Il mio pensiero alla mostra sul Fiume Sacco…


Ieri come già accennato nel precedente articolo ho partecipato, insieme agli amici Simone e Cesare che ringrazio, alla mostra fotografica “Untitled” sul Fiume Sacco svoltasi nella Villa Comunale di Frosinone ed organizzata da Daniela Bianchi.

Insieme alle foto di Marzia Bianchi, che evidenziavano il disastro ecologico che colpisce le province di Frosinone e Roma, sono stati installati pannelli con frasi inviate alla Fondazione Kambo via e-mail da parte dei cittadini.

Con orgoglio posso dire che era presente anche il mio pensiero sul Futuro del fiume, la mia visione e quella di altre persone da tutta Italia e anche quelle di due ragazzi del Liceo Scientifico di Ceccano ai quali rivolgo il mio apprezzamento: Marco e Chiara Tiberia i loro nomi.

Ecco il pensiero che ho inviato alla fondazione:

“C’è una peculiarità del futuro che mi affascina: non l’impossibilità di prevederlo ma la possibilità di poterne decidere.

Per questo non voglio solo domandarmi quali saranno le condizioni del nostro fiume fra qualche mese o tra qualche anno, voglio anche riflettere su ciò che io possa fare affinchè tale disastro non avvenga più.

La tutela del Sacco deve concretizzarsi fattivamente nelle istituzioni, ma non può prescindere dall’impegno, dalla vigilanza, dal controllo che noi cittadini abbiamo fatto mancare alla nostra città ed al nostro ambiente.

Ecco per il futuro del mio fiume, del mio ambiente, della mia città vorrei un cittadino che si discostasse dalla figura del votante, che andasse oltre al mettere una croce su un simbolo una volta l’anno o giù di lì.

Vorrei un cittadino che interpreti la suddetta accezione di futuro: futuro come elemento temporale modellabile, futuro determinato da una volontà propria e non casuale; cittadino come collaboratore e talora giudice delle istituzioni anche fuori dalle urne.

Il Fiume è vita, l’ambiente in generale lo è: voglio che tale significato venga ristabilito nel futuro, perchè oggi il Sacco è il contrario della vita e molti miei concittadini lo sanno e ne soffrono quotidianamente, o purtroppo ci hanno lasciato.

Che il colore delle tue acque mai si confondano con i colori di una fazione!!

Ridiamo alla nostra città un Fiume degno di questo nome, a deciderlo siamo noi!!!”

Gianluca Popolla

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