The times they are-A-changing


Ricordo quando in un ‘intervista fu chiesto al giornalista Paolo Mieli, ex direttore del Corriere della Sera, quale fosse stato nel 68’ il segno che qualcosa stava cambiando e lui rispose proprio con la canzone di Bob Dylan che fa da titolo a questo mio pezzo. I tempi stanno cambiando, è bastata una puntata del meraviglioso “Vieni via con me” della coppia Fazio Saviano, fatta dei migliori italiani del Paese contemporaneo (ospiti annessi s’intende) per suscitare in me quel sentimento cui forse accennava Mieli.

C’è un’Italia nuova che attende di essere scartata, ruggente, pulita, onesta, aperta nei confronti della cultura, degli altri, una civiltà vera che non si nutre di televisione bassa e volgare, che rinuncia agli istinti di “pancia” (per citare peraltro il commentatissimo ultimo libro di Beppe Severgini) per obbedire ai dettami nobili della mente e del cuore. Sarà questa banda di ragazzi che pretende di mettere su una lista civica per cambiare il paese in cui vive, saranno i Rottamatori di Renzi, sarà quella collana di testi venduta in allegato con il Corriere della Sera il cui spot ha, per sigla, proprio la già citata canzone dylaniana.

Questa è l’Italia che amo, il Paese in cui voglio restare, quello di Don Ciotti, che domani verrà a Ceccano. Un Paese dove c’è un’ottima minoranza, che poi tanto minoranza non è. Basta piangersi addosso mentre l’orologio scocca l’ora del risveglio a lungo sognato, sarà un vero onore sporcarsi le mani, non avere più timore a parlare delle proprie idee,di combattere contro delle cattive ideologie.

Non ci sarà la paura di scuotere gli animi o abbattere un divieto cercando di smuovere un po’ di coscienze in questi attimi vorticosi. Sta nascendo una nuova Rivoluzione, bella e buona, tutta italiana, forse quella che non abbiamo mai avuto l’onore di combattere.

Mai più il paese vilipeso dal Mondo, ma l’Esempio da seguire.
Lasciatemi sognare vi dico, lasciatemi pure fare la parte del Profeta e vi prometto grandi cose…

Che, intanto, comincerò col dire quello che semplicemente penso

Vita nuova

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Appello ai Cittadini Liberi di Ceccano – Ceccano Siamo Noi


Io, Gianluca, noi di CogitanScribens, noi di CeccanoViva, sebbene le due entità non siano sovrapponibili, ci siamo fatti qualche domanda sulle prossime elezioni ceccanesi. Chi votare? Perché?

Lo scenario che si preannuncia non è roseo, specie per noi giovani. Non ci sentiamo rappresentati da questo sistema e non vediamo all’orizzonte nessun rivoluzionario. Vogliamo avere una scelta da preferire ad una scheda bianca ricca di significati e siccome non ne vediamo nessuna disponibile, abbiamo deciso di provare a costruircela da soli.

Si tratta di un nostro sogno, ma un po’ per realizzarlo, un po’ perché crediamo o forse semplicemente speriamo di non essere soli, abbiamo bisogno di persone che ci aiutino.

Dove trovare un bacino di utenza capace di sfuttare la nostra opportunità se non in quei ceccanesi liberi come noi siamo?

Ci stiamo rivolgendo a quel popolo sfiduciato dai partiti, alle persone che nei confronti della politica non hanno niente di cui essere debitori. Quei ceccanesi che non devono ringraziare nessuno per aver fatto rispettare i propri diritti, quelli che chiedono ad una ipotetico governo cittadino, di aderire al   suo compito per quello spirito di servizio che è il sale dell’amministrazione di un Comune.

Ci riferiamo a quei cittadini stufi di dover elemosinare un servizio altrimenti dovuto, allergici ai favori, ai piaceri, alle conoscenze, alle porte chiuse, agli uffici serrati, agli assessori amici di… Gente onesta che pretende di cambiare il sistema non con una mera sostituzione dei gruppi di potere, ma con una rivoluzione “totale” per così dire. Sconfiggere questa Ceccano alle prossime elezioni per noi non vorrà dire avere un Sindaco di colore amico, vorrà dire avere un’ amministrazione capace, preparata e onesta, il cui dogma sia il rispetto della legge, l’onestà intellettuale, l’apertura mentale, l’intelligenza, la trasparenza, la fantasia, il know-how.

Senti di poter appoggiare una compagine così costruita? Ti senti parte di quella Ceccano che studia, che lavora, che vive la città come un’unità migliorabile, costruibile a immagine e somiglianza dei cittadini onesti che passeggiano quotidianamente nelle sue vie?

L’alternativa: la connivenza, connivenza con un’opposizione che non esiste, con un’amministrazione che non esiste, con una politica che non c’è.

E’ giunta l’ora di schierarsi da una parte e noi abbiamo scelto (è giunta l’ora delle risposte che qualcuno ci chiedeva), siamo dalla nostra parte, dalla parte di Ceccano, perché Ceccano siamo Noi.

