Trasparente come l’aria


di Gianluca Popolla

Alla fatidica domanda: “Ceccano deve cambiare?” il coro sembra unisono, in modo molto scontato direi, e rimane solamente un coro così campato in aria, una mistificazione.

Il cambiamento è sulla bocca di tutti, nella testa di pochi e nelle possibilità di ancor meno persone.

Scopro ora un lato della superficialità politica ceccanese, di destra e di sinistra, sorprendente e che non avrei mai voluto vedere: a chi dice che basterebbe un cambio di amministrazione, invocando svariati ed improbabili messia rispondo che la situazione è molto più grave, purtroppo.

Serve un cambio di mentalità, generazionale, non tanto anagrafico ma quanto ideale, programmatico.

Nelle discussioni emerse su Facebook dove “dialogano” i vari politici, politicanti di turno, non c’è altro che un rimembrare soave quanto inutile un passato che ormai è tale ma che viene trattato come presente, come futuro.

E questo mi preoccupa, come preoccupa molti miei coetanei (non di età) che sono disorientati ed esclusi da una politica in cui non c’è posto per chi non è adepto dei vari messia di turno o semplicemente compie un discorso più trasversale che non è catalogabile all’interno di un partito.

Congiura!

Nella politica dove il trasformismo è regola (penso che si contino sulle dita di una mano i politici che votano alle nazionali “A” e alle comunali si schierano con “Z”) esistono solo barricate, nemici e ripicche e non alleanze programmatiche ed apprezzamenti.

Tutti angeli e tutti diavoli.

Nella discussione di Fb più volte ho chiesto di guardare al futuro: un giovane punta a quello, per sè e per quelli che lo seguiranno ma le risposte sono negative anzi non ci sono, trasparente come l’aria in un ambiente (quello politico) in cui l’aria non si respira più o non è dato a noi respirarla.

“Nescio sed fieri sentio et excrucior”

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Attenti alla politica del “fare”…


di   Gianluca Popolla

“Fare agli altri quello che vuoi sia fatto a te”…ecco la citazione di una giovane esponente del Pdl nel programma di La7 “In onda”, simbolo di un partito creato in laboratorio ed aperto a tutto ciò che è affine alla volontà di quei pochi a cui il partito è funzionale.

La frase in verità sarebbe “Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te”, famosa come la regola d’oro e molto più densa di significato rispetto alla maccheronica espressione della giovane, ma non nuova, pidiellina.

Un semplice errore? Forse…

Ma anche un segnale, un sintomo di come nel Pdl tutto sia concesso con l’unica ed incombente discriminante della volontà del capo: “Niente correnti”, “Gli elettori vogliono che noi facciamo…”, “Chi vota contro è fuori dal partito”: tutti aut aut che hanno un solo significato: Uno comanda, gli altri eseguono.

Eliminare le correnti perchè sono d’intralcio, portare innanzi la supremazia popolare sempre e comunque, non lasciare spazio al confronto: tutto deve essere piatto, liscio, perfetto nella sua imperfezione, una politica da trangugiare senza assaporare così come si fa con una medicina, ma che non ha gli stessi effetti, anzi è sicuramente un medicinale sbagliato.

Una sola domanda: quando si parla di fare, quando si parla di contenitori, di norme, di idee, si guarda il contenuto, la qualità oppure basta solamente fare ?

Paradossalmente molti dittature quantitativamente fecero molto di più di altri, un esempio?

Miriam Makeba e i milioni di soldati della potenza nazista…

Di certo in quantità di fare i soldati surclassarono la cantante africana, ma se quest’ultima diede speranza e la forza di lottare contro l’oppressione a milioni di persone, i nazisti non portarono altro che distruzione..

“Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te” significa il rispetto dell’altro nella sua diversità, nel suo essere uomo.

“Fare agli altri quello che vuoi sia fatto a te” presuppone l’uguaglianza perfetta, l’impossibilità della diversità con l’altro: esiste solo chi è come me e basta.

