Il diritto alla salute pubblica


La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”

L’articolo 32 della costituzione italiana è forse uno dei più eloquenti per le sue parole che ben si adattano alla situazione che si sta vivendo in tutto il mondo per la sanità. Tuttavia non possiamo interessarci del mondo se non gettiamo uno sguardo nel nostro piccolo e a Ceccano, magna civitas, la situazione sanitaria è davvero drammatica.  La recente disposizione per la chiusura dell’ospedale civile è un duro colpo che non possiamo tollerare giacchè veniamo  privati di un  bene essenziale che è la salute. Ora io, non voglio entrare nelle dispute che nascono tra i diversi modi di intendere tali  eventi ma sono convito che il diritto alla sanità non è ne di sinistra e ne tantomeno di destra poichè ogni uomo ha il diritto sacrosanto di essere curato nello ospedale più vicino e ciò  “non pare indegno ad omo d’intelletto” (Dante Alighieri canto II Inf).  Purtroppo assistiamo nella nostra città a un deperimento collettivo che è ricostrabile ovunque e che non fa vivere bene poichè manca quella comunione fraterna obbligatoria quando si parla di un diritto fondamentale, quale la sanità: non possiamo costruire un futuro roseo se non modifichiamo questo nostro presente così plumbeo.  Togliere l’ospedale è togliere un qualcosa di veramente sacrosanto a Ceccano: pensiamo ad un ipotetico signor Rossi di veneranda età che, un giorno, si sente male, dove va? Per forza a Frosinone, rischiando di morire lungo il viaggio per il traffico presente lungo le strade che collegano Ceccano a Frosinone; si rischia davvero tanto per la nostra salute, per il nostro corpo, per la nostra stessa vita che appare sempre più minacciata,in pericolo. L’invito non è un semplice monito, giacchè di moniti ne siamo già pieni, ma è un accorato appello a quanti possono, per non sancire la fine dell’ospedale ceccanese: dobbiamo costruire, come dicevo prima, il futuro basato anche sulla salute collettiva ed ora, come si farà? “Ai posteri l’ardua sentenza!”

D.F.

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6 pensieri su “Il diritto alla salute pubblica

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  2. Premetto che, nel trattare l’argomento ospedale, è opportuno concentrarsi su due questioni:
    a)il debito della sanità nella nostra Regione è alle stelle;
    b)il piano di riorganizzazione della Polverini ha difeso gli ospedali romani, ai danni di quelli nella nostra provincia, perché ha di fatto unito i posti letto di Frosinone con quelli di Roma Est.
    Poste queste due premesse, che non sono al momento risolvibili, è opportuno valutare la questione con il minor campanilismo possibile:
    lasciare in vita ospedali mediocri come quello di Ceccano o dei tanti piccoli comuni nella nostra Provincia, vuol dire sottrarre i fondi necessari all’apertura del nuovo ospedale di Frosinone, che “sarebbe” un DEA di livello II, dotato di ben UNDICI sale operatorie, se ci fosse la capacità di assumere il personale richiesto.
    Cinicamente, mi permetto di osservare che il Sign.Rossi, colto da un fulminante infarto, dovrebbe farsi trasportare da Ceccano a Frosinone;
    il Sign.Verdi invece, studente universitario, sarebbe invece costretto a farsi condurre da Ceccano a Roma, in caso di incidente stradale, per subire un intervento di neurochirurgia, attuabile soltanto in un DEA di livello II.
    E insomma, credo sia molto più pratico avere un ospedale all’avanguardia a dieci chilometri di distanza, piuttosto che a novanta.

  3. P.S.
    Ovvio che sarebbe fantastico avere una percentuale di posti letto per abitanti pari a quelle dei Paesi scandinavi, ma visto che il Governo preferisce tagliare fondi alla Sanità, e che la regione Lazio sperpera quelli che ha a disposizione(ad esempio, proponendo il rimborso del 30% delle spese dall’irpef per le attività dei consultori privati), è meglio cercare una soluzione efficiente, per quanto non soddisfacente.

  4. colgo gli spunti di qmart per fare un’osservazione, quanto più coswtruttiva possibile, non tanto alla amico D.F. quanto a tutti quei ragazzi che come lui (e spesso come me), si concentrano sulla natura del problema senza rivolgersi alle cause per reazione allergica alla politica.
    Dato come assodato il fatto che la Sanità a Ceccano non sarà più quella di prima, non basta fermarsi, ma occorre individuare i perchè, i nomi e le decisioni che sono dietro agli effetti, compito non facile specialmente per dei ragazzi impreparati come me. Per questo chiedo pubblicamente a qmart, se volesse, di inviarci un suo articolo riassuntivo della questione, almeno per quanto riguarda il suo punto di vista, per cercare insieme, di ricostruire ciò che ci ha portati a questo punto,
    Grazie
    Giovanni P.

    P.S: Naturalmente l’invito è esteso a tutti coloro che vogliano contribuire ad una comprensione partecipata

  5. Sulla situazione in particolare di Ceccano devo documentarmi, ché conosco molto meglio quella di Frosinone, per motivi “””professionali”””(metto tre virgolette, ché è un aggettivo fin troppo importante).
    Dico però, sin da subito, che la lettura di quest’intervento sia d’aiuto, ché di fatto è abbastanza equilibrata:
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/13-marzo-2010/intervento-paradosso-debito-lazio.shtml
    Nel mio primo commento ho fatto l’imprecisione di parlare di ‘debito della sanità’, che non è sbagliato, perché il pesantissimo “mutuo” che grava sulla Regione vede di fatto il buco della sanità come principale attore.
    Sulle responsabilità, è chiaro Storace qualche colpa ce l’ha, se dal 2001 al 2005 non ha mai detto parola in merito, mentre Marrazzo, appena salito in carica, è invecchiato di trent’anni quando ha dato un’occhiata ai conti, scoprendo i dieci miliardi di buco.
    Ovviamente, mi metto a disposizione per scrivere il mio punto di vista(che si basa, ovviamente, su dati oggettivi e sul lavoro svolto dal forum della sanità a Frosinone).

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