Verso Madrid…


Salve a tutti,

dato il mio ultimo post sulla GMG, per chiunque volesse partecipare a questo grande evento,  è invitato a partecipare a degli incontri di preparazione per la GMG insieme alla nostra diocesi e al nostro vescovo sua Em. Ambrogio Spreafico.

Sono degli incontri che ci prepareranno, attraverso temi sempre più centrali per noi giovani, ad iniziare un cammino che si compierà in Madrid !

Sul volantino sottostante ci sono, sia le varie informazioni tecniche per gli incontri, sia i numeri dei responsabili diocesani che si interessano della preparazione per la GMG, che vi sapranno dare tutte le risposte che cercate per andare a Madrid.

 

Gizzi Pierfrancesco

Da nemici a fratelli…


di Gizzi Pierfrancesco

Vi informo della presentazione del libro del nostro vescovo Sua Ecc. Mons. Ambrogio Spreafico Vescovo della Diocesi di Frosinone – Veroli – Ferentino.

Di seguito c’è locandina con le varie informazioni tecniche:

Invito tutti a partecipare a quest’evento in cui si mette in scena un discorso antico ma sempre attuale, quale quello dell’inimicizia dell’uomo verso i suoi simili: cosa tipica solo dell’essere umano. Ma come può l’uomo vincere il male che prova verso suo “fratello”?

Per una discussione sulla cultura a Ceccano


da Alessandro Ciotoli, riceviamo e pubblichiamo

E così, con molta estemporaneità, avvertiamo il bisogno di dire la nostra.

 

Di fare delle precisazioni non richieste, ma necessarie, per poter portare avanti il nostro progetto di rinnovamento e di diversità culturale in una città che in alcune frange, per fortuna limitate e circoscritte, non perde occasione di buttare fango sulla rabbia giovane che anima la nuova generazione che ha deciso di non arrendersi, di diventare parte attiva per il bene di Ceccano e della provincia di Frosinone.

 

Lo facciamo quest’anno, perché questo 2011 è per noi un anno fondamentale. Questo è l’anno del nostro decimo compleanno, IndieGesta venne fondata il 22 giugno 2001 da 16 volenterosi che volevano portare avanti iniziative e progetti culturali nuovi.

 

Da quel giorno ne abbiamo passate di tutti i colori.

 

Siamo stati combattuti, accusati, temuti, ma anche incitati, incoraggiati, premiati, abbiamo avuto onore e polvere in questi 10 anni, siamo cresciuti tra soddisfazioni per imprese impossibili raggiunte e delusioni per progetti naufragati o andati male, abbiamo goduto per eventi con il pieno di spettatori e pianto per eventi in cui eravamo da soli.

 

Ma essere parte di un progetto, di un avamposto diverso da tutti quelli preesistenti o nascenti ci ha sempre dato la forza e lo stimolo per andare avanti con maggiore determinazione. I tanti “no” ricevuti nel corso degli anni sono stati la nostra benzina, i primi “Sì” sono stati il nostro stimolo a fare sempre meglio.

 

Ci avrebbe fatto comodo, negli anni, accostarci a questo o a quel consigliere regionale, a quel deputato, a quel consigliere o assessore provinciale, a quell’assessore comunale.

 

Negli anni pre-crisi avremmo potuto fare come hanno fatto in molti, ricevere emendamenti, finanziamenti, contributi importanti, che ci avrebbero fatto crescere a grandi livelli fin già dai primi anni. Avremmo magari ottenuto anche quella tanto agognata sede (che dopo 10 anni non abbiamo ancora) che non possiamo permetterci di affittare privatamente (noi che in massima parte siamo precari, studenti, disoccupati) e che tante altre associazioni hanno avuto in uso gratuito dal Comune.

 

Abbiamo preferito seguire il profilo basso. Non essere accostati a nessuno, non avvicinarci troppo a nessun partito, a nessuna corrente, anche quando i pettegoli o le malelingue facevano accostamenti facili, perché le chiacchiere escono da sole, anche quando non sono supportate dai fatti, ma abbiamo sempre preferito restare in disparte.