E se chi la pensa così è la maggioranza della maggioranza…

da Riccardo Del Brocco: su l’isola pedonale


Così riceviamo e pubblichiamo da Riccardo Del Brocco:

“L’isola pedonale è stata avviata con un’ordinanza fatta dal sindaco nella mattina di Sabato 3 luglio 2010 che vieta la circolazione dei mezzi a motore dalle ore 22:00 alle 3:00 per tutto il periodo estivo nel centro della città. Già dal giorno seguente ho ricevuto decine di segnalazioni da parte di tutti i commercianti interessati che descrivono questo provvedimento come un vero flop.
Nel giro di qualche ora e con una decisione presa così, di imperio e senza consultare nemmeno le categorie interessate come quella dei commercianti, il sindaco ha sancito l’ennesima manovra impopolare che va a discapito degli esercenti del centro.
Mentre in altre realtà di Italia si sarebbe aperto un tavolo di concertazione con tutte le categorie interessate (cittadini, forze dell’ordine e commercianti) qui si prendono decisioni estemporanee senza pensare all’effetto che potrebbero avere per i cittadini e per i commercianti che in questo caso hanno subito un danno economico considerevole.
Il coro unanime è che, messa così, l’isola pedonale è solo dannosa per la città.
Quindi se da un lato critico l’operato del sindaco che ha agito senza consultare nessuno, dall’altro critico chi urla allo scandalo e vorrebbe vedere il centro-storico morto ed adibito a parcheggio della propria utilitaria.
Il centro storico è un patrimonio di tutti, dei ragazzi che lo animano e danno sotentamento alle varie attività commerciali, degli anziani e di tutte le famiglie che vogliono vivere il cuore pulsante della città. Misure di castrazione verso le attività commerciali, verso attività ricreative, feste e quant’altro ne vedrebbero solo un ulteriore spopolamento.
Sono contro la militarizzazione del territorio e a favore di una programmazione sana, concordata, all’altezza della 5 città della provincia.
Soltanto innescando un meccanismo virtuoso potrà cambiare la mentalità della gente.
Una piazza dove si litiga, si spaccia, si urla non mi piace. E in questo contesto,chi sbaglia deve pagare.
Una piazza deserta, vuota, sorda è altrettanto negativa però.
A Ceccano serve aprire una seria e serena riflessione sulla cultura dell’accoglienza, non possiamo descrivere la vitalità del centro, e a Ceccano c’è ancora troppo da fare in questo senso, come caos indiscirminato.
In merito all’ordine pubblico ribadisco che la mia linea non è quella di avere una città militarizzata ma dobbiamo avere la certezza che chi sbaglia deve pagare e garantire a tutti i residenti la dignità ed il rispetto delle regole.
In questo basterebbe solo la presenza di qualche vigile urbano a spasso per le vie del centro almeno fino all’ora di chiusura dei locali, organizzare un’isola pedonale prevista fino alle 3:00 e far finire il turno dei vigili a mezzanotte dimostra ulteriormente con quanto pressappochismo il sindaco ed i suoi difensori si siano mossi in questa vicenda.
Ma va data anche a Ceccano la dimensione di quella città pronta a ricevere cittadini da fuori ed accoglierli nel migliore dei modi, non con multe o restrizioni troppo impopolari.
L’Isola pedonale, non essendo Piazza XXV Luglio Piazza di Spagna, va riempita con qualcosa, con delle iniziative ed una programmazione degna della quinta città della Provincia di Frosinone, come avviene in tutte le altre realtà anche della nostra provincia.
Se non si ha la capacità di capire questo, si rischia solo di danneggiare quel poco che abbiamo.
La visione che ho e che vorrei un giorno realizzare è quella di una città viva, con un centro storico che torni ad essere quel cuore pulsante delle attività commerciali e ricreative, vissuto dai cittadini e dai ragazzi di Ceccano, il tutto nel rispetto dei residenti e del comune senso civico.”

I luoghi dell’anima


In estate a volte si sente il peso di un anno passato sui libri, per chi studia, oppure si sente il peso di ore ed ore di lavoro. In estate arriva il momento di “staccare la spina” e ricaricarsi. Di certo di posti se ne conoscono tantissimi e di certo questo sito non sarà un agenzia di viaggi, ma vorrei consigliarvi qualcosa: un viaggio di fede.

Nell’arco di un anno lavorativo noi siamo così presi dal lavoro e dalle faccende domestiche con tutto noi stessi e ci dimentichiamo del nostro essere cristiani. La quotidianità e le troppe preoccupazioni temporali ci offuscano il nostro obbiettivo finale che è il Paradiso.

Un’ iniziativa molto interessante è stata quella della diocesi di Frosinone che organizzava gite nei più famosi luoghi di culto dell’Europa e tuttora c’è un ultimo evento a settembre in Terra Santa, molto bello.

