Per capirci qualcosa in più…


Salve a tutti, volevo segnalarvi questo articolo, trovato navigando sul web, circa il testo dell’accordo sulla FIAT di Pomigliano. Questo è il documento non siglato dalla Fiom per cui è previsto il referendum il 22. Ve lo posto qui così tutti posso facilmente trovarlo e almeno capire di cosa si sta trattando a Pomigliano.

Clicca qui:   http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-06-16/testo-accordo-fiat-pomigliano-130900.shtml?uuid=AYhDg4yB

Pierfrancesco Gizzi

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Avete voglia di sperare?


Ecco alcuni link da leggere per chi si ritiene sfiduciato sul futuro:

http://www.giovaniemissione.it/testimoni/gandhi.htm#pensiero

http://it.wikipedia.org/wiki/Barack_Obama

http://it.wikipedia.org/wiki/Nelson_Mandela

http://it.wikipedia.org/wiki/Aung_San_Suu_Kyi

Sono questi esempi da seguire?

Sicuramente non c’è dubbio.

Ma non è facile, occorre credere in se stessi e nella possibilità di un reale cambiamento, anche quando tutto questo appare impossibile: un credo che diventa fede nell’uomo e nel principio democratico, un credo che va oltre la realtà e che passa nei sogni di quelle persone che non eliminano a-prioristicamente l’azione e che vogliono ancora decidere del proprio destino.

Diceva Bentham: “Chi sceglie si assume le proprie responsabilità, mentre chi non sceglie si affida totalmente agli dei ed al fato”…

Avete voglia di sperare ?

Gianluca Popolla

Perchè sono un catastrofista


Ecco perché bisogna talora dire di no anche se, pessimisticamente, si sa che non servirà a niente. Almeno che un giorno si possa dire che lo si è detto – Umberto Eco

Mi è capitato, ultimamente, di dovermi confrontare, sulla mia visione del panorama italiano nel prossimo futuro e siccome è emersa la mia posizione, appunto, catastrofista, ho deciso di spiegare meglio questa mia previsione.

Nel 1994, era post-tangentopoli, si è venuta a configurare l’occasione di poter azzerare un certo tipo di politica per ripartire da coloro che con un certo tipo di politica non avevano costitutivamente a che fare. Sarebbe stata profeticamente decisiva la “questione morale” lanciata da Beringuer e finalmente sarebbe andato al potere non solo chi, concretamente, non aveva mai governato l’Italia, ma soprattutto l’unico soggetto politico (l’ex PCI) nei fatti immune dalle logiche di palazzo.

Anche i più accaniti fan del “Così fan tutte” pronunciato in Parlamento da Bettino Craxi, riconosceranno che non tutti i politici sono ed erano uguali. C’era una parte d’Italia che per motivi, a mio avviso, più tecnici (non era mai entrata nella sala dei bottoni) che morali, non aveva a che fare con il magna-magna al livello macroscopico.

Nel 94′ la linea retta, inesorabile della storia, si trasforma in una spezzata, la cosiddetta “scesa in campo” con il suo lungo strascico di insulti infondati verso un’Italia genericamente  Comunista, interrompe il corso naturale degli eventi. Questo fatto, aldilà di portare qualche giornalista a formulare teorie molto interessanti che legano la genesi di FI alla Mafia, basate peraltro su dichiarazioni di pentiti ( a quanto pare poco attendibili per qualcuno e quindi attendibilissime), si costituisce comunque come un fatto molto particolare all’interno della Storia italiana, di innegabile valore e di particolarissime caratteristiche.

