paese è un’eresia faziosa e moralista chiedere le dimissioni del proprio Presidente del Consiglio, per salvaguardare l’integrità dell’Italia, ho deciso di  rifugiarmi all’Estero, dove sembra estremamente semplice che un Leader politico accusato di prostituzione minorile e concussione, possa dimettersi. Per un attimo ho sognato di essere negli States, dove il Congresso alcune cose le pretende all’unanimità, nella Francia della partecipazione, dal sapore illuminista. Siamo nell’Italia dove è scontato, palese, quasi dovuto credere che il Premier, telefonando alla tristemente nota Questura, stesse agendo nell’interesse di delicatissimi equilibri internazionali (è la tesi votata dalla maggioranza dei nostri parlamentari, sia chiaro). Dove molti sono fermamente convinti che ci sia una sorta di alleanza tra Procure, Corti, Giornali, televisioni, Scuole, mondo della Cultura e Istituzioni per abbattere Berlusconi.

Ci sarebbero quindi, delle chiamate, o, non so, degli incontri da setta massonica, nei quali gli incappucciati Ilda Bocassini, Travaglio e Vendola, si scambiano carte processuali e seguono tutti gli spostamenti del Premier, alla ricerca dell’intoppo.

Un’ immagine un po’ pittoresca che diventa verità palese. C’è solo un piccolo problema, un cavillo che non permette a queste teorie di vedere la luce del consenso esplicito e condiviso, il Tribunale della Ragione, col quale ci confrontiamo dal giorno in cui abbiamo abbiamo deciso che una donna durante il ciclo non può far appassire le piante con il suo tocco. E il Tribunale della Ragione, giudicando tutti, mi impedisce di dire che io sono Super Man. Perchè? Perchè non posso provarlo. Se quindi, perseguite il teorema persecutorio, dire che Berlusconi ha subito non so quanti processi, è una prova necessaria ma non sufficiente. Non basta. L’impianto accusatorio ( per così dire visto il lessico quotidiano che fronteggiamo) è un po’ debole. A me sembra piuttosto che Berlusconi voglia solo fuggire dai propri processi trovando un comodo alibi, ma siamo in Italia ed io sono un eretico, lo so.

Un moralista..perchè la sinistra ecc. ecc.

Queste categorie le lascio agli acritici difensori del Premier, obbedienti non so a quale principio, io mi tengo la sola etichetta che sento realmente di avere, quella di Italiano.

I due volti del Paese si divideranno ancora una volta. Sarà una sentenza a dirci chi ha ragione? No. La fine di Berlusconi la decreterà chi saprà vincerlo nelle urne proponendo un modello veramente alternativo. Qui non parliamo, però, nè di politica, nè di moralismo (come fa qualche bravo giornalista per spostare l’attenzione altrove), quanto di grammatica istituzionale, materia nella quale lo studente è estremamente lacunoso.

Buon compleanno, Domenico..


Questo articolo è un pensiero in occasione del compleanno del sig.Domenico Maura,

passato di recente alle cronache giudiziarie ceccanesi per aver sollevato dubbi sulla legalità dell’assegnazione di incarichi ad operatori sociali.

I più relegano nel dimenticatoio la battaglia di questo cittadino in quanto “personale”, legata a non meglio precisate circostanze extra giuridiche, che avrebbero causato la sua ira funesta.

Io sento invece di dover manifestare il mio sostegno a Domenico da quella “stanza degli specchi” della politica e di parte dell’opinione pubblica ceccanese che nonostante si parli di legalità rifiuta pregiudizialmente di ascoltarne le tesi e di comprenderne la posizione.

Ancor più grave è il comportamento di chi, con poca coerenza, a livello nazionale appoggia teorie giustizialiste e che, davanti al Maura non fa altro che minimizzarne la questione, rendendola vana, lasciandola nell’ombra: antinomie che troppo spesso si verificano nella nostra versatile e (idealmente) clientelare cittadina.

Inoltre non essendoci giudizi contrari alle tesi del battagliero cittadino non capisco, personalmente, cosa possa portare a tanta diffidenza e insensibilità nelle questioni da lui sollevate.