Nei viaggi a Lourdes o a Fatima, molte persone tornano con dentro di loro una gioia infinita che viene dal cuore. Una gioia che è fatta di preghiera e di silenzio, in quel “pregare” che è immersione di se stessi in Cristo. Il silenzio deve essere della nostra bocca e non del nostro cuore, molto spesso eclissato dalla nostra mente, ascoltare il cuore significa ascoltare Gesù dentro di sé.

Montagna, mare, pianura, l’orto di casa, diciamo in poche parole la natura incontaminata, possono essere buoni strumenti per ritrovare Gesù dentro di sé e riscoprire o riflettere sul nostro comportamento quotidiano e migliorare dove è necessario. Il silenzio della creazione è il luogo dell’anima dove aprire il proprio cuore a Dio ed entrare in confidenza con Lui. Il silenzio a volte è la miglior risposta a molte domande. Le alture dei monti all’interno della Bibbia sono sempre citate come punti di incontri con Dio, ricordiamo Isaia, Mosè oppure la Trasfigurazione. Una passeggiata o una scalata di un monte può essere un atto di purificazione, di liberazione degli affanni quotidiani..

L’estate non è solo il momento dove bisogna esagerare e divertirsi senza un limite, l’estate può essere il momento migliore per riflettere su se stessi e su cosa vogliamo fare nella vita e come comportarci.

“Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con Lui nella gloria” (Col. 3, 1-4) .

Buona estate a tutti!!!!

Pierfrancesco Gizzi

Isola pedonale: due pareri a confronto…


RICCARDO DEL BROCCO

Dopo il primo giorno di isola pedonale, avviata con un’ordinanza fatta dal sindaco nella mattina di Sabato che vieta la circolazione dei mezzi a motore dalle ore 22:00 alle 3:00 per tutto il periodo estivo nel centro della città, ho ricevuto decine di segnalazioni da parte di tutti i commercianti interessati che descrivono questo provvedimento come un vero flop.
Nel giro di qualche ora e con una decisione presa così, di imperio e senza consultare nemmeno le categorie interessate come quella dei commercianti, il sindaco ha sancito l’ennesima manovra impopolare che va a discapito degli esercenti del centro.
Mentre in altre realtà di Italia si sarebbe aperto un tavolo di concertazione, qui si prendono decisioni estemporanee senza pensare all’effetto che potrebbero avere per i cittadini e per i commercianti che in questo caso hanno subito un danno economico considerevole.
Il coro è unanime è che, messa così, l’isola pedonale è solo dannosa per la città.
Quindi se da un lato critico l’operato del sindaco che ha agito senza consultare nessuno, dall’altro critico chi urla allo scandalo e vorrebbe vedere il centro-storico morto ed adibito a parcheggio della propria utilitaria.
Il centro storico è un patrimonio di tutti, dei ragazzi che lo animano e danno sotentamento alle varie attività commerciali, degli anziani e di tutte le famiglie che vogliono vivere il cuore pulsante della città. Misure di castrazione verso le attività commerciali, verso attività ricreative, feste e quant’altro ne vedrebbero solo un ulteriore spopolamento.
Sono contro la militarizzazione del territorio e a favore di una programmazione sana,concordata,all’altezza della 5 città della provincia.
Soltanto innescando un meccanismo virtuoso potrà cambiare la mentalità della gente.Una piazza dove si litiga, si spaccia, si urla non mi piace. E in questo contesto,chi sbaglia deve pagare.
Una piazza deserta, vuota, sorda è altrettanto negativa però.
A Ceccano serve aprire una seria e serena riflessione sulla cultura dell’accoglienza, non possiamo descrivere la vitalità del centro, e a Ceccano c’è ancora troppo da fare in questo senso, come caos indiscirminato.
L’ordine pubblico va garantito per tutti i cittadini ed in questo basterebbe solo la presenza di qualche vigile urbano a spasso per le vie del centro almeno fino all’ora di chiusura dei locali, ma va data anche a Ceccano la dimensione di quella città pront a a ricevere cittadini da fuori ed accoglierli nel migliore dei modi, non con multe o restrizioni troppo impopolari.
La visione che ho e che vorrei un giorno realizzare è quella di una città viva, con un centro storico che torni ad essere quel cuore pulsante delle attività commerciali e ricreative, vissuto dai cittadini e dai ragazzi di Ceccano, il tutto nel rispetto dei residenti e del comune senso civico.

STEFANO GIZZI

Cari amici,

questa mattina abbiamo avuto un incontro con i residenti del centro storico e di Piazza XXV luglio.

Era presente anche l’Avv. FILIPPO MISSERVILLE.

