Notizia shock: Brancher sul Colle più alto


Aldo Brancher nominato al Quirinale

Berlusconi :”Così è intoccabile”

Avvenimento shock a Palazzo Madama, dove un nutrito gruppo di parlamentari quota PDL, con una navetta da record, ha preso dal cassetto un ddl che aveva presentato durante la partita dei Mondiali con la Nuova Zelanda, senza che nessuno se ne accorgesse. Si tratta della cosiddetta “Legge Colle d’oro” e straordinariamente prevede l’immunità totale, anche dalle malattie con particolare riguardo alla peste bubbonica, del Capo dello Stato. Detto fatto.
Nel tempo record di 15 minuti (su Rai 1 telecronaca in diretta di Carlo Paris, Augusto Minzolini e Capezzone) Ghedini, nel camper “PDL all night long”, utilizzato per andare a vedere l’ultima finale di Amici, insieme a Cicchitto, Bonaiuti e, per la Lega, Calderoli, sono riusciti a far approvare una legge costituzionale nel difficile traffico romano delle due. Soddisfatti e sudati hanno salutato una platea di lavoratori interinali sorridenti assoldati per 15 euro al Kilo da Verdini al mercato nero. Giunto al traguardo Bonaiuti è stato chiarissimo, dopo aver difeso comunque il Premier indipendentemente da tutto, si è voltato verso i suoi dicendo: “Non è finita qui”
Sono le 14:30 e se la faccenda non si chiude entro il pomeriggio “Sono fottuti” come dichiara Vittorio Feltri in prima pagina nell’editoriale lampo stampato per l’occasione e distribuito dagli interinali e dai co.co.co.
Bisogna nominare Presidente della Repubblica ad interim Aldo Brancher e cercare una maggioranza sufficiente ad eleggerlo. Capezzone in diretta su RAI 1 propone di nascondere Napolitano (il Tg delle 20 poco dopo mostrerà un doveroso servizio sull’afa da record e passerà alle nozze del signor Luigi, centenario sardo, occupandosi,così, molto accuratamente dell’accaduto). Mentre qualche lavoratore interninale provava a nascondere Napolitano dietro la bandiera dell’Europa alle spalle della sua scrivania, con scarsissimi risultati peraltro, un equipe di esperti costituzionalisti (Barbara D’Urso, Pupo, Ken il Guerriero e Paolo Limiti) si stava occupando della nuova legge da far approvare in serata e rendere esecutiva entro la mattina successiva.
Dopo “aver infranto ben 112 norme costituzionali e aver coniato il 139/bis che si occupa della nomina del Presidente della Repubblica” come ci ricorda Enrico Varriale ancora in diretta da Johannesburg, la notizia appare in esclusiva su Chi, accompagnata dal servizio del Direttore Alfonso Signorini “Brancher, il Presidente più glamour della Repubblica”, ebbene si, dopo i nomi di Cossiga, Scalfaro, Ciampi e Napolitano ( di cui qualche dirigente del PDL dice di aver dimenticato il luogo prescelto come nascondiglio) campeggia in bellavista quello di Aldo Brancher, statista , filosofo e indagato.

Lady Windermere

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8x mille…visite..


di Gianluca Popolla

Cari lettori,

vorrei a nome di tutti i componenti del blog ringraziare tutti voi per i grandi risultati che ci permettete di raggiungere.

Negli ultimi due mesi abbiamo superato il record delle visite mensili ed abbiamo ritoccato anche quelli delle visite settimanali e giornaliere ed ora, come se non bastasse, abbiamo raggiunto e superato le ottomila visite un traguardo che, insperato all’inizio, adesso consideriamo un punto di partenza per il futuro consci che appagarsi ora vorrebbe dire gettare alle ortiche una grande occasione.

L’abbiamo costruita dal nulla, anzi no, dalle nostre idee, dalla volontà di qualche ragazzo di dire la propria inizialmente sulla scuola e successivamente su Ceccano e la sua politica: argomenti sottaciuti, tabù per un giovane di Ceccano che non sia invischiato (non uso a caso tale termine) nella politica dei partiti.

Abbiamo intrapreso una strada nuova, originale, che nessuno aveva mai percorso, sapendo che non sarebbe stato facile ma con quel mix di audacia e incoscienza giovanile ci abbiamo creduto, siamo andati avanti nonostante non avessimo il tempo a disposizione di tutti quei politicanti che fanno dell’attività politica l’unicum dei loro giorni.

