Vado via? No resto qui..ho tanti motivi per farlo..


E’ diventato ormai di moda l’elenco dei motivi per i quali si vuole restare nel proprio paese o ci si vuole allontare da questo, in stile “Vieni via con me”, la tanto famosa, seguita e discussa trasmissione del lunedì sera con Fabio Fazio e Roberto Saviano.

Anche io ho dei motivi per cui ho deciso di “restare qui”, qui come Italia, ma anche Ceccano.

Resto qui perchè voglio che la Costituzione sia rispettata.

Resto qui perchè non posso permettere che si guardi con nostalgia al passato fascista.

Resto qui, e partecipo attivamente in politica, perchè il sistema rappresentativo e democratico è il mio e non di chi si definisce fascista.

Resto qui perchè voglio che chi dice di essere socialista attui il principio della meritocrazia nell’assegnazione di incarichi specifici.

Resto qui perchè pretendo che chi fa parte di un partito “democratico”, voti a favore dell’istituzione della commissione d’inchiesta per accertare le responsabilità politiche sulle presunte accuse del “corvo”.

Resto qui perchè voglio creare un’alternativa alla vecchia politica e ai vecchi politicanti ( non di età, ma di mentalità).

Resto qui perchè non c’è una sinistra ambientalista che critichi davvero l’amministrazione comunale per la gestione del “caso” Fiume Sacco, e pretendo che ci sia.

Resto qui perchè voglio che la dodicesima delle disposizioni transitorie e finali non venga mai abolita ( http://it.wikipedia.org/wiki/Dodicesima_disposizione_transitoria ).

Resto qui per difendere l’indipendenza e l’inamovibilità della magistratura, e perchè i processi (anche e soprattutto a Berlusconi) non vanno fatti in Tv, ma dalle autorità giurisdizionali competenti e sopratutto, vanno fatti…

Resto qui perchè mi definiscono un ragazzino, con i denti da latte, che straparla di politica, lo fanno a tutti coloro che cercano di intromettersi nel dibattito della “casta politica”, e voglio dimostrargli che noi giovani siamo il futuro della città ed abbiamo idee per il nostro paese, e crediamo nei valori e nei principi cosituzionali.

Resto qui perchè non posso permettere che menifestazioni sul principio della legalità, possano essere definite dal Sindaco: “ragazzate”.

Resto qui perchè non voglio che qualcun altro senta dire da un amministratore: ” Non puliamo quello spazio verde perchè tanto dopo ritorna sporco”.

Resto qui perchè non posso permettere che un giornale, Il Giornale, avvii una raccolata firme contro Saviano (http://www.ilgiornale.it/interni/la_risposta_lettori_saviano_il_nord_non_e_mano_mafia/21-11-2010/articolo-id=488518-page=0-comments=1), nonostante un pubblico ministero affermi che le frasi di Saviano siano giuste (http://www.robertosaviano.it/rassegna/il-pm-gratteri-saviano-ha-detto-solo-cose-giuste/).

Resto qui perchè anche se ora siete stufi di leggere questo articolo perchè è troppo lungo, un giorno riuscirò a tenervi incollati allo schermo, con i fatti, e perchè chi prima neanche leggeva questi articoli (non solo i miei, ovvio) oggi è un mio, nostro sostenitore.

Resto qui perchè voglio che i miei figli nascano qui e vivano in una città diversa, e perchè possano ringraziarmi di aver lottato per sostenere i loro diritti.

Resto qui perchè se un cittadino viene denunciato dal Sindaco, e poi viene assolto, voglio che ci siano delle scuse pubbliche.

Resto qui perchè sono sicuro che un giorno la mia città cambi, cambi il mio paese, e che un rappresentante politico sia così onesto da ammettere i propri errori come ha fatto Obama dopo le elezioni di mid-term.

Resto qui perchè non voglio che esistano politici di professione, e voglio evitare la pubblicazione del dizionario italiano-politichese, politichese-italiano.

Resto qui perchè abbiamo un futuro da conquistare e da pretendere, tutti insieme, sarà dura ma sono fiducioso in noi.

Gianluca  Popolla

Aggiornamento del sito compiuto? A metà…


Cari lettori,

finalmente vi annuncio una buona notizia: il sito del Comune è stato aggiornato!