 

“Così non crescerete mai” è una frase che ci siamo sentiti dire spesso nel corso degli anni, ma ce ne siamo sempre fregati. Abbiamo lottato sempre, siamo andati negozio per negozio alla ricerca di fondi, abbiamo presentato progetti, lottato, inventato format e progetti sempre nuovi e alla fine, dopo 10 anni, iniziamo a godere dei frutti di un lavoro che nonostante ci sia costato soldi (tantissimi, personali, sottratti spesso a risparmi o a regali dei nonni), tempo, sacrifici, tempo libero a volontà, ci riempie il cuore di soddisfazione ogni volta che riusciamo a portare a compimento un nuovo progetto.

 

Adesso, dal niente, veramente dal niente, siamo i promotori, ad esempio, di uno dei festival di cortometraggi più importanti d’Italia, e questo lavorando lentamente, senza ambire a grossi nomi o grosse somme di denaro, contando principalmente sugli sponsor privati e sul sostegno dell’Amministrazione comunale (per la cronaca abbiamo rifiutato “fiumi” di soldi offerti da un altro Ente perché ci veniva chiesto in cambio un palese schieramento politico), quest’anno l’edizione dei record è costata complessivamente 4.500 euro, di cui 2.000 stanziati dal comune (non direttamente a noi ma stanziati per pagare fatture presentate da fornitori) e 2.500 raccolti da noi tramite sponsor privati.

 

Perché diciamo tutto questo?

 

Non lo diciamo per cercare un applauso, né per esporci a critiche, ma perché la mediocrità di alcuni individui, per comodità e per invidia, sparge voci subdole sui perché di questi ultimi recenti successi delle nostre molteplici iniziative.

 

Non possiamo restare in silenzio, lo dobbiamo alle 30 tra ragazze e ragazzi (su 60 iscritti totali) che rinunciano ad ogni ora del proprio tempo libero, anche dopo settimane di lavoro o di studi, anche quando avrebbero tutto il diritto di essere stanchi, pur di portare avanti, volontariamente e gratuitamente da sempre, un’idea di città diversa.

 

Non si può accettare che ragazze e ragazzi con una media età al di sotto dei 25 anni vengano liquidati con insinuazioni di vicinanza politica all’assessore del momento (ne sono passati in tanti in questi 10 anni e tanti altri ne passeranno, senza vedere mai un nostro rallentamento nella proposta culturale) o alla corrente politica di governo, troppo comodo e, per noi come per tutti coloro che fanno volontariato per la città, del tutto inaccettabile.

 

Scriviamo questa nota non per difendere soltanto la nostra posizione, ma per difendere la posizione di tutti i giovani di buona volontà che non credono che Ceccano sia morta e non abbia prospettive, ma che al contrario lottano quotidianamente contro tutto e tutti per dimostrare che un’altra città è possibile, e che è possibile solo con il lavoro e l’impegno di tutti, nessuno escluso.

 

Per questo chiediamo a tutti gli operatori culturali e alle istituzioni di rimboccarci le maniche, tutti insieme, per dare vita ad una bella estate ceccanese, un’estate che faccia notizia non solo per il vandalismo, le risse, gli schiamazzi notturni, lo spaccio, ma che faccia parlare di Ceccano come di una città allegra e piena di begli eventi culturali.

 

Associazione culturale IndieGesta

 

JmJ Madrid: Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede…


di Pierfrancesco Gizzi

Giornata Mondiale della Gioventù: cos’è?

La GMG (giornata mondiale della gioventù) è un momento dove giovani di tutto il mondo si incontrano in un luogo qualsiasi del pianeta per andare a scoprire Gesù Cristo: scoprire per chi non lo aveva ancora trovato, ma incontrare per chi aveva distolto lo sguardo su di Lui. Le giornate mondiali della gioventù sono momenti di “grande potere” perchè è lì, che i giovani (che sono il futuro, la speranza) sono riuniti, guidati dal Papa ma in nome di Gesù, per parlare della loro vita personale e nel mondo.

Giovani di tutte le età partecipano a quest’evento che non è una vacanza, ma un momento di scoperta di se stessi: è il luogo dove i giovani trovano loro stessi e si sentono parte di una famiglia enorme: la Chiesa. La GMG è anche incontro come abbiamo detto di Cristo, sia nell’Eucarestia sia nei volti dei nostri compagni seduti accanto a noi. Non si è soli, vicino si possono avere persone provenienti da tutto il mondo che come noi hanno voglia di incontrare Gesù e di vivere in Lui e in tutti noi.