Un ringraziamento va al fondatore del blog Giovanni Proietta che ha permesso a me ed altri ragazzi questa avventura che spero andrà avanti il più possibile…

Un doveroso Arrivederci


Nel nostro Paese, ci sono cose che non si devono dire e io non lo accetterò mai, mi dispiace, in nome della verità. Chi anche oggi si rifiuterà disgustato di leggere  e capire le parole penose di un pessimista (forse le ultime) avrà perso l’ultima occasione per salire su un treno, forse non quello dei vincitori, ma neanche quello dei perdenti.

Se vogliamo veramente cambiare questa Italia non possiamo farci scrupoli quando demoliamo i meccanismi dei poteri forti, non possiamo perderci in inutili distinguo, non possiamo tornare indietro perché questo vorrebbe dire fermarci.

Certe volte sono dell’idea che arrovellarsi intorno a questioni superficiali, di facciata, perdendo tempo inutile, sia un assist impagabile a chi spera che le cose vadano in un certo modo. Sono stufo di parlare al vento rischiando di passare per un pazzo quando credo di dire delle cose con un pizzico di buonsenso. Ogni volta che mi ritrovo a dire la mia alcune delle persone il cui parere ritengo essere  fondamentale, mi guardano come se stessi invocando Satana e questo non può che dispiacermi profondamente. Ma sono fatto così, e se quello che dico è invocare Satana, beh allora vorrà dire che invoco Satana.

Sono perfettamente cosciente che i tre periodi precedenti sono sconnessi (sembrano gridi di un pazzo), illogici e frammentari e come sempre mi ritrovo, alla fine, a dover condensare il messaggio(sarà ora di cambiare stile?): mi prendo una vacanza da CogitanScribens, un viaggio di durata indeterminata fino ad un capolinea dove lampeggia un grosso “Arrivedeci”, certo, un viaggio molto particolare che ho deciso con difficoltà, pensando per correttezza di renderlo pubblico.

Parto principalmente perchè non mi sento più molto stimolato a scrivere sul blog e per un po’ dovrò cercare me stesso, avrete tutti notato che sia  il mio stile, come  pure gli argomenti che tratto, vanno appiattendosi sempre più e questo non mi piace affatto.

Parto quindi con la promessa di ritornare più fresco e pungente di prima, e vorrei sottolineare, che il motivo della mia decisione è un motivo principalmente tecnico, vi lascio comunque in buone mani, a Gianluca, a Pif, a Giancarlo ed ai numerosi collaboratori che ogni tanto ci aiutano. E vi ringrazio del tempo che vorrete concedermi,

Arrivederci dal vostro supervisore occulto

Giovanni Proietta


La Dichiarazione dei redditi


di Gianluca Popolla

Cari lettori,

ecco un affascinante viaggio nei meandri della politica e del politichese riguardo il tema della dichiarazione dei redditi e dell’evasione fiscale ad essa collegata.

Qui alcune informazioni sui sistemi fiscali degli Usa e di altri paesi europei:

L’articolo 167 della legge dichiara: “Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da uno a tre anni”.Tuttavia non è chiaro, dall’interpretazione della legge, se sia reato scaricare il file, oppure utilizzarlo per fini personali.

(http://www.downloadblog.it/post/6549/rischia-larresto-chiusa-i-dati-delle-dichiarazioni-dei-redditi)

I redditi degli italiani sono rimasti online poche ore, prima dello stop del Garante della Privacy. Ma cosa succede in altri Paesi? In Gran Bretagna e Stati Uniti le denunce fiscali sono sempre salvaguardate dal diritto alla privacy, mentre in Irlanda la «gogna» su internet è riservata solo agli evasori.

«Negli Stati Uniti tutte le informazioni personali riguardanti il contribuente sono protette dalla Federal Tax Law, Noi rendiamo accessibili al pubblico, sul nostro sito Internet, solo dati statistici generali, senza alcun riferimento comunque a informazioni di tipo personale». Andrew DeSouza portavoce dell’IRS

In Gran Bretagna le dichiarazioni sono coperte dal diritto alla privacy. Nessuno può quindi, tanto meno via internet, accedere a file privati senza avere una liberatoria.(sono ovviamente esclusi i commercialisti)

Gli impiegati della HM Revenue & Customs, l’agenzia delle entrate britannica, non possono in alcun caso dare accesso a membri del pubblico, compresi i giornalisti, pena la perdita del posto di lavoro.

