Intervista ad “Ascetico Apolitico” di Bari


Il primo articolo di “dieci domande in giro per l’Italia”
Da: asceticoapolitico da bari, puglia!
1-Cosa significa politica per te al giorno d’oggi?

1) il significato di Politica ai nostri giorni è lo stesso del filosofo Pericle, sono le “occassioni”, gli “eventi” e gli “uomini” che talvolta ne danno una interpetrazione a proprio uso e consumo!
2-Il significato reale di politica è rimasto intatto? Se no, perchè?

2) un Cittadino che vuole fare Politica attiva deve avere tre requisiti fondamentali:
– spirito di servizio
– interesse legittimo
– lungimiranza
in un solo termine: Onestà Intellettuale!
se anche uno dei tre requisiti viene minimamente intaccato, non esiste più la Politica, ma solo affarismo e appalti!
3-Parlaci delle tue esperienze politiche.

3) il mio voto è la mia esperienza politica; ho una vita politica, sono Cittadino Italiano!
4-Una cosa che vorresti la politica realizzasse…e una che vorresti non avesse mai realizzato..

4) la Politica è il mezzo per raggiungere dei fini, i più variegati e molteplici che servono per il bene della collettività, ovviamente questo avviene attraverso donne e uomini che per un breve periodo della loro vita si mettono a disposizione della collettività!
5-Che ne pensi del rapporto tra informazione e politica?

5) non deve esserci nessun rapporti di alcun genere, penso che l’informazione deve essere il “cane da guardia” del potere politico, penso anche che l’informazione dovrebbe essere libera a 360°!
6-Che ne pensi del rapporto tra giovani e politica?

6) penso che le domande siano poste in maniera errata, ovvero si confonde il temine Politica, con il termine politici, la quotidianetà della vita è Politica, la casalinga che sceglie un supermercato piùttosto che un venditore ambulante fa Politica attiva, lo studente che sceglie la facoltà, fa Politica attiva e cosi via; è sbagliato legare un concetto cosi ampio e profondo, che praticamente investe tutta la nostra vita, a concetti come partito o uomo politico; penso che i giovani abbiano capito questo errore di fondo e che si allontanano volontariamente dalla politica intesa come partito o uomo politico, infatti i vari movimenti come il Popolo Viola e il “grillismo” fanno mambassa di giovani!
7-Se uno dei due partiti maggiori ti chiedesse di candidarti nelle sue fila cosa gli risponderesti?

7) in Democrazia contano le idee prima dei numeri, i grossi partiti di solito non hanno grossi contenuti!
8-Quali sono le tue speranze per il futuro della politica e della nostra società?

8- il termine speranza non mi piace, sembra quasi che stiamo sull’orlo di un precipizio, la Politica non ha bisogno del termine speranza, ma ha bisogno di Onestà Intellettuale!
9-Quale atteggiamento riscontri nelle persone che ti circondano nei confronti della politica?

9) siamo italiani, in faccia ti gridono: “piove governo ladro”, ma poi vanno a votare sempre gli stessi, magari con la “speranza” di trovare un posto al figlio!
il grandissimo Alberto Sordi ha “spiegato” alla perfezione il popolo italico!
10-Parlaci di un aspetto positivo della politica nella tua città.. 

10) gli aspetti sinergici della Politica sono molteplici, quello che può fare un sindaco è molto limitato e sente degli “influssi” degli altri enti e del livello nazionale!

Da un’intervista di Gianluca Popolla

N.b-le interviste sono pubblicate così come pervenute per la massima trasparenza fondamentale ai fini dell’indagine e la pubblicazione avviene successivamente ad una autorizzazione dell’intervistato.

Annunci

De senectute


Carissimi!