In seguito al mio articolo, che ho inviato all’attenzione del Signor Sindaco, la nostra amministrazione ha provveduto all’aggiornamento del sito internet prima non funzionante, un esempio di come sia utile, essenziale una stretta collaborazione tra cittadini ed ente locale.

Solo in questo modo si può migliorare insieme, crescere insieme, progettare insieme il nostro futuro, quello dello della nostra città, dove vivremo noi e vivranno i nostri figli: è il motivo delle varie proteste a cui ho partecipato, non una speculazione partitica, ma una forma di critica costruttiva nei confronti di chi ci governa.

Se non vedo i miei diritti, le mie prerogative, quelle della mia città rispettate ho il dovere di esprimere il mio dissenso e non solo dietro ad un computer…

Quindi, non ho alcun problema nell’affermare che in questo caso l’amministrazione comunale è stata veloce ed efficace nel risolvere un problema prospettatole da un suo cittadino:ciò dimostra a chi sceglie di tacere che la critica, costruttiva, serve ed è essenziale in una società democratica..non sono contro l’amministrazione a prescindere..

Si sedes non is, si non sedes is (che può leggersi al contrario..)

P.s-

Ad articolo fatto però noto delle stranezze sul sito:

il regolamento del consiglio comunale, il regolamento per il condono dei tributi locali non sono ancora stati inseriti;

-mentre  ci sono dei documenti che non dovrebbero esserci insieme ai regolamenti inseriti: per esempio insieme al regolamento autotutela c’è il documento “Collegamento bus Ceccano-Anagnina“; insieme al regolamento impianti sportivi c’è il documento “nomina degli scrutatori-criteri di nomina”;

Documenti che non hanno nulla a che fare con tali regolamenti, quindi si invita l’amministrazione al completo aggiornamento del sito e lo si ringrazia per l’intervento repentino in seguito ai problemi sollevati nel precedente articolo…

Gianluca Popolla

mancanza comunicate al Sindaco tramite servizio e-mail predisposto sul sito della nostra amministrazione comunale:

http://www.comune.ceccano.fr.it/contatti.asp

 

 


Il sito del Comune non funziona!?


Cari amici lettori,

il sito internet del nostro Comune non funziona correttamente, sembra infatti esserci un problema di programmazione che non permette la lettura dei vari regolamenti e dello Statuto del nostro ente comunale.

Un problema non da poco, se si aggiunge che qualche mese fa avevamo riscontrato l’impossibilità di inviare e-mail al Sindaco, presunto servizio per un contatto diretto con il Primo cittadino di cui invece neanche il sottoscritto ha potuto usufruire.

Pertanto si richiede a chi di competenza di agire per la risoluzione dei problemi segnalati, in nome di una migliore comunicazione con i cittadini.

Potete verificare di persona a questo link:

http://www.comune.ceccano.fr.it/Regolamenti.asp?v=9

Gianluca Popolla

P.sla presente è stata inviata in data odierna al Sindaco Ciotoli tramite l’e-mail predisposta sul sito del nostro Comune:

http://www.comune.ceccano.fr.it/gc.asp?tAmm=sindaco&v=1

 

Una risposta personale alle critiche di Agostino Ciotoli


Oggi apro Ciociaria Oggi e alla pagina di Ceccano trovo, puntualmente, le critiche della nostra manifestazione da parte di Agostino Ciotoli, cui è stato affidato l’ingrato compito di trovare sempre qualcosa da ridire riguardo a le proteste della società civile. Prima “le strumentalizzazioni di Ruspandini”, ora la “sfiducia nella Magistratura”, è giunto il momento di dire Basta a questa piccola macchina del fango.

Innanzitutto, ad onor del vero, voglio precisare che la manifestazione era organizzata e costituita da liberi cittadini non inscrivibili all’interno di alcun contenitore politico.
Questa compagine avrà molta esperienza sul campo ma non riesce ad accettare che ci sia qualcuno che possa criticare l’operato dell’Amministrazione a prescindere dall’appartenenza politica. Parlare di giovani che hanno “sfiducia nella Magistratura” è un pretesto per gettare fango sulle voci di alcuni sparuti spiriti liberi ( per questo non controllabili da nessuno), un mezzo inspiegabile con cui sottolineare le pagliuzze negli occhi altrui senza vedere la trave ne proprio occhio.