Papa Giovanni Paolo II è stato lungimirante istituendo quest’evento e consegnando ai giovani di tutto il mondo la Croce di Gesù e l’icona di Maria: quante volte sul nostro cammino il portare questa Croce ci pesa e ci fa paura. Papa Benedetto XVI ci dice:

<<Cari amici, spesso la Croce ci fa paura, perchè sembra essere la negazione della vita. In realtà, è il contrario! Essa è il sì di Dio all’uomo, l’espressione massima del suo amore e la sorgente da cui sgorga la vita eterna. Infatti, dal cuore di Gesù aperto sulla Croce è sgorgata questa vita divina, sempre disponibile per chi accetta di alzare gli occhi verso il Crociffisso.>>

Poi continua: <<Cristo non è un bene solo per se stessi, è il bene più prezioso che abbiamo da condividere con gli altri. Nell’era della globalizzazione, siate testimoni della speranza cristiana nel mondo intero: sono molti quelli che desiderano ricevere questa speranza!>>

A tutti voi giovani faccio un appello: i giovani sono abbandonati da tutti o strumentalizzati per interesse, la GMG è un evento in cui tutti i giovani del mondo si incontrano per parlare di loro e del mondo, riscoprendo Gesù!!

Storia delle GMG: http://www.youtube.com/watch?v=NihhkHLokR0&feature=player_embedded

Altri link utili:

http://www.madrid11.com/it/

http://www.gmg2011.it/

http://pastoralegiovanile.diocesifrosinone.com/

Politica: lo sport della vita..


Ho un’idea molto semplice di democrazia: dalle idee, nascono critiche e discussioni al fine di giungere ad una soluzione.

Ho un’idea molto semplice di politico: una persona che ascolta le esigenze dei suoi conterranei cercando di trasformarne idee e critiche in fatti concreti, in un miglioramento.

Non ho la smania di diventare un politico, voglio essere un cittadino: ognuno di noi prima di tutto è un cittadino. Noto che molto spesso il concetto di cittadino e politico assumano delle accezioni davvero lontane dal loro reale significato, essendo al primo concesso, secondo il luogo comune, ad occuparsi della sola vita privata e lasciando così il monopolio della gestione della cosa publica al politico.

Ma non è così.

Il cittadino, in quanto tale, deve partecipare attivamente alla vita pubblica perchè sono innumerevoli i diritti che può e deve pretendere nei confronti degli amministratori nazionali o locali che siano.

E’ indubbio che l’istruzione che abbiamo ricevuto e riceveranno i nostri figli, l’accesso al lavoro, la qualità delle attività sportive, la tutela della nostra salute e del nostro ambiente dipendono dalla politica: pensate a qualche aspetto della vita quotidiana che non sia disciplinata dalla legge, l’atto tipico del Parlamento, l’organo politico per eccellenza Politica è gestione delle risorse che la comunità ha a propria disposizione e che derivano dalle tasse pagate dai contribuenti: noi.

Per questo penso che non bisogna scegliere se essere sportivo o politico, non bisogna considerare il discutere per migliorare la propria città, il proprio paese come un aspetto inconciliabile con qualsiasi altra attività, perché c’è una sola parola che racchiude tutte queste possibilità di azione e le rende compatibili l’una con l’altra: cittadino.

E’ per questo che mi batto affinché una sana discussione civica ritorni ad essere parte integrante della nostra vita, non una fonte di problemi per la nostra esistenza, ma semmai risoluzione di essi: un contributo al miglioramento della società. L’altra volta un mio articolo sul Palazzetto è stato oggetto di polemiche, io volevo far discutere: ritengo infatti che certi problemi debbano essere risolti, indipendentemente dal fatto che io difenda una situazione che in apparenza può sembrare personale.

E’ per me fondamentale che chiunque svolga un’attività lavorativa, sportiva o ricreativa che sia, possa svolgerla in condizioni dignitose e consone a tale svolgimento, com’è per me fondamentale chiunque voglia contribuire alla valorizzazione di Ceccano, disponga degli strumenti adatti per poter raggiungere l’obiettivo prefissato: porto avanti delle mie idee su come dovrebbe essere amministrata la cosa pubblica, o su come vorrei che fosse, ho il diritto di farlo o devo solo mettere una croce su un simbolo ogni cinque anni?

La conseguenza dell’allontanamento alla politica è che la politica si allontana da te; molte volte non ci rendiamo conto che i privilegi che ci vengono “gentilmente concessi”, sono solo una minima parte dei benefici che potremmo avere in un sistema democratico funzionante: preferiamo il poco nel presente al giusto nel futuro prossimo. Ogni scelta ha le proprie conseguenze.