Sono oltre 120 i nomi dei contribuenti irlandesi che compaiono negli elenchi pubblicati dall’Amministrazione fiscale e che riportano, oltre ai nomi e ai cognomi, anche la tipologia dell’imposta o del tributo non versati e l’ammontare complessivo, inclusi interessi e sanzioni, pagati per siglare la pace con il fisco e per fare il reingresso tra la platea dei contribuenti fiscalmente corretti.

(http://www.corriere.it/economia/08_aprile_30/fisco_online_estero_7b0b2a3a-16e3-11dd-8b67-00144f02aabc.shtml)

La dichiarazione dei redditi è il mezzo con il quale il cittadino-contribuente comunica al fisco quanto ha guadagnato ed effettua i versamenti delle imposte relative.

Per la legge italiana, D.P.R. 600/73, è un atto pubblico, consultabile gratuitamente, rilasciando le proprie generalità.

Il viceministro dell’Economia nel secondo Governo ProdiVisco, con provvedimento del 5 marzo 2008, ha per la prima volta autorizzato la pubblicazione su Internet delle dichiarazioni dei redditi riferite all’anno 2005; ne ha però disposto la sospensione lo stesso giorno, dopo poche ore. Le polemiche scaturite sono legate da un lato all’esigenza della tutela della privacy dei cittadini e, dall’altro, all’esigenza di trasparenza e lotta all’evasione fiscale.

Le dichiarazioni dei redditi sono da anni pubblicate via Internet negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei. In Finlandia, le dichiarazioni dei redditi possono essere consultate mandando un SMS con il telefonino ad un numero prefissato, al costo di 1,90  (nel 2008).

(http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_dei_redditi)

Esiste un paese nel mondo che ha sempre dato una grande pubblicità alle dichiarazioni dei redditi dei suoi cittadini, mettendo a disposizione un registro con tutte le cifre, consultabile da chiunque, presso tutti i comuni e presso gli uffici fiscali. Quel paese si chiama Italia.

Diamo un occhiata intorno a noi.
In Finlandia si è sempre pubblicato l’elenco delle dichiarazioni dei redditi sui giornali locali. Da subito sono state messe su internet e ultimamente con un sms puoi sapere l’ultimo IRPEF di chiunque.
In Norvegia hanno inventato un’applicazione che ti fa comparire l’IRPEF complessivo accanto alla faccina del tuo amico su Facebook.
Di sicuro però la Norvegia è il paese con la miglior qualità della vita del mondo e la Finlandia lo è per democrazia, diritti civili, libertà di stampa e scarsa corruzione.

http://www.60019.it/index.mv?rss=Rimettete+l’elenco+con+le+dichiarazioni+dei+redditi+nei+comuni+italiani|60019rubriche_leggi|1|1269531792

Soluzioni differenti per lo stesso problema, questo ci fa capire quanto sia difficile risolvere problemi quali l’evasione fiscale…

E’ davvero violazione della privacy sapere quanto dichiara il mio vicino di casa ? Oppure soltanto una protezione dei poteri forti? Perchè chi difende le intercettazioni non si batte per la trasparenza nella dichiarazione dei redditi? Sono più importanti i numeri delle parole?

Forse ci dovremmo riflettere…

“Nel panorama degli assurdi nazionali spetta agli evasori moralisti. Sono gli stessi che hanno fatto la fila per comprare La Casta di Stella e di Rizzo […] indignati per i costi della politica: 4miliardi e mezzo all’anno[…]mentre loro agli altri contribuenti costano 12 miliardi al mese” (una piccola manovra finanziaria al mese)

Quando l’informazione non arriva dappertutto…


Un saluto a tutti quanti quelli che ci seguono.  Oggigiorno siamo convinti che grazie alla tecnologia e a nuovi mezzi di comunicazione tutte le informazioni ci giungono istantaneamente grazie ai giornali e alla televisione; ma purtroppo non è così. Troppo spesso siamo isolati da moltissime informazioni che per chi fa i telegiornali o scrive su giornali considera di secondo livello solo perche (è questo è un mio pensiero) non le reputano abbastanza importanti.