La mia attenzione, oggi, si concentra non su temi quali il fiume Sacco o la res pubblica ma, come è facile capire dal titolo, parla sulla vecchiaia: mi direte, come mai? Ebbene, desidero scrivere un pensiero verso gli anziani, digni nostrae venerationis: lo scrivo perchè, girovando su youtube, mi sono imbattuto, senza tuttavia guardarlo, su un video della trasmissione di Canale 5 “Uomini e donne” che, da qualche tempo, dedica agli anziani un loro spazio. La mia opinione? Sorrido, perchè vedo questi desiderosi di vivere, come direbbe Battiato, “la stagione dell’amore”: tuttavia tale programma , che ha dato vita a termini quali “tronisti”, anche per quanto concerne gli anziani, non muta orientamento anzi pare quasi che gli anziani diventino “tronisti” anche loro. E’giusto ciò? Io non posso giudicare poichè non “strumenta regni habeo” però vorrei esprimere una personale opinione. Gli anziani sono un patrimonio inestimabile,  specie in una società in cui il tasso di natalità è davvero minimo: nella nostra Italia gli anziani, nel giro di qualche decennio, sono duplicati, triplicati, rendendo tale paese, un paese vecchio. A loro, però, noi non possiamo non dire nulla, abbandonarli  in pessimi luoghi, noi dobbiamo vedere in loro  numerosi valori, valori che, putroppo, noi non riusciamo ad avere nella loro totalità . Sulla vecchiaia, “De senectute”. Cicerone ci invita a riscoprire, nella figura di Catone il Censore, un ideale di vita (la vecchiaia) di cui noi siamo deficenti non solo perchè non l’abbiamo ancora raggiunta ma anche perchè mai, forse, ci siamo posti in mente cos’è veramente la vecchiaia. . “Tutti desiderano raggiungere la vecchiaia, ma una volta raggiunta la investono di accuse”.  Tali parole (putroppo non trovo il testo latino) possono essere applicate anche al nostro tempo, un tempo che verso gli anziani, non ha quel rapporto che si aveva in antiquo tempore. Gli anziani, anzitutto, sono saggi e come tale ci indirizzano verso la nostra di saggezza: un consiglio, una parola, un pensiero, detto da loro può essere applicato nella vita corrente poichè il nostro intelletto, nostro di persone che non hanno raggiunto l’anzianità, può sbagliare ma con tali consigli, almeno si spera, possiamo non sbagliare!

Perciò riconosciamo in loro il valore di savi, magistri vitae pro nobis, affinchè la nostra vita, con le loro parole e sopratutto con il nostro ascolto e l’applicazione, si dica votata alla saggezza sempre!

Giancarlo

Dieci domande in giro per l’Italia…


Cari lettori,

vorrei introdurvi oggi una nuova concezione di blog, che mancava a Cogitanscribens, uno di quegli obiettivi che avevamo prefissato dalla nascita di questo spazio: il contatto diretto con la gente, sfondare la bidimensionalità dello schermo ed usufruire di questo mezzo di comunicazione così come non avevamo mai fatto e così come è nelle sue possibilità.

Cercherò di fare un viaggio nelle in-certezze dei cittadini del nostro Stato, analizzando quel settore che maggiormente trattiamo in questa sede: la situazione socio-politica italiana e locale; cercherò di selezionare persone provenienti da paesi lontani e diversi e di vedere quali sono gli elementi che uniscono e ci dividono e soprattutto testare la fiducia delle persone nella nostra classe politica.

Tutto questo in semplici dieci domande che porrò a semplici cittadini che affrontano come noi la quotidianità e che si trovano di fronte situazioni e sfide difficili, ma non impossibili, da superare: è la politica lo strumento che può migliorare la loro situazione e contribuire a tal fine?

Spero di scoprirlo, spero che lo scoprirete insieme a me…

Chiunque lo voglia può partecipare inviando nel sito o alla mail cogitanscribens@live.it le risposte alle dieci domande, fisse, che pubblicherò a breve.

Gianluca  Popolla

 

 

Condoglianze


L’intero staff del blog si associa al dolore della famiglia De Santis per la scomparsa di Mario. Un abbraccio speciale va al nostro amico Riccardo, a sua sorella e sua madre, perchè possano superare con forza questo grave lutto.