 

Gianluca Popolla

Abuso sui minori: la risposta della Chiesa


di Gizzi Pierfrancesco

Navigando su Internet alla ricerca di nuove e svariate informazioni mi sono imbattuto in questa diciamo casualità! Sul sito ufficiale della Santa Sede ho trovato questo topic: -Abuso sui minori.

La risposta della Chiesa. La cosa mi ha lasciato, vi dico la verità (come sempre faccio negli articoli) un po’ sorpreso.

Sapevo già, e penso anche voi, che la Chiesa aveva fatto un mea culpa di questi atti, ma pubblicare proprio una sezione sugli abusi, non me lo sarei aspettato. Ma questo possa farci capire (specialmente ai più scettici e ai più critici) che la Chiesa non è solo quelle quattro mura che stanno a Roma, è molto di più: è una sacra istituzione fondata da Gesù nella sua roccia Pietro.

Nella sezione ci sono tutti i documenti rilevanti per capire la situazione: norme di diritto canonico; documenti; discorsi del Papa; lettere pastorali; altri documenti di supporto. Tutto questo perché anche la Chiesa “possa dire la sua” (lasciatemi passare l’espressione). Ma vi prego che non si dica che la Chiesa si sta nascondendo!

Una parte della Chiesa in queste vicende ha una responsabilità che non deve essere dimenticata, ma non bisogna prendersela con tutta la Chiesa: cerchiamo di essere coscienti di questo.

Ecco a voi il link: http://www.vatican.va/resources/index_it.htm#

Ricordo che quest’articolo è stato fatto perché come l’informazione su queste vicende è stata un po’ di parte (contro la Chiesa, in modo particolare martirizzando la figura del Papa), ho voluto cercare di riequilibrare un po’ le cose

Una brutta storia


di: Lucia Fabi

Ceccano 16 Febbraio 2011

Sono passati dieci giorni da quando mandai un SOS per raccontare la brutta vicenda da me riscontrata nel rapporto con le imprese Energesco e Gestore Servizi Energetici.

A parte l’eco ricevuta negli organi di informazione provinciali che hanno ben fatto la loro parte, quelli che dovrebbero essere i protagonisti, gli autori principali di questa vicenda hanno dato risposte elusive ed inadeguate e che confermano  i rilievi da me sollevati. Essi rimangono tutti drammaticamente veri e non inventati.

Pur in un modo elusivo ed inadeguato quali sono le informazioni che abbiamo ricevuto:

–         Il GSE attraverso miei contatti elettronici e telefonici fa sapere che l’ Energesco, da me delegata ad espletare tutte le questioni  burocratiche, ha chiesto per la produzione del mio impianto sito in Giuliano di Roma, la tariffa incentivante solamente il 4 agosto 2010. A tutti coloro che stanno seguendo la mia vicenda e che mi hanno contattato per capirne di più, faccio sapere che l’impianto aveva incominciato a produrre già un anno prima. Ma desidero far conoscere le relative incapacità e le disfunzioni dei due colossi dell’energia. Il GSE impiega trentacinque giorni ( 9 settembre 2010 )per far presente all’Energesco che la pratica è incompleta e va integrata. Quest’ultima non solo ha avviato la pratica in ritardo ma non è stata  capace di corredarla  correttamente.

Da sottolineare anche un piccolo giallo: il GSE  afferma di aver ricevuto le integrazioni il 17 dicembre   mentre Energesco per smentire tale data mi invia, per posta elettronica, una ricevuta postale  datata 11 novembre 2010.

A fronte di questo triste scaricabarile, dalle parti nostre con molta causticità si dice “ Due ciechi a fare a sassate “

–          Infine, ricordo che Energesco aveva sottoscritto una scrittura privata in cui si impegnava ad      espletare tutte le pratiche necessarie ed a rimborsarmi  le rate del mutuo  contratto con           FIDITALIA per la costruzione dell’impianto. Dal mese di novembre non solo non rimborsa, ma non ha mai avuto la sensibilità di scrivere, telefonare, convocare  me ed altri produttori che si sono trovati dentro  questa brutta avventura. Ma in particolar modo non smentisce quanto ho già precedentemente esposto. Perchè un contratto non viene onorato ? Energesco preferisce tacere rendendo il fatto veramente inquietante. Dovrò procedere per vie legali ?