Un partito fondato dall’alto (art. 49 “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti…”), da un imprenditore, il quale possiede delle televisioni e in maniera controversa arriverà a possedere una società di editoriale…Domande e risposte che la Storia, come ci insegnano i precedenti misteri che ancora aleggiano sulla nostra Repubblica, verranno solo col tempo, quando appunto “potremmo dire la verità” e “non ce la ricorderemo più”. Si può sperare solo in questo…

Diciamo che la spezzata è andata avanti creando una nuova forma di potere, un quinto potere, che coniuga il potere politico con quello mediatico, un oggetto non identificato, nel quale si mescolano ad arte i due caratteri. Quello che era solo potere politico, ci ha conquistati, tutti, e ci rende impassibili di fronte agli spicchi, sempre sottili, di libertà che ci vengono sottratti nell’assordante nebbia di migliaia di parole. Non è dittatura, la dittatura è violenza, e la violenza attira sguardi indiscreti, soprattutto se sei un Paese Europeo, un Paese che ha combattuto due conflitti mondiali, vissuto in un regime totalitario per conquistare la propria libertà. Ecco la soluzione: procedere a passi lenti, insinuandosi nelle menti, strisciando nei discorsi che si fanno tra amici, evitare le piazzate, insomma, “le tragedie” evocate da Totò Riina. Meglio agire sottobanco, mettere a tacere dove si può, senza fare clamore inutile.

Conclusione: qualche anno fa si poteva agire, si poteva parlare ancora di certe cose, in un certo modo, ma una certa sinistra incominciò a prendere posizioni incomprensibili, inspiegabilmente conniventi (http://www.youtube.com/watch?v=swntE1iWB5Y&feature=PlayList&p=5979D6E93968EF89&playnext_from=PL&index=0&playnext=1), e sui temi cruciali, come quello recente della corruzione, non si leva, da parte loro, un coro unanime per affermare la propria diversità. Insomma la sinistra e la destra mi sembrano come l’uomo e il maiale alla fine di Animal Farm, non si riesce più a trovare delle differenze.

E in quel gioco vorticoso che è la politica chi ha la meglio? Quella maggioranza degli italiani che ama derogare, alla perenne ricerca di un condottiero che sappia dare risposte immediate ai suoi problemi.

E’ troppo tardi per agire… e questo mi rende un catastrofista

[…]Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo
Eugenio Montale-Non Chiederci La Parola
di  John Lilburnne

Lo sapevate che…?


di Gianluca Popolla

Sappiamo davvero tutto della nostra città? Ma soprattutto vogliamo saperlo?

Nel primo caso ci sarebbe un problema d’informazione, nel secondo uno di interesse e di fiducia in chi gestisce la cosa pubblica.

Ecco perchè voglio ricordare, con questo ed altri articoli, quella serie di eventi che mi fanno pensare (e non sono l’unico per fortuna!!): “io voglio che questa città sia differente”; siate sinceri e riflettete su quello che vi dirò.

Ma voi lo sapevate che…

il fiume Sacco è uno dei più inquinati d’Italia e nonostante ciò è stata concessa una licenza per costruire nelle sue prossimità? Tuttavia il Sindaco in campagna elettorale si è proclamato come paladino dell’ambiente…

il Comune ha comprato un’area verde, il cosiddetto “Parco di Monte Siserno“, fruendo dei soldi dei contribuenti e che qualche anno dopo questo Parco si trova immerso nella spazzatura? Solamente l’intervento volontario di qualche cittadino fa si che il Parco ritrovi ogni tanto la dignità che gli compete.

(Ma allora a che serve il Comune?)

i lavori per il Castel Sindici ancora “stanno per iniziare”? E’ una frase che ascoltammo già altre volte..è da Settembre che ci battiamo per vedere qualche risultato e ancora niente..a pensare che il Comune investì cifre con 5/6 zeri per acquisirlo e adesso?

Vogliamo continuare a sentire le stesse frasi? Io, noi, non lo faremo…e voi?

abbiamo uno dei comuni meno “tecnologici” della provincia? Il sito del Sindaco                         http://www.antoniociotoli.com/ dopo le elezioni è stato abbandonato (perchè?) mentre in quello del Comune http://www.comune.ceccano.fr.it/ è impossibile comunicare con l’Amministrazione o col Sindaco a differenza di ciò che è scritto?Provateci…(ho provato molte volte e l’e-mail di conferma non è mai arrivata, stessa cosa per altre persone);

un esponente della maggioranza si è ricordato che sarebbe opportuno per Ceccano gemellarsi con la città di Avignone? Peccato il Liceo Scientifico abbia scoperto il legame con la città di Avignone per di più organizzi annualmente una gita per i terzi presso tale città da quasi 10 anni;

Una domanda: un pò più celeri non si poteva essere?

