JmJ Madrid: Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede…


di Pierfrancesco Gizzi

Giornata Mondiale della Gioventù: cos’è?

La GMG (giornata mondiale della gioventù) è un momento dove giovani di tutto il mondo si incontrano in un luogo qualsiasi del pianeta per andare a scoprire Gesù Cristo: scoprire per chi non lo aveva ancora trovato, ma incontrare per chi aveva distolto lo sguardo su di Lui. Le giornate mondiali della gioventù sono momenti di “grande potere” perchè è lì, che i giovani (che sono il futuro, la speranza) sono riuniti, guidati dal Papa ma in nome di Gesù, per parlare della loro vita personale e nel mondo.

Giovani di tutte le età partecipano a quest’evento che non è una vacanza, ma un momento di scoperta di se stessi: è il luogo dove i giovani trovano loro stessi e si sentono parte di una famiglia enorme: la Chiesa. La GMG è anche incontro come abbiamo detto di Cristo, sia nell’Eucarestia sia nei volti dei nostri compagni seduti accanto a noi. Non si è soli, vicino si possono avere persone provenienti da tutto il mondo che come noi hanno voglia di incontrare Gesù e di vivere in Lui e in tutti noi.

Papa Giovanni Paolo II è stato lungimirante istituendo quest’evento e consegnando ai giovani di tutto il mondo la Croce di Gesù e l’icona di Maria: quante volte sul nostro cammino il portare questa Croce ci pesa e ci fa paura. Papa Benedetto XVI ci dice:

<<Cari amici, spesso la Croce ci fa paura, perchè sembra essere la negazione della vita. In realtà, è il contrario! Essa è il sì di Dio all’uomo, l’espressione massima del suo amore e la sorgente da cui sgorga la vita eterna. Infatti, dal cuore di Gesù aperto sulla Croce è sgorgata questa vita divina, sempre disponibile per chi accetta di alzare gli occhi verso il Crociffisso.>>

Poi continua: <<Cristo non è un bene solo per se stessi, è il bene più prezioso che abbiamo da condividere con gli altri. Nell’era della globalizzazione, siate testimoni della speranza cristiana nel mondo intero: sono molti quelli che desiderano ricevere questa speranza!>>

A tutti voi giovani faccio un appello: i giovani sono abbandonati da tutti o strumentalizzati per interesse, la GMG è un evento in cui tutti i giovani del mondo si incontrano per parlare di loro e del mondo, riscoprendo Gesù!!

Storia delle GMG: http://www.youtube.com/watch?v=NihhkHLokR0&feature=player_embedded

Altri link utili:

http://www.madrid11.com/it/

http://www.gmg2011.it/

http://pastoralegiovanile.diocesifrosinone.com/

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5 pensieri su “JmJ Madrid: Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede…

  1. I giovani, il futuro e la speranza di un mondo che ormai è destinato alla totale decadenza, guidati proprio da coloro che ce lo stanno trascinando…
    non è orribile tutto questo?

    • I giovani, il futuro e la speranza del mondo sono tre cose che vanno insieme: Giovanni Paolo II, creò queste giornate proprio per noi per questi motivi. Lui sapeva che noi siamo il futuro e la speranza di questo mondo, che non dobbiamo mai perdere la fede in Dio e in suo Figlio anche se la nostra vita può sembrarci una continua via crucis: Giovanni Paolo II infatti consegno a noi giovani e non ad altri la croce di Cristo; ma ci affidò anche l’immagine di Maria perchè con il suo esempio possiamo sempre trovare la strada verso il Padre. Per me questo non è orribile. Perché non esiste nessuna altra manifestazione al mondo in cui i giovani vengono ascoltati e messi al centro dell’attenzione! La nostra politica e le nostre istituzione molto spesso (anzi spessissimo) ci dimenticano, ma non Gesù: Egli è sempre presente tra noi quando tre di noi parlano di Lui. Non è orribile tutto questo anche perché la Chiesa, sia nella figura di Giovanni Paolo II sia in quella di Benedetto XVI, sta dando ai giovani (a noi) la “fiducia” in noi stessi e nelle nostre capacità: chi lo fà questo oggigiorno? La GMG caro “uomo che è contro la Chiesa” non è un momento di imposizione di comandi, ma il miglior posto dove si incontrano persone di tutto il mondo unite nella libertà di Cristo. Il mondo non è destinato alla decadenza se noi, sempre e solo con l’aiuto di Gesù, ci rimbocchiamo le maniche e agiamo ora: questo fà la GMG e non solo.
      Ti invito a partecipare alla GMG, perché questo evento è stato fatto per te per me e per tutti gli altri giovani nel mondo, che vogliono sentire Gesù in mezzo al loro.
      Pierfrancesco Gizzi
      Ps scusami la lunghezza della risposta!