Da sempre legalità, competenza, efficienza amministrativa e meritocrazia sono i principi che illuminano i vessilli dell’intera sinistra italiana, peccato che molti si ostinino a sbandierarli in determinate (e a loro favorevoli) circostanze: perchè con Berlusconi sì e con Domenico Maura no?

Chi porta avanti dei principi deve superare inevitabilmente barriere ideologiche, non dico di dare ragione al Nostro e torto alla controparte (in dubio pro reo), dico solo di non mettere superficialmente in secondo piano la questione da lui sollevata...

Il dubbio sollevato resta e non sarò certo io a scioglierlo, però così come affermo che sono nel dubbio (sino a sentenza) per la non-colpevolezza dell’accusato, pur affermo che, sempre nel dubbio, non si possano oscurare i dubbi sollevati da Domenico: il nodo verrà sciolto dai giudici competenti, basta però alla demonizzazionela giustizia farà il suo corso.

Auguri Domenico!!!

Gianluca Popolla

Anti-berlusconismo? Questione di principio


Sono sempre più sicuro che l’ostacolo alla democrazia non sia esclusivamente il nostro Presidente del Consiglio: ciò equivarrebbe ad imputare il non funzionamento del sistema Italia al comportamento di un’unità singola su sessanta milioni di persone.

Inevitabilmente la chiave di volta del discorso antiberlusconiano diventa la pura applicazione del berlusconismo più puro e contagiante.

Se l’escalation del Premier è informata dalla personalizzazione della politica, naufragata nello scontro personale e poco idealista, il nuovo avvento dell’anti-berlusconismo in preda a falsi miti rivoluzionari esorbita dal confronto e da un discorso su valori e principi e attende, a mio modo di vedere, vanamente la caduta dell’Imperatore per ricominciare a parlare di democrazia.

La democrazia è partecipazione, come impegno e volontà di cercare un metodo affinchè la comunità possa beneficiarne, non il lassismo, non l’astensione, non l’attesa trepidante che il Nemico, politicamente parlando, muoia di vecchiaia.

Bisogna diffondere la democrazia, informarsi, non accettare il piatto pronto dei politicanti, non cadere nelle insidie delle barriere partitiche ed ideologiche: chi non decide, chi non partecipa al dibattito pubblico, chi si esclude dalla politica si concede testa e piedi all’eterodeterminazione, a lasciare che altri decidano senza conoscerne le esigenze, le difficoltà, i pensieri.

Credo in una società che si riappropri del dovere di solidarietà politica, economica e sociale;

credo nel cittadino di Kennedy che non si chiede cosa “lo Stato possa fare per lui”, ma bensì cosa “Lui possa fare per lo Stato”;

credo nel politico di Obama che  invita gli americani a non credere nelle sue capacità di politico, ma bensì nelle proprie forze di cittadini;

un cittadino che si riappropri della politica ed una politica che si ricongiunga col cittadino;

credo in una politica della moralità, dei principi e dei valori fondanti il nostro popolo, la nostra nazione;

credo nell’art 34 della mia, della nostra Costituzione quando afferma che: “I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”;

credo anche che si possa attuare meglio questo principio parzialmente trascurato;

credo inoltre che, i Padri Costituenti, quando discussero simili norme ascoltarono e compresero le difficoltà dei più deboli, delle minoranze, di chi non aveva la voce per farsi sentire ed intesero che ci sono dei diritti e delle possibilità che non possono essere negate a nessuno, generando un sentimento di solidarietà nazionale per cui le potenzialità dell’altro sono da valorizzare e non da temere nonostante la diversità e le divergenze di opinioni, atteggiamento unico più che raro nella nostra Italia “di dolore ostello”.

Abbiamo a disposizione mezzi e spazi per la difesa della democrazia, non dobbiamo appigliarci allo scontro personale per chiedere un’Italia diversa, al passo delle democrazie occidentali: parliamo di principi, discutiamo sui valori, l’unica altra alternativa è il berlusconismo.