Quella notte del 24 agosto 1572…


Carissimi!

Ho voluto iniziare questo articolo che segna, magna cum laude,  il mio ritorno a scrivere dopo una ventina di giorni, con una data che, pur nella sua antichità, rappresenta un giorno importantissimo ma, al tempo stesso, dolorossisimo per quanti vi perirono o per quanti ne restarono illesi. Il 24 agosto 1572, cioè più di quattrocento anni fa, in Francia accadde un fatto che sanciva di fatto la crisi del sistema di quei tempi che viveva unicamente sotto la difesa della cattolicità: la strage di San Bartolomeo.  Sia, dunque, per questo dies infaustus, che oggi scrivo non per inveire ma per fare un raffronto tra il 1572 e il 2010 dedicato per l’appunto alla difesa delle religioni.  Senza scendere nei minimi dettagli di questa vicenda (anche se sono solletticato a farlo) si puo’dire, benissimo, che tale strage venne ordita da Caterina de Medici la quale, assieme all’inetto figlio Carlo IX, compì questo scellerato delitto o meglio una serie di scellerati delitti che sancirono, di fatto, l’apoteosi della lotta al protestantesimo iniziata, fin dal 1525 (Dieta di Samalcada, Carlo V).  In Francia si era, via via, acutizzato un odio verso i protestanti che, invece, riuscirono, sotto Enrico IV (Parigi val bene una messa) addiritura a prendere il trono nel 1589 inaugrando la dinastia borbonica finita, tra più riprese, nel 1830 con Carlo X.  Non vorrei abbandonarmi nelle braccia della madre storia ma vorrei fare un raffronto: la situazione odierna del cristianesimo in generale, senza dividere cattolici da protestanti o i copti dagli anglicani. In Europa, luogo principe delle lotte religiose, oggi vediamo una pace forte che tuttavia nasconde alcune crepe che, man mano, si vanno aprendo sempre più: tuttavia non è il vecchio continente a essere il focolare di tali episodi, ma il nostro orizzonte raggiunge l’Oriente sia vicino sia lontano. Ecco che qui, nei luoghi ove nacquero le religioni, si assiste a una lotta senza tregua tra stato e religione. La libertà religiosa è minacciata e non dobbiamo pensare che ciò sia lontano e che noi siamo esenti dal pronunziare parole di vicinanza o prodigarci dall’aiutare quei nostri fratelli che credono in un unico Dio.  Dio, proprio questa parola, non è una moda passeggera ma è un vocabolo così bello, così eloquente che ispira, anche alla mente più menefreghista, una parola.  Leggevo, ultimamente, un piccolo libro: i cristiani perseguitati nel XX secolo ed ecco che, dinnanzi agli occhi miei, è apparsa una scia di vittime del cristianesimo, nuovi martiri. Noi dobbiamo presevare la libertà religiosa che è sinonimo di uno stato giusto e democratico.  E qui, concludo, questo articolo de difesa fidei affermando che, dalla strage di San Bartolomeo, molto è cambiato e molto ancora cambierà e noi, uomini e donne del terzo millenio, mentre volgiamo il nostro sguardo verso questi tristi fatti, non possiamo che affermare un’unica ,sola, eloquente  parola: pace!

Giancarlo.

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