  2. One guy non sei solo. Ci sono anche io…sono Giovanni e sono d’accordo con te se la critica della Chiesa è fondata sui suoi abusi, sulle sue colpe evidenti e mai sanate. Ma ho imparato dal contatto con persone quali Pierfrancesco, che come lui, a differenza di molti italiani, non stanno sul divano, aspettando di dire che sono cattolici nei sondaggi di turno, che esiste un’altra
    Chiesa …quella degli uomini…quella che anche la Bibbia delineava. Un popolo tradito da una gerarchia malata e spesso autoprotettiva, repellente alla critica, verso cui molti si sentono in dovere di difenderla a tutti i costi, contro ogni principio logico.
    Pierfrancesco porta avanti una testimonianza che io stesso difenderò strenuamente in nome di un già noto principio, pur non condividendo molte delle sue posizioni. Perchè credo che essere cattolici credenti e praticanti oggi…sia un’eresia, un morbo, una malattia da combattere a suon di ateismo imperante e di moda!
    Perchè credere in un Dio, nel mondo che sogno e quotidianamente costruisco, non è vietato, nè tantomeno fuorimoda

  3. Caro Giovanni, sono Pierfrancesco, non credo di aver capito bene il tuo discorso. Ma solo su un punto volevo soffermarmi: <>.
    Di certo essere cristiani credenti e praticanti oggi non è facile, per moltissimi motivi di cui non voglio fare l’elenco, anche perchè penso che li conosca anche tu. Credere e praticare sono due cose che vanno insieme, innanzitutto; ma cosa ancora più importante è che sono due cose ben distinte.
    A volte si può praticare senza che si creda, oppure si può credere ma non praticare: due situazioni che affliggono tutt’ora la nostra società.
    Ma il vero nocciolo della questione è che senza “credere” e “praticare” la nostra fede è vana: perchè? Perché chi crede nella parola di Dio e la fa sua, interiorizzandola nel proprio cuore, già la sta mettendo in “pratica”.
    Come si può credere in Dio senza mettere in pratica i suoi “Comandamenti”?
    La Chiesa ha riconosciuto molte delle sue colpe e se ce ne sono altre deve subito riconoscerle e rimediare subito: questo non vuol dire però che la Chiesa deve essere distrutta vuol solo dire che la Chiesa deve essere migliorata, prima di tutto da noi giovani: motore principale della società e vera “luce nel mondo”.
    Non credo quindi che sia un eresia l’essere cristiani credenti e praticanti, anzi penso che sia il modo migliore in cui le persone possono crescere insieme, amandosi: cioè rispettandosi gli uni con gli altri, riscoprendo loro stessi nel volto (nell’anima) dell’altro.
    Eresia, morbo, malattia: ti dico se questa malattia fosse più contagiosa forse avremo meno guerre, meno violenza!
    Credere in Dio non è vietato come hai detto tu, ma sta diventando fuori moda perché nella nostra società incentrata sul Io e sulla velocità, nessuno si ferma più a parlare ed ascoltare i suoi amici: non è ritenuto necessario; ognuno ha la sua vita!
    La nostra vita, ed è questo quello che anche Gesù cercava di far capire ai suoi discepoli, trova pieno compimento quando è in relazione con gli altri.
    Il mio invito (a tutti, in generale) è che si scopra la Chiesa nelle nostre comunità, nelle nostre parrocchie, dove tre o più persone sono riunite nel nome del Signore, perché lì c’è il Signore.
    Gesù diceva,<>, poiché il Suo messaggio e la Sua testimonianza, che è stata affidata all’opera quotidiana della Chiesa, è sempre attuale in ogni epoca, anzi ogni giorno!
    Di certo questo è solo una parte di un discorso ancora molto più lungo di cui sarei felice di parlare anche di persona a quelli che sono interessati alla Parola del Signore. L’appuntamento è alle ore 5 all’oratorio di San Giovanni Battista.
    Scusami Giovanni per la lunghezza della risposta e anche per aver fatto un commento che dalla tua riflessione ha preso spunto.
    Pierfrancesco

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