I falsi miti della mia generazione


Non per spirito di emulazione, quanto per approfondire il discorso mi sento di continuare il filo logico di un precedente intervento dell’amico Giovanni: “I mali di una generazione”.

Toccando questo argomento sono giunto ad una soluzione da lui condivisa che cercherò di spiegare in modo chiaro e comprensibile in questo post.

Ognuno di noi ha sempre davanti a sè delle scelte da compiere, piccole e grandi che siano, ognuna delle quali comporta l’assunzione di responsabilità sebbene non pochi la pensino diversamente.

Una delle scelte iniziali e fondamentali della mia generazione è se accettare o rifiutare di far parte del “club dello sballo” nel quale i fiumi di alcool si alternano o contornano sostanze stupefacenti.

Questa scelta si traduce in un bivio quasi sempre irreversibile tra legalità e illegalità.

Anche se potrei, non voglio soffermarmi sui sintomi riconducibili all’uso di tali sostanze, ma parlare di principi: quelle norme giuridiche generali costitutive di un popolo, di una nazione, della nostra Italia.

Molti dei miei coetanei fanno appello alla libertà assoluta per giustificare la loro condotta..

Vivere in una comunità democratica significa non poter disporre di libertà infinita o assoluta, facciamo l’esempio di una casa con due inquilini: se il primo, in ragione della libertà assoluta, accendesse i riscaldamenti in piena estate potrebbe l’altro godere della propria libertà? Sicuramente no, a meno che non esca dalla casa, ma il problema si riproporrà ogni volta che due persone entreranno in contatto…

Ecco la democrazia nel nostro Belpaese (e non solo) esiste perché milioni di uomini, attraverso i loro rappresentanti, hanno deciso di porre delle regole comuni per la convivenza nella loro casa Italia e per far si che i benefici derivanti dalle proprie attività fossero retribuite in maniera equa e proporzionata: per vivere meglio insieme.

Un sistema perfetto (o quasi) sin dove non entri a contatto con chi alle regole comuni non vuole starci, con chi riprendendo il suddetto esempio, vuole accendere i riscaldamenti in piena estate e mantenerli spenti in pieno Inverno.

Uno dei mali della nostra generazione è l’incapacità di comprendere che la legalità, il rispetto delle regole, la coerenza nella propria condotta è la base del funzionamento del nostro sistema, della nostra casa Italia.

Quando commetti un’illegalità, perchè ritieni l’azione negata dalla legge giusta, ti ergi a giudice e legislatore parziale delle regole della convivenza, e giustifichi chi compie qualsiasi altro tipo di reato: tu che prendi sostanze stupefacenti ritieni che il mafioso che opprime gli onesti e li obbliga a pagargli “il pizzo”, l’amministratore che raccomanda un suo parente, il finto invalido che percepisce una pensione pari a quella di un operaio ritenendo giuste le loro azioni possano considerarsi non colpevoli?

Se si capisce l’importanza del portare avanti il principio della legalità, se si diffonde l’idea che si può decidere insieme del proprio futuro, che illegale non è bello, che essere al di sopra dalle regole non significa “essere un mito”, si creeranno meno disuguaglianze, meno arbitrii, più imparzialità e giustizia: CHI VIOLA UNA REGOLA DEFINENDO IL SUO COMPORTAMENTO “GIUSTO”, FA CADERE I PRINCIPI SUI QUALI SI BASA LA DEMOCRAZIA NEL NOSTRO PAESE, TRASFORMANDO LA LEGALITA’ IN UNA SCELTA FACOLTATIVA, ARBITRARIA E NON IN UN DOVERE.

 

Gianluca    Popolla

 

 

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