Giovanni Proietta (joba90@hotmail.it)

Presidente del Comitato CeccanoViva

Elezioni Presidenziali 2012: vincerà Obama…


3novembre 2010

Le elezioni di “midterm” americane danno il loro responso: la camera è conquistata con netta maggioranza dai repubblicani, mentre il Senato rimane in mano ai democratici seppur con un margine risicato.

“Obama punito dalle urne”, “ferito a morte dalla crisi economica”, “il cambiamento svanito”, “vittoria senza precedenti del partito repubblicano”; nonostante tale catastrofismo penso che il 44esimo presidente degli Stati Uniti d’America verrà riconfermato alle prossime Presidenziali del 2012, ne sono convinto.

 

Il cambiamento non è svanito, non è applicabile in due anni: Obama non ha la bacchetta magica e lo si sapeva, ma sta contribuendo a rivoluzionare la politica e la società americana, il suo messaggio è forte e chiaro per chi lo vuole sentire, per chi vuole comprendere che sperare non significa fantasticare disinteressatamente bensì essere pronti a soffrire ogni giorno per vedere il proprio obiettivo realizzato.

 

Anche il più glorioso dei comandanti senza un esercito al suo fianco non può vincere alcuna battaglia e se si pensa che queste hanno il nome di sanità, economia e energie rinnovabili penso che sia doveroso da parte del “Democratic Party” e dei cittadini americani, aiutare il proprio Presidente.

 

Il “Change we believe in” non può essere e per Obama non lo è mai stato un “Change which only I believe in”: un richiamo alla partecipazione democratica che non può fermarsi al semplice voto (dei cittadini) o al formale appoggio (del partito).

 

Intraprendere negli Usa battaglie come queste non è facile, è anti-popolare, ma secondo me essenziale a introdurci nel nuovo millennio.

Sicuramente è molto più facile fare spot nei quali si mostrano i candidati che sparano all’impazzata nelle battute di caccia selvaggia o far vedere Sarah Palin dal sorriso smagliante in sella ad una slitta in Alaska,: è molto facile definire Obama comunista o nazional-socialista, ha un appeal maggiore sulla massa americana.

 

“Keep it simple,stupid”- “Prendila facile, stupido”, -per cambiare ci vogliono troppi sacrifici, chi te lo impone?- aggiungerei io.

 

Ma i Repubblicani dimenticano che il loro ultimo Presidente ha erogato spese folli per l’inutile guerra in Iraq;

che è stato indifferente ad introdurre nuove tecnologie energetiche nel Paese assegnando così grande potere ai paesi “poco democratici” del Medio Oriente dai quali tuttora gli Usa dipendono, importando da loro la maggior parte delle risorse energetiche;

non dicono neanche che se Bush avesse stanziato un piano a medio termine per la conversione degli impianti energetici puntando sulla “green economy”, gli Usa avrebbero potuto diventare uno dei maggiori esportatori di energia pulita e consentito lo sviluppo di posti di lavoro oltretutto specializzati e dunque meritocratici;

E invece ora sono nelle mani dell’Opec e delle loro volontà…

E i Repubblicani vogliono “smantellare la riforma sanitaria” perchè costa troppo e tagliare le tasse ai redditi alti…una bella ricetta insomma…per pochi però…

Verrebbe da dire “that God bless the United States of America”.

Penso che chi abbia sostenuto Obama debba farsi un esame di coscienza su cosa ha fatto per sostenerlo e sono convinto che moltissimi capiranno di non averlo sostenuto fattivamente sia negli Usa, che all’estero.

Fatto sta che nel 2012 i Repubblicani non vinceranno, se ci sarà un partito vincente quusto sarà quello democratico.

Gianluca Popolla

 

 

Elezioni comunali 2012: noi ci saremo…


Se per caso nelle liste delle prossime Elezioni Comunali del 2012 leggerete il mio nome e quello di molti altri vostri amici coetanei non spaventatevi: è tutto vero, e non si tratta di omonimia, siamo proprio noi.

Non siamo pazzi,ma idealisti, non sprovveduti, ma volenterosi, non eroi (e non vogliamo esserlo), ma cittadini.

In quanto cittadini vogliamo decidere del nostro futuro, adempiere al dovere civico, di solidarietà sociale e politica al suo massimo livello candidandoci al consiglio comunale di Ceccano.

E siamo anche apartitici!!!

Indipendenti (con un nostro candidato a Sindaco), nè i figli dei rossi nè i figli dei neri, non abbiamo padroni o messia da seguire, da assecondare e solo un fine da raggiungere: far ritornare il dibattito sulla gestione della cosa pubblica al centro dei discorsi dei cittadini, sensibilizzare, tutelare la legalità.

Quante persone conoscete che disprezzano il sistema politico ceccanese? Tante?

Beh, ditegli che noi ci saremo e che meritiamo un’opportunità, ditegli che noi non spenderemo cifre folli per fare la campagna elettorale, ma ci serviremo dell’acume e del nostro patrimonio etico, per metterlo a servizio di chi ci vorrà sostenere.