Grazie ad un quotidiano mensile di qualche mese fa ho avuto la fortuna di conoscere una notizia che per molti aspetti è scemata via senz’altro farsi risentire: l’inondazione di alcuni villaggi del Perù. In queste zone sono presenti alcuni missionari dei “Servi dei poveri del Terzo mondo” (se volete conoscere qualche cosa su di loro andate su questo link: http://it.gloria.tv/?media=14489 ) che assistono, per quanto è possibile, le popolazioni peruviane abbandonate dal mondo. In una circolare straordinaria  padre Giovanni Salerno(“missionario dei Servi dei poveri del Terzo mondo”), ci invita ad udire, cito testualmente “il grido degli innocenti”. Di queste regioni, mi ricollego con l’introduzione, si è parlato ai telegiornali, ma solamente delle forti piogge e dei 1500 turisti  che non potevano essere evacuati. E le popolazioni dei villaggi che a causa della pioggia hanno visto togliersi tutto, chi ne ha parlato? Di questa popolazione che vive di allevamento o di agricoltura e che ora si ritrovano senza casa e senza tenda(poiché il governo peruviano a distribuito 75 tende per 315 famiglie) non importa niente a nessuno? Di questa gente che non ha più una casa e sarà difficile che l’avrà in futuro chi se ne occupa? Sono stato esterrefatto che non si è saputo niente di queste zone, il che mi lascia pensare che ormai siamo anche stanchi di aiutare o sentire di aiutare il nostro prossimo.

Sempre dalla circolare di padre Giovanni cito queste frasi: <<Purtroppo i suddetti mezzi di comunicazione hanno informato solo sulla vicenda di questi turisti, trasportati poi a Cuzco in elicottero, mentre si sono dimenticati delle 10000 persone povere che in questo frangente hanno perso tutto e continuano a soffrire ancora oggi. Nel silenzio della Cordigliera continua a echeggiare il grido degli innocenti>>. Continua dicendo: << ..di fronte a questa tragedia, credo che sia importante seminare speranza e avere fiducia nell’amore misericordioso di Gesù che ci invita tutti a riconoscerlo in quelli che soffrono. In mezzo a tanta gente che soffre, è importante invitarla  a sollevare lo sguardo verso il Signore, verso Gesù, gettando così in loro il seme della speranza>>.

Non rimaniamo immobili e inermi di fronte a queste cose quando l’informazione non ci assiste aiutiamoci tra di noi a rimanere informati, a non dimenticarci dei nostri fratelli e delle nostre sorelle più bisognose. Il Signore dice: <<Ama il prossimo tuo come te stesso>> e anche <<…venite benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fino alla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato; nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi..allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo visestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me>>. Queste parole possano essere la guida dei nostri passi verso la santità e la creazione di un nuovo mondo fatto di amore.

Un saluto speciale va a tutti i sacerdoti, i missionari, le religiose e le famiglie che in questo momento più che mai stanno servendo e diffondendo la parola del Signore.

Che Dio vi benedica

Pierfrancesco Gizzi

Il diritto alla salute pubblica


La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”

L’articolo 32 della costituzione italiana è forse uno dei più eloquenti per le sue parole che ben si adattano alla situazione che si sta vivendo in tutto il mondo per la sanità. Tuttavia non possiamo interessarci del mondo se non gettiamo uno sguardo nel nostro piccolo e a Ceccano, magna civitas, la situazione sanitaria è davvero drammatica.  La recente disposizione per la chiusura dell’ospedale civile è un duro colpo che non possiamo tollerare giacchè veniamo  privati di un  bene essenziale che è la salute. Ora io, non voglio entrare nelle dispute che nascono tra i diversi modi di intendere tali  eventi ma sono convito che il diritto alla sanità non è ne di sinistra e ne tantomeno di destra poichè ogni uomo ha il diritto sacrosanto di essere curato nello ospedale più vicino e ciò  “non pare indegno ad omo d’intelletto” (Dante Alighieri canto II Inf).  Purtroppo assistiamo nella nostra città a un deperimento collettivo che è ricostrabile ovunque e che non fa vivere bene poichè manca quella comunione fraterna obbligatoria quando si parla di un diritto fondamentale, quale la sanità: non possiamo costruire un futuro roseo se non modifichiamo questo nostro presente così plumbeo.  Togliere l’ospedale è togliere un qualcosa di veramente sacrosanto a Ceccano: pensiamo ad un ipotetico signor Rossi di veneranda età che, un giorno, si sente male, dove va? Per forza a Frosinone, rischiando di morire lungo il viaggio per il traffico presente lungo le strade che collegano Ceccano a Frosinone; si rischia davvero tanto per la nostra salute, per il nostro corpo, per la nostra stessa vita che appare sempre più minacciata,in pericolo. L’invito non è un semplice monito, giacchè di moniti ne siamo già pieni, ma è un accorato appello a quanti possono, per non sancire la fine dell’ospedale ceccanese: dobbiamo costruire, come dicevo prima, il futuro basato anche sulla salute collettiva ed ora, come si farà? “Ai posteri l’ardua sentenza!”

D.F.