-CogitanScribens-

A scuola di Costituzione..


Rappresentare un gruppo, significa tutelare gli interessi di una moltitudine di persone e mediare, quindi, quegli aspetti della loro personalità che sembrano essere incompatibili: occorre fissare dei principi che garantiscano a tutti libertà individuali e sociali; il diritto a vivere libero in quanto essere umano e il diritto di professare il proprio credo, di esprimere le proprie opinioni ed anche il proprio indirizzo politico.

Non bisogna però dimenticare che l’aumentare dei diritti implica una restrizione della possibilità di goderne.

La giusta legislazione della disciplina delle libertà impone infatti che ci sia un meccanismo di bilanciamento (checks and balances) il quale in base ai criteri di ragionevolezza e proporzionalità cerca un punto di equilibrio tra i diritti e le libertà contrastanti: vale a dire che più interessi (includenti diritti e libertà) sono tra loro in conflitto e più limitazioni ad esse verranno poste.

Affascinante è il principio per il quale una norma che affermi un diritto è giudicata legittima:

-nel momento in cui garantisca l’operatività minima dei diritti confliggenti ovvero la possibilità di esercizio di un diritto e la tutela di un determinato interesse;

-inoltre dove sia accertato che non esista un altro strumento di legislazione in grado di limitare in maniera minore i suddetti diritti secondo il principio “less restrictive means”.

Meccanismi a dir poco venerandi e se pensiamo che sono stati stabiliti dai Nostri Padri Fondatori mettono in risalto la lungimiranza e la minuzia di un progetto che ancora oggi non può dirsi pienamente realizzato o meglio attuato.

Meccanismi allo stesso modo complessi e che non possono essere analizzati in maniera superficiale, come purtroppo oggi avviene sia da parte di noi cittadini che da chi dovrebbe concretamente attuarli: i politici.

Questo richiede un grande dibattito democratico, che deve trascendere le appartenenze politiche e che, arma a doppio taglio, deve definire da un lato i nostri diritti ma dall’altro i doveri a cui dobbiamo adempiere.

Un esempio concreto? Eccolo.

Nel momento in cui si parla di aborto abbiamo due diritti confliggenti: il diritto alla vita del nascituro e il diritto alla salute della donna gravida.

In questo caso è difficile stabilire una linea di confine tra comportamento legittimo ed illegittimo: sino a dove può essere tutelato il diritto alla vita del nascituro? Può essere tutelato anche nel caso di gravi rischi di salute della donna gravida?

Un conflitto difficile da dipanare che richiede delle posizioni aperte al dialogo o perlomeno non statiche su dogmi, religiosi e non, che portano all’impossibilità di un compromesso tra le parti.

Sì, compromesso, in questo caso è il termine più giusto: orribile sarebbe vedere l’aborto nelle mani dell’una e dell’altra fazione e l’alternanza di decisioni opposte porterebbe ad un fallimento poco proficuo.

Pertanto in questo caso sarebbe necessario stabilire quali misure siano universalmente o quasi riconosciute nell’ambito della questione, a grandi linee: come gli abortisti saranno d’accordo nel limitare la possibilità d’aborto in casi di stretta necessità, cosi gli anti-abortisti daranno il consenso ad una norma che fissi dei casi-limite nei quali è consentito abortire.

Non solo affermare i principi da seguire, ma definirli, stabilire i limiti della loro portata certficandone così la validità: è questo l’obiettivo della nostra Costituzione.

E sarebbe giusto secondo me, visto lo stato in cui vige la nostra nazione, insegnarLa nelle scuole: dalle elementari alle superiori, che sono i luoghi dove maggiormente vengono indottrinati molti ragazzi che la Costituzione non sanno nemmeno cosa sia…

Chi sta dalla mia parte?

Gianluca  Popolla