“Una sola moltitudine” e “Realtà n.2” – La mia recensione


Una sola moltitudine [Voto 8 e mezzo]

La caratteristica preminente di questo corto? Qualità. Dalla scelta delle luci, della fotografia all’alta caratura degli attori, dei dialoghi,l’ultimo cortometraggio scritto e diretto da Alessandro Ciotoli si rivela un’opera da tenere in alta considerazione sin dall’inizio. Lo spunto è narrare l’epopea quotidiana e silenziosa di quei molti giovani che vivono la logica della raccomandazione come un avvoltoio che plana intorno alleloro teste. “La generazione precari” trova insomma, nel corto, una sua degna rappresentazione. Parlando del bellissimo incipit (decisamente insiemeal finale, la migliore scena del corto) non si può che citare l’autrice di uno spiazzante monologo, alias Sara Silvestri, a lei di sicuro va la palma come migliore attrice protagonista. Spiazzante perchè tutto inizia con parole che trascinano lo spettatore in un thriller all’americana,(inganno ben congeniato questo) quando invece si tratta proprio di un’aspirante attrice che prova la sua parte cosciente del fatto che non servirà a nulla per essere presa nel suo prossimo provino, come a nulla serve l’impegno in questo Paese, senza la raccomandazione di un metaforico “cugino”. Le storie si dispiegano una dopo l’altra, in episodi secondo una sotterranea citazione tarantiniana. Storie di ragazzi laureati, preparatissimi, che non hanno spazio in una società in cui la cultura è un disivalore a tutti i livelli, storie che si scopre, alzandosi dalla poltrona per i compliemnti di circostanza, sono quelle di giovani che vivono anche nella vita reale lo stesso tipo di disagio, Scoprire che l’ingegnere è un ingegnere per davvero, da al tutto una piacevole nota realistica riconfermata nella scena finale, nella quale il pubblico agevolmente riconosce gli interni del supermercato cittadino. L’immedesimazione è quasi totale, quei ragazzi che preferiscono lo studio e l’attività ad una vita passiva davanti alla Tv, sono poi quelli che ci servono al banco, che ci indicano lo scaffale giusto, una “sola moltitudine” (titolo azzeccatissimo), in maglia rossa, un esercito di talenti gettati via. Un buon brano degli “At the weekend” avvolge questa scena. I giovani ceccanesi non sono solo quelli che giocano a tiro a segno con le statuine del presepe a Piazzale Bachelet, così come gli Italianinon sono solo quelli che preferiscono la distrazione, il disimpegno, alla serietà, ai propri sogni, e questo non può che lasciarci ben sperare.

Realtà n.2 [voto: 7 e mezzo]

Da degli strumenti in mano ad un gruppo di ragazzi intelligenti e vedi cosa succederà. Realtà n.2 è la storia delle vite parallele del bravissimo Davide De Santis: quello che facciamo vs quello che vorremmo fare. La brevità del corto, evidentemente, permette di selezionare con cura scene, inquadrature e ritmi rendendo ben visibile il risultato.Forse l’unica pecca è stata quella di dare un taglio sin troppo narrativo al lavoro. Senza nessun dialogo ci si perde nella poeticità e si rischia qua e là di annoiare la platea; errore, questo, perdonabile, al Collettivo Mesa Verde alla luce, invece, dei tempi comici ben architettati in alcune scene (divertentissima quelladell’omicidio del Super Direttore Alessandro Ciotoli). Cantava il trio Morandi/Tozzi/Ruggeri “Si può dare di più”, ebbene da questa neonata idea diregalare  possibilità ed occasioni ad un gruppo di giovani ceccanesi, ci aspettiamo di più e staremo a guardare.

Andrea Ciotoli [voto 10 – -]

Cosa lo contraddistingue? Nel magico mondo del cinema direi l’onnipresenza, nella realtà (n.1) pure; a lui va il premio come miglior attore non protagonista in assoluto. Sia nella scena in cui sullo sfondo, distrattamente legge Walth Withman (realtà n.2), sia quando si china stoicamente per prendere un paio di bottiglie di birra (Una sola moltitudine), questo attore rivela qualità recitative che vanno oltre le aspettative. Chissà che tra qualche mese le stesse sale che ci hanno ospitato per la visione di queste opere, non possano vedere in scena un qualche corto con un’ Andrea Ciotoli nel ruolo del protagonista. “il ragazzo si farà”…

-recensione di Giovanni Proietta

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2 thoughts on ““Una sola moltitudine” e “Realtà n.2” – La mia recensione

  1. Non ho assistito alla proiezione del corto, ma mi è stato raccontato ed evidentemente la sceneggiatura è stata efficace perché il senso l’ho colto pienamente e per senso non intendo solo il significato ma quello che si prova dentro. Ho diversi anni più di voi e oggi, ancor più di ieri ci vuole un entusiasmo esagerato per affrontare il mondo, nonché mezzi intellettuali ben affilati. Ma nel nostro amato paese questo non basta, perché la realtà supera la fantasia e perché quei personaggi che una volta sarebbero stati chiamati “surreali” oggi invece sono la realtà.

  2. Ciao Giuseppe,

    anche io come Giovanni scrivo in questo blog ed hai assolutamente ragione nell’affermare che la realtà superi la fantasia, al giorno d’oggi.
    Però mi chiedo, anzi ti chiedo, per far emergere quelle maglie rosse, per dargli il futuro che a loro spetta cosa dobbiamo fare?
    Possiamo sperare che i raccomandati abbiano talento per avere un paese migliore?
    Io, e spero anche te, penso che l’unica nostra possibilità sia di alimentare la speranza e combattere per l’avvenire.

    Che ne pensi?

    G.P

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