Ho finito…per ora…

Vi racconto una Storia…


C’era una volta una piccola chiesa che svettava con il proprio piccolo campanile su un paesino di poche centinaia di anime. Il prete era un uomo stimato e rispettato, amato da tutta la cittadina, menzionato in ogni discorso e presente in ogni conversazione come esempio di integrità, un modello da seguire. E tutti i giovani della città lo seguivano, e così le loro madri, i loro padri, le vecchie nonnine che facevano la calza sulla soglia delle loro porte, e la processione del patrono era un turbinio di gioia.

Peccato che un giorno, inaspettatamente, si scoprì che con i soldi della questua era riuscito a costruire una villa con piscina in riva al mare che aveva tenuta nascosta per anni e anni.

Nessuno volle crederci e molti ammisero fieri che si trattava sicuramente di una bugia, di un complotto, quasi tutti infatti difesero quel prete,  stimato e rispettato, amato da tutta la cittadina, anche di fronte all’evidenza…

Passarono i mesi e anche i più incerti furono costretti a ricredersi, il prete fu allontanato in un’altra diocesi dal Vescovo che disse: “Bisogna condannare questi comportamenti, il signor parroco ha sbagliato, è vero, ma questo non deve infangare il buon nome della Chiesa, che fa tanto bene nel mondo, e tanto bene ha fatto”. Fu così che non se ne fece niente, il parroco continuò la sua attività chissà se buona o cattiva altrove. Alcuni, e non erano pochi, credevano ancora che fosse un complotto e non cambiarono idea.

Passarono gli anni e venne fuori, su un giornale del luogo, che tutti i vescovi della zona avevano costruito insieme una villa sul mare, con piscina, con i soldi dei fedeli, e fu così che intervenne il Cardinale, disgustato da tanta corruzione. Il signor vescovo Blu fu mandato lontano perchè aveva rubato molti soldi, al vescovo giallo fu imposta una multa, il vescovo verde rimase dov’era, insomma, alla fine si prese una decisione equa: non si poteva condannare tutto il clero, non era vero che tutto il clero era corrotto, bisognava fare dei distinguo, e intanto non si fece niente, perchè sarebbe stato tremendamente ingiusto a quanto pare. Ingiusto (non si capiva bene come e perchè) per quella parte buona della Chiesa che lavorava bene, che era vicina alla gente, che non andava diffamata. La rabbia cominciò a montare tra i fedeli, spezzati in due e proprio in quel paesino di cui parlavamo all’inizio, ci fu uno scontro in piazza. Da una parte coloro i quali credevano che facendo giustizia nella Chiesa si sarebbe arrecato danno a quella parte buona che lavorava bene, per questo era meglio non fare molto. Dall’altra parte c’era chi chiedeva giustizia, perchè era stato ingannato, uno addirittura aveva visto tal prete con le mani nel cestino delle offerte e mentre raccontava la storia al bar, tutti avevano puntato il dito contro di lui, perchè era un nemico del Bene, un bugiardo, un nemico della Chiesa.

Mentre le due folle (una bianca, una nera) si ammassavano al centro della Piazza, sulla quale dava proprio la facciata della piccola chiesa, lo scemo del villaggio, in piedi sulla scalinata prese la parola, prese un libro dalla tasca e lesse :

“Che cos’è la verità?”

Ognuno dette le proprie ragioni, e l’improvvisato giudice rispose:

La verità esiste, miei cari, e va cercata, con onestà, apertura mentale, e infine va accettata, come un fatto.

Detto questo prese una foto dalla sua tasca, c’erano tutti, dal Vescovo Blu al buon prete, era la prova inequivocabile che i presenti avevano tutti rubato soldi ingiustamente ai fedeli. La gente si accalcò intorno al matto e qualcuno la strappò, non era più chiaro chi fosse nella foto, e fu così che, per rispetto della verità, non fu fatto niente.

I bianchi furono felici, i neri meno; i primi furono incensati e raffigurati come brave persone che difendevano la verità, i secondi furono cacciati dalla città, come criminali malati di un male insanabile, la sete di verità.