Ditegli che siamo per un’amministrazione che abbia sempre un filo diretto con il cittadino, che sappia usare mezzi di diffusione come il web, che ordinariamente tuteli i nostri diritti senza fare proclami (vedi Caso Sacco), una classe politica che stia tra le persone e che non resusciti solo durante i periodi elettorali, con la solita buca ed il solito lampione.

Quanti giovani sono schifati da questa politica? Quanti hanno perso la speranza nel proprio futuro a Ceccano?Quanti emigrano?

Noi vogliamo essere la vostra speranza, e vogliamo che voi siate la nostra, che ci aiutiate in questo campo minato della politica, dove vogliamo neutralizzare bombe e piantare i semi del nostro futuro, di quello dei nostri figli e delle nostre famiglie.

Abbiamo la possibilità di farci sentire, di mettere fine ad un monologo di ingiustizie e cattiva amministrazione, vogliamo meritocrazia, trasparenza, legalità, vogliamo decidere delle nostre vite.

Non vi sembra abbastanza? Noi ci proveremo..e non è poco.

Volete davvero cambiare lo status-quo di questa città? Potrete scegliere tra tanti che vi assicurano il passato e noi che vi proponiamo un futuro…

A voi la scelta

Gianluca  Popolla

C’è di + (veramente di +)….


Salve a tutti!!

Sabato scorso 30 ottobre, c’è stato l’incontro nazionale dell’Azione Cattolica dei “Giovanissimi e dei ragazzi ACR”!

In piazza eravamo 100mila persone, ma io penso anche qualcosa in + perché tutta la piazza di San Pietro ed un pezzo di Via Conciliazione era pieno; mia vista così tanta gente!!  C’è di +!!!

Si, è vero c’è proprio di + perché non è stata solo una semplice giornata per andare a vedere il Papa, ma è stato un momento di unione e comunione con tutta l’Italia, nel nome di Gesù. Ci siamo sentiti non soli, ma attorniati da una famiglia sempre disponibile in ogni parte d’Italia, consapevoli che in tutti loro c’era quella gioia di amore che solo l’amore-incontro con il prossimo ti fa sperimentare.

E’ stata una giornata lunga e faticosa, non lo nego (c’è stata una lunga camminata da Piazza San Pietro fino a Piazza del Popolo), ma questo non ci ha fermato anzi, con la croce di Gesù sulle maglie, sui foulard, sulle bandiere, ecc. siamo andati avanti con la gioia che solo noi ragazzi e giovani abbiamo: quello di vivere amando senza misura.

Portare quel simbolo di Gesù per le strade di Roma, ad opera di tutta quella folla di persone (c’era si ragazzi e giovani, ma c’erano anche adulti, anziani, invalidi…niente e nessuno li potuti fermare dal richiamo dell’amore verso il prossimo), è stato il segno più bello di testimonianza dell’amore verso Gesù che in questo mondo si può fare. Non vergognarsi di Gesù, ma urlare a pieni polmoni: <<diventiamo grandi insieme, diamo luce a questo mondo>> (tratto dall’inno 2010).

Insomma l’incontro con il Papa Benedetto XVI, tutto l’amore dimostratogli dalla folla, è un segno che l’Azione Cattolica è in piena comunione con lui. (a fine articolo c’è un link sulle risposte del Papa a tre domande fatte rispettivamente da un ragazzo ACR, da una giovanissima e da un educatore, vi invito a leggerla, anzi vi sfido a leggerla). Ad una domanda su come diventare grandi imparando il vero amore il pontefice risponde:

<<E’ molto importante, direi fondamentale imparare ad amare, amare veramente, imparare l’arte del vero amore! Nell’adolescenza ci si ferma davanti allo specchio e ci si accorge che si sta cambiando. Ma fino a quando si continua a guardare se stessi, non si diventa mai grandi! Diventate grandi quando non permettete più allo specchio di essere l’unica verità di voi stessi, ma quando la lasciate dire a quelli che vi sono amici. Diventate grandi se siete capaci di fare della vostra vita un dono agli altri, non di cercare se stessi, ma di dare se stessi agli altri: questa è la scuola dell’amore. Questo amore, però, deve portarsi dentro quel “di più” che oggi gridate a tutti. “C’è di più”!>>.

C’è veramente di di più…non mi stancherò mai di dirlo “c’è di più nel calore di un abbraccio, nel donare un sorriso a chi ti è accanto” (tratto dall’inno 2010 AC), proprio oggi che la chiesa commemora tutti i santi e sante di Dio, incentrando il Vangelo sulle beatitudini, siamo consapevoli che quel di + è proprio Gesù!! Seguirlo è difficile, anzi è da pazzi seguirlo secondo questo mondo, ma è proprio Lui che ci dà quel di “+” alla vita che ci rende veramente entusiasti di vivere.

Il Papa ha fine incontro si è sentito ringiovanito, noi invece, gruppo AC di Ceccano, ci siamo sentiti entusiasti di vivere con quel “+” nel cuore: Gesù.

 

Pierfrancesco Gizzi

il testo del dialogo del Santo Padre con i partecipanti all’incontro nazionale dei giovani di Azione Cattolica:  http://www.avvenire.it/Dossier/Benedetto+XVI/Discorsi/giovani+ac+papa_201010301311568100000.htm