Tutti i numerosi residenti hanno SMENTITO CATEGORICAMENTE le dichiarazioni recenti di un giovane esponente del PDL che aveva assicurato che “i residenti sono contro l’Ordinanza di chiusura al traffico dell’area di Piazza XXV luglio”.

NON VOGLIO ASSOLUTAMENTE RIAPRIRE LE POLEMICHE CON IL “VOLENTEROSO” SEGRETARIO DELL’ASSESSORE RUSPANDINI,
MA ANNUNCIO FIN D’ORA CHE

CON L’AVV. FILIPPO MISSERVILLE STIAMO STUDIANDO i termini di un’Assemblea di tutti i residenti, in modo da smascherare la demagogia vergognosa del politichetto in questione, che per un attimo di visibilità è capace di annientare i diritti sacrosanti di centinaia e centinaia di persone da anni esasperate da questa situazione dell’ordine pubblico e che da anni subiscono grida,schiamazzi e volgarità.

La riflessione di tutti i presenti è stata la seguente:

1 – a soli CENTO METRI DA PIAZZA XXV LUGLIO C’E’ UNO DEI PARCHEGGI PIU’ AMPI DI TUTTA LA PROVINCIA DI FROSINONE. Pertanto chi vuole realmente venire in Piazza XXV luglio può lasciare la sua autovettura nel Parcheggio di Padre Pio e venire comodamente in Piazza, come avviene in tutti i comuni civili dell’Italia intera.
Ad esempio a Veroli, pur non avendo parcheggi molto ampi, c’è l’isola pedonale.

2 – Nel caso in cui qualcuno continuerà a speculare politicamente sulla protesta di otto =dico otto= esercizi commerciali, contro TREMILA RESIDENTI, saremo costretti a organizzare una manifestazione pubblica di protesta sotto le finestre delle abitazioni dei novelli strateghi della mistificazione, in modo da rendere loro pan per focaccia.

Una proposta interessante


http://pietroalviti.wordpress.com/2010/07/18/piano-urbanistico-una-proposta-di-anita-mancini/#comment-321

un’ottima proposta per la partecipazione dei cittadini alla stesura del piano regolatore cittadino, un bell’esempio di democrazia diretta che farà sicuramente paura alla nostra Amministrazione, neo improvvisatasi portatrice di novità con il Piano presentato all’Antares qualche giorno fa.

Su: http://pietroalviti.wordpress.com/2010/07/18/piano-urbanistico-una-proposta-di-anita-mancini/#comment-321
un articolo a riguardo
Lord W

A Ceccano….


Amici!

Da molto tempo questa mano non scriveva ma oggi, a tarda sera, vuole rinnovare quella lieta speranza che indirizza alla città dove si è nati e dove si trascorre la giovinezza e perchè no, tutta la vita. Oggi desidero parlare solo di ciò che accade a Ceccano, pallida luce di una Ciociaria vitale, arroccata su di colle dominante una valle che, da madre, si è trasformata in matrigna, da dispensatrice di frutti come già il sommo Viriglio decantava: “Salve, magna parens frugum, Saturnia tellus, magna virum; tibi res antiquae laudis et artis” Tuttavia questa prosa drammaticamente struggente stona dinnanzi alla situazione odierna:  scarichi, lotte, inquinamento e la gente dov’è? Mi domando: cosa pensa la gente? Cosa possiamo dare a coloro che verranno, quale eredità se lasciamo che la nostra civitas va a rotoli?  Non ho esperienza, è vero, e le occasioni in cui posso parlare sulla mia città mi rendono alquanto gioviale e lieto, ma  grido con voce in difesa di Ceccano che guarda all’avvenire con occhio malato: par quasi adattarsi in questo contesto le tremende parole rivolte da Farinata degli Uberti a Dante, “noi veggiam come coloro che hanno la mala luce”: noi vediamo veramente come vogliamo vedere e solo pochi hanno quel coraggio, anzi quell’ardire di parlare: non faccio nomi ne tantomeno vorrei sollevare polveri con questo presente articolo ma Ceccano vuole riprendersi!

Forza Ceccano!

Se puoi staccarti dall’abitudine del circo trovati una buona casetta a Fabrateria, Al prezzo che tu paghi a Roma per un anno di solo affitto avrai un orticello con una pozza dalla quale senza fune l’acqua si diffonderà tra le tenere insalatine”

Giovenale così scriveva: certo la situazione è cambiata ma vedere Ceccano pulita non può non essere solo un sogno, vuole essere un progetto, una solida realtà per sempre!

Giancarlo.