Questi giovani, assessore, hanno “sfiducia nella politica”, una sfiducia reciproca. Sono trattati male perché non seguaci dei vari pensieri unici. Non si meraviglierà nessuno, se in un futuro, saranno proprio questi giovani a voltare le spalle ad una chance politica che non gli ha dato spazio; e quendo sarà il tempo delle domande ci gusteremo la scena di questo Comune che si chiede come mai la sede del PD sia sempre vuota da volti giovani, da ragazzi e da proposte.

Avete gettato al vento una delle numerose occasioni nelle quali potevate dimostrarci di essere aperti al confronto, bollandoci perché non riuscite a capirci. Concludo dicendo: abbiamo sfiducia in una politica che poteva giocare d’anticipo, dimostrando la propria non colpevolezza tramite l’arma della trasparenza; una politica che non trova altro di meglio da fare che dire “sono vili accuse” e pretende che noi ci accontentiamo di questo.

Giovanni Proietta

P.S: Mi scuso con Gianluca per aver portato il discorso su un piano molto terreno dove lui aveva cercato di elevarlo verso più nobili orizzonti (il bellissimo articolo che ha scritto su Aung San Sukii)

“Even if you are not political, politics will come to you”


14 Novembre, Domenica mattina

E’ lontano il ricordo dei problemi, sembrano non potermi toccare in alcun modo i problemi della mia città, della mia nazione, della mia vita.

Chi pensa ai problemi che ci circondano la domenica mattina?

Chi pensa ai problemi che li circonda il sabato sera?

Pensiamo ai problemi che rischiano di compromettere il nostro futuro?

Mi accorgo che la risposta a queste tre domande è no.

Questa convinzione penetra dentro me, quando leggo il messaggio personale su un famoso social network di un famoso cardine della democrazia, Aung San Suu Kyi– ecco le sue parole: “Even if you are not political, politics will come to you” tradotto “anche se non siete politici, la politica verrà da voi”.

La testimonianza  di una donna che ha passato 15 degli ultimi 21 anni segregata da un regime anti-democratico, una donna che alla morte del marito non è voluta andare al funerale per paura di non poter più rientrare nel suo paese, una donna che non ha visto i suoi figli per 10 anni con un solo fine: permettere ai suoi connazionali di poter esprimere i loro pensieri, le loro opinioni, in una sola parola democrazia.

Penso e spero che ognuno di noi si rapporti con il messaggio di Aung San Suu Kyi e si chieda: “Faccio davvero qualcosa per la democrazia? Posso impegnarmi maggiormente per il mio futuro?”

Nella vita ci sono scelte, anche di Domenica mattina: possiamo restare nelle calde e rassicuranti coperte del nostro letto, possiamo lasciare che questa testimonianza passi inosservata oppure ragionarci un pò su…e a decidere siamo solo noi…

Link utili:

http://www.facebook.com/aungsansuukyi

http://it.wikipedia.org/wiki/Aung_San_Suu_Kyi

http://www.corriere.it/esteri/10_novembre_14/aung-san-suu-kyi-primo-discorso_6dee12b2-efc7-11df-aa12-00144f02aabc.shtml


Gianluca    Popolla

Appunti di un non-leone della tastiera per curiosi e attenti supporter del blog


Purtroppo non ho avuto e non ho il tempo per seguire tutti gli effetti perversi che si sono scatenati su Internet a seguito della manifestazione svoltasi martedì. Non posso pretendere di conoscere tutte le opinioni in merito, ma per correttezza nei confronti del blog, dei lettori, dei componenti del Comitato o dei semplici curiosi, ho deciso di fare perlomeno una rettifica delle indiscrezioni provenienti da tanti centri di opinione diversi.
Pubblico una rettifica all’articolo di Francesca Ceccarelli sulla manifestazione di Martedì 9 novembre 2010 pubblicato il giorno successivo alla Manifestazione e colgo l’occasione per rettificare un’associazione di idee molto comune che può facilmente attecchire tra gli osservatori della manifestazione per la legalità e la trasparenza svoltasi fuori dal Cinema Antares durante lo svolgimento della Tavola Rotonda “Mafie vicine e lontane”. Ai curiosi (ma non abbastanza da farci delle domande), fazione degli scettici che ci sono passati davanti schifati, probabilmente ignorando persino la composizione della compagine di protesta, voglio chiarire due cose.
Premetto che avrei pubblicato questa rettifica se non fossi stato impossibilitato a farlo e soprattutto che le successive considerazioni non intaccano il valore della manifestazione e dei suoi partecipanti ai quali rinnovo la stima per avere avuto il coraggio di dire la propria anche in situazioni difficili come questa è stata (i veri contestai, anzi contestatissimi,. siamo stati noi, tagliati fuori dal dibattito, da internet, vittime di una terribile damnatio memoriae).

