Al caro fiume Sacco..


Carissimi!

L’articolo che oggi scrivo si colloca nel quadro delle “orationes super fluminibus” a cui ho sempre dedicato molto tempo. L’articolo non viene scritto a caso o per puro diletto personale ma esso vuole essere la mia vicinanza alle sorti di questo fiume che da creatura benevole si è trasformata in discarica, quasi una matrigna.  Piace, allora, senza alcuna forma di retorica poter riesprimere un personale pensiero sul Fiume Sacco che sembra essere quasi un vecchio zoppo che ha bisogno di aiuto per camminare: vorrei, per tanti motivi, stillare,  una carta dei diritti di questo fiume che, spero, potranno essere accolti, magna cum laude, dalla cittadinanza ceccanese e allora:

1) Diciamo dì sì al fiume nel suo significato originario di  acqua poichè essa, come ci suggerisce S. Francesco, è “multo utile et humile et pretiosa et casta” possa essere usata senza alcun timore di malattie per i campi e per gli animali!

2) Diciamo di sì al fiume Sacco come “luogo di migrazione”segnali: ricordo con una certa emozione lo scorso marzo, il volo dei cormorani presso la cascata; possiamo non rimanere insensibili dinnanzi a questo richiamo?  Diciamo sì alla riqualificazione del fiume nell’ambito naturale!

3) Diciamo di sì al fiume come “simbolo della vittoria dell’ambiente sull’inquinamento” affinchè questi, possa essere, la vittoria della natura contro l’insensato bisogno dell’uomo di costurire ovunque e senza alcun ritegno.

5) Diciamo di sì alla riqualificazione del fiume nell’ambito storico affinchè la sua presenza, nella nostra terra, possa offrire lo spunto di ricerche nell’ambito socio-storico per scopire le origini di Ceccano.

6) Diciamo di no alla campagna di chiusura verso questo fiume e in particolare diciamo di no a quanti propongono di ignorare il problema quando è evidente che questo fiume va a morire.

7) Diciamo di no alla cementificazione e alla cancellazione del suo corso nella Valle Latina: un fiume che ha dato tanto, un fiume che è stato simbolo di un territorio, non può scomparire sotto spessi strati di cemento come se fosse cose insulsa.

8) Diciamo di no a quanti affermano che non vi è nulla da fare per risanare le sorti di questo fiume: li invitiamo a unirsi nella battaglia “affinchè la gioia sia piena…”

9)Diciamo di no a un fiume discarica: ricordo a Sgurgola l’immagine triste e angosciosa di un tubo di liquami posto sulla superificie del fiume: diciamo di no a questa insensata e fantomatica discarica, segno della penuria che l’uomo, in questi tempi, sta vivendo

10) Diciamo di no a un fiume totalmente preda dell’inquinamento: il volo degli uccelli che ancora si possono ammirare ci dice che il fiume è vivo e che vuole essere aiutato così come egli ha tante volte aiutato noi sfamandoci e nutrendoci in tempi di carestia!

E sia questa la forza che deve essere con noi, una forza che ci permette di superare le barriere e superare le ipotetiche incertezze. Un fiume muore ,come possiamo rimanere sordi a questo muto grido che sale da esso? La posta in gioco è alta, aiutaci anche tu!

Giancarlo.

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