..in attesa di un titolo..a voi la scelta


Siamo solo un groviglio di eventi e spostamenti paralleli
casualmente in scontro che generano reazioni a catena instabili
che ci fanno reagire tra di noi
che creano delle storie….
o forse siamo solo i pezzi di un disegno più grande…
o le pedine di un burattinaio schiavo del suo stesso spettacolo….
tutte ipotesi perfettamente accettabili….ma ne siamo sicuri veramente??
è forse un caso che le cose siano andate così…..
se fosse possibile vederlo quel disegno….
saremmo in grado di cambiarlo….oppure no…
oppure siamo noi a farlo senza rendercene conto….
siamo degli stupidi sassi lanciati in uno stagno…ripetutamente
gli anelli che creiamo sono le nostre azioni e interegiscono fra loro
prima o poi tutti questi anelli si fermeranno e allora
mentre noi abbiamo toccato il fondo ci chiederemo
se l’ anello fosse stato diverso io sarei qui…..
e la risposta non è tanto si o no ho almeno conta
ma relativamente
la risposta è quanto può cambiare ciò le cose….
il mondo che ci circonda la vita…la nostra linfa…
a che serve vivere se non si vive con la speranza di cambiare le cose
di combattere e per un ecosistema più giusto
per un utopia….

“Les69”

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“Percorso di maturità”: il benvenuto di “Les69”


Cari lettori,

ho oggi l’onore e in certi sensi anche l’onere di presentare un nuovo amico nel sito di Cogitanscribens che ultimamente si sta allargando sempre di più concretizzando quegli sforzi iniziali e, nei momenti di sconforto, forse, pensati inutili da chi questo sito l’ha vissuto sin dai primi giorni: gli ultimi avvenimenti e adesioni confermano che non è così..il nuovo “compagno” si fa chiamare per ora (lo sottolineo) “Les69” e chi lo conosce bene, come me, non avrà difficoltà nel riconoscerlo…Ecco a voi una sua poesia…diciamo d’introduzione in questa nuova avventura…

la felicita..
perché l’ uomo si danna per cercare l’ ignoto
io non credo che un uomo neanche uno solo nella sua più complessa vita
sia realmente felice
perché ci ostiniamo a cercare la felicità
che cosa si prova a rincorrere un fantasma
che cosa si prova a lasciarsi scivolare tutto addosso..
tutto il nostro sapere tutta la nostra arte
la filosofia l’ amore il denaro
non sarebbe sufficiente a colmare il nostro bisogno di felicita
io non voglio essere felice…non ne ho il diritto
chiedo solo alla vita di non colpirmi così forte
Non sono nato di mia iniziativa
e quello che amo di più
è pensare che quando tutto questo finira
tutto mi sarà chiaro
i problemi almeno x come ci si presentano
sono relativi
per cui non prendertela
se altri dannano una scelta tra cose che loro hanno
e che tu desideri ardentemente
perché molte cose che tu hai sono
l’ infinito di altri
chiudi gli occhi e solca l’ infinito
puntano nei cieli della sconfitta
e vivi secondo il tuo Io-Comune
allora si che sarai felice

Introduzione di Gianluca Popolla

Poesia di “Les69”

Una Svolta, parziale


http://www.edicolaciociara.it/ivano-alteri/919-noi-siamo-donne-e-uomini-del-centrosinistra-.html

http://www.edicolaciociara.it/attivita-politica/99-iniziative/907-per-lalternativa-di-centrosinistra.html

Quando Angelino Loffredi mi ha taggato in una nota che presentava quest’ultimo documento con l’invito a partecipare ad un incontro, tutto avevo pensato fuorché di trovarmi a ripensare fortemente la mia posizione politica nella realtà. La mattina dell’8 maggio è stato come se  Angelino e con lui, virtualmente, un gruppo di persone, avessero ascoltato le mie preghiere, il contenitore politico di cui da mesi, sentivo il bisogno.

Molti, alla luce di queste esternazioni, pensate e ripensate, storceranno il naso, oppure crederanno finita la parabola “CeccanoViva”, non è così, lasciatemi spiegare. Ho a lungo riflettuto su quale fosse la mia idea politica, e altrettanto su quale entità avrebbe potuto raccogliere i miei interessi dal punto di vista pratico, entrambe attività davvero estenuanti, un labor limae che ha prodotto un risultato.

Ci sono due motivi, principalmente, per i quali ho ritenuto di fare questa svolta:

1)      Come amo ripetere a Gianluca, a Sara e come ho detto nella riunione dell’8 maggio, entrare a far parte di un contenitore (comunque al di fuori dei partiti, voglio precisarlo) di connotazione politica, implica una perdita di autonomia per acquistare maggiore organizzazione. Da soli si è perfettamente autonomi ma si è costitutivamente soli, nel senso numerico e qualitativo. Mi si dirà: non sei libero di dire qualcosa che vada oltre il tuo Partito!- Risponderò: Quale Partito?

E poi dimentichiamo sempre un dato strutturale, nel momento in cui ci si associa, si è parte di un movimento, nella ragione in cui, il movimento è composto da parti.

2)      Io oggi, in quest’Italia, mi riconosco nel centro-sinistra e voglio dimostrarlo, urlarlo, perché mi fa schifo quest’Italia Berlusconiana e voglio costruire qualcosa che sappia reggere e proporre qualcosa di concreto a livello nazionale.

Aggiungerei una postilla fondamentale al mio discorso infuocato che ho cercato di frenare prima di regolare il tiro: l’avventura all’interno di CeccanoViva non finisce, ora io non ho nessuna tessera in tasca e lo scopo di questa mia svolta è quello di muovere su due piani, nel nostro paese (con il Comitato) e nel Paese di tutti (con questo laboratorio tutto da costruire). Pertanto il mio non solo non è un addio ma è piuttosto un invito a tutti coloro che (intelligenti pauca) come me, si sentono impotenti ed inutili e vogliono proporre qualcosa di dichiaratamente alternativo al berlusconismo. Un’alternativa che non è proposta secondo gli schemi partitici del placet quando si parla di amici e non transeat quando si parla di nemici, secondo una riforma dal basso della decadente forma partito. Qualcosa di diverso, un lavoro dall’esterno, per accrescere la partecipazione politica della gente che non se la sente più di marciare sotto l’egida di un Partito che si porta dietro una storia fatta di magagne, come ho più volte ripetuto entrare in un Partito, soprattutto per un giovane, vuol dire accettare il peso di un passato nebuloso, ma non lo è allo stesso modo avere un’idea propria e condivisibile. Sognare una sinistra nuova e diversa non è reato e a questo punto realizzarla diventa un dovere morale se vogliamo che le cose cambino.

Ad majora semper

Giovanni Proietta

Sindaco adesso ha lei un’opportunità da non perdere!!!


 

Cari lettori,

in vista delle ultime elezione regionali ricordo, e credo anche voi, che lo slogan del nostro Sindaco Antonio Ciotoli era “Un’opportunità da non perdere” riferendosi ovviamente alla possibilità di essere eletto al Consiglio Regionale.

In quell’occasione fu Lui a dare un consiglio agli elettori di Ceccano ed ora sono io che voglio dargli un consiglio utile sia alla sua Amministrazione che alla sua cittadinanza.

Come forse saprete Antonio Ciotoli o meglio, la sua equipe, ha creato un sito internet appositamente per pubblicizzare la sua candidatura alle Elezioni Regionali: sicuramente una bella idea che mantiene in contatto due parti oggi come non mai così distanti quali appunto l’Amministrazione Comunale ed il Sindaco di Ceccano.

Sarebbe una affascinante prova di confronto, terreno di dialogo fertile per una nuova fase nel nostro Comune e nella nostra comunità per la quale parole come dialogo e confonto appaiono come un miraggio…

Una bella idea quindi, anche se finite le elezioni il blog ha smesso di vivere o meglio di esistere, che concetto quello dell’esistenza: essere per trovare un senso, il senso di tutto ciò che ci circonda…

Certo c’è anche il sito del Comune di Ceccano ma penso che sia meno comunicativo rispetto al sito del Sindaco e pertanto non si riesca a sviluppare quel confronto e quel dialogo che potrebbe suscitare quest’ultimo: al sito del Comune sarà qualche responsabile ad occuparsene, nel sito del Sindaco sarà quest’ultimo invece a gestirne le sorti: un avvicinamento sostanziale alla città insomma…

Non si può non considerare l’importanza di un sito internet di cui il protagonista o blogger sarebbe proprio lo stesso Antonio Ciotoli: una migliore comprensione per i cittadini di come viene amministrata la città e una maggiore possibilità di espressione e di diffusione della propria politica Amministrativa tra i cittadini per il massimo esponente di Palazzo Antonelli..

Internet è un mezzo importante per la comunicazione: é stato usato durante la campagna elettorale, perchè non continuare ora?

Lancio una provocazione immancabile quando si parla di politica accompagnato da un fondo di riflessione: é stata una trovata pubblicitaria quella del Sindaco Ciotoli nell’utilizzare internet solo per le Elezioni Regionali oppure no ?

Io non ci credo…

QUINDI SIGNOR SINDACO ADESSO HA LEI UN’OPPORTUNITA’ DA NON PERDERE..

NON LA PERDA

Gianluca Popolla

Riflessioni sul Primo maggio


“L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”

Alla vigilia del 1 di maggio, festa dedicata ai lavoratori, vorrei scrivere de multis rebusma piace all’animo interessarsi proprio ai lavoratori che domani, come ben sapete, ricordano la loro festa. Le altere parole del primo articolo della costituzione italiana sembrano risuonare in questo tempo in cui parlare del lavoro appare difficile per la vastità di opinione che il suddetto elemento presenta. Il lavoro!  Sublime vocabolo da sempre presente nelle menti umane che sta a significare la realizzazione di un proprio obiettivo dal quale trarre frutti che si gusteranno in tempi futuri; come ben vediamo, il lavoro è essenzialmente questo: è una realizzazione, una salvezza dalla vita. Il lavorante è simile a colui che “con lena affannata , uscito fuor del pelago alla riva, si volge a l’acqua perigliosa e guata” (Dante Alighieri I inferno) giacchè, dopo aver navigato, trova un riparo sicuro: ecco, il lavoro dovrebbe essere un riparo, domus sublimis, dove poter vivere la vita. Tuttavia, in questo tempo così ricco di crisi, questo concetto non appare più vero: milioni di persone perdono, ogni giorno, posti di lavoro e giustamente reclamano con forza e vigore affermando cose vere ma che forse, i potenti, non vogliono ascoltare. Può essere festeggiato nella gioia questo 1 maggio?

No, l’Italia, l’Esperia decantata dal Mantovano poeta, sembra essere schiacciata da un piede forte che tutto vuole e che nulla da.

No, l’Italia, non può accettare questa crisi che rovina la sua fisionomia.

No, l’Italia, terra del lavoro, appare simile a una madre senza un figlio, e chiede la pace, chiede che i suoi figli, i suoi lavoratori, ritornino nelle loro fabbriche, nei loro uffici, ovunque.  L’ora della riscossa, in questa crisi che con il suo giogo opprime, deve nascere nelle menti di tutti. Forza allora!  L’augurio di un buon primo maggio appare, in questa dimensione, come un sole che sorge che porta con sè un vento caldo che sa di libertà

Giancarlo.