1: A manifestare quel giorno erano un gruppo di cittadini non collocati entro alcun contenitore politico e non (nè Gioventù Italiana nè CeccanoViva erano presenti in quanto tali all’evento)

2: La protesta è stata interamente organizzata da questo gruppo

Grazie

P.S: A breve pubblicheremo ulteriore materiale per raccontarvi quello che anche in rete si vuole celare. Non lasceremo che i nostri supporters, o almeno coloro che ci seguono sporadicamente, possano farsi un’idea sommaria sulla faccenda. Ci prendiamo noi l’onere di raccontarvi come sono andate le cose. Qualcuno mi ha manifestato il suo timore a che questa rettifica sia sfruttata dalla stampa come un boomerang per dividerci. Questi tecnicismi, questi calcoli, proprio non mi piacciono. La nostra strategia è la chiarezza, chi vuole fraintendere fraintenda

Giovanni Proietta

Protesto per la legalità e non per le accuse del corvo…


Ieri alle ore17 circa presso il teatro comunale “Antares” si è svolta una conferenza sulla legalità a cui ha partecipato tra gli altri  Don Ciotti, presidente dell’associazione “Libera”, ed a cui erano presenti il Sindaco Ciotoli e l’Assessore alla cultura Pietro D’Annibale.

Insieme ad altri amici ho protestato per il rispetto della legalità che, come ha detto lo stesso Don Ciotti, non è un principio ma è, deve essere, un pre-requisito degli atti che compiamo quotidianamente..

Corvo o non corvo, non è questo il problema, almeno per ora: sulle accuse nei confronti dei nostri amminsitratori, sui presunti reati descritti nella lettera di cinque pagine sentenzierà la magistratura e non sarò pertanto io ad ergermi come giudice e non sarò io a condannare i presunti colpevoli, anzi presunti innocenti secondo il principio “in dubio pro reo” (nel dubbio a favore dell’accusato) sancito dalla nostra Costituzione.

La mia protesta è più generale e se permettete di più ampia portata: riconduce al suddetto pre-requisito di legalità e al principio di trasparenza, principi che lettera o non lettera, veridicità o meno delle accuse sono sempre da difendere e dai quali non si può prescindere in una società democratica.

Per questo protesto, e lo faccio per chi è assetato di verità, e non per gli accusatori a prescindere, e lo faccio per chi vuole dimostrare la propria innocenza in tutti i modi, anche e soprattutto istituendo una commissione d’inchiestan”tecnica” per raggiungere tale fine.

Protesto per difendere un principio e non per attaccare i partiti o l’amministrazione, protesto perchè voglio che la giustizia faccia il suo corso e accerti i presunti reati permettendomi o di togliere il “presunti” davanti ai reati o di etichettare le accuse del fantomatico Corvo come “insulse”, protesto inoltre perchè un Comune nel quale si organizzano convegni e conferenze per la legalità e nei quali si intitolano una piazza ed una Mediateca a “Peppino Impastato” non può rigettare la proposta di istituzione di una Commissione di tecnici esterni per accertare eventuali responsabilità politiche.

Protesto perchè non si può essere visti ogni volta come guastafeste o complici dell’opposizione  nel momento in cui esprimo il mio dissenso o divergenza; protesto perchè il Sindaco nel rispondere su tali questioni ha solamente etichettato come infami i diffusori della lettera senza però spiegare il no compatto della maggioranza alla Commissione.

Non credo sia una questione politica, non lo è, e lo sarà solo nel caso in cui i presunti reati siano accertati dagli organi competenti, evidenziando così tali responsabilità.

Perciò ora nè giudice nè proibizionista, ma solo un cittadino che vuole difendere la legalità.

